Una interpretazione di quel che successe e di quel che sta succedendo.
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Leggendo il giornale mi rammentai del fattore K. Il fattore K(ominform), termine di conio Ronchey, fu il fattore che eliminò l'opposizione. Gli equilibri della guerra fredda avevano una componente militare che non avrebbe permesso mai, post accordi di Yalta, che un paese uscisse dall'area di riferimento. Ergo, si potevano massacrare operai ungheresi ed emiliani a piacere, con esattamente le stesse ragioni. In Italia i comunisti erano il partito d'opposizione, quindi il governo si trovò privo d'opposizione.
Con un quarantennio di ritardo l'Italia si è accorta dei fatti accaduti ed ha cominciato a muoversi verso equilibri più avanzati, con gli alti e bassi a voi noti. Adesso finalmente il trionfo dell'essere del ceto (altri dicon 'casta') politico sta mettendo in essere lo schema di due blocchi con preponderante peso, in ognuno dei blocchi, di un partito. VW (Veltroni Walter non Volkswagen) e SB si sono accordati per un mutamento della legge elettorale che libera il ceto politico da qualsiasi forma di responsabilità. L'idea geniale è di produrre due blocchi circondati da miriadi di partitini - i critici-d'arte-irritati, i fascisti, i filosofi della sagrestia, gli astronomi comunisti (interessante che Rifondazione, impigrita dagli ozii di Capua, si accodi ai grandi) - con cui formare alleanze ad hoc in ogni caso. Si possono acquistare, i partitini, fornendo opportuni incentivi ai loro capetti.
Ora il fattore K è scomparso perché i due (VW & SB) han capito che l'alternanza si basa sull'accordo del ceto per mantenere lo status quo. Veltroni non è comunista (forse lo era, forse è confuso sul passato, forse mente, poco importa a questo punto) Berlusconi nemmeno (da piccolo era socialista, ma acqua ne passò sotto i ponti.) Si scambieranno le parti ed alcune organizzazioni otterranno enormi rendite di posizione nell'esser ago della bilancia (Buttiglione, Pannella, etc.)
L'unico ostacolo al connubio tra i due verrà prodotto da fluttuazioni affatto casuali (malattie, incidenti, e così via) visto che l'accordo sulla sostanza è assoluto.
O si perderanno a chiaccherare di Kaka e Pizzaballa ed arriverà il referendum; nel qual caso saranno costretti ad una ennesima correità coi loro clienti. Abbiamo già due esempi: in un caso hanno reintrodotto il finanziamento delle formazioni politiche dopo che un referendum lo vietò; in un secondo, ampiamente documentato anche su Nfa, hanno continuato ad associarsi con associazione mafiosa detta RAI che continua - guidata dai vari Annunziata, Petroni, & Petruccioli - ad inviare i propri mazzieri ad estrarre un'illegale prebenda dalle vittime.
La mia interpretazione è ottimista. Non sono in grado di produrre troppi danni. Quando Bettini sarà al Viminale non vi saranno i poeti in manicomio e l'invasione dell'Afghanistan (whooops!) e quando Buonaiuti sarà alla cultura non vedremo i bambini legger le opere complete di L. Verzé.
Nota: i commenti sono di proprieta' degli autori, che ne sono responsabili.
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Eugenio Scalfari mantiene su La Repubblica una rubrica, Il Commento , nella quale dice la sua, stile blogging, sugli affari del giorno e della politica romana in particolare. Lo leggo raramente, diciamo non più di una volta al mese, ed ogni volta è un esercizio di pazienza.
Quello di oggi, 25 Novembre , è particolarmente estenuante. Perché? Perché è la quintessenza dello sproloquio politichese romano: l'orizzonte temporale è il dopodomani, la politica è pura tattica di allenze, trucchi, menzogne, posizionamenti tattici, tradimenti; la legge elettorale e le regole costituzionali sono oggetti strumentali, da modificare a piacimento ed a seconda della convenienza nel breve termine; e cosi via. Soprattutto, la realtà del paese non esiste, non è di questo che la politica si deve occupare. La politica si occupa di se stessa, delle sue fantasie quando va bene e della sua occupazione del potere in genere.
Ulteriore, ma non sorprendente, evidenza ci dimostra che la RAI è infatti ancora peggio di quello che molti pensavano fosse, ossia è una cloaca di topi completamente venduti alla propaganda partitica, alla disinformazione, all'intrattenimento idiota ed alla collusione con la concorrenza? La soluzione, ci spiega Scalfari, è inventarsi un'ulteriore contorcimento pubblico, mettendo la RAI in una Fondazione che presiede o comunque controlla il presidente della repubblica! Romperla e privatizzarla? Neanche per sogno. Perché? Perché l'ideologia lo vieta, e gli interessi concreti di migliaia di giornalisti venduti e dei loro padroni nella casta lo vieta. Quindi l'ipotesi non si prende nemmeno in considerazione. Di fronte all'ennesimo pezzo di scandalosa verità ci si inventa un altro escamotage tattico, un altro giro di danza, un'altra cortina fumogena per mantenere lo status quo. E per servire i propri padroni, perché in Italia non c'è solo Berlusconi che manipola l'informazione, c'è anche Berlusconi. Moltri altri son lì da molto prima.
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