Proponiamo un'iniziativa che interesserà in particolare i lettori residenti in Nord America, ma alla quale speriamo parteciperanno anche tutti gli altri. Abbiamo contattato alcuni candidati dei maggiori partiti nella circoscrizione elettorale del Nordamerica. L'idea è di intervistarli attraverso domande poste dai lettori. Vi invitiamo perciò a usare i commenti a questo articolo per suggerire domande. Potete indicare se la domanda è rivolta a tutti, o se è da rivolgersi ad un candidato specifico o ai candidati di un singolo partito.
Avviso 31/3: Le prime risposte si possono trovare qui
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La redazione selezionerà una decina di domande - cercando anche di usare le reazioni dei lettori alle medesime - e le invierà agli uffici stampa dei candidati.
Pubblicheremo poi le riposte mano a mano che ci arrivano. Abbiamo appena contattato i candidati, ma la segreteria
della candidata alla camera del PD, Emilia Vitale, si è già resa
disponibile a partecipare all'iniziativa.
Dateci sotto.
Nota: i commenti sono di proprieta' degli autori, che ne sono responsabili.
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Nel 2006 le elezioni all'estero sono state vergognosamente irregolari e lo spoglio in Italia perfino di più. Cosa intende fare per renderle trasparenti e quindi legittimare la sua (eventuale) (ri)elezione al Parlamento?
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Caro Andrea nel link troverai anche un video interessante
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Che proposte avete per migliorare (eufemismo) la comunicazione con le amministrazioni pubbliche degli altri paesi, in modo da ridurre gli adempimenti presso i consolati?
Idee di modifica alla legge sull'imposizione dei salari prodotti all'estero (la soglia dei 183 giorni, se non vado errato).
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A me piacerebbe fare una domanda sul ruolo del rappresentante eletto all'estero:
Cosa pensa delle modalita' di elezione dei candidati nelle circoscrizioni estere? Per quale motivo cittadini che non pagano le tasse dovrebbero essere rappresentati in parlamento?
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domanda OT (ma sarebbe interessante dedicare all'argomento un post specifico)
Andrea, ma il principio no taxation without representation è valido anche per l'Italia?
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A me piacerebbe fare una domanda sul ruolo del rappresentante eletto all'estero:
Cosa pensa delle modalita' di elezione dei candidati nelle circoscrizioni estere? Per quale motivo cittadini che non pagano le tasse dovrebbero essere rappresentati in parlamento?
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Eh giuro che non ci avevo pensato. Trovo comunque il meccanismo del tutto assurdo, non capisco perche' non si sia scelto di far votare solo i cittadini di migrazione recente nel collegio di ultima residenza.
Sul principio in se' non sono in disaccordo: anzi, personalmente non mi dispiacerebbe ritornare alla condizione pre-Tremaglia, in cui non dovevo ad ogni elezione scegliere tra il male e il peggio (il che pare essere la costante alternativa per l'Italia). Non sarebbe neanche male se, come regola generale, diritti e doveri fossero basati piu' sulla residenza permanente che sulla cittadinanza, e quest'ultima gradualmente perdesse peso fino a svanire (nel mio mondo ideale, ognuno dovrebbe essere accettato o meno in un paese sulla base dei suoi meriti individuali e della sua convenienza per chi gia' vi risiede, non di privilegi di natura ereditaria). Negli ultimi decenni ci si e' gia' mossi in questa direzione, specialmente in paesi ad alta immigrazione, ma ovviamente ci sono resistenze da parte dei nativi con minore mobilita' che considerano la loro cittadinanza come uno dei loro pochi assets.
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Dal blog Wittgenstein:
Tribuna elettorale
Un blog che si chiama Foscocasantica si è chiesto come mai nella biografia online di Andrea Verde, neocandidato col PdL per le circoscrizioni estere, ci fosse un buco di alcuni anni. E così ha scoperto che Verde, produttore e regista, in quegli anni ha in curriculum i seguenti titoli: "Diario segreto di un'italiana a Parigi", "Papà ti scopo tua moglie", e soprattutto "Sotto il vestito la sorca".
Nel programma elettorale Verde riporta: "potenziare il palinsesto di RAI International riqualificandone i contenuti".
Gazzetta dello Sport [*]
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Sulla falsariga di quanto ha fatto Luigi, vorrei segnalare la candidatura di Juan Esteban Caselli in Sudamerica (Senato) con PDL. Qui sotto trovate qualche link esplicativo:
http://tinyurl.com/22ndqd
http://tinyurl.com/2dp4q9
Più che i trascorsi nella dittatura militare argentina o i legami col Vaticano, vorrei sottolineare che costui (a quanto pare) parla a malapena l'italiano.
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Mi e' arrivata una email dal movimento promotore del PD negli USA. Forse sapendo che lavoro per l'universita' ci tengono a esporre i punti del programma che riguarda "la riforma su R&D"
Gli Atenei abbiano completa autonomia amministrativa e finanziaria Le borse di studio siano spendibili in qualsiasi universita' italiana ed estera
I titoli di studio conseguiti all'estero siano riconosciuti dalle Universita' italiane Sia snellito l'iter burocratico per il rientro dei "cervelli" italiani
Sia favorito il reclutamento di ricercatori stranieri nelle universita' italiane
Lasciamo stare per pieta' la storia dell'iter burocratico e delle borse. Mi piacerebbe leggere qualcosa di meno fumoso su, diciamo, almeno il punto uno che mi sembra il piu' ambizioso.
Inoltre scopro dal blog del PD negli usa linkato in quella email che l'altro ieri e' stata inaugurata la nuova sede, al 59esimo piano dell'empire state building. Vorrei sapere (per curiosita' mia) quanto costa, cosa se ne fanno e soprattutto quale forte messaggio di cambiamento una scelta del genere rappresenta secondo loro.
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La domanda riguarda Universita' e Ricerca in Italia.
I problemi noti sono Responsabilizzazione, Autonomia, Finanziamenti.
Senza responsabilizzazione (che include per esempio, il collegamento di una quota consistente dello stipendio dei docenti alla produttivita' scientifica e didattica valutata dai propri peers e dagli studenti; licenziabilita' del ricercatore-assistant professor che non riceve tenure, prepensionamento forzato dei docenti-parassiti che infestano l'Universita' Italiana etc.) l'autonomia (che include "concorsi"-intervista condotti a livello di dipartimento; tasse universitarie liberalizzate; abolizione del valore legale del titolo di studio etc.), diventa farsa e nepotismo; senza meccanismi di finanziamento meritocratici adeguati (che include una forte iniezione di fondi pubblici per la ricerca di base distribuiti in modo competitivo e in "peer-review"; vouchers diretti agli studenti che scelgono competitivamente l'universita' in cui spenderli etc.), autonomia e responsabilizzazione sono concetti vuoti. ANVUR, l'aliquota di fondi della ricerca biomedica per progetti under-40 in peer-review valutata da under-40, la proposta dei meccanismi concorsuali a due fasi, senza esami scritti, con sola valutazione dei CV e seminari-interview, pur nella loro incompletezza e fumosita' dei metodi, cercavano di andare in una direzione apprezzabile, ma l'opposizione di consiglio di stato, conferenza dei rettori e docenti universitari e' stata prevedibilmente fortissima.
Che succedera' ora? Come si ricostruisce una universita' moderna e competitiva? quali sono i modelli di riferimento? come si superano le inerzie e le barricate della ennesima casta? in che modo l'esperienza internazionale dei candidati circoscrizione estero puo' portare "aria nuova" alla discussione senza rischiare di essere emarginata a priori?
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La trovo una iniziativa molto interessante.
Come il resto del blog.
Esiste una cosa analoga per la circoscrizione Europa?
grazie. (scusate anche per il leggero OT)
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leggo da poco il Vs blog e non mi pare siano state recentemente aperte discussioni sulla Sanità. Un pò sconvolto ero, in verità, quando per alcuni mesi in Italia abbiamo sventolato lo sdoganamento del SSN che il furbetto Moore, nel lancio mediatico del suo SicKo, aveva fatto, con tanto di interviste, baci e abbracci con l'inutile ministro Turco. Poi appena il Film è uscito dai cartelloni tutto l'entusiasmo è rientrato e non mi risulta che al di là di qualche giornaletto Italiano, Moore si sia ripetuto negli elogi, insostenibili, al Ns Sistema Sanitario.
il commento positivo ha placato l'enorme complesso di inferiorità italico e forse c'è ancora qualcuno che ritiene che davvero il nostro SSN sia paragonabile a quello di qualsiasi altro paese occidentale.
Io vivo di sanità e nella sanità, in una regione sana (economicamente) come la Lombardia, devo moltissimo alla mia esperienza americana, ne conosco vizi e virtù, ma sono convinto che di questo passo, senza correttivi significativi, il SSN italiano esploderà, e non sarà in grado di rispondere nemmeno alle più banali richieste di assistenza.
Un parere
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Se ne era parlato un po' in questo articolo,a partire dal terzo commento.
Sicuramente il tema meriterebbe maggiore attenzione: visto che te ne intendi perchè non lo scrivi tu un bell'articolo?
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"la mensa del carcere offre ogni giorno la scelta tra due primi piatti, che oggi sono spaghetti alla carbonara e passato di verdura; quando mi trovo davanti i due piatti prendo gli spaghetti ed esprimo così una preferenza. Se però io mi fossi trovato al ristorante e questi fossero stati presenti nel menu, non li avrei presi: la scelta è stata motivata dall'esistenza di un panorama di opzioni posta al di fuori del mio controllo (cfr. J. Elster, Uva acerba. Versioni non ortodosse della razionalità, Feltrinelli, Milano, 1989, pp. 133-63). "
Marcello caro, fammi partire da questo intrigante paragrafo di Elster, per semplificare concetti che letti in termini politici possono portare a contrapposizioni irrazionali e farci vedere le cose in modo diverso anche con un pensare comune.
Io ho paura che continuare a dire che la visione della sanità italiana non può essere sostituita da quella americana, ci fa perdere di vista sistemi più sani, come quelli del nord Europa, e ci costringe ad ideologizzare un argomento in pro eontro America, come certa sinistra ha fatto (ed io non sono affatto di destra), mentre la questione è:
proviamo a valutare un sistema sanitario, che è un servizio, nel modo epistemologicamnete più corretto, ovvero in termini di facilità di fruzione e di soddisfazione dell'utenza, e di qualità e gratificazione dell'operatore sanitario.
Crediamo davvero che il paziente in Italia fruisca agevolmente del SSN?
Vogliamo chiederci se esistono, tranne rare eccezioni, tempi d'attesa sostenibili per alcune procedure diagnostiche o chirurgiche mediamente complesse?
la qualità delle cure offerte in Lombardia e in Calabria è omogenea?
Un medico bravo ed onesto (e sono d'accordo che ci siano quelli bravi e quelli meno bravi, qulli onesti e quelli disonesti) è realmente nelle migliori condizioni per offrire il servizio cui è preposto?
Il rapporto tra prestazione-impegno-rischio professionale/remunerazione del medico/infermiere italiano è paragonabile a quello degli altri paesi occidentali? bene, rispondi a questo e poi vado avanti con l'analisi.....
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Par tuti:
Quali sono le sue qualificazioni per pensare di poter svolgere adeguatamente questo lavoro? Quali le motivazioni?
Grasie onorevole.