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Con gli amici ci si organizzava per recarsi assieme alla base militare,
situata in un'area ormai non piu' periferica della citta' accanto al
quartiere di San Pio X, un denso quartiere residenziale. Ed ogni anno
era affascinante riscoprire i grandi spazi della base, i suoi numerosi
campi da basket (inesistenti nel nostro quartiere - eravamo costretti ad usare un
tabellone con un cerchio di ferro costruito a mano), i campi da tennis (che noi creavamo stendendo
un filo in mezzo alla strada), le piscine e le piste d'atletica
(che per noi abitanti nella zona Est si trovavano praticamente
irraggiungibili dall'altra parte della città).
Poi si
ascoltava la musica dei complessi rock amatoriali dei soldati americani, e si comprava
dagli stand il gelato in enormi scatole di cartone dal gusto neapolitaner:
vaniglia, cioccolato e fragola, introvabile in Italia, ma che qui negli
Stati Uniti, scoprii poi, si trova in ogni supermercato. Come gelato non era granche', ma di tanto in tanto ancora lo compro, e mi ricordo quei momenti della mia infanzia. Ogni tanto, si fantasticava su come
avremmo potuto usare quelle strutture se gli americani se ne
fossero andati.
Ma gli americani non se ne andarono, e
continuarono a ripetere le loro celebrazioni annuali, mentre noi ragazzi rimanevamo di
anno in anno sempre piu' annoiati di fronte ai soliti fuochi
artificiali. Anzi, a quanto pare ora vogliono espandersi. A Vicenza se ne
sta discutendo da diversi mesi ma da qualche giorno la notizia e'
apparsa anche nella stampa nazionale.
Il governo, anche questa
volta diviso, ha deciso di concedere l'ampliamento. Da una parte c'era
da onorare l'impegno preso dal governo precedente. Dall'altra c'e'
l'antiamericanismo post-comunista di chi non vuole perdere una buona
occasione per ostacolare gli americani. Poca discussione sui motivi
per cui si voglia ampliare la base proprio a Vicenza, e meno ancora sui costi e benefici per
la citta' e per l'intera collettività di questo ampliamento. I contrari
suggeriscono di consultare la popolazione attraverso un referendum, ben
sapendo che la stragrande maggioranza e' contraria. Ma in base a quali
motivi? Ho cercato di capirlo, visto che per la mia esperienza
personale, la presenza della base e di alcune migliaia di americani a
Vicenza era quasi un miraggio.
Dico miraggio perche' i
rapporti fra le famiglie americane e gli italiani erano pressoché
inesistenti. Gli americani avevano e hanno le loro scuole, le loro
chiese, i loro negozi tutti rigorosamente
dentro la base militare ed inaccessibili agli italiani. Non mancavano infatti fantomatici tentativi
degli italiani di farsi "portar fuori" da qualche conoscente americano
beni introvabili dai commercianti autoctoni. Di americani
nei supermercati italiani invece non ne ho mai visti. A suo tempo
circolava persino la voce che arrivasse quotidianamente un aereo dall'America per
portare il pane (difficile crederci, visto che il pane
fresco l'americano medio non sa cosa sia, e l'americano un po' piu'
agiato l'ha scoperto solo da pochi anni). Tantomeno si incontravano
americani nei negozi di beni durevoli. Gli americani si portavano
dagli USA le loro lunghissime auto di enorme cilindrata; da bambini
ne spiavamo il cruscotto dal finestrino concludendo che non
andavano molto veloci, non sapendo che le didascalie del tachimetro
indicavano miglia e non chilometri orari.
Discorso a parte
merita il mercato immobiliare. Una parte delle famiglie americane abita in un
quartiere seminascosto alle vie principali, difficile da
trovare se non si sa dov'è, composto di casette prefabbricate che
ricalcano lo stile della suburbia americana (con il giardino d'erba, rigorosamente senza cancellate e ringhiere). La comunità ha le
strutture sportive (campi da tennis, piscina, etc...) che trovereste
in qualsiasi agglomerato di case negli Stati Uniti. Da ragazzi di tanto in tanto ci passavamo in bicicletta con un po' d'ansia non sapendo bene se stessimo commettendo qualche infrazione, e ci sembrava un altro mondo. Un rapido
controllo sulle mappe satellitari di Google rivela che vi si trovano meno di cento fabbricati che, se non ricordo male, sono bifamiliari. Ed infatti una buona parte dei
soldati e delle loro famiglie, probabilmente la stragrande
maggioranza, abitavano (e abitano) in appartamenti posseduti dai
vicentini, che (sussidiati dal governo USA) venivano affittati al prezzo di almeno due o tre volte
quello dell'equo canone. Ma nonostante questo, pochissima o nessuna
interazione fra le due popolazioni, nessun tentativo di effettuare
scambi fra scolari, magari con la scusa di aiutarsi reciprocamente ad
imparare la lingua straniera, niente di niente.
Quindi di
grossi costi derivanti dalla presenza degli americani, sinceramente,
non mi e' dato di sapere. Ogni tanto c'e' qualche scaramuccia nei bar o
nelle discoteche fra soldati ubriachi, spesso risolta dall'efficiente polizia militare americana. In città si e' poi parlato, in
maniera molto vaga, di possibili problemi al traffico causato
dall'ampliamento. Limitati forse sono anche i vantaggi. Esiste un
vantaggio economico derivante dal
mercato degli affitti, vantaggio che ora con la (parziale)
liberalizzazione degli affitti credo sia diminuito, anche se non
eliminato completamente. Agli americani piace mangiare la pizza il
sabato sera. Infine, ricordo che quando pochi anni fa apri' il cinema
multi-sala, venivano proposti settimanalmente film hollywoodiani in
lingua originale, e siccome l'inglese a Vicenza non si parla proprio,
sospetto che andassero a vederli le famiglie dei soldati il cui
villaggio si trova proprio li' vicino. Insomma, anche se nei
supermercati italiani gli americani non si fanno proprio vedere,
qualche euro lo spendono.
L'altra
sera a "Porta a Porta" il servizio giornalistico sosteneva che il governo tedesco ha offerto un miliardo di euro per trasferire tutta la baracca in
terra teutonica. Sembra una cifra enorme, ma calcolatore alla mano non
sembra poi cosi' assurda. Immaginando un orizzonte temporale
illimitato, scontando ad un tasso del 5%, un miliardo di euro
corrisponde ad una rendita perpetua di 50 milioni di euro l'anno,
circa un milione di euro la settimana. E cioè 500 euro per 2000
appartamenti affittati; aggiungiamoci un po' di pizze e birre, qualche
posto di lavoro (questi appartamenti e queste pizze bisogna pure farli)
e vediamo che non si tratta poi di una cifra cosi' folle.
Io
sono dell'avviso che, per un elementare principio di equità sociale,
quando si costruisce un bene pubblico con grosse esternalita' per la
popolazione locale, si possa pensare a qualche forma di compensazione:
ad esempio per costruire discariche, TAV, centrali nucleari. Qui pero' non si parla di costruire discariche, si vuole
ampliare una base in un terreno lasciato inutilizzato dai vicentini per
decenni. E gli americani non puzzano, portano dollari, per quanto
pochi.
Insomma, dal mio limitato punto di osservazione, la
contrarietà della
popolazione deriva da un moderato antiamericanismo magari accentuato
dal fatto che non si nota un grosso tornaconto per la popolazione
vicentina, ed ignorando il fatto che i costi sono molto
limitati. Insomma, invece di organizzare manifestazioni pacifiste
anti-americane con le bandiere di Che Guevara, si farebbe meglio a
parlare ragionevolmente dei costi e dei benefici, e di chi debba
sopportarli. Ovviamente fra i costi propongo di non includere i
sentimenti antiamericani di certuni,
altrimenti con questa logica non potremmo costruire chiese per non
offendere gli atei, distribuire licenze ai macellai per non urtare i
sentimenti dei vegetariani, e cosi' via.
Se cosi' si facesse, si scoprirebbe che probabilmente l'ampliamento sarebbe un vantaggio per i vicentini. E qualche amministratore locale con un po' di lungimiranza e creativita' potrebbe anzi sfruttare l'iniziativa per proporre la costruzione di strutture da usare anche a vantaggio degli italiani, nonche' proporre scambi culturali fra le famiglie o le scuole, e cosi' via. Ecco, se il dibattito si centrasse su questo piuttosto che sull'opportunita' o meno di accontentare o scontentare Bush, forse si riuscirebbe ad estrarre dall'ampliazione qualche ulteriore vantaggio per la popolazione locale.
Nota: i commenti sono di proprieta' degli autori, che ne sono responsabili.
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Hai ragione per quanto riguarda l'effetto "NIMBY". Ma il problema permane: perche' dobbiamo basarci su una stima tedesca? Perche' non fare le cose in trasparenza? In questo modo si darebbero a tutti elementi per discutere, lasciando meno presa ad argomenti di tipo emotivo. Il principale problema per me e' quello, come lo e' stato per la TAV. E' lampante per me che sia necessario un dibattito locale dove pro e con siano ben noti a tutti. E sarebbe magari ora di smetterla con certe necessita' politiche che sembrano i soliti inciuci a livello solo leggermente piu' alto.
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si vuole ampliare una base in un terreno lasciato inutilizzato dai vicentini per decenni.
Come fa ad esserci terreno inutilizzato se la base si trova in un "denso quartiere residenziale"?
Insomma, anche se nei supermercati italiani gli americani non si fanno proprio vedere, qualche euro lo spendono.
Chissà quanto spenderebbe la gente se nella stessa zona ci fosse, che so, un centro commerciale. E magari non sarebbero nemmeno soldi rubati al taxpayer americano.
L'altra sera a "Porta a Porta" il servizio giornalistico sosteneva che il governo tedesco ha offerto un miliardo di euro per trasferire tutta la baracca in terra teutonica.
Lo stesso governo tedesco che fino a un paio di settimane fa voleva spendere un miliardo di euro per fare concorenza a Google? Sai che affarone che dev'essere allora...
[...] altrimenti con questa logica non potremmo costruire chiese per non offendere gli atei, distribuire licenze ai macellai per non urtare i sentimenti dei vegetariani, e cosi' via.
No, basterebbe semplicemente lasciare la gente libera di scegliersi i propri vicini, senza interferenze da parte di chi crede di sapere sempre cosa è meglio per loro.
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E in fin dei conti, non sarebbe ora che l'Europa si prendesse carico della propria difesa? Dopo il disastro irakeno purtroppo (dico purtroppo solo perche' vivo negli USA) le azioni americane le vedo in precipitosa discesa.
Pensiamo poi al prezzo pagato per associarsi con chi ha basso rispetto per gli interessi locali (vedi interferenze in scelte politiche, economiche, aerei e funivie abbattuti, che puo' succedere, ma senza ammissioni di colpa, etc.).
Quindi Vicenza, una scelta politicamente ed economicamente poco opportuna, per di piu' fatta in condizioni di non trasparenza, e addirittura contro il volere della stragrande maggioranza dei locali.
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Ottima idea.
Potremmo anche uscire dalla maledetta NATO, finalmente, e farci noi la difesa nazionale.
Basta un 2 o 3 per cento di PIL extra. Se la finanziaria di quest'anno puo' essere un termine di paragone, basterebbe far crescere i marginali come segue
- al 50% per redditi superiori ai 70mila Euro
- al 45% per redditi superiori ai 50mila Euro
- al 40% per redditi superiori ai 30mila Euro
- al 35% per redditi superiori ai 20mila Euro
Forse anche un punto extra di IVA, ma non sono certo. Dipende dall'investimento iniziale che occorrera' fare per ammodernare tutto. Il 2/3% serve per il mantenimento di stato stazionario, ma per ammodernarci a livelli decenti (diciamo, per evitare che la Libia possa essere una minaccia militare per l'Italia non piu' in NATO) credo a spanne ci voglia fra il 25% ed il 30% di PIL. Beh, e' un investimento in bene pubblico durevole, quindi si puo' emettere debito. Son certo che a Bruxelles non avrebbero obiezioni.
Insomma, una cosa da niente, son certo che Bertinotti ci ha gia' pensato. E, comunque, la pagherebbero quasi tutta quei ricchi schifosi proamericani che guadagnano ben piu' di 30mila Euro all'anno.
Unica perdita: non potremmo piu' fare manifestazioni con lo slogan "Fuori la NATO dall'Italia. Fuori l'Italia dalla NATO", o "Yankees go home" e bruciare le bandiere ... beh, le bandiere possiamo comunque bruciarle, che fa figo e festa.
Ed i vicentini potrebbero recuperare la loro bella area demaniale trascurata e puzzolente, mentre ad Aviano ci facciamo crescere il grano, che e' ecologico.
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...Qualcuno ha per caso scritto "non sarebbe ora che l'Europa si prendesse carico della propria difesa?"???
A parte le considerazioni economiche che ha sollevato Michele, vorrei timidamente ricordare che da decenni, e ripetutamente, l'Europa non fa altro che cagarsi sotto (beninteso, torcendosi le mani e assumendo posizioni di alta moralita') di fronte a nefandezze e genocidi di ogni tipo. Basta ricordare, fra i tanti, l'assoluta inerzia della famosa Europa di fronte alla guerra in Bosnia, i massacri dei civili, gli stupri generalizzati a fini di ethnic cleansing, eccetera eccetera. Se non ricordo male ci vollero le "malvage" e "antipacifiste" bombe della NATO per fermare quegli orrori.
E non mi si dica che adesso i tempi sono cambiati. La Russia manda segnali sempre piu' preoccupanti rispetto a come intende gestire la fornitura di gas naturale e petrolio all'Europa (sia dell'Est che dell'Ovest); la Cina ha appena dichiarato che vuole costruire una marina militare da "oceano aperto"... e cosa fa l'Europa, oltre a tremare come una foglia e disquisire di pacifismo? Niente, nada, zilch. Ma questo e' un argomento che merita una discussione piu' approfondita - spero a breve.
"non sarebbe ora che l'Europa si prendesse carico della propria difesa?"... sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere.
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Bravo MB, sapevo che ti avrei trovato d'accordo :)
Se poi guardiamo ai risparmi, perche' allora non subappaltare agli USA anche il governo dell'Italia (ho forse l'abbiamo gia' fatto 60 anni fa?). Grandissimi risparmi, diminuzione dell'aliquota fiscale garantita, e equo sistema elettorale garantito.
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Guarda che la proposta non l'ho mica fatta io!
E chi ha detto che non sono d'accordo? Io, in realta', sono D'ACCORDISSIMO con l'idea che l'Europa, e quindi l'Italia, si difenda da sola.
Io, al contrario forse di altri ma certamente in accordo con te, sarei proprio contento che l'Italia ci avesse un bel esercito ed una marina ed un'aviazione da far cacar sotto, chesso', quei simpaticoni dei Serbi amici di Cossutta, o un Gheddafi, o magari anche un Putin se per caso gli salta la mattana di far cazzate. Quindi prendevo la palla al balzo offertami dal suggerimento tuo e facevo due conticini.
Io mica volevo risparmiare, a me del debito m'importa un fico secco. Ho studiato con Barro, e per davvero, ed era anche convincente in classe. Secondo me la Ricardian Equivalence funziona, a me il debito al 100% del PIL o al 200% del PIL non mi fa nessuna differenza. Guarda il Giappone. Mica siam tutti dei TPS da queste parti ... Insomma, lasciamo stare i risparmi, che non interessano certo a me, basta vedere come vivo.
L'hai fatta tu la proposta che l'Europa si difenda da sola, io ho solo fatto i conti per attuarla, partendo dall'Italia.
Se ora hai cambiato idea, oppure ci vuoi dire che scherzavi mattacchione che non sei altro, rilassandoti fra un rally pacifista ed una sit-in antiglobale, che colpa ne' ho io? Basta dirlo, ed amici come prima. Ok, scherzavi, perdonato. Sai, qui siam tutti un po' seriosi e con il calcolatorino in mano, sempre li' a far due conti per vedere se si puo' fare. A noi le idee innovative piacciono, pero' a scuola ci hanno insegnato anche questa noia del feasibility constraint, che altri chiamano il vincolo di bilancio ... e cosi' ho calcolato il vincolo con il bilancino. Ho sbagliato i conti? Capita. Come disse quell'altro, se sbaglio mi scorrigerete. Correggimi, a me va bene.
Quindi, se per caso dicevi sul serio ... beh, falli tu i conti. Per certo avro' sbagliato qualche decimale, o stimato male le esternalita', chissa' ...
O dicevi cosi' per dire? Stile il Fausto fighetto nazionale, quello con la moglie maestra elementare ingioiellata a feste cardinalizio-fasciste? Sia chiaro, voglio dire, dico cosi' per dire ... Non so, dimmi tu. Scherzavi o parlavi sul serio? Basta saperlo.
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Pensavo scherzassi tu facendomi notare quanto sia poco conveniente la difesa in proprio.
Ora, perplesso ma mattacchione come prima e tra il mio sit in e manifestazione mi trovo d'accordo con te. Accidenti. :)
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Mattacchione per davvero, vedo. Perche' bisogna essere davvero mattacchioni per voler fare una cosa che noi stessi si e' definito, una riga piu' sopra, "poco conveniente".
In ogni caso, contento tu, contenti tutti. Io, ripeto, alla difesa nazionale fatta seriamente e all'avere un esercito che possa far cagar sotto Geddafi e Putin sottoscrivo immediatamente. Poi vediamo con chi allearsi e con chi no. Sarai felice, spero, d'aver conquistato un secondo adepto.
Ti prendo in parola, allora. Visto che l'idea iniziaa stendi tu la lettera ai compagni di Liberazione con la proposta e tutto il resto (compresi i calcoli dei costi e l'esplicita spiegazione che abbiamo bisogno di aumentare sostanzialmente l'arruolamento)? Mi mandi un draft preliminare, la aggiustiamo, firmiamo entrambi ed inviamo a quel genietto acculturato di Sansonetti, che senz'altro apprezza. Perche' lasciare al Sandro l'esclusiva di fare proposte originali e di sinistra?
Looking forward.
P.S. Se per caso dicevi sul serio anche con l'altro pezzo di proposta, ossia di sub-appaltare a qualche agenzia USA la gestione di alcuni beni pubblici italiani, io son interessato a considerare seriamente anche questa proposta. Una volta, quando lo formarono ed aveva la "d' " nel nome, lo slogan del PCI era "Fare come in Russia". Il nostro, originaloni, potrebbe diventare "Fare come in Amerika" ... che pensi?
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In ogni caso, contento tu, contenti tutti. Io, ripeto, alla difesa nazionale fatta seriamente e all'avere un esercito che possa far cagar sotto Geddafi e Putin sottoscrivo immediatamente. Poi vediamo con chi allearsi e con chi no. Sarai felice, spero, d'aver conquistato un secondo adepto.
Giusto per avere qualche data point: quanto spendono per la difesa, in termini di percentuale di GDP, paesi come la Svizzera o la Svezia? Intendo paesi che badano solo a difendere la propria sovranita', come a suo tempo l'America 1.0 di Jefferson, Washington e John Quincy Adams, non a organizzare missioni militari a casa d'altri (neanche a fini "di pace" o "umanitarie").
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Sulle spese per la difesa, in % di GDP, ho trovato questo (dal CIA workd factbook). Gli USA spendono il 4%, la Cina il 4.3, Singapore il 4.9, Arabia Saudita il 10, Siria il 5.9, Libia il 3.9, Iran il 3.3, Francia 2.6, UK 2.4, Italia 1.8, Svezia 1.5, Svizzera 1%.
Dubito che al giorno d'oggi basti difendere la propria sovranita'. Ci sono anche interessi economici, commerciali, di sicurezza nazionale. Altrimenti un Putin qualsiasi puo' chiuderti il rubinetto del gas senza che tu possa fare "beh".
Altro discorso meritano le missioni umanitarie. L'Economist di questa settimana sottolineava come le missioni dei famosi caschi blu siano ai massimi storici, e auspicava che l'ONU aumentasse il suo muscolo militare. Ben venga tutto cio', ma se l'ONU non riesce a mettersi d'accordo, ben vengano anche le bombe della NATO.
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Sulle spese per la difesa, in % di GDP, ho trovato questo (dal CIA workd factbook). Gli USA spendono il 4%, la Cina il 4.3, Singapore il 4.9, Arabia Saudita il 10, Siria il 5.9, Libia il 3.9, Iran il 3.3, Francia 2.6, UK 2.4, Italia 1.8, Svezia 1.5, Svizzera 1%.
Dubito che al giorno d'oggi basti difendere la propria sovranita'. Ci sono anche interessi economici, commerciali, di sicurezza nazionale. Altrimenti un Putin qualsiasi puo' chiuderti il rubinetto del gas senza che tu possa fare "beh".
Mi pare che la Svizzera se la cavi piuttosto bene, e senza che nessuno ci metta bombe: che sia perche si fa gli affari propri invece di giocare al poliziotto del mondo? E perche' mai Putin dovrebbe chiuder loro il rubinetto, visto che pagano? Gli unici a correre questo rischio sono stati Bielorussi e Ucraini, e per ragioni essenzialmente economiche (sono semmai questi ultimi che hanno minacciato di chiuderlo all'Europa: cosa che avrei risolto invitando Putin a bombardare il palazzo presidenziale in Minsk).
Altro discorso meritano le missioni umanitarie. L'Economist di questa settimana sottolineava come le missioni dei famosi caschi blu siano ai massimi storici, e auspicava che l'ONU aumentasse il suo muscolo militare. Ben venga tutto cio', ma se l'ONU non riesce a mettersi d'accordo, ben vengano anche le bombe della NATO.
E perche', esattamente? Le bombe, oltre ad ammazzare gente, costano soldi al contribuente. Il fatto che in Rwanda o in Darfur preferiscano scannarsi piuttosto che lavorare e far quattrini e' un problema strutturale che non puo' essere certo risolto con interventi militari da parte di terzi. Quando si saranno stancati, o estinti, la questione cessera' di esistere.
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E perche', esattamente? Le bombe, oltre ad ammazzare gente, costano soldi al contribuente. Il fatto che in Rwanda o in Darfur preferiscano scannarsi piuttosto che lavorare e far quattrini e' un problema strutturale che non puo' essere certo risolto con interventi militari da parte di terzi. Quando si saranno stancati, o estinti, la questione cessera' di esistere.Completamente d'accordo. A proposito del tuo articolo sul clueless Economist, una delle cose che mi dà più fastidio di quel giornale è che chieda in continuazione nuovi interventi "umanitari". L'esperienza sembra non insegnargli niente in proposito.
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La svizzera si puo' permettere di spendere l'un per cento del proprio GDP perche' sta in mezzo alla NATO. Vorrei vedere se fosse al confine con la Russia, o se fosse Taiwan, Giappone, Corea! (che infatti spendono tutti di piu', se non mi ricordo male).
Questo per dire che secondo me e' economicamente sensato avere una forza militare sovranazionale. La NATO e' un esempio di economie di scala, per evitare di avere doppioni ecc.
Io vedo la Cina aumentare sempre di piu' il proprio muscolo militare (la marina da oceano aperto, le armi antisatelliti - notizia di oggi sul NYT, ecc). Non credo lo faccia per mire espansionistiche, ma sicuramente per essere meglio in grado di proiettare la propria forza economica all'esterno, essere piu' persuasiva (vedi Taiwan), perseguire i propri interessi commerciali (la Cina sta stringendo rapporti commerciali molto aggressivi con paesi africani e sudamericani per la fornitura di materie prime, e secondo me punta alla Siberia - perche' la risorsa cruciale del futuro sono queste, le materie prime!), diventare superpotenza.
Se l'europa non vuole diventare irrilevante ed essere alla merce' di chiunque (Russia, Cina) per forniture energetiche e di materie prime, farebbe bene a stare molto attaccata alla NATO e agli americani, che almeno per adesso hanno ancora voglia di menare le mani.
Le missioni umanitarie sono un altro discorso, forse e' questione di preferenze personali. Io se leggo di genocidi, stupri generalizzati, e piacevolezze varie, voglio che qualcuno intervenga. Se non lo sa fare l'ONU (vedi Srebenica), voglio che lo faccia la NATO.
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La svizzera si puo' permettere di spendere l'un per cento del proprio GDP perche' sta in mezzo alla NATO. Vorrei vedere se fosse al confine con la Russia, o se fosse Taiwan, Giappone, Corea! (che infatti spendono tutti di piu', se non mi ricordo male).
La Svizzera persegue una politica di neutralita' armata da diversi secoli. E' armata, ma per l'autodifesa, non per politiche espansioniste (che oltretutto si risolvono sistematicamente in catastrofi per chi le persegue: vedi URSS in Afghanistan, USA in Vietnam e Iraq etc.). E tu credi davvero che se la Russia o la Cina ci avessero un confine in comune, la invaderebbero? Neppure Hitler ci provo'...
Quanto alla Cina, non ha neppure una portaerei, e la sua spesa militare totale e' inferiore al solo incremento annuale di quella degli Stati Uniti. E' certamente possibile che tra qualche decennio si metta a perseguire sogni imperiali, come hanno fatto gli Stati Uniti a partire, grosso modo, dalla guerra Ispano-Americana del 1898 (anche quella iniziata in nome della liberazione dei Filippini e finita con la loro oppressione, come fu notato da Mark Twain), ma per il momento la sua maggiore preoccupazione e' lo sviluppo economico e la sua integrita' territoriale.
Il caso di Taiwan, poi, e' estremamente diverso dallo scenario da guerra fredda che e' immaginato in Occidente: in Taiwan il business sector e' nella quasi totalita' a favore di buoni rapporti con la Cina, e la "pan-green alliance" (DPP e TSU) e' essenzialmente un movimento indipendentista che ha radici etnico-culturali piu' che economiche. Prima di essere occupata da Chiang Kai-shek, Taiwan fu una colonia giapponese per circa un secolo, e lo divento' in un periodo particolarmente illuminato e modernista del Giappone (la Meiji Restoration). A differenza di quel che successe in Corea e Manciuria, invase durante il periodo militarista, in Taiwan i Giapponesi si fecero benvolere, e i cosiddetti "nativi Taiwanesi" (che sono in maggioranza nel sud dell'isola, soprattutto nella citta' di Kaohsiung), si sentono piu' vicini a loro che ai Cinesi del continente. Questa e' la vera radice del problema, anche se nessuno lo vuole ammettere per una ragione o per l'altra, e non ha nulla a che vedere ne' con la democrazia ne' col capitalismo.
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"Io, ripeto, alla difesa nazionale fatta seriamente e all'avere un esercito che possa far cagar sotto Geddafi e Putin sottoscrivo immediatamente."
Non capisco bene (e rispondo anche a Andrea sulla bolletta del gas) cos'abbia a che fare la difesa con il vecchio colonnello (cosa vorrebbe dall'Italia? Un rimborso sul bidone delle azioni FIAT?) Putin invece il gas lo vende a chi vuole, noi o abbiamo i soldi per comprarlo, o ci ingeniamo a far senza.
Altrimenti non si chiama "difesa nazionale". Si chiama... come si chiama? Aggia', si chiama "esportare la democrazia".
Quanto alla proposta a sinistra, perche' no. Ma gli interlocutori temo dovremmo sceglierli meglio.
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Va benissimo, non ho nessun attaccamento particolare a Sansonetti. Fai tu. A chi scriviamo? Io ci sto a scrivere persino allo Iacopo Venier (Responsabile Affari Internazionali del PCd'I, sito e pensieri rintracciabili facilmente via Google, impagabile). O al mio vecchio conoscente Pietro Folena, ripeto: fai tu. Pero' diamoci da fare.
Geddafi, dici, non e' un problema. Va bene, pero forse devi essere giovane: i missili su Lampedusa, ti dicono nulla? Dici sia proprio cambiato e che non sia piu' un rischio? E perche' spende tutti quei soldi in armi?
E Putin, una mammola che vende il gas a chi vuole (lui, suppongo) e purche' abbia i soldi necessari (che vuole lui, Putin). Salvo quando gli si inceppano i rubinetti, normalmente in dicembre-gennaio e sempre quando gli ucraini gli dicono che loro sono ucraini, non russi ... Insomma, uno dei nostri.
Okkei, Okkei ... mi sembra perfetto. Comunque, stendi questa proposta. E, visto che ci sei, cerchiamo di decidere anche da chi dobbiamo difenderci, se dobbiamo difenderci da qualcuno.
Oppure facciamo come la Svizzera e ci dichiariamo "neutrali" e chi s'e' visto s'e' visto e risparmiamo anche quello 0.8% di PIL ... e' questa la proposta? Interessante, dai che forse anche questa funziona. Ci facciamo su noi uno studio costi/benefici? Da quanto dici sotto credo che te ne intendi di come farlo. Sai mica se l'han fatto uno studio costi-benefici l'ultima volta che han concesso una citta' d'Italia ad una bella manifestazione spacca tutto? Magari possiamo usare la stessa metodologia e ci facciamo il calcolo di dove mettere tutto, dalle caserme alle fabbriche, dagli aeroporti alle autostrade e le strade ferrate). Mi sa che tu sai come si fa, ed a me piacerebbe imparare, che non ho mai capito come funziona questo Lindhal equilibrio del piffero, salvo che non funziona.
Dai, che io voglio capire e sottoscrivere, tutte queste idee nuove mi piacciono un casino ed ultimamente, visto che mi manca il tempo, posso solo scrivere commenti sull'amata nFA. Pero' cosi' mi animo e mi tengo anche allenato.
Okkei, okkei ... allora, attendo la bozza eh?
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Geddafi, dici, non e' un problema. Va bene, pero forse devi essere giovane: i missili su Lampedusa, ti dicono nulla? Dici sia proprio cambiato e che non sia piu' un rischio? E perche' spende tutti quei soldi in armi?
Boh, lo dicono Tony e W. che ora non e' piu' un terrorista.
E Putin, una mammola che vende il gas a chi vuole (lui, suppongo) e purche' abbia i soldi necessari (che vuole lui, Putin).
E vorrei vedere: il gas e' nel sottosuolo russo, mica e' quello di Cortemaggiore. O vogliamo fare come Saddam col Kuwait?
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" E vorrei vedere: il gas e' nel sottosuolo russo, mica e' quello di Cortemaggiore. O vogliamo fare come Saddam col Kuwait?"
... o come Bush con Saddam ;)
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"Geddafi, dici, non e' un problema. Va bene, pero forse devi essere giovane: i missili su Lampedusa, ti dicono nulla?"
Sono in gran forma ma non proprio giovane. I missili me li ricordo ed erano stati lanciati (se mai sono stati lanciati) dopo il raid americano che al Colonnello e' costato un figlio. E Reagan non aveva neppure la scusa dello stress della pubblica fellatio, come succedera' per Clinton e la fabbrica d'aspirina.
In piu', vent'anni piu' tardi, c'e' chi pensa che i missili, se ci sono mai stati, siano stati un avvertimento proprio dei nostri amichetti a stelle e strisce, che mal vedevano la solidarieta' araba di Craxi (Sigonella l'anno prima, quello te lo ricordi?). Anche se il colonnello avesse effettivamente lanciato gli Scuds, sarebbero stati diretti contro la base USA di Capo Ponente, non contro obiettivi di un paese solidale.
Quindi, se qualcosa i fantomatici missili mi devono dire, e' che quanto sia urgente e necessaria la dissociazione con le manovre USA sul continente europeo come portaerei per fatti e fattacci commessi in medioriente. Abbiamo solo da perderci.
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Lo dici tu stesso: gli americani vivono "dentro" la base. Pochi benefici per la comunita' locale, lunghissima lista di svantaggi: 30,000 abitanti in piu', probabile ampliamento futuro dell'aereoporto, traffico.
Se si vuole guardare l'aspetto economico, si tirino fuori le cifre, non dovrebbe essere difficile fare un calcolo dell'impatto, e del corrispettivo economico. Che si debbano fare conti a braccio su un blog piuttosto che esaminare un piano di impatto ambientale pubblicamente discusso automaticamente squalifica un tale progetto. Come sai qui negli USA una cosa del genere dovrebbe sottostare a un'EIR. In Italia no? Ma scherziamo?
Poi si lasci decidere la popolazione locale. Film in inglese e campi da basket mi sembrano un po' pochino.