Da Il Mattino, Cronaca di Salerno, 5 Marzo 2008:
Il prossimo 12 marzo De Luca (sindaco di Salerno, ndr) incontrerà, a Los Angeles, l’architetto Frank Gehry «che spero possa disegnare l’impianto» (di termovalorizzazione di Salerno, ndr)
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quanto si prenderà lo studio di Frank Gehry per questo disegnino???? Davvero servirà un termovalorizzatore dalle architetture ricercate??
Be', spero che l'aspetto di un termovalorizzatore sara' un po' diverso dal Guggenheim Museum di Bilbao, ma comunque secondo me c'e' un interessante problema teorico di rilevanza pratica per gli amministratori della cosa pubblica: "Quali e quanti fronzoli inutili si possono aggiungere a un progetto, in modo che le mazzette possano raggiungere il valore desiderato senza rappresentare una percentuale pericolosamente eccessiva dei costi?" Quasi adatto a una tesina :-)
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Lavoravo all'aeroporto di Venezia nel 1999 e venne Ghery a presentare il progetto di nuova darsena, che ancora non è stata realizzata, a parte le lentezze ed i cambi di proprietà dell'aeroporto, per i costi faraonici.
A Bilbao Ghery ha realizzato il museo (anche questo costosissimo) ma almeno ha dato impulso alla città: escludo che masse di turisti possano andare a visitare l'inceneritore a Salerno. Una indagine della Corte dei Conti sull'amministrazione di Salerno, se non altro per i costi del viaggio a Los Angeles, sarebbe quantomeno opportuna.
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Io sono nato a Salerno, e confermo che nella provincia il problema spazzatura sulle strade e' quasi inesistente (insomma, per quanto possa essere inesistente al sud).
Il masterplan del piano regolatore e' stato redatto da Oriol Bohigas, quello della rigenerazione di Barcellona per le olimpiadi 92, e a quanto ne so Zaha Hadid ha vinto il concorso per il terminale dei traghetti, David Chipperfield quello per il nuovo palazzo di giustizia, e Manuel de las Casas, Antonio Monestiroli e Kazuo Sejima quello per il recupero del vecchio centro storico.
Quanto alla pretesa inutilita' di far progettare inceneritori ad architetti creativi, qualcuno potrebbe dirmi perche' deve essere un geometra a disegnare un manufatto cittadino di dimensioni colossali trasformandolo in mostro osceno? Nei paesi civili, come in Australia , Germania e Giappone , gli architetti disegnano inceneritori da decenni. Il sito dell'inceneritore, poi, e' sulla piana del sele , dove prima c'era una discarica e probabilmentesara' visibile dal mare.
Mi pare incredibile che in un paese che ha esempi millennari di architettura per una volta che si riscopre il suo ruolo (e non solo a Salerno, anche altrove: ho visto gente schifata dal nuovo edificio di via Roentgen della Bocconi a Milano, come se i vecchi palazzoni attorno fossero chissa' che capolavori) tutti vogliano vederci chiaro e gridino allo scialacquio di denaro pubblico. E allora? Sul piano dell'efficienza, e' meglio dare tre milioni di euro in consulenze agli amici di De Mita e Bassolino o tre milioni di euro a un architetto di fama internazionale?
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Ja,
non c'è niente di male nel volere che un inceneritore sia bello, figuriamoci. Ma è proprio necessario rivolgersi a Gehry per un inceneritore? Proprio non abbiamo dei bravi architetti (magari anche a Salerno) che sappiano disegnare delle cose belle senza dover pagare le tariffe di Gehry? Il comune di Salerno (o la regione Campania, o chiunque sia che paghi il conto) naviga così nell'oro da potersi permettere Gehry? Se ai Salernitani faccio scegliere fra un inceneritore di Gehry (e nient'altro perchè non ci sono i soldi per fare null'altro) e un inceneritore disegnato da Pinco Pallo più dieci altri progetti di pubblica utilità, cosa scelgono i Salernitani?
Purtroppo non è che se do tre milioni a Gehry non li do agli amici di De Mita e Bassolino: anzi, come dice Enzo qui sopra, più aumenta il valore dell'opera (grazie alla partecipazione di architetti di fama internazionale), più aumenta l'ammontare delle rendite di cui possano appropriarsi gli amministratori locali, gli amici, e gli amici degli amici:
"Quali e quanti fronzoli inutili si possono aggiungere a un progetto, in modo che le mazzette possano raggiungere il valore desiderato senza rappresentare una percentuale pericolosamente eccessiva dei costi?"
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Io la vedo in modo pragmatico: paradossalmente il fatto che un progetto venga dato a Piano o Gehry o Niemeyer (o a un giovane architetto ambizioso: i concorsi internazionali servono a questo, no?) piuttosto che all'architetto del comune che prende la sua bella quota fissa riduce la possibilita' che la torta venga sprecata in mazzette.
Fronzoli inutili? Sara', ma le province dove fanno attenzione a questi fronzoli inutili - come Salerno e Lecce - non a caso sono in testa alla qualita' percepita della vita, insieme alle province del nord.
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Alberto, non sto facendo nessuna morale, o argomentando per rilanci di architetti, ma descrivendo una situazione. A quanto ne so, i soldi con cui lo costruiscono sono in parte regionale (sotto forma di trasferimento al comune), in parte fondi europei, in parte privati (per quel che se ne sa), e l'inceneritore dovrebbe a regime trattare anche le eccedenze delle altre province. Quel che sto dicendo e' semplicemente che cose come la gestione dei rifiuti sono (giustamente) un problema locale, visto che sono finanziati in genere con le tasse locali (ok, astraiamo un po' dalla possibilita' di evasione) e mi fanno un po' drizzare i capelli quelli che dicono - che siano economisti o politici - che e' un problema nazionale o regionale e poi fanno le maestrine sulla scelta di un architetto per un inceneritore che riguarda una provincia. Cioe', se la sua constituency decide che tutto sommato i rifiuti sono gestiti meglio che in una provincia contigua (ok, e' anche a piu' alta densita', ma astraiamo), tutto sommato mostra poco NIMBY, e non trova niente di particolarmente scandaloso nel farlo progettare da un architetto, mi spiegate dove sta il problema? Ci scandalizziamo del costo di un architetto quando stoccare i rifiuti in discariche traboccanti e spedirli in altre regioni ha costi monetari e sociali elevatissimi?
Acerra e' stato un caso eclatante, e va bene, puo' anche rendere scettici sul fatto che a Salerno sappiano farne uno. Ma credo che le responsabilita' siano sempre e solo local, quindi se vogliono Gehry, per quel che mi riguarda son liberi di farlo.
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Ja, dai che Alberto è stato chiaro, e Mario pure!
Possono anche farlo d'oro con le porte di diamanti e le uniformi di chi ci lavora fatte a mano da D&G! Chissenefrega? Basta che se lo paghino i cittadini di Salerno, o di quelle città, provincie, regioni che utilizzano l'inceneritore. In un paese in cui gli enti locali del Sud, e della Campania in particolare, ricevono miliardi di euro di trasferimenti pagati dalle tasse dei cittadini del Nord, il tutto è una pura porcheria. Gli inceneritori sono un'operazione che dovrebbe essere economica, ossia dovrebbe coprire i propri costi a mezzo di delle tariffe/tasse che i cittadini pagano per lo smaltimento dei rifiuti: pensi che i cittadini campani, e quelli di Salerno in particolare, sarebbero disposti a pagarsi le belle linee del Frank se dovessero pagarsele loro, invece di riceverle a mo' di sussidio dai polentoni del Nord?
Detto altrimenti, che se lo paghino. Finché glielo paghiamo noi, meglio lo facciano come quello di Fusina, che anche quello ci siamo pagati noi, senza Gehry e senza mandare Coccorì in gita di lusso a LA a fare il fighetto. E che, Mario mi corregga se sbaglio, quasi e' in pareggio. Ecco, pagassero i costi del Frank Gehry e della gita in citta' del loro primo cittadino con le LORO tasse, non con le mie!
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Scusate il ritardo, ma c'era il fine settimana di mezzo.
Allora, mettiamo un po' di ordine, che poi si rischia di non capirsi. Il post OP di questo thread, a quanto sembra, gioca sul contrasto tra l'immagine dei rifiuti della campania nei media e sulle strade e la scelta di far progettare un inceneritore a un architetto internazionale. Le critiche, piu' elaborate e non mutualmente escludentesi, sono state di questo tenore:
- ma come si permettono? li costruiscono coi nostri soldi! Se la paghino da soli e possono anche fare un inceneritori di diamanti (grillesca)
- e' un modo di far aumentare il valore dell'opera cosi' ci mangiano meglio sopra (andreottiana)
- e' un'altra spesa inutile del carrozzone dei commissari (istituzionale)
Tutte e tre le critiche sono legittime, ma poco attinenti - come se in altri contesti, incluso il veneto non usassero fondi regionali - e ininfluenti ai fini dell'utilita' o meno di scegliere un architetto. Non ho dati empirici, ma basato su aneddotiche varie la parcella di un architetto di grido rappresentera', forse intorno all'uno per cento del costo finale di un'opera. Il resto, sono costi di analisi strutturale, materiali e manodopera (includiamoci qui pure gli ingegneri, va') e macchinari. Ora, posto che mi pare del tutto pacifico richiedere che la costruzione e la gestione di un inceneritore o di una qualsiasi opera di pubblico interessa debba sottostare a criteri economici che venga costruito a Fusina o a Salerno o a Innichen/San Candido, mi si puo' spiegare come la semplice scelta di un architetto c'entra qualcosa con la modalita' coi quali sono gestiti fondi pubblici? Proprio perche' sapete che le occasioni di buttare soldi sono molteplici, fare l'inferenza che, siccome in molte parti della campania e' una tendenza generalizzata (ed eccome se lo e', ma credo che sia un problema piu' vasto e non solo campano), allora lo faranno sicuramente anche con un inceneritore progettato da un architetto che mette in gioco la sua reputazione, sa di critica pelosa.
Per dire, e' come affermare che se in un posto ci sono palazzinari, in un altro allora succedera' lo stesso scempio. Suvvia, si puo' fare di meglio. De Luca, che e' dello stesso partito di Bassolino, mi pare abbia chiesto scusa agli italiani al posto suo, pur trovandosi in una provincia dove la cosa lo tocca marginalmente, per ora; io, vivendo all'estero e pensando che il requisito per saper amministrare una cosa - che sia un condominio o un comune o una banca centrale o un paese del G7 - sia il prendersi le proprie responsabilita' e sapersi scegliere i collaboratori, apprezzo la cosa e do' il beneficio del dubbio. Perche' non dovrei?
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Sarei portato anche io a pensarla come Ja riguarda all'efficienza del progetto se gestito da uno studio internazionale, purtroppo penso che la specificità sia italica...
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07/03/2008 |
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«De Luca è alla degenerazione familistica» |
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«Difendo e rivendico i 15 anni di collaborazione e militanza politica con De Luca, ma nella vicenda delle candidature il sindaco è scaduto in una degenerazione personalistica e familistica pur di far ottenere un posto in Parlamento al figlio Piero». Alfredo D’Attorre, in una conferenza stampa nella sede dei Ds di via Manzo, chiarisce che vuole restare nel Partito democratico e continuare a fare politica cominciando dalle prossime elezioni. Però ricostruisce e precisa quanto è avvenuto fino alla sua esclusione, invitando ad una «battaglia di libertà e democrazia nel partito» contro De Luca, descrivendo un Michele Figliulo servile con il sindaco e un Tino Iannuzzi «che si è limitato a funzioni notarili». L’ex segretario dei Ds ricostruisce minuziosamente cosa è avvenuto nelle scorse settimane, pronto, spiega, a mettere tutto da parte e andare avanti ma anche a tirar fuori documenti, registrazioni di telefonate e testimonianze se qualcuno proverà a smentire la sua ricostruzione. Secondo D’Attorre, dunque, è stato per primo Vincenzo De Luca il 2 febbraio scorso a proporlo come «prima scelta del gruppo dirigente degli ex Ds». Una opzione poi condivisa da altri uomini di partito (citati Iuliano, Martinangelo, Volpe) e da diverse assemblee di base a Scafati, Fisciano, Vallo. «Ad un certo punto - spiega D’Attorre - mi sono reso conto che la mia candidatura serviva a trainare, nell’ottica del rinnovamento, quella di Piero De Luca che è un ragazzo sveglio, intelligente. Tuttavia io stesso provai a spiegare a De Luca le implicazioni di questa scelta sia perché Piero sarebbe stato visto come figlio del sindaco sia per la sua limitata esperienza. Da quel momento, tuttavia, ogni assemblea locale è stata sospesa. Poi il coordinatore provvisorio Figliulo, al momento di fornire i nomi dei candidati, caso unico in Italia ha dato 50 nomi in ordine alfabetico senza priorità». Da giovedì scorso De Luca avrebbe deciso che il figlio era la prima scelta degli ex Ds salernitani, una linea che insieme a Figliulo ha sostenuto personalmente a Roma domenica notte quando, di fronte all’opposizione dei dirigenti nazionali del Pd, la scelta è caduta su Fulvio Bonavitacola. «Figliulo mi ha spiegato questa scelta - ricorda D’Attorre - dicendo solo: ”Tu lo sai: io rispondo solo a De Luca”. Oggi capisco che sono stato messo in campo solo per trainare Piero De Luca, poi mi hanno messo da parte e quando non hanno potuto candidare il figlio del sindaco hanno scelto Bonavitacola che domani può essere richiamato ad altri incarichi per lasciare il posto libero a Piero De Luca alla prossima scadenza. Siamo alla degenerazione personalistica e familistica: continuo a sostenere De Luca come amministratore ma oggi c’è il suo fallimento come dirigente politico. Ha rovinato anche le sue possibilità come candidato alla presidenza della Regione per candidare il figlio, lui che 15 anni fa voleva liberare Salerno dalle grandi famiglie e dare una possibilità a tutti in base al loro merito. Dal punto di vista del partito, poi, il disastro è totale: ci saranno quattro parlamentari della Margherita e uno solo degli ex Ds». D’Attorre fa anche il parallelo con la vicenda di Mario De Biase, «ma allora - ricorda - ci furono cene e incontri e discussioni per spiegare perché De Luca voleva tornare a Palazzo di Città. Stavolta siamo allo scadimento: due persone che decidono da sole in senso nepotistico con il segretario regionale Tino Iannuzzi che si limita ad un ruolo notarile. Ma tutto questo è il passato: oggi voglio lavorare per dare autonomia e trasparenza al Pd. Faccio gli auguri a tutti i candidati, compreso Bonavitacola. Cercherò di liberare il Pd da leadership personalistiche in cui la qualità amministrativa diventa opzione politica in funzione della propria famiglia». |
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Come diceva Andreotti, "a pensar male si fa peccato ma si indovina".
Allora facciamo che invece del sindaco, a Los Angeles, ci va il responsabile dei lavori pubblici del comune di Salerno, con un bel viaggio low cost, una pensioncina da 100 dollari a notte e un bel abbonamento al Mc Donald, e poi ne riparliamo.
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Rabbrividisco all'idea...in ogni caso, da quanto ho capito, Salerno pare sia un'oasi in mezzo al disastro campano. La città è stata toccata solo in parte dall'invasione di m...ondezza. Come dire, se lo potrà anche permettere "l'illuminato" sindaco di Salerno...a farmi rabbrividire è l'inutilità di questa spesa...quanto si prenderà lo studio di Frank Gehry per questo disegnino???? Davvero servirà un termovalorizzatore dalle architetture ricercate??