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Markopolo Il Derby in Curva

di alberto bisin, 26 Dicembre 2007 stampa
Racconto dettagliato di una bella giornata.
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Il Derby il 23 Dicembre. Quale migliore occasione per un emigrante/espatriato/esiliato interista con figlio interista, come da tradizione? A fine Dicembre si è solitamente a Milano, comunque…Natale con i tuoi,….

Non così facile da realizzarsi, però. I biglietti non si trovano facilmente. Cioé: non si trovano per niente. Mi è già capitato di lamentare che nel calcio (il lamento precedente si riferiva ai mondiali di Germania), come nell'opera, non si usi il meccanismo di prezzo per equagliare domanda e offerta. Non solo, ma anche i bagarini, la cui funzione è proprio quella di vendere i biglietti a prezzo di mercato – al prezzo di mercato che la rendita vada all’Inter o a un signore che non si sa come abbia avuto i biglietti, non cambia poi molto - hanno vita difficile in tempi di biglietti nominativi.

I biglietti. Ho bisogno di quattro biglietti, io, mio figlio, l'amico economista, e l'amico statistico, tutti interisti. Cercando sul sito della Banca Popolare di Milano continuo a ricevere un messaggio di errore. Evidentemente non sono l’unico che cerca di connettersi. Ma una ricerca Google di derby inter-milan biglietti vendita mi manda a una chat o qualcosa di simile in cui c’è un messaggio di qualcuno che vende, con un numero di cellulare. E la questione dei biglietti nominativi, mi chiedo? In Germania, ai tmepi del mondiale, la cosa aveva completamente chiuso l’attività dei bagarini. Mi informo e scopro che fatta la legge …: gentilmente l’Inter ha sviluppato una semplice procedura per il cambio nome in caso di cessione - gratuita, s’intende – del biglietto. Basta avere il biglietto in mano, entrare nel sito inter.it, digitare il nominativo vecchio, il codice biglietto, il nominativo nuovo, e via. I bagarini offrono anche questo servizio. L’italianità al servizio del mercato, per una volta – o dei bagarini, che poi è quasi lo stesso.

Il numero che avevo trovato su internet corrispondeva a un gruppo di signori russi o bulgari (non sono certo) molto efficienti ma piuttosto fermi di carattere a dirsi dal tono delle raccomandazioni, diciamo pure velate minaccie, diciamo pure nemmeno tanto velate, prima del possibile incontro-con-scambio.

Fortunatamente il sito della BPM ha smesso di dare l’errore e ho così acquistato i biglietti per le vie proprie evitando l'incontro col russo/bulgaro che noi siamo persone serie, non scherziamo per niente, ci siamo capiti?, e che io immaginavo piccolo tarchiato e senza un occhio. Sfortunatamente i biglietti disponibili al sito della BPM erano solo .... nella curva del Milan! Presi lo stesso, meglio i milanisti che i bulgaro/russi ...

Cambio di curva. Siamo allo stadio con quattro biglietti nominativi e quattro documenti, pronti ad attraversare i tornelli (quei cosi che girano aprendosi solo dopo aver controllato il biglietto e che sono necessari secondo le nuove disposizioni perche’ lo stadio sia agibile). Ci sono i poliziotti, necessari anch’essi secondo le nuove disposizioni a controllare che il nominativo sul biglietto corrisponda a quello sulla carta d’identità. Naturalmente controllano solo che si abbia una carta d’identità, nulla di più, cosicché la procedura cambio-nome, cortesia dell'Inter, è persino superflua ... chi fa la legge poi fa l'inganno, dev'essere la versione aggiornata del proverbio. Dopotutto si aspettano 90.000 persone a San Siro. Non mancano però di chiedere all'amico statistico, celebre statistico infatti ma evidentemente senza il phisique du role, se ha del fumo. Non saprei dire dal tono se la domanda esca dal poliziotto in quanto poliziotto o in quanto potenziale interessato consumatore. L'amico statistico non ce l'ha, quindi il mio dubbio rimarrà irrisolto.

Abbiamo il problema di cambiare curva. L’amico statistico che ha vissuto una vita precedente come Irriducibile - o come Boy, non sono certo, uno di quegli allegri gruppi festanti domenicali – ci assicura che non vogliamo andare nella Fossa. Io ingenuamente non capisco come si possa fare a cambiare posto, ma l’amico statistico –c he si adatta alla presenza degli economisti – fa notare che nessuno ha incentivo a farci menare dai milanisti. Infatti si può cambiare curva, basta mostrare la maglia di Ibra che mio figlio indossa e commuovere il gate-keeper/buttafuori. Nulla di piu semplice, e siamo in Curva Nord. Spero che l’ingegnere che ha fatto i conti per il cemento armato di San Siro ci sia andato largo: i gate-keepers alla Curva Nord devono essere inguaribili romantici e ci troviamo con due file di persone in piedi per ogni fila di posti. A occhio, direi 10.000 invece di 5.000 nel secondo anello della Curva Nord - quello famoso per il motorino gettato di sotto un paio di anni fa.

L’atmosfera della curva. Un casino di gente con la faccia brutta. Brutta e incazzata. L’amico che ha vissuto ci porta via dal centro della curva, dove sta la gente piu’ brutta e piu’ incazzata, e ci fa sedere – cioé stare in piedi appiccicati alla fila di sotto – ai margini della curva, dove la curva è curva e peraltro si vede anche meglio. C'è più odore di marijuana nella curva della curva, ma mi pare il meno. Una gentile ragazza che sta con uno di quelli più brutti ci offre – cioé ci vende a un euro - il giornalino della curva, L’Urlo della Nord. Il giornalino dichiara lo sciopero del tifo per il derby – niente cori organizzati né striscioni – per combattere le nuove disposizioni anti-violenza, ed è appropriatamente titolato Sia Chiaro Comandiamo Noi. Non solo, ma i capocurva si rivolgono a tutti, stando in bilico sulla balaustra con le spalle al campo, con chiare e severe raccomandazioni, diciamo pure velate minaccie, diciamo pure nemmeno tanto velate, perché si osservi lo sciopero, Che nessuno ci provi a fare tifo, che sennò succede un casino. Poi tanto dopo la partita possiamo stare qui e sfasciare tutto finché vogliamo.

Chi potrebbe opporsi a tanta forza argomentativa, specie venendo da un tipo brutto che sta in bilico sulla balaustra, con 50 file di gente sopra di lui, che pare basti che qualcuno in alto starnuti per farlo volare sotto 100 metri col rinculo della ola. Niente cori organizzati.

Intanto prima della partita vera giocano a San Siro due squadre di ragazzi. Mio figlio sbava di invidia. Però son bravi, sembra. E la curva applaude a ogni goal. Bello, commovente, che i brutti della curva siano così gentili d’animo da applaudire un gruppo di ragazzini, anche se con le maglie dell’Inter (casa contro trasferta).

Grande Inter. Cos'altro aggiungere della partita?

Però i cori sono partiti lo stesso, nonostante lo sciopero. I brutti sulla balaustra hanno lasciato fare, perché erano cori disorganizzati, e in quanto tali accettabili e non in contrasto con le loro ferree regole sindacali. Il più bello, Dida, Dida uno di noi. Il più diretto, Buon Natale, figli di p. E con questo delicato pensierino nella testa, torniamo a casa felici a guardare con aria svagata e disinteressata gli amici milanisti che ammettono la superiorità dell’Inter per sembrare gente sportiva, che usano le malefatte del loro portiere come argomentazione contro la superiorità dell’Inter - come se fosse poco sportivo vincere contro una squadra con un portiere così, che si fregiano della coppa vinta al Torneo dell’Amicizia. Non è successo spesso in passato che si potesse guardarli dall'alto in basso mentre si agitano nelle argomentazioni difensive, Buon Natale ...

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  di LuigiP, 27 Dicembre 2007, 10:13 permalink rss

3-4 anni che non capito in curva, ma vedo che non è cambiato nulla... Sarebbe stato strano il contrario, d'altronde.

Più interessato a capire i dettagli della tua lamentela riguardante l'assenza del mercato per i biglietti dei grandi eventi (che la difesa del bagarino proprio non mi va giù :-). Come si dovrebbe fare, nella pratica? Asta per ogni singolo biglietto tipo ebay o maggiore differenziazione di prezzo fra i settori e le partite?

Segue argomentazione superflua: Non dimentichiamoci che le squadre spesso pagano per riempire gli stadi... che ci siano distorsioni quando le cose si fanno più interessanti (derby, ecc.), mi sembra una conseguenza piuttosto naturale!

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  di Marcello Urbani, 27 Dicembre 2007, 11:27 permalink rss

Credo che Alberto semplicemente preferisca allocare i posti in base alla disponibilità a pagare il biglietto anzichè a conoscienze o disponibilità a far code e rincorrere le date di apertura dei botteghini.I bagarini esistono perchè i prezzi sono calmierati (il che non significa bassi).

Non sono mai entrato in uno stadio, ma credo che una strategia simile a quella di certe compagnie aeree possa funzionare: biglietti strettamente nominativi (magari con possibilità di rimborsi tramite voucher), prezzi crescenti al calare della disponibilità e super sconti last minute il giorno della partita.

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  di bossone, 27 Dicembre 2007, 11:45 permalink rss

C'ero anch'io al derby. Da solo però. Anche io non sono riuscito a comprare il biglietto dal sito dell'Inter (ma possibile che non siano capaci di copiare i siti delle sqadre della NBA o della NFL per la vendita dei biglietti? Mah...). Però contrariamente ad Alberto Bisin ho sguinzagliato amici e familiari vari in anticipo e ho ottenuto un primo anello blu per 40 euro. Direttamente dagli sportelli della BPM senza ricorrere ai bagarini. Nessun controllo ai tornelli. Sarei potuto essere chiunque non mi hanno nemmeno controllato sarei potuto entrare con qualsiasi cosa addosso. Problema: ero sotto la (ex?) Fossa dei Leoni...in mezzo a migliaia di interisti. Da sopra ci hanno sputato, e gettato liquidi di ogni genere. Gli ottimisti seduti di fianco a me dicevano che era solo acqua ma io ho qualche dubbio...mi ero comunque abbondantemente coperto di cerata di simil-plastica che poi ho buttato. Partita bella soprattutto nel...risultato ;) S. Dida ci ha fatto fare ub bel Natale.

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