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...una trasmissione in cui il titolare di un sito web che offre "escort services" tende una trappola a un pedofilo. Secondo il nostro virtuoso critico, qualcuno che "procura graziose signorine per passare delle serate allegre" non gli "sembra la persona piu' adatta a fare delle denunce". Come mai, signor Grasso? Sospetta un conflitto d'interesse da parte di qualcuno che cerca di evitare la concorrenza dei bambini alle sue signorine, maggiorenni e consenzienti?
Ma la cosa che non gli piace, soprattutto, e' che Le Iene, "approfittando della situazione", "trasmettono di tutto, anche delle cose che non si dovrebbero trasmettere", insomma facciano della titillazione pornografica "in nome di un bene superiore". Signor Grasso, ha mai visitato l'home page www.corriere.it, il sito per cui lei lavora? Solo oggi le devono essere sfuggiti i seguenti titoli:
"GUARDA SU CORRIERETV: Heidi Klum «gioca» col seno - Immagini da un backstage"
"CALENDARI - La sfida dei 12 mesi - Ecco Jennipher - Guarda le immagini"
"Paz Vega «Svestita» di cristalli Swarovski"
"REGINA HARD - I ricordi (cari) di Vanessa Del Rio"
"Paris, ecco il nuovo video 'hot'"
Ma certo, nessuno pensera' mai che lo faccia in nome di un bene superiore. Solo per vendere.
Nota: i commenti sono di proprieta' degli autori, che ne sono responsabili.
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Ehi, aspettate un momento! Ma non l'avevo già scritta io sta cosa!? tipo qua:
http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/Galli_della_Loggia_colpisce_ancora#body
;)
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Verissimo!
Vedi il costo di far l'anonimo? :-)
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Ehi, aspettate un momento! Ma non l'avevo già scritta io sta cosa!?
Great minds think alike ;-)
Ma comunque io vorrei precisare che quel che trovo ridicolmente ipocrita e' l'indignazione di uno che scrive per una testata che usa quotidianamente soft-porn; ed e' particolarmente grave che costui cerchi di implicare un'equivalenza morale tra favoreggiamento della prostituzione di adulti consenzienti e pedofilia.
Sulla pornografia in se', softcore o hardcore, non ho nulla da ridire: mi pare anzi che l'ostilita' espressa da taluni ambienti "progressisti" (femminismo degli anni '60 e '70) in quanto "degradante della figura femminile" sia del tutto malintesa. Quel che e' degradante e' semmai assumere che una donna maggiorenne sia perennemente incapace di decidere quanti centimetri della propria pelle esibire, e per uscire dalla tirannia maschile abbia bisogno della guida illuminata di collettivi matriarcali. E' la versione femminista dell'attitudine paternalista che fu sintetizzata dal laburista Douglas Jay quando scrisse nel 1938: "Nel caso di nutrizione e salute, come nel caso dell'istruzione, il gentleman di Whitehall veramente capisce quel ch'e' bene per il popolo meglio del popolo stesso". Oggi per fortuna il movimento femminista ha fatto progressi (vedi l'ottima Camille Paglia) ma echi delle baggianate di ieri risuonano negli articoli pubblicati sulla stampa di larga diffusione, a volte fondendosi con i temi tradizionali del conservatorismo sociale.
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Propongo di usare i commenti a questo sacrosanto articolo per documentare il progressivo, ed apparentemente inarrestabile, degrado giornalistico al Corriere. Oramai sono come un tabloid inglese, o come uno di quei giornali che negli USA si comprano solo ai supermercati, all'uscita, prima di pagare e nascondendoli rapidamente in mezzo alla verdura. Tra ipocrisia, titillamenti e pruderie sessuali spacciati/e per cronaca rosa-nera o addirittura per "storia" (tipo quella di oggi di tal E. Caretto che "commemora" il decennale della storia Clinton-Lewinsky andando a caccia di quest'ultima che si fa i cavoli suoi da qualche parte) cominciano veramente a far ribrezzo. La peggiore di tutti, ma solo per oggi, e' questa.
I giornalisti che fanno l'edizione web devono passare il tempo a rimestare nella peggior spazzatura pornografica mondiale alla ricerca di cazzate con cui riempire la pagina, facendo finta di fare il proprio lavoro. Mi domando se la versione cartacea e' simile; sulla base delle poche volte che la leggo quando la trovo in qualche angolo del mondo, l'impressione e' che cosi' sia.
Come specchio di un'Italia che s'accartoccia e marcisce (socialmente e culturalmente oltre che economicamente) non e' niente male. Ma persino le vecchie mignotte, quando hanno stima di se stesse, cercano di mettersi il belletto prima di guardarsi allo specchio; non lo sanno questo a via Solferino?
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Siccome ho delle pessime abitudini, prima di coricarmi controllo i giornali.
Stasera avevo amici a cena, ed ho fatto tardi. Quindi leggo il giornale del mattino, in Italia. La prima pagina del Corriere on line è questa. A cui fa da spalla questo. La saggia morale, perche' anche quella ci vuole nel giornale della borghesia lombarda recentemente prodiana, lo trovate qui. Sembra incredibile, ma così è.
È notte per noi, ma sono le dieci di mattina della domenica per voi. Alcuni, molti, hanno appena finito di comunicarsi. Ed il Corriere ci spiega che ciò che conta, fra le cose che nel mondo accadono, sono le notti balorde di un demente e quelle simili di una disgraziata. Allegria!
State proprio male laggiù, che vi piaccia o no.
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200 metronotte che tentano di entrare a montecitorio sfondando le transenne della polizia invece meritano solo poche righe... Meglio parlare di cose piú leggere...
http://www.corriere.it/cronache/07_dicembre_04/metronotte_montecitorio_dc7f2ac6-a24b-11dc-9440-0003ba99c53b.shtml
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E si son dovuti accontentare di questo.
Cameriera di ristorante parla con cliente, veramente notizia da prima pagina!
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la ragazza nella vasca coi piranhas
dove si supera con disinvoltura la soglia della genuina titillazione pornografica a cui il nostro giornalismo ci ha da anni ormai abituato (ricordate le classifiche di cuore?).
mi fa specie sopratutto come il corriere sottolinei (quasi con orgoglio) l'esclusiva sul video piu' che la notizia (?) in se. perfetto stile "cronaca vera".
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C'è di peggio. Il Corriere ha usato ieri il seguente titolo: "Le ragazzine e il sesso: a 12 anni senza limiti", per presentare contenuti che poco avevano a che fare con il titolo. L'articolo parlava in realtà di un sondaggio commissionato dalla Società italiana di Pediatria, e del fatto che ora, invece di chiedere ai bambini "che giornali girano a casa tua", chiedono "hai mai visto un tuo amico ubriaco". La parola sesso compariva una sola volta nell'articolo, in riferimento non ai risultati del sondaggio, ma ad un film (amerikano!) sul tema dell'adolescenza.
Insomma, niente di meglio della parola sesso in un titolo per attirare lettori, e di associarlo alla parola ragazzine per attirare genitori allarmati o pedofili allupati. Ed infatti, l'articolo è stato ripreso poi da dozzine di bloggers, che suppongo non abbiano speso tempo a leggere oltre il titolo.