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Davinci Ho visto anche degli economisti felici

di fausto panunzi, 21 Giugno 2008 permalink stampa

Fate attenzione alla fotografia che mettete sul vostro sito web.

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Sono più felici i macroeconomisti o i microeconomisti? Di quanto aumenta la felicità la vittoria del premio Nobel per l’Economia? Sono domande a cui sembra difficile dare una risposta. Ma tre economisti ci hanno provato con un’originale metodologia (che ho letto su Marginal Revolution). Hanno preso dai rispettivi siti web le foto di alcuni economisti al top della professione (sia micro che macroeconomisti) e di alcuni che si occupano di economia della felicità. Poi hanno chiesto a delle persone comuni di giudicare la loro felicità sulla base delle foto. Risultato? I macroeconomisti sono percepiti come più felici di quelli che studiano la felicità e quelli percepiti come meno felici sono i microeconomisti. Il premio Nobel aumenta la felicità percepita, ma non di molto.

Propongo di fare lo stesso con i redattori di NfA. Chi secondo voi è il più felice?

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Rss dei commenti

  di stockli, 21 Giugno 2008, 12:16 permalink rss
Ma ho visto anche degli economisti felici
corrersi dietro, far l'amore
e rotolarsi per terra.
Ho visto anche degli economisti felici
nei campus degli USA
ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra 
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  di fausto panunzi, 21 Giugno 2008, 16:54 permalink rss
Io ne vedrò tre felici mercoledì sera a San Siro, pronti a sgolarsi quando Bruce intonerà Born to Run.
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  di lorenzot, 22 Giugno 2008, 19:23 permalink rss

E forse anche altri due "aspiranti" economisti saranno molto felici per il primo concerto del boss nella loro vita...
Comunque partendo dalle foto io direi, a pelle, che il più felice di NfA è Alberto Bisin.

PS. Ho visto la scaletta dell'ultimo concerto di Bruce all'Amesterdam Arena: Fantastico!!!! Speriamo che tratti bene anche i suoi fans italiani...

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  di fausto panunzi, 22 Giugno 2008, 19:32 permalink rss

In effetti Alberto sembra molto felice adesso che è diventato editorialista della Stampa rimpiazzando Tito Boeri che è passato a Repubblica.

Ad Amsterdam Bruce ha fatto 27 canzoni. Purtroppo a Milano saranno meno per i vincoli sull'orario. Speriamo che l'anticipo alle 20.30 sia pensato per non penalizzare i fan italiani. 

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  di luigi, 23 Giugno 2008, 15:04 permalink rss

Credo sia storicamente vero che Bruce in Europa e' piu' pumped che in USA , che il pubblico americano e' un po' come dire....come si traduce "lame" ???  L'ho visto ad Hartford per il primo concerto del tour e poi in the Meadowlands, e me lo sono dovuto vedere seduto per non disturbare quelli dietro di me....fausto ( e gli altri economisti che saranno a s.siro) c'e' qualche speranza per "Bruce San Siro 2008: the Economists' bootleg"? 

p.s. sono sorpreso di vedere  quel comunista di claudio lolli citato su NFA :)

 

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  di fausto panunzi, 23 Giugno 2008, 15:20 permalink rss

Luigi, posso dire a stockli se vuole realizzare un bootleg. Mi sembra il tipo che lo fa abitualmente a scopo di profitto. Ma tu non vieni a san siro?

Su claudio lolli, il titolo per il post mi sembra perfetto, al di là del contenuto delle sue canzoni. E poi so per certo che sandro brusco ha la collezione completa di claudio lolli e anche di stefano rosso! Forse anche di luciano rossi.

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  di luigi, 23 Giugno 2008, 16:58 permalink rss

purtroppo sono negli stati uniti, io e bruce abbiamo avuto un problema di coordinazione tra l'europa e USA :) Pero' sto pensando di andare allo Giants Stadium a fine luglio.

Non so se hai notato , mi pare che le setlists dei concerti negli stadi abbiano piu' canzoni "standard" che nella prima parte del tour. E' riapparsa Rosalita, Jungleland , Bobby Jean, The river, Tenth avenue, Glory Days , Growin up (!!!!) e non fa piu' Thundercrack ( e la canzone della moglie, ma vabbe'). Guarda la setlist di Londra 31 maggio ....Out, No surrender e Darkness (brrr)...4th of July..etc..Comunque la cosa piu' bella del tour e' la chiusura con American Land. Ero molto scettico ma dal vivo e' una cosa fantastica, con tutti i musicisti up front a cantare insieme !

Il titolo del post e' perfetto :)  

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  di fausto panunzi, 23 Giugno 2008, 17:26 permalink rss
Questo sarà il terzo concerto a cui assisto che si conclude con American Land. In Europa mette le parole sullo schermo per far cantare tutto il pubblico. Sono d'accordo: è un modo meraviglioso di chiudere il concerto. Spero che anche dopodomani sia la numero 27 della setlist.
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  di lorenzot, 23 Giugno 2008, 17:35 permalink rss

Grazie mille per l'informazione, non sapevamo dell'anticipo del concerto. Lo stesso bisognava anticiparci ma meglio a saperle queste cose.

"Bruce San Siro 2008: the Economists' bootleg" geniale!! Da distribuire anche nel Cles/DES, dove Bruce ha fans in massa. Evidentemente.

Poi che invidia Luigi se lo vai a vedere al Giants Stadium, se fossi anche io un Ammerikano ci andrei di corsa. Ma nella mia vita mi sono ripromesso che prima che il Boss si faccia vecchio voglio andare a vederlo negli States, assolutamente:D. Deve essere un grande spettacolo...

Da noi suonerà i grandi classici ed il suo nuovo album. Che non è nemmeno male, anzi secondo me Magic è il migliore album dagli anni '80.

Non vedo l'ora che venga il 25, più che ripetere per gli esami sto facendo ripetizione di Bruce. Del resto bisogna arrivare preparati per l'evento.

PS. Complimenti ad Alberto. Non sapevo, ho votato lui perché quella foto con sigaro messa in prima pagina del sito personale mi dava troppo l'idea di serenità...

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  di fausto panunzi, 23 Giugno 2008, 17:39 permalink rss
Potremmo fare così. Al posto dell'esame scritto di micro, un'interrogazione in cui io dico una strofa di una canzone di bruce e lo studente deve continuare. In questo modo non ci sarebbe per voi il trade-off tra studiare per gli esami e prepararsi per il concerto.
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  di lorenzot, 23 Giugno 2008, 18:03 permalink rss

Assolutamente prof., sono d'accordo. Siamo al classico trade-off tra efficienza ed equità. Peccato che i professori di micro II non la pensino come lei. Bisogna cambiare il sistema, troppo iniquo :D

Che poi magari una discussione in merito alle canzoni sociali di Bruce non è così "fessa" dal punto di vista economico - sociale, tipo solo su youngstown ci si può scrivere una tesina. Anzi l'intero album The ghost of Tom Joad è preso da Furore, libro di Stainbeck veramente molto bello sulla crisi del '29, che lessi alla fine del quinto liceo dopo aver ascoltato per la prima volta l'album e che sarebbe interessante rileggere alla luce dei due anni di economia. 
Se parlassimo di un esame di storia economica ci starebbe sul serio a prendere spunto da un brano di bruce per un esame...

Comunque appoggio la sua linea in pieno. E' una lotta di civiltà.

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  di fausto panunzi, 23 Giugno 2008, 18:31 permalink rss

Ecco l'email di conferma

Gentile Cliente,
Con La presente siamo ad informarLa che diversamente da quanto stampato sui biglietti, messi in vendita prima di tutte le ordinanze comunali emanate in questo ultimo mese, il concerto sold out di Bruce Springsteen and the E Street Band il 25 giugno allo Stadio di San Siro inizierà alle 20.30, proprio a causa delle nuove direttive.

Inoltre consigliamo al pubblico di arrivare almeno un paio d'ore prima anche se in possesso di posti numerati, in quanto a Sansiro l'area al traffico in occasione di tutti i concerti verrà chiusa (ma sarà prolungato l'orario della metropolitana e potenziato il servizio dei mezzi pubblici).

I cancelli apriranno alle ore 18.00. Il concerto avrà inizio alle 20.30

 

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  di Filippo, 21 Giugno 2008, 13:38 permalink rss
Sandro Brusco
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  di enzo michelangeli, 21 Giugno 2008, 18:09 permalink rss

Risultato? I macroeconomisti sono percepiti come più felici di quelli che studiano la felicità e quelli percepiti come meno felici sono i microeconomisti.

Si aprono nuovi orizzonti per gli spammers: "Questa pillola miracolosa aggiungera' almeno TRE POLLICI alla vostra economia!!!" 

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  di sandro brusco, 23 Giugno 2008, 22:14 permalink rss

Qualcuno di voi ne sa qualcosa in più di happiness economics? Il tema è ''hot'' e alcuni ci hanno fatto una piccola fortuna, ma non ho mai capito quanto forti siano le basi empiriche di tutto il progetto. Il paper linkato da Fausto ha un'appendice in cui riporta il livello di felicità in vari paesi. Ne riporto una parte (vedi Table A1 nel paper per la lista completa).

Table A1: Level of Happiness at the international level
COUNTRIES MEAN

ROMANIA 2.610

IRAQ 2.343

ZIMBABWE 2.329

SERBIA AND MONTENEGRO 2.201

CHINA 2.132

ITALY 2.048

FRANCE 1.762

UNITED STATES 1.669

VIETNAM 1.591

NIGERIA 1.422

Cosa significano questo numeri? Esiste una qualche relazione tra il livello di ''happiness'' e variabile socio-economiche che possiamo misurare più esattamente? A prima vista non sembra esserci relazione tra ''happiness'' e PIL. Non sembra però esserci relazione nemmeno tra happiness e aspettative per il futuro (una plausibile spiegazione per il primo posto dei rumeni), altrimenti Cina e Vietnam sarebbero in testa. Poi, che la gente sia parecchio più contenta in Zimbabwe e Serbia che negli Stati Uniti francamente è una cosa che faccio molta, molta fatica a credere.

Immagino che ci siano risposte standard a queste obiezioni. Qualcuno le conosce?

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  di Antonio Mele (rabbi), 23 Giugno 2008, 22:56 permalink rss

Ne avevo scritto qui , polemicamente, direi pensieri in libertà più che altro, e obiezioni che vengono subito alla mente. In generale, e da quel poco che ho capito, se usi dati aggregati (come fa Layard per esempio) trovi delle cose strane (tipo che il reddito oltre una certa soglia riduce o cmq non aumenta la felicità); se usi dati micro, le cose diventano molto più ragionevoli e il reddito per esempio ha un clear positive effect sull'happiness. Però il mio è un discorso amatoriale. 

Uno che se ne occupa seriamente ha un blog interessante.

 

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  di Antonio Mele (rabbi), 23 Giugno 2008, 23:06 permalink rss
By the way: il mio guess è che i macroeconomisti siano mediamente più ricchi dei microeconomisti (conferme empiriche anyone?), potrebbe essere questo quello che trovano i signori del paper di Fausto? non mi pare nelle loro regresisoni che controllino per income.
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  di luigi, 24 Giugno 2008, 01:48 permalink rss
nella tabella c'e' scritto higher values= lower levels....quindi abbiamo al primo posto la nigeria e al secondo la tanzania seguite a ruota da messico e puerto rico...che sono notoriamente tutti posti dove la gente va a vivere per trovare la felicita' interiore....:)
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  di sandro brusco, 24 Giugno 2008, 04:19 permalink rss
'azz, hai ragione, ho fatto casino. Va un po' meglio allora, almeno adesso risulta che in Iraq sono infelici assai, come mi aspetterei. Lo stesso, come fai notare, un sacco di bizzarrie restano. La Nigeria il posto dove si è più felici? Mah...
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  di Giorgio Gilestro, 24 Giugno 2008, 05:49 permalink rss

Non lo so se la Nigeria sia il posto in cui si sta piu' felici pero' posso dire che le scienze comportamentali hanno decretato da tanto tempo ormai che la regola generale e' che piu' possibilita' di scelta abbiamo e meno siamo felici (vedi David Myers, Robert Lane e Barry Schwartz). L'indecisione e con essa il dubbio di aver fatto la scelta giusta e' cio' che ci rende infelici: i nonni dicevano "beata ignoranza".

 

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  di sandro brusco, 24 Giugno 2008, 06:05 permalink rss
Beh, almeno ci deve essere qualche non monotonicità. Quando passi da zero possibilità di scelta (puoi solo morir di fame) a una o due (puoi mangiar polenta oppure riso) la felicità dovrebbe aumentare di molto. Se non aumenta è una misura di cui non so bene che fare, visto che non consiglierei mai a nessuno di scegliere la morte per fame piuttosto che una dieta scalcagnata. A livelli più alti magari la cosa cambia. Ma, di nuovo, vorrei capire meglio se la felicità covaria con altre grandezze meglio misurabili e che capisco di più, non necessariamente il PIL. Possibili variabili interessanti: tasso di suicidio, frequenza crimini contro la persona, uso di psicofarmaci (tra paesi di PIL comparabile). Qualcuno ste cose deve averle già fatte, mo' mi guardo il blog che diceva rabbi.
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  di Giorgio Gilestro, 24 Giugno 2008, 15:42 permalink rss

 

Quando passi da zero possibilità di scelta (puoi solo morir di fame) a una o due (puoi mangiar polenta oppure riso) la felicità dovrebbe aumentare di molto. Se non aumenta è una misura di cui non so bene che fare, visto che non consiglierei mai a nessuno di scegliere la morte per fame piuttosto che una dieta scalcagnata. A livelli più alti magari la cosa cambia.
E' esattamente cosi'.

 

Some is better than none, but too much is too much. Questo e' cio' che viene dai dati empirici, il cui unico caveat alla fine e' che la felicita' e' una misura soggettiva. Ci sono parecchi esperimenti sull'argomento: quello che leggo citato piu' spesso e' il seguente (citato anchequi): se una ditta regala un viaggio premio a parigi gli impiegati sono felici; se regala un viaggio premio alle hawaii sono pure felici; se pero' da' la scelta tra hawaii e parigi al ritorno quelli che sono andati alle hawaii si lamentano che non c'erano tanti musei e quelli che sono andati a parigi si lamentano che non c'era il mare.

Pero' poi dal salto tra percezione soggettiva e generalizzazione non ne so molto se non che mi sembra difficile farlo senza cadere nel mondo della fuffa (esempio: the Gross National Happiness and the Happy Planet Index).

Una teoria alternativa e piu' semplice e' questa.

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  di michele boldrin, 24 Giugno 2008, 09:35 permalink rss

le scienze comportamentali hanno decretato da tanto tempo ormai che la regola generale è che più possibilità di scelta abbiamo e meno siamo felici.

Nelle celle d'isolamento in galera devono pasarsela pipa, allora!

On a more serious tone: c'è una letteratura empirica sull'argomento, ed è (purtroppo) abbastanza vasta. Purtroppo: perché l'argomento è uno dei più mal impostati che esistano, sembra veramente roba da Levitt. Leggevo tempo fa un paper di una signora, cui nome non ricordo, che mi sembrava essere "the state of the art" attuale sull'argomento. La conclusione era che il reddito pro capite è correlato (dopo i soliti "controlli" statistici) con misure soggettive di felicità dichiarata. La cosa rilevante era che, nel medesimo paese e di nuovo senza altri cambi strutturali drammatici (tanto per fare un esempio: Ratzinger dichiara che trasferisce la capitale del suo stato in Burundi), al crescere del reddito crescono le misure di felicità riportate. L'autrice dichiarava di usare tutti gli indicatori mondiali disponibili di "felicità dichiarata". Sembra esistano varie surveys internamente omogenee ma diverse fra loro. Diceva anche che alcuni risultati precedenti, che andavano nella direzione opposta e che hanno favorito la creazione del cosidetto "Easterlin paradox", erano puramente dovuti a serie molto corte e lavoro statistico mediocre. Sembrava convincente. P.S. L'ho trovato, è questo; c'è anche un signore come coautore.

Personalmente ritengo che le persone siano "adattabili", "assuefabili" e "capaci di farsene una ragione". Ossia abbiano preferenze meglio rappresentabili con funzioni di utilità del tipo "habit forming". Questo implica che l'utilità cresce al crescere del tasso di crescita del reddito, non necessariamente del livello. Ma le persone sono anche ciclotimiche oltre che prone a dare una certa immagine di se stesse al pubblico ... insomma, non credo la cosa sia risolvibile andando in giro a chiedere alla gente quanto contenta si sente in una scala da zero a cento. Se dessero ad Aldo Rustichini migliaia di mini macchine MRI, da mettere attorno alla testa delle persone finché vivono la propria vita normale, per controllare come si sentono, ecco forse in quel caso prenderei la discussione più seriamente. Fino a quel giorno m'accontento dei vecchi esercizi d'introspezione: tutte le volte che ho conseguito un aumento di stipendio non mi sono sentito triste; ma se era maggiore dello sperato ero più contento, mentre quando era minore lo ero meno.

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  di fausto panunzi, 24 Giugno 2008, 09:57 permalink rss
Sono qui davanti ad una marea di esami da correggere e non ho possibilità di scelta: devo farlo oggi. Eppure non sono per niente felice.
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  di enzo michelangeli, 27 Giugno 2008, 01:25 permalink rss

Diceva anche che alcuni risultati precedenti, che andavano nella direzione opposta e che hanno favorito la creazione del cosidetto "Easterlin paradox", erano puramente dovuti a serie molto corte e lavoro statistico mediocre.

Meglio non dirlo agli indipendentisti tibetani, allora: il famoso GNH index e' uno dei cavalli di battaglia dei teocrati che governano il Bhutan, che per molti di loro rappresenta il paese modello.

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  di luigi, 24 Giugno 2008, 02:49 permalink rss
la correlazione di quei numeretti con il PIL pro capite mi pare (se ho fatto bene i conti) sia -0.39...quindi un poco poco di correlazione tra pil e felicita' ci sta...
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  di Luigi Pisano, 26 Giugno 2008, 10:08 permalink rss
...beh? Questo concerto di Bruce Springsteen? Recensioni, Recensioni!  :)
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  di fausto panunzi, 26 Giugno 2008, 11:07 permalink rss

Malgrado il caldo torrido 29 canzoni; 3 ore (come ai vecchi tempi!) passate con stockli accanto e il Liga di sotto. Stockli ovviamente non ha fatto nessun bootleg, data la sua innata pigrizia. 

Secondo la Moratti Bruce doveva finire alle 23.30, ma siamo andati ben oltre. Quando sembrava che avesse finito con American Land, come ha sempre fatto in questo Tour, ha ripreso la chitarra e ha fatto Twist and Shout. Alle 23.50 siamo andati a casa.

Dicono che sia il suo ultimo tour con la E-Street Band. Per fortuna io c'ero.

Ecco la setlist

1 Summertime Blues
2. Out in the Streets
3. Radio Nowhere
4. Prove it all Night
5. Promised Land
6. Spirit in The Night
7. None But The Brave
8. Candy's Room
9. Darkness on the Edge of Town
10. Hungry Heart
11. Darlington Country
12. Because the Night
13. She's the One
14. Livin' in the Future
15. Mary's Place
16. I'm on Fire
17. Racing in the Streets
18. The Risng
19. Last to Die
20. Long Walk Home
21. Badlands

Encores:
22. Girls in Their Summer Clothes
23. Detroit Medley
24. Born To Run
25. Rosalita
26. Bobby Jean
27. Dancing in the Dark

28. American Land
29. TWIST AND SHOUT

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  di lorenzot, 26 Giugno 2008, 20:26 permalink rss


Grande concerto. Unico neo il comune di Milano che ha reso il mio (e non solo il mio) viaggio di ritorno a casa un viaggio della speranza. Una disorganizzazione veramente incredibile, sapevano da dicembre del concerto avevano promesso metropolitane sino alle 2.00 mi pare, invece era rimasta la  sola 90 - 91 strapiena, con tra l'altro tutte le persone che avevano contato sulla apertura delle metropolitane e avevano lasciato l'auto nella metrò...Senza parlare dell'autista con problemi psichici che ho trovato sulla novanta.

Bruce a sessant'anni ha tenuto benissimo il palco per 3 ore e personalmente per me con l'andare avanti del concerto aumentava l'entusiasmo.
La scaletta dei brani mi è piaciuta benché mancassero alucni suoi classici come The River e Thunder Road. 

Insomma Bruce promosso a pieni voti, una esperienza veramente unica. Potrò raccontare ai posteri di aver visto live un pezzo di storia del rock.
Invece il comune di Milano non potrebbe nemmeno organizzare la coppa del nonno per quanto mi riguarda. Altro che Expo.

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  di fausto panunzi, 26 Giugno 2008, 20:29 permalink rss
The River era in scaletta (lo vedi su www.brucespringsteen.net), ma poi ha cambiato per accogliere la richiesta di None But the Brave. Thunder Road non l'ha fatta perchè era pericolosa per le coronarie di stockli. Oggi si aggirava per l'università urlando "It's a town full of losers and I'm pulling out of here to win".
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