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Qui è FLG I motivi per rallegrarsi

di andrea moro e michele boldrin, 15 Aprile 2008 stampa
Per una volta vogliamo liberarci del nostro consueto pessimismo cosmico e cercare motivi per rallegrarsi dei risultati delle elezioni. Impresa ardua, ma noi siamo la gente appropriata per questo tipo d'imprese. È mezzanotte, siamo rimasti in due nottambuli online e proviamo a farlo assieme.

Non è cambiato molto, però qualcosa sì. Anzitutto, contrariamente alla volta precedente, c'è stato un vincitore chiaro, non ci sarà bisogno d'aprire un indegno mercato di compravendita delle vacche per raggiungere una risicata maggioranza in uno dei rami del parlamento. Questo è un bene, ed è anche un cambio rispetto alla volta precedente: le democrazie funzionano molto meglio quando è chiaro, aldilà d'ogni ragionevole dubbio, chi controlla l'esecutivo e chi sta all'opposizione.

Poi vi sono i vinti ed i vincitori. In Italia vi sono sempre stati due tipi di vinti e di vincitori: quelli assoluti e quelli relativi. Nel sistema proporzionale che ha retto sino ai primi anni '90, i vincitori assoluti e quelli relativi erano gli stessi. Per ragioni geo-politiche (il nome figo della guerra fredda) doveva governare la DC più chi servisse a fare maggioranza. Non c'erano dubbi su chi dovesse andare al governo e la vittoria o sconfitta era misurata in movimenti relativi: quanti voti si guadagnavano, soprattutto rispetto al proprio gruppo di riferimento. Quindi la DC si confrontava con il PCI, ma quest'ultimo in certi periodi doveva tener d'occhio anche il PSI. Il PSI doveva sempre fare i conti con PSDI, PRI, PLI; raramente con il PSIUP (che a volte molestava il PCI, ma non era confrontabile). Idem per l'MSI ed i monarchici (che non durarono molto), i quali a volte toglievano voti alla DC, si diceva, ma anche al PLI! Si', in Italia i fascisti ed i liberali prendevano, in parte, voti dallo stesso bacino elettorale. Insomma, era una baillame infernale e non sembrava mai cambiare nulla.

Ora invece i vincitori assoluti e quelli relativi sono diversi. I vincitori assoluti sono Berlusconi&Bossi, gli altri sono tutti sconfitti assoluti. Inutile girarla, ed è un passo avanti: sappiamo chi deve governare, e deve governare la coppia Berlusconi Silvio e Bossi Umberto, che sono necessari l'uno all'altro. Il resto, tipo quello che si chiama Lombardo ma è siciliano, non serve. Anche il signor Fini Gianfranco, non serve molto: i conti esatti di quanti siano i deputati ed i senatori in "carica" alla corrente AN del PdL non li abbiamo fatti, per cui magari Fini Gianfranco è ancora necessario, tecnicamente, per governare. Ma siccome è diventato politicamente marginale - perché è uno sconfitto relativo e quelli della sua corrente questa volta lo accoltellano (politicamente parlando) - si accontenterà del posto di Bertinotti, e fine della fiera: per cinque anni è fuori. Belli gli opposti estremisti che ora fanno i presidenti della Camera, no? Vedete che di cose positive ne sono successe tra ieri e l'altrieri?

Poi ci sono i vincitori relativi. Qui, questa volta, non ce n'è neanche uno, ed è questo il più bello! Nel passato erano quasi tutti vincitori relativi, mentre questa volta (a causa del fatto che i vincitori assoluti lo sono stati così brutalmente e chiaramente) sono spariti tutti i vincitori relativi. Tutti hanno perso voti rispetto al loro numero di riferimento, tutti fuorché BS e BU ovviamente. Quindi niente vincitori relativi. Neanche Storace può dichiararsi tale, perché ha preso così poco che non ha né un deputato né un senatore. Come Bertinotti. Fascisti puri e comunisti puri sono, parlamentariamente parlando, una cosa del passato. Ottimo risultato!

Bertinotti, come dicevamo, è sconfitto sia assoluto che relativo. L'estrema sinistra avrà finalmente il ruolo che le compete: quello di evanescente punzecchiatore extraparlamentare. Un ruolo utile ma limitato, e soprattutto non finanziato dalle tasse di tutti, anzi, peggio, di chi le paga. Perché, fra quelli che le tasse le pagano, pochissimi votano per l'estrema sinistra, quindi è giusto che non debbano mantenere le loro eleganti giacche di cashmire. Questo è certamente l'aspetto più positivo dei risultati delle elezioni. Di questo certamente va ringraziato Veltroni. Ok, scusate: vanno ringraziati anche gli elettori che NON hanno votato SA e le altre cose rare con falce e martello. In ogni caso, ringraziamo.

Con il ridimensionamento di Casini, l'idea di un partito che si rivolge all'elettorato cattolico è oggi ancora più lontana di quanto non fosse alla caduta della DC, ed è probabilissimo che partirà perdente in partenza alle prossime elezioni, qualsiasi possa essere la legge elettorale prossima ventura. Che il Vaticano abbia meno referenti diretti in parlamento ci pare una cosa positiva nel processo di maturazione del paese verso una maggior separazione fra Stato e Chiesa.

Sono spariti anche altri partitini senza anima e senza messaggio, che esistevano solo perché c'era un simbolo storico a cui attaccarsi ed una vita passata in politica, a fare parte (seppur da fratello minore) della casta. Anche questo è un bene e non perché noi si abbia qualcosa contro la pluralità di partiti, ma perché né PSI, ne PLI, né le varie cose con la falce il martello, e l'UDEUR e quello che volete voi, avevano alcunché da dire. Non rappresentavano nessuna posizione, né ideale né di pratica progettualità. Erano solo dei vermi nel formaggio. Come il senatore Pallaro, che probabilmente non è sparito ma che ora conterà come il due di bastoni quando la briscola è a coppe. Ed è anche questo un bene: il formaggio ha un po' di vermi in meno.

Ci lamentavamo molto, su questo sito, di alcuni dettagli assurdi del Porcellum, che, alla fin fine, sembrano aver contato poco nella deteminazione di quanto è accaduto ieri sera. Anche questa, se ci pensate, è una notizia positiva! Anzi, forse, questa è la grande notizia della giornata del 15 Aprile 2008: il Porcellum non ha fatto il suo dovere! Come vedete, stiamo facendo incetta di buone notizie dai risultati di ieri sera!

Ma ci sono ancora altre cose positive, per trovarle basta guardare avanti. Poniamoci un attimo nel 2013, e proviamo a ragionare.

Berlusca avrà allora cinque anni in più e non avrà la forza di fare ancora il leader. Meglio ancora, questo parlamento per pochi mesi non riuscirà a votarlo presidente della repubblica (sempre che duri Napolitano, cosa non ovvia ma questi argomenti contorti e complicati li discutiamo quando ridiventiamo cinici. Stasera abbiamo l'animo puro). Sarebbe bastato posticipare la caduta del governo, o le elezioni come qualcuno chiedeva, di poche settimane: un piccolo-grande errore di Berlusconi. Comunque sia, fra 5 anni probabilmente avrà sgovernato e molta gente sarà felice di votare per qualcun altro. La qual cosa, pensateci bene, è pure un fatto positivo.

Avrà fatto molto altro? Legge elettorale a parte, probabilmente no. Ma se qualcosa avra fatto sarà abbassare le tasse, e noi siamo sempre felici se ci abbassano le tasse, specialmente se questo pensiero ci prende la sera tra il 14 ed il 15 aprile. Forse voi non lo sapete, ma negli USA il 15 aprile è l'ultimo giorno utile per la dichiarazione dei redditi. Quindi, è bello pensare che i nostri compatrioti forse vedranno le loro tasse abbassarsi: Pitosto de gnente, mejo piutosto ...

Cosa sarà del PD nel 2013 è fonte di notevole incertezza. La bolla VW si è sgonfiata. Ha già detto che non si dimetterà, ed è un male. Ci sarà l'opportunità di passare cinque anni occupati in lotte al coltello fratricide e subdole per cercare di eliminarlo e sostituirlo con un nuovo candidato gradito ai maggiorenti del partito. Ognuno si diverte come vuole. Azzardiamo che con o senza Veltroni, l'attuale classe dirigente del PD non sarà in grado di produrre grosse idee innovative. Con Veltroni di sicuro no, e siccome Veltroni resterà, la probabilità che cambi qualcosa è infinitesima. Non notiamo grandiose idee nemmeno fra i giovani che aspirano a diventare la futura classe dirigente del partito. Anche perché, ha provato Veltroni, per diventare capolista alla Camera per il PD non serve elaborare idee e darsi da fare per costruire politica nuova, basta frequentare la gente giusta ed essere carini. Difficile pensare che l'esigenza di cambiare che si avvertirà alle prossime elezioni verrà soddisfatta pienamente da una rimescolatura del programma presentato dal PD in queste elezioni.

La legge elettorale è stata nel frattempo migliorata nel senso indicato dal referendum (vi avevamo avvertiti: abbiamo una serata ottimista), ma azzardiamo che il problema non risieda (oggi, 2013, come cinque anni fa, 2008) nei dettagli delle regole del sistema elettorale bensì nella definizione del corpo politico e delle sue proposte. Il problema principale stava (nel 2008) nella mancanza di alternative al duo PdL-PD, ossia agli apparati dei partiti. Non a caso, ancora una volta come nel 1992-94, la Lega abilmente apparendo come estranea alla casta (lo era nel 1994, molto meno nel 2008, ora di certo non lo è più) raccolse voti a palate. Questo fatto ha, a nostro avviso, delle implicazioni positive non solo per l'oggi del 2008, ma per tutti gli oggi che riempiranno i cinque anni a venire.

Ed ecco la migliore delle notizie: i vantaggi di un nuovo soggetto politico entrante sono, nel quinquennio che inizia ora, al massimo storico. Il fenomeno Grillo l'ha anticipato ed il maggiore astensionismo l'ha parzialmente confermato; lo interpretiamo come l'onda lunga di un processo d'emancipazione ideologica iniziato nel 1992-94. Il forte movimento di voti in direzione "anti-Roma" ed "anti-tasse" prova l'esistenza di un elettorato molto più fluido ed ideologicamente molto meno attaccato ai propri simboli che nel passato. Il rinnovamento necessario e probabile nei due maggiori schieramenti ridurrà il loro potere monopolistico (il loro "incumbency advantage", direbbero qui) negli anni a venire. La possibiltà che un partito di ispirazione liberale possa fare da ago della bilancia nella prossima legislatura non è completamente azzardata. Serve attirare un 10% di voti validi, ma, soprattutto, serve che qualcuno lo crei.

Proprio perché il duo BS&BU non sarà capace di fare politiche liberali, pur parlandone, la contraddizione fra ciò che il paese necessita e ciò che i governanti fanno non farà che ampliarsi. Le condizioni di paralisi economica dell'Italia non evaporeranno perché qualcuno ha vinto le elezioni bene, e nemmeno perché chi ha vinto le elezioni ha un tempo promesso politiche liberali! Tali condizioni hanno bisogno di risposte concrete che il duo BS&BU non può dare - e se le danno, meglio! Allora si che son buone notizie! Si tratta di lavorare su tale contraddizione, senza abbassare la guardia intellettuale: il paese ha bisogno di politiche liberali ma al potere vi sono delle persone che tali politiche non sono in grado di attuare coerentemente. Abbiamo l'ardore di pensare che nFA, questa cosa iniziata per gioco e cresciuta grazie soprattutto ai suoi lettori e commentatori, durante questi cinque anni sarà qui e non abbasserà la guardia intellettuale, anzi! Altra bella cosa, no? :-)

Come potete vedere una valanga di buone notizie vi accoglie su nFA la mattina del giorno dopo!

Implicazioni di lavoro e di speranza, se volete. Ma se le speranze non sorgono a tarda notte, quando sorgono?

 

 

 

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73 commenti
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Rss dei commenti

  di Pietro Bellomo, 15 Aprile 2008, 09:45 permalink rss

Condivido quasi tutto dell'analisi, salvo forse la concretezza della speranza nell'inserimento di una forza liberale in questo panorama politico.....ma dove? I pochi liberali veri attualmente nei due principali partiti hanno svolto un ruolo pressochè marginale.....Spero magari più nel PD, che in fondo è nato su iniziale ispirazione di un liberal(e) come Michele Salvati, ma non più di tanto, perchè la tentazione di imbarcare a bordo i residui della Sinistra Arcobaleno sarà grande ( e ancora più grande la tentazione dei suddetti residui di trovare un appiglio)...In più aggiungerei che un eventuale cambio della leadership (magari anche auspicabile) rischia di riproporre l'ennesimo pallosissimo scontro-confronto D'Alema-Veltroni e conseguente proposizione di figliocci, bracci destri e quant'altro. Dov'è un Antonio  Blairo (Tony Blair)?Uaaaaaaah....

Dall'altra parte dell'ala liberale non si ha notizia....al povero Martino non faranno fare nemmeno il sottosegretario alla difesa.....e di Marzano si ricorda qualcuno?

 

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  di Antonio Mele (rabbi), 15 Aprile 2008, 10:22 permalink rss
Michele Salvati è liberale? Dovrò aggiornare la mia definizione di liberale mi sa...
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  di Pietro Bellomo, 15 Aprile 2008, 10:45 permalink rss
Ho scitto liberal(e)...e comunque a me sembra stucchevole questo cercare sempre di quantificare i quarti di purezza liberale dei pochi esponenti ragionevolmente vicini a posizioni più liberali di entrambi gli schieramenti.....io quei pochi me li terrei cari....
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  di Antonio Mele (rabbi), 15 Aprile 2008, 11:37 permalink rss
e tieniteli cari, chi ti dice niente... forse liberal ha senso, quindi mi scuso se ho male interpretato. ma liberal e' sinonimo di socialista, in US :-)
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  di Pietro Bellomo, 15 Aprile 2008, 11:44 permalink rss
e infatti giocavo sull'ambiguità:)))....in Italia i liberali veri e puri sono finiti con Einaudi, temo....ma ci dovremo pur rassegnare a questo dato di fatto, e provare a fare il pane con la farina che si ha......
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  di Filippo, 15 Aprile 2008, 12:38 permalink rss

vabè dai, non so quale sia la definizione esatta di liberale purosangue, ma direi che a Salvati si può dare tranquillamente atto di essere uno dei pochi nel centrosx ad aver posto molte questioni politiche in termini non ideologici (ad esempio il lavoro); se in Italia c'è la legge Treu (e la legge Biagi, poi) credo sia merito anche di Michele Salvati. Se oggi la sinistra radicale è fuori dal parlamento, più che a Veltroni (che ha solo raccolto i frutti) lo si deve a uno come lui che ha provato per tanto tempo a incoraggiare nel centrosx un dibattito sereno e "razionale" su certi argomenti, anche quando nel PdS aveva un certo peso il "correntone". Forse non ha centrato pienamente l'obiettivo (anzi, sicuramente, viste certe proposte del PD), ma almeno ci ha provato, parlando a vuoto per anni a gente che era totalmente sorda alle sue proposte. E ha sempre avuto il buon gusto di non inseguire poltrone, ministeri, quando avrebbe tranquillamente potuto pretenderli.

Poi credo anche io che lui sia un liberal/socialdemocratico, e che [ forse, visto che nella testa di Salvati io non ci sono né ci sono mai stato :-) ] gli piaccia di più la Svezia dell'Irlanda.
Però secondo me non è lui che va trattato come "liberale di serie C" in Italia, tutt'altro.

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  di Antonio Mele (rabbi), 15 Aprile 2008, 16:23 permalink rss
non è mia abitudine accontentarmi del meno peggio (ad onor del vero lo era, sarà che superando i trenta si diventa più esigenti...). e non è questione di dare patenti di liberalismo: se gli piace più la Svezia dell'Irlanda, la questione mi pare chiusa.
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  di akathisia, 15 Aprile 2008, 09:58 permalink rss
Da donna arcilaica, anch'io ho immediatamente pensato con gioia *estrema* al fatto che la Cei farà un bel po' di fatica nel tentativo di riposizionarsi come ago della bilancia. L'unica cosa che mi preoccupa è che il bottegaro bigotto del nord-est potrebbe prendere il posto del vecchio cliente democristo (e neanche chiedendo favori e prebende in cambio... solo per puro fervore!). Voi che li conoscete meglio di me che dite, mi preoccupo a ragione o a torto?
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  di falco, 15 Aprile 2008, 10:28 permalink rss

Sarebbe bastato posticipare la caduta del governo, o le elezioni come qualcuno chiedeva, di poche settimane: un piccolo-grande errore di Berlusconi.

credo che bs rimedierà velocemente all'errore dando qualche osso al pd in cambio di una fattiva collaborazione per far dimettere napolitano:un bel rospo anche questo, all'altezza dell'indulto,servito dal pd ai suoi elettori.

un vantaggio a brevissimo termine lo avranno pure i cittadini di napoli con l'immondizia sotto il balcone: bs, questa volta con la fattiva collaborazione della camorra, farà ripulire la città.

bs è decisamente un uomo da bosco e da riviera come si dice dalle mie parti.

questa volta io non ho votato,

grazie per le vostre analisi

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  di Caminadella, 15 Aprile 2008, 10:31 permalink rss

"Berlusca avrà allora cinque anni in più e non avrà la forza di fare ancora il leader". Seh, figuriamoci. Quello ha la fibra di Andreotti.

"Comunque sia, fra 5 anni probabilmente avrà sgovernato e molta gente sarà felice di votare per qualcun altro". Ha già sgovernato per cinque anni e ieri ha vinto a valanga. O la maggioranza degli italiani è smemorata oppure, più probabilmente, sa benissimo ciò che vuole.

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  di andrea moro, 15 Aprile 2008, 15:23 permalink rss
Il punto era che dopo aver sgovernato, ha perso
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  di Gilberto Bonaga, 15 Aprile 2008, 15:45 permalink rss

Una nota positiva, un cambio rispetto al passato delle prima repubblica e' che finalmente chi governa male, al giro dopo va a casa. La DC rimase al potere per 40 anni di malgoverno. Solo che ora fanno a gara a chi governa peggio.

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  di husky, 15 Aprile 2008, 11:24 permalink rss
e formigoni dove lo mettiamo? a sto giro i ciellini aumenteranno i loro poteri...se lo dovessero mettere alla sanità sarà un salto nel passato...
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  di Lillerello, 15 Aprile 2008, 12:00 permalink rss

Impianto condivisibile. Con alcune eccezioni, pero'.

Un vincitore relativo secondo me c'e': il PD. Un partito che 8 mesi fa era dato intorno al 25%, ha circa 10 punti in piu', si e' liberato di scomodi fardelli: De Mita, Mastella e sinistra radicale. In senato ha pure aumentati il numero di rappresentati, da circa un 100 (DS+Margherita) a quasi 130. Mi sembrano dati possano far dimenticare la sconfitta (inevitabile) ai capoccia del PD.

Secondo fattore: la Cei. E' vero' che il centro cattolico e' fortemente ridimensionato ma hanno validi appoggi in enrtambi gli schieramenti. E c'e' sempre la convinzione in Italia che contro il Vaticano non si deve andare...

Terzo: il partito liberale. Continuo a ritenere che in Italia non ci sia spazio per tale partito se non partendo dalla PDL. E quindi nix per almeno altri 5 anni.

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  di Paolo C, 15 Aprile 2008, 16:22 permalink rss

Secondo fattore: la Cei. E' vero' che il centro cattolico e' fortemente ridimensionato ma hanno validi appoggi in enrtambi gli schieramenti. E c'e' sempre la convinzione in Italia che contro il Vaticano non si deve andare...

su questo fronte c'e' da aspettarsi un po' di tutto, in effetti. La Cei ha provveduto da tempo a mettere i suoi bei paletti su entrambi i fronti, e ora puo' contare su un cripto-partito piu' papista del papa (l'ex-AN), e vari altri. Prevedo rogne.

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  di sabino patruno, 15 Aprile 2008, 12:52 permalink rss

Condivido l'ottimismo, non certo per il governo che viene fuori da queste elezioni, ma per le possibili evoluzioni future.

Con ogni probabilità queste sono le ultime elezioni vissute come una ordalia tra il MALE e il BENE e, se tutto evolve come deve evolvere l'Italia potrà limitarsi a scegliere in futuro semplicemente tra due differenti idee di governo, nulla di più e nulla di meno.

Sempre perchè contagiato dall'ottimismo dei redattori (magari domani non sarà più così) ritengo che BS non farà neanche le porcate epocali del suo precedente quinquennio, dato che oramai i guai con la giustizia se li è sistemati e potrà giocare a fare il nobile padre della patria. Tra l'altro al prossimo giro, per ragioni biologiche non sarà della partita e quindi saremo fuori dal ventennio berlusconiano, di cui parleranno i libri di storia, ma noi non più.

Sulla nascita del polo liberale sono meno ottimista, mentre credo che - elaborato il lutto - il PD si incamminerà su quella strada, dandosi una coloritura più simile ai laburisti inglesi che ai socialisti francesi.

 

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  di alberto bisin, 15 Aprile 2008, 14:00 permalink rss

Uno c'e': Di Pietro. Mi fa anche piacere. E' stato rigorosamente contro l'indulto e contro Mastella e non si e' strappato le vesti quando parlava Grillo. .

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  di Marcello Urbani, 15 Aprile 2008, 14:17 permalink rss

Ti fai un giro sul blog di Grillo ogni tanto?  Di Pietro e Grillo sono soci nell' iniziativa "parlamento pulito", ed il primo è uno degli idoli dei grillo boys.

Non che ci veda nulla di male, ma non inalberarsi contro uno che ti tira la volata non mi sembra un gran merito. 

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  di sandro brusco, 15 Aprile 2008, 14:34 permalink rss

È stato anche l'unico che ha detto che va ridiscusso il duopolio televisivo, tra le altre cose vendendo due canali Rai. E si è subito beccato del sabotatore estremista da Veltroni, oltre che dalla canea reazionaria berlusconiana.

La cosa veramente irritante di Di Pietro è che, come Grillo, le buone idee che occasionalmente esprime sembrano essenzialmente casuali piuttosti che il frutto di una chiara riflessione sui mali del paese. Uno si aspetterebbe che la sua posizione sul duopolio televisivo sia il risultato di un atteggiamento anti-monopolio e anti-intervento statale pro casta. Invece poi salta fuori sparando tremende cazzate su Alitalia. Per non menzionare il ridicolo protezionismo economico mostrato in più occasione, per esempio sulla vicenda Autostrade. Boh.

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  di Marcello Urbani, 16 Aprile 2008, 13:48 permalink rss

Uno si aspetterebbe che la sua posizione sul duopolio televisivo sia il risultato di un atteggiamento anti-monopolio e anti-intervento statale pro casta.

Per la verità cerdo dipenda molto più dalla sua guerra privata con Berlusconi (iniziata da questi), che per inciso è il principale motivo per cui Di Pietro sta a sinistra pur con convinzioni personali vicine ad AN.

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  di Cla, 15 Aprile 2008, 14:34 permalink rss
Apprezzo molto lo sforzo per tentare di vedere il positivo in questa situazione....ma ho comunque l'amaro in bocca....oltre ad una buona dose di incazzatura
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  di Pietro Bellomo, 15 Aprile 2008, 15:28 permalink rss

Visto che ci siamo.... 

qualcuno più acculturato di me mi può spiegare esattamente in cosa si configura il programma della lista Movimento per l'Autonomia della Sicilia di Raffaele Lombardo, nuovo governatore della stessa? La Sicilia non è già regione autonoma? quindi, escludendo che voglia la secessione, a quale autonomia si riferisce?

Non farei paragoni con movimenti tipo la SVP o l'Union Valdotaine che sono sempre stati movimenti a forte connotazione linguistico-identitaria.....a meno che  Lombardo non  voglia il bilinguismo italiano-catanese

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  di Giorgio Gilestro, 15 Aprile 2008, 15:48 permalink rss
Un ruolo utile ma limitato, e soprattutto non finanziato dalle tasse di tutti, anzi, peggio, di chi le paga. Perché, fra quelli che le tasse le pagano, pochissimi votano per l'estrema sinistra, quindi è giusto che non debbano mantenere le loro eleganti giacche di cashmire.
Viva l'ottimismo ma questa e' inutile e gratuita pero'. Intanto perche' lo stesso discorso si applica a chicchessia poi perche' l'elettorato storico di RC& Co non e' certo il lavoratore autonomo o il dentista quindi immagino che qui vi riferiate a chi paga piu' tasse in assoluto non a chi le paga in percentuali; se e' cosi' suona quasi come se il ricco avesse piu' diritto ad essere rapprensentato dell'operaio (che le tasse le paga tutte ancorche' poche).

I comunisti li ho odiati quando sfoggiavano i vari disubbidienti e dissidenti il cui fine al mondo sembrava solo quello di far cadere governi (da bertinotti stesso ai carusi moderni) ma (come tanti altri) mi sono trovato piu' di una volta in accordo con alcune di rifondazione in passato, di solito quando si parlava di diritti umani, di testamento biologico, di omofobia, di interventismo militare e di laicismo senza compromessi. Mi dispiace che quelle voci svaniscano dallo scenario politico e che il partito piu' a sinistra rimanga quello con la binetti.

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  di fausto panunzi, 15 Aprile 2008, 18:25 permalink rss

Eccone uno :

Non so chi sia, ma finisce un'assurda barriera

 

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  di michele boldrin, 15 Aprile 2008, 19:05 permalink rss

finisce un'assurda barriera

Quale barriera? Di quale barriera parli? Chi l'aveva mai eretta? Qualcuno ha mai suggerito che non bisogna avere parlamentari negri? Perché "odiosa", visto che nemmeno esisteva? Come si fa a odiare una cosa che non esiste?

Certo, non ce n'erano. Ma, sino a 10 anni fa, qual'era la percentuale di cittadini italiani di razza nera? 0.00...x%? Quanti cinesi ci sono in parlamento? Cingalesi? Rumeni? Albanesi? ... Tutte odiose barriere? Più che un paese sembra il confine fra Israele ed i territori occupati!

Infine, tanto per confermare pregiudizi diffusi: che cosa c'è di speciale che una persona di razza negra sieda in parlamento? Perché rallegrarsi per la sua presenza e non per quella degli altri circa mille (TROPPI!) suoi colleghi? Hanno tutti due occhi, due gambe, due braccia, una bocca, uno sfintere. O ci si rallegra per tutti, che è costoso, o non ci si rallegra per nessuno. Semplicemente si tratta d'una cosa normale, come il fatto che alcuni vincono ed altri perdono quando ci sono le elezioni. 

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  di andrea moro, 15 Aprile 2008, 19:09 permalink rss
Ricordo una "tesina" presentata da un caro amico agli esami di maturita' (una ventina di anni fa) in cui sosteneva che lo sbandieraramento mediatico di eventi come "la prima donna nello spazio", "la prima donna pilota", etc... non fa che aumentare la percezione che questi siano eventi speciali, e perpetuare gli atteggiameni discriminatori che li rendono tali.
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  di sandro brusco, 15 Aprile 2008, 19:33 permalink rss

A dir la verità non credo sia vero che si tratta del primo parlamentare di colore. Negli anni 80 mi pare venne eletta alla camera (o era al parlamento europeo?) una donna di colore, nelle file del PCI, ma adesso non mi ricordo il nome, chi mi aiuta?.

Stando in tema, segnalo l'elezione di Sbai Souad alla Camera in Puglia nelle file del PdL. Io credo che 1) la lotta per l'acquisizione del consenso dei nuovi italiani sarà molto importante negli anni a venire 2) se il PD si  fa scappare una come Sbai Souad non è messo molto bene su questo fronte, su cui pure dovrebbe naturalmente avere la supremazia.

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  di Alessiop, 15 Aprile 2008, 21:02 permalink rss
Sandro, la parlamentare di cui non ricordi il nome è Dacia Valent, eletta nel PCI durante gli anni '80.
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  di Gilberto Bonaga, 15 Aprile 2008, 22:02 permalink rss

Dacia Valent era parlamentare europea.

http://it.wikipedia.org/wiki/Dacia_Valent

 

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  di sandro brusco, 15 Aprile 2008, 23:45 permalink rss
Grazie mille
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  di fausto panunzi, 15 Aprile 2008, 20:26 permalink rss
Scusa Andrea, ma se Obama fosse eletto presidente, secondo te non sarebbe un "evento speciale"? E quale credi sarebbe il commento dei giornali? Secondo me sarebbe "il primo presidente nero degli USA"
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  di alberto bisin, 15 Aprile 2008, 21:12 permalink rss

Obama il primo? Mica vero! Warren Hardin aveva sangue nero, di cui si vergognava e che nascondeva. Addirittura Jefferson.... Cinque in tutto! E senza contare Clinton

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  di fausto panunzi, 15 Aprile 2008, 21:15 permalink rss
Cambio l'esempio in "Hillary primo presidente donna". O hai un controesempio anche per questo caso?
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  di andrea moro, 15 Aprile 2008, 22:12 permalink