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L'avvelenata Evasori fiscali italiani all'estero

di michele boldrin,  8 Agosto 2007 permalink stampa
Lo so, e' una cattiveria ed e' pure vecchia di una settimana. Ma ha troppo valore simbolico per passarla inosservata.
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Ci informa il New York Times che Giuseppe Cipriani, e papà Arrigo, hanno riconosciuto le loro responsabilità penali in un caso di frode fiscale ed evasione, sono stati condannati a pagare 10 milioni di dollari tra multe ed arretrati e rischiano pure di beccarsi qualche mesetto di prigione. Tutto questo a NY, ovviamente, non a Roma o Venezia.

Insomma, anche gli imprenditori intellettualoni, jet-setters e di sinistra evadono e lo fanno alla grande! Guarda un po' che sorpresa ...

VV, prendi due appunti, da sotto l'ombrellone di Sabaudia o Capalbio che sia ...

1) La lotta all'evasione fiscale si fa così, con le sentenze di condanna non con i proclami populistici.

2) Quando hai un attimo, qualche buongustaio incorruttibile a Calle Vallaresso ce l'avresti mica da mandare? Che sia buongustaio serve, così non perde tempo con il cibo pacchiano che servono e si fa mostrare i conti. No, perchè se tanto mi dá tanto ... 

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Rss dei commenti

  di Ja, 08 Agosto 2007, 14:48 permalink rss
E di Valentino Rossi , vogliamo parlarne?
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  di Stefano, 08 Agosto 2007, 17:06 permalink rss

Ho letto. Ma la cosa piu' divertente e' il commento di Cipriani. Si e' scusato dicendo che e' stata una svista dei suoi innumerevoli avvocati che non l'hanno avvertito del cambio di legge di qualche anno fa.

Mi piacerebbe sapere il commento di Cipriani se fosse accaduto in Italia... voi cosa dite?... Sarebbe stato lo stesso?...

Di Valentino Rossi invece non mi meraviglio: e' un giochetto quello della residenza all'estero (Monaco, Londra...) che gli sportivi (e non solo) fanno da anni. Spero che non cada di stile in polemiche innoportune ma stia solo zitto e paghi... gli e' andata male, ricorso permettendo.

 

p.s. per Michele Boldrin: mi chiedevi del ponte di Calatrava... No so se hai seguito, ma finalmente hanno portato i tronconi principali a venezia e dovrebbero incominciare a montarlo. Per fine anno dovrebbe essere pronto... FINALMENTE...

Adesso stanno facendo un sondaggio per il nome al ponte (anche se tutti lo chiamo ponte di Calatrava...), divertenti sono alcuni commenti (vedi link: http://nuovavenezia.repubblica.it/dettaglio/Sfila-larcata-ed-e-subito-show/1351229?edizione=EdRegionale#commenta

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  di enzo michelangeli, 08 Agosto 2007, 17:53 permalink rss

Di Valentino Rossi invece non mi meraviglio: e' un giochetto quello della residenza all'estero (Monaco, Londra...) che gli sportivi (e non solo) fanno da anni. Spero che non cada di stile in polemiche innoportune ma stia solo zitto e paghi... gli e' andata male, ricorso permettendo.

In realta' il suo errore principale e' stato non spostarsi in UK per davvero. Chi glielo ha fatto fare di conservare legami con un paese cosi' pronto a spendere e a tassare come il Belpaese?

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  di Stefano, 08 Agosto 2007, 18:01 permalink rss

Infatti, se si spostava sul serio era a posto... Vuol dire che anche per lui l'Italia e' un Belpaese...

Comunque, e' di qualche mese fa la notizia che il cantante Bono (mi sembra, ma non sono sicuro...forse era un altro cantante, comunque, di spesso internazionale) ha avuto dei problemi con il fisco inglese perche' lui aveva dichiarato di essersi spostato (fittiziamente per il fisco) in Olanda...

Come si vede e' un po' lo sport secondario di molti sportivi...

 

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  di marcello urbani, 08 Agosto 2007, 18:07 permalink rss

Soprattutto non adeguarsi ai tempi: la legislazione europea è piuttosto stringente sui redditi da lavoro, conviene seguire l' esempio di chi somministra prodotti a marchio Fabio Capello da una società Lussemburghese controllata da una holding a Guernsey.

P.S. ai tempi avevo letto sul corriere l'articolo su Capello

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  di gian luca clementi, 08 Agosto 2007, 21:02 permalink rss

Chi glielo ha fatto fare di conservare legami con un paese cosi' pronto a spendere e a tassare come il Belpaese?

La piada con il prosciutto e la rucola, che ancora oggi non e' facile trovare in giro per il mondo.

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  di antonio mele (rabbi), 08 Agosto 2007, 21:43 permalink rss
e la Canalis ;-)
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  di enzo michelangeli, 09 Agosto 2007, 01:35 permalink rss

Con 60 milioni di euro sia la piadina che la Canalis si possono agevolmente importare :-)

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  di marco de innocentis, 09 Agosto 2007, 23:39 permalink rss

In realta' il suo errore principale e' stato non spostarsi in UK per davvero. Chi glielo ha fatto fare di conservare legami con un paese cosi' pronto a spendere e a tassare come il Belpaese?

Una cosa non mi e' chiara: in cosa consisterebbe la sua evasione fiscale? Forse, pur avendo spostato la sua residenza in UK, ha passato la maggior parte dell'anno in Italia? 

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  di enzo michelangeli, 10 Agosto 2007, 04:56 permalink rss

Una cosa non mi e' chiara: in cosa consisterebbe la sua evasione fiscale? Forse, pur avendo spostato la sua residenza in UK, ha passato la maggior parte dell'anno in Italia?

Me l'ero chiesto anch'io. Una cosa del genere capito' anche con Pavarotti qualche anno fa, quando il fisco trovo' da eccepire sulla sua residenza a Montecarlo dato che stava sempre a far spettacoli in Italia. Non so se per l'Italia esistono regole di residenza fiscale precise come in paesi normali, ma anche se esistono non capisco come fa lo stato italiano a decidere sulla loro osservanza, dato che al confine non solo non mettono timbri sul passaporto degli Italiani non residenti (pochi anni fa non lo mettevano nemmeno su quello dei cittadini stranieri) ma neppure immettono i dati in un terminale: tutte le volte che torno in Italia, l'addetto all'immigrazione si limita a dare un'occhiata sonnolenta a me e una al passaporto, ed e' tutto.

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  di michele boldrin, 10 Agosto 2007, 05:16 permalink rss

Come disse l'oramai defunto, se sbaglio mi (s)corrigerete. Ecco la mia congettura.

Da quanto leggo sui quotidiani, il Rossi Valentino sembra aver attuato come segue.

- Dichiaratosi residente non domiciliato in UK, ha ivi pagato le imposte (basse o alte fa poca differenza) sul poco reddito guadagnato direttamente sul suolo UK. Sospetto qualche gran premio vi sia anche ivi. Chiamiamo questa quantita' ε.

- Ha poi vissuto dove lo porta Moto GP ed in Italia (qui ha una sfiga: essendo un "famosillo" gli risulta difficile passare inosservato, quindi tutti sanno dov'e' il giorno tale ed anche il giorno tal'altro) o dove ne avesse voglia nel residuo tempo libero.

- In quanto residente in UK non era formalmente residente in Italia ma solo domiciliato, insomma la posta gli arriva a qualche indirizzo italiano. Quindi non ha ivi, Italia, dichiarato al fisco un beato piffero. Siccome, da quanto ricordo, in Italia fa valanghe di pubblicita' e similia, i soldi ricevuti da ditte italiane mentre pisava el suelo del Bel Paese credo siano in quantita' X non indifferente.  

- Avra' anche guadagnato soldi in altri posti del mondo, per esempi i premi quando vinceva gran premi (ultimamente questi son calati alquanto ...). Poiche' in tali paesi ci passa di passaggio, non ha ivi dichiarato nulla. Sia tale quantita' Y.

Credo il fisco italiano abbia una qualche ragione legale di far osservare al Valentino-nazionale No 2 che, tra un ivi ed un altro, la quantita' di reddito

X+Y-ε> 0

non solo e' sostanziale ma e' anche andata esente di tasse, alte o basse, in qualsiasi "ivi" del mondo. Per anni. Quindi gli han presentato il conto, legittimamente a mio avviso.

Che lui potesse pensare, con un truchetto d'una tale banalita', di poter rendere quasi tutto il suo reddito completamente esente da tasse, mi sembra incredibile. Il Dottore non mi sembra del tutto scemo. Evidentemente era troppo impegnato a correre in moto e a risalire canali(s) ed ha dato tutto in mano a dei seri e ben pagati professionisti. Altrettanto evidentemente, i suoi avvocati e commercialisti (romagnoli?) sono o troppo furbi o troppo tonti. Seri professionisti no di certo, visti i guai in cui l'hanno cacciato per pura cupidigia. Niente male, decisamente niente male.

P.S. Chi era tempo fa che sosteneva in questo sito che i professionisti in Italia sono la crème-de-la-crème dell'intelligenza e della professionalita' nazionali? Ah, ora ricordo, era un bancario amico di notari, appunto ...

 

 

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  di marco de innocentis, 10 Agosto 2007, 08:35 permalink rss

Dichiaratosi residente non domiciliato in UK, ha ivi pagato le imposte (basse o alte fa poca differenza) sul poco reddito guadagnato direttamente sul suolo UK [...]

In quanto residente in UK non era formalmente residente in Italia ma solo domiciliato, insomma la posta gli arriva a qualche indirizzo italiano.

Il concetto britannico di domicilio e' diverso da quello italiano. In UK il domicilio e' il posto in cui intendi trasferirti prima di morire, e che di default coincide col tuo luogo di nascita e/o quello di tuo padre (domicile of origin). Chi ha il domicilio fuori dal Regno Unito non paga le tasse sui redditi stranieri, o meglio le paga solo su quella parte dei redditi che viene trasferita in UK. Per queste persone il Regno Unito e' quindi una specie di paradiso fiscale. Vedi per esempio qui o qui.

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  di sabino patruno, 10 Agosto 2007, 09:37 permalink rss

Michele, cosa ti fa pensare a commercialisti romagnoli ? Al massimo pesaresi, dato il Nostro è marchigiano (non ti far ingannare dall'accento).

In ogni caso ritengo più probabile una attività di consulenza a prevalenza anglo-sassone, visto che, come precisato nel post precedente il trucchetto domicilio/residenza viene abitualmente struttato sulla piazza di Londra da numerosi elusori internazionali, i quali presumo si avvalgono di strutture colà localizzate.

Per quanto riguarda la tua ricostruzione dell'elusione, leggendo i giornali ti confermo che è più o meno quello che è stato contestato al Dottore, ma ricordiamoci che in campo fiscale, come in campo penale, vale la presunzione di innocenza e quindi dobbiamo presumere che Rossi non sia colpevole (??!!).

L'esito più probabile sarà un accordo col fisco.

Io scommetto su una cifra omnicomprensiva  a saldo e stralcio di 15/20 milioni di euro.

 

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  di enzo michelangeli, 10 Agosto 2007, 13:43 permalink rss

In ogni caso ritengo più probabile una attività di consulenza a prevalenza anglo-sassone, visto che, come precisato nel post precedente il trucchetto domicilio/residenza viene abitualmente struttato sulla piazza di Londra da numerosi elusori internazionali, i quali presumo si avvalgono di strutture colà localizzate.

Non e' un "trucchetto", e' una cosa perfettamente lecita basata su una norma che attira a Londra miliardari da tutto il mondo. Anche meglio e' trasferirsi qui in Hong Kong, dove i redditi derivanti dall'estero sono esentasse domicilio o no (e, in aggiunta, sono esentasse tutte le rendite finanziarie anche se originate localmente: capital gains, dividendi, interessi bancari eccetera). Il punto e' che Valentino Rossi non si era trasferito per nulla, continuando a vivere in Italia.

Un'altro fraintendimento e' che Rossi sia finito nei pasticci perche' aveva pagato poco anche in UK. Il Corriere scrive arcigno:

Secondo la documentazione trasmessa dalle autorità britanniche, anche in Inghilterra si è limitato a versare pochi spiccioli: 629 sterline nel 2001 (poco più di mille euro) per aver denunciato un reddito di 825 sterline; 1.361 sterline nel 2002 per 1.022 di guadagni; appena 650 nel 2203. Eppure le sue «entrate» sono da capogiro.

Embe'? Mica aveva invocato un trattato fiscale contro la doppia tassazione. Non e' che le tasse sono una punizione divina che va scontata in un paese o nell'altro: si tratta della gabella che gli stati, in misura maggiore o minore a seconda delle loro politiche di spesa, chiedono sia pagata per il privilegio stare sul loro territorio (o, nel caso quasi unico degli Stati Uniti, di esserne cittadino o anche solo Green Card holder: il che a me sembra particolarmente oltraggioso). Se uno davvero riesce a organizzarsi legalmente per pagare solo per i servizi di cui usufruisce, e non un centesimo di piu', tanto di cappello: il giorno che i governi big-spenders si troveranno senza nesuno da mungere, non restera' loro altro da fare che dare finalmente un taglio alla spesa pubblica.

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  di sabino patruno, 11 Novembre 2007, 09:17 permalink rss

 

L'esito più probabile sarà un accordo col fisco. Io scommetto su una cifra omnicomprensiva  a saldo e stralcio di 15/20 milioni di euro.

QED

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  di antonio mele (rabbi), 10 Agosto 2007, 20:58 permalink rss

aspetta aspetta... io ho capito diverso: X sono compensi che vanno alla societa' A con sede in San Marino di cui Rossi e' proprietario. Non so poi come il Rossi proprietario venga in possesso fisicamente di X, nel senso che non capisco se per esempio Rossi ha a sua disposizione una carta di credito intestata alla societa' A con cui paga le sue cene al ristorante (cosa che potrebbe essere), oppure la societa' A manda i soldi sul c/c di Rossi. In ogni caso, su quei soldi Rossi non paga tasse perche' vengono dall'estero rispetto alla sua residenza UK. Li dovrebbe pagare a San Marino immagino. 

Non ho capito nulla come al solito?

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  di michele boldrin, 10 Agosto 2007, 21:54 permalink rss

Della societa' A in San Marino non avevo letto. Esiste o e' un'ipotesi tua?

Quello, comunque, rimane il problema: la legge inglese permette una forma subdola di tax elusion. Se riesiedi a Londra, ci hai appartamento, moglie, amante, cani, gatti, dadi e datteri, e guadagni i tuoi soldi completamente da un'altra parte, non paghi le tasse. OK. Suppongo che il governo inglese ci guadagni perche' cosi' il prezzo delle case a Londra va alle stelle ed i miliardari di questo mondo consumano li' il loro champagne, pagando IVA ed altre imposte immobiliari e sul consumo. Mi sembra una forma scarsamente interessante di fare politica fiscale (specialmente se imitata) ma questo e' un altro discorso. Va benissimo.

Il problema, ovviamente, e' che gli altri paesi giocano a rispondere, e la risposta ottima qual'e'? Potrebbe essere fare tutti come a Londra, pero' come noterete c'e' un problemino nell'equilibrio di Nash simmetrico di questo gioco (credo sia ovvio, quindi tralascio a meno non vi sia richiesta di chiarimenti). Un'altra risposta, che non so se sia la best ma non mi sembra sia la worst, e' che il paese non-UK dove i VRs di questo mondo con residenza a Londra i soldi li guadagnano davvero, e li tengono, cerchera' di tassarli. Per tassarli dovra' inventarsi delle norme che dicano: "Frega nulla dove hai la residenza legale. Io guardo a dove passi il tempo e dove lavori." Negli USA, per esempio, funziona cosi'.

Ora, qualcuno leggermente piu' esperto di me sui dettagli italo-sanmarinesi-marchigiani (approfitto per chiedere venia ai romagnoli per l'inesatta attribuzione) potrebbe illuminarci sulla regola in oggetto? A San Marino non si pagano le tasse e si creano facilmente societa' che vendono il tuo lavoro a chiunque? Se cosi fosse, va invasa, non scherzo. Negli USA, ripeto, VR sarebbe finito nei guai da tempo.  

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  di Giulio, 10 Agosto 2007, 22:18 permalink rss

Michele, perche' trovi la politica fiscale UK scarsamente interessante? Io francamente ritengo che l'Inghilterra stia adottando un intelligente mix di regole volte ad attrarre persone e capitali.  

Vado totalmente fuori tema, ma ad esempio ho appena scoperto che se hai ottenuto un MBA da prestigiose universita', o guadagni a sufficienza nel tuo paese di origine, ottieni automaticamente un visto rinnovabile di 24 mesi per cercare lavoro in UK...senza avere gia' un offerta di lavoro. Inoltre, dopo 6 anni che vivi in Inghilterra ottieni il passaporto.

Che differenza rispetto agli USA...

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  di antonio mele (rabbi), 10 Agosto 2007, 22:31 permalink rss

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/08_Agosto/10/fsarz.shtml

 

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/08_Agosto/10/pop_rossi.shtml 

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  di enzo michelangeli, 11 Agosto 2007, 02:28 permalink rss

Il problema, ovviamente, e' che gli altri paesi giocano a rispondere, e la risposta ottima qual'e'? Potrebbe essere fare tutti come a Londra, pero' come noterete c'e' un problemino nell'equilibrio di Nash simmetrico di questo gioco (credo sia ovvio, quindi tralascio a meno non vi sia richiesta di chiarimenti).

Quando parliamo di ottimizzazione delle strategie fiscali, a chi si riferisce l'ottimo? A chi produce ricchezza? Allo sviluppo dell'economia? Oppure ai parassiti che scambiano supporto politico per ridistribuzione fiscale, in un fronte che va dalle lobbies militari perennemente affamate di armamenti, giu' fino ai beneficiari delle finte pensioni di invalidita'?

Ed esattamente perche' secondo te un paese dovrebbe tassare i residenti anche su redditi non derivati localmente? Oltre a essere illogico (un paese dovrebbe tassare la ricchezza prodotta sulla base del contributo che la locale infrastruttura da' alla sua produzione), questo finisce anche col tenere lontane persone dotate di spirito d'iniziativa e di connessioni internazionali: esattamente quelle che un paese dovrebbe cercare di trattenere (spingendo semmai ad emigrare permanentemente chi vive alle spalle degli altri).

Un'altra risposta, che non so se sia la best ma non mi sembra sia la worst, e' che il paese non-UK dove i VRs di questo mondo con residenza a Londra i soldi li guadagnano davvero, e li tengono, cerchera' di tassarli.

Per tassarli dovra' inventarsi delle norme che dicano: "Frega nulla dove hai la residenza legale. Io guardo a dove passi il tempo e dove lavori.

Quello a cui dovrebbe guardare, a mio avviso, e' dove i soldi sono stati guadagnati -- e SOLO ai soldi guadagnati localmente. Un principio puramente territoriale (come p.es. quello di Hong Kong) rende del tutto inutile il concetto di "residenza fiscale" distinto dalla residenza ai fini di immigration; in particolare, artisti, sportivi e altri performers di passaggio qui pagano una il 16% sul netto dei compensi percepiti per prestazioni rese sul territorio (o sui 2/3 del lordo, se non possono documentare le spese).

La legislazione italiana in merito e' invece piuttosto strana, perche' a quanto ne so le remunerazioni a un individuo non residente sono soggette a ritenuta d'acconto del 20%, mentre quelle pagate a una societa' di capitali non residente non sono tassate per nulla.

" Negli USA, per esempio, funziona cosi'.

Non per i propri cittadini e Green Card holders, che in USA sono tassati sui loro redditi worldwide anche se non passano neanche mezza giornata su suolo americano: l'unica cosa che ci guadagnano a espatriare e' un'esenzione sui primi 82,400 dollari di reddito (altre esenzioni sono state tagliate l'anno scorso da una legge passata dall'amministrazione Bush: evidentemente finanziare assassinii di massa richiede ingenti risorse, come anche esemplificato dal fatto che le imposte sui redditi sia in USA che in UK arrivarono in tempi di guerre). E grazie a Clinton, l'atto stesso di espatriare puo' diventare fiscalmente molto costoso: so much for the Land of the Free...

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  di michele boldrin, 11 Agosto 2007, 03:37 permalink rss

Le funzioni di benessere sociali sono sempre cose soggettive, complesse, e mutevoli. La mia e' una vaga addizione delle utilita' individuali, con ogni individuo pesato egualmente perche' la dipendenza dei pesi dalle condizioni iniziali e dal caso non mi piace e la fame degli scemi e' penosa tanto quella dei geni, idem per le loro voglie. Questo implica un po' di redistribuzione? Pochissima, se i calcoli si fanno onestamente, e comunque preferisco un po' di redistribuzione alla sofferenza cum rivolta degli scemotti muscolosi di questo mondo.

 

Ma veniamo all'oggetto del contendere e lasciamo stare i massimi sistemi, che quelli son facili da disegnarsi. 

un paese dovrebbe tassare la ricchezza prodotta sulla base del contributo che la locale infrastruttura da' alla sua produzione

Sospetto quella parola "infrastruttura" debba essere intesa nel senso piu' ampio di "beni pubblici", o no? Tanto per dirne una: evitare le epidemie di tubercolosi e' utile per la produttivita', ma non fa infrastruttura. Anche tenere in piedi il ponte di Rialto e pulita la Laguna di Orbetello e' utile, ma di nuovo ...

Ma non e' questo il punto: COME si calcola il contributo della locale infrastruttura alla produzione di ricchezza del soggetto X? Hai qualche criterio in mente che si possa adottare senza essere dio? Io non ce l'ho, questo criterio. Per esempio, io ho usato per molti anni molti beni pubblici spagnoli per produrre il mio reddito, ossia scrivere articoli e libri e coltivare studenti con PhDs. Ma le mie tasse le pago negli USA, come la mettiamo? E come potrebbe fare il mio amico Pedro a tassarmi adeguatamente secondo il criterio che proponi?

Ed esattamente perche' secondo te un paese dovrebbe tassare i residenti anche su redditi non derivati localmente?

E chi ha mai detto questo? Dove l'ho scritto? Mi sbaglio o ho menzionato le tante campagne pubblicitarie che VR fa in Italia? Non so di cosa parli. Io ho scritto:

" [...] il paese non-UK dove i VRs di questo mondo con residenza a Londra i soldi li guadagnano davvero, e li tengono, cerchera' di tassarli."

Per quanto riguarda il dettaglio su "Negli USA, per esempio, funziona cosi'", su cui commenti

Non per i propri cittadini e Green Card holders

mi sembra abbastanza ovvio dal contesto del mio commento che parlo ovviamente dei non cittadini o residenti permanenti ... 

 

Quello a cui dovrebbe guardare, a mio avviso, e' dove i soldi sono stati guadagnati -- e SOLO ai soldi guadagnati localmente. 

Se io registro un disco in Slovenia, con una discografica basata a Londra, che ha i centri di produzione dei CDs in Cina o che, meglio ancora, distribuisce la mia musica unicamente via web attraverso downloading da servers distribuiti in svariati paesi del mondo ad acquirenti pure sparsi nei molti continenti, risiedo legalmente a Montecarlo ma vado spesso a Mosca perche' mi piacciono le russe ma la mia mamma, il papa' e la morosa ufficiale risiedono a Vigevano, dove vado appena posso ... dimmi: in quale "IVI" ho guadagnato il mio reddito "localmente"?

Se vuoi ti faccio altri esempi, piu' terra terra ... tipo quella del bancario che opera tra Londra, NY, HK, Tokyo, Frankfurt e Shanghai e ...

Vogliamo concludere da questo che in un mondo costruito ad immagine e somiglianza della teoria che ad alcuni di noi piace sarebbe opportuno tassare solo il consumo ed i beni "fissi" tipo le case o le barche? Benissimo, ma in questo caso: chi se ne frega?

Mica stiamo discutendo se VR e' "colpevole" davanti al dio dei libertari ed alla madonna dei teorici dello stato minimo! Stiamo solo discutendo se e' legale, o meno, che se lo infiocchino in curva sulla base della legislazione in essere! Perche' dobbiamo sempre finire a discutere dell'avvenire che verra' in cui tutti vivranno in un paradiso un po' intasato, sporco e congestionato, ma con tasse basse, chiamato HK?

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  di enzo michelangeli, 11 Agosto 2007, 05:19 permalink rss

Se io registro un disco in Slovenia, con una discografica basata a Londra, che ha i centri di produzione dei CDs in Cina o che, meglio ancora, distribuisce la mia musica unicamente via web attraverso downloading da servers distribuiti in svariati paesi del mondo ad acquirenti pure sparsi nei molti continenti, risiedo legalmente a Montecarlo ma vado spesso a Mosca perche' mi piacciono le russe ma la mia mamma, il papa' e la morosa ufficiale risiedono a Vigevano, dove vado appena posso ... dimmi: in quale "IVI" ho guadagnato il mio reddito "localmente"?

Secondo la legislazione di qui, conta quanto lavoro effettivo hai svolto sul territorio: probabilmente se hai inciso in Slovenia e il marketing non e' fatto da una tua ditta di qui, non devi pagare alcuna tassa all'Inland Revenue della HK SAR. Le altre giurisdizioni decidano per loro... A me pare un approccio molto sano: se un governo non ha dato un contributo alla formazione di ricchezza, perche' deve chiederci sopra il pizzo?

Mica stiamo discutendo se VR e' "colpevole" davanti al dio dei libertari ed alla madonna dei teorici dello stato minimo! Stiamo solo discutendo se e' legale, o meno, che se lo infiocchino in curva sulla base della legislazione in essere!

Che se lo infiocchino in curva sulla base della legislazione in essere e' legale per definizione di "legislazione in essere": al piu' possiamo discutere su quale essa in realta' sia (capire cosa effettivamente la legge dice in Italia e' spesso impresa difficile). Ma io trovo interessante anche una discussione su come essa potrebbe essere cambiata in meglio, altrimenti tanto vale mandare il cervello in pensione e leggere tabloid invece di nFA.

Perche' dobbiamo sempre finire a discutere dell'avvenire che verra' in cui tutti vivranno in un paradiso un po' intasato, sporco e congestionato, ma con tasse basse, chiamato HK?

Mah, guarda: qualche giorno fa parlavo con l'impiegata dell'agenzia di viaggio che uso piu' spesso, e mi raccontava di essere stata a New York per la prima volta con molte aspettative, rimanendo pero' orripilata dalla diffusa sporcizia e sensazione di pericolosita' a camminare per strada (ha deciso di non comprare mercanzia col logo INY).

Oh, e recentemente mi sono fatto rimuovere in ospedale un neo sospetto (per fortuna rivelatosi benigno all'esame istologico) spendendo in tutto l'equivalente di 15 euro. Come vedi, base tasse non implicano necessariamente cattivi servizi pubblici come i sostenitori di alti livelli di tassazione spesso arguiscono (convincendone, pare, taluni liberali di poca fede ;-) ).

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  di Giulio, 10 Agosto 2007, 22:03 permalink rss

Come ho cercato di spiegare in un post precedente, il comportamente di Valentino Rossi e' perfettamente legittimo.

Il problema e' che sembra che Rossi trascorra parte considerevole del proprio tempo in Italia.

Rossi (e non solo lui) paga pochissime tasse grazie ad una politica fiscale britannica estremamente intelligente e poco demagogica (esattamente il contrario di cio' che ha fatto quel genio di Soru in Sardegna...) che sta attirando a Londra persone e capitali da diverse parti del mondo (specialmente russi e arabi).

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  di mario morino, 09 Agosto 2007, 10:29 permalink rss

Ma è colpa dell'avvocato, che lo aveva mal consigliato!! Il giornalista allora gli chiede se ha intenzione di fargli causa (all'avvocato), e Cipriani risponde che, purtroppo, non si può andar contro una lobby così potente!

Comunque non è di sinistra. Alle ultime elezioni si è candidato per la Lega.

 

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  di Ettore Panetti, 09 Agosto 2007, 12:39 permalink rss

Che sia colpa degli avvocati/commercialisti secondo me è ovvio. Immaginiamo la scena: Cipriani e Valentino, oberati di tasse e davanti a un sistema di tassazione abbastanza complesso per non dire impossibile da capire, chiedono ai loro rispettivi avvocati/commercialisti: "Caro, come faccio a pagare meno tasse?". E quello: "No problem, ghe pensi mi!".

La domanda allora è: è giusto cercare di pagare meno tasse? Qual è il limite oltre il quale si passa dalla semplice elusione all'evasione fiscale?

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  di enzo michelangeli, 09 Agosto 2007, 16:04 permalink rss

La domanda allora è: è giusto cercare di pagare meno tasse?

Ovviamente si', se non viola la legge. Nel sistema legale di Common Law inglese, questo e' stato stabilito da sentenze come quella di Lord Clyde in Ayrshire Pullman Motor Services v Ritchie v CIR CS 1929 14 TC 754: "No man in this country is under the smallest obligation, moral or other, so to arrange his legal relations to his business or to his property as to enable the Inland Revenue to put the largest possible shovel into his stores. The Inland Revenue is not slow - and quite rightly - to take every advantage which is open to it under the taxing statutes for the purpose of depleting the taxpayer's pocket. And the taxpayer is, in like manner, entitled to be astute to prevent, so far as he honestly can, the depletion of his means by the Revenue."

Qual è il limite oltre il quale si passa dalla semplice elusione all'evasione fiscale?

La violazione esplicita della legge, e in certi casi controversi la decisione spetta all'autorita' giudiziaria; ovviamente il Fisco ha sempre opinioni piu' restrittive dei contribuenti. Talora gli stessi consulenti fiscali si trovano presi di mira: in un recente caso di alto profilo, il Dipartimento della Giustizia in USA ha iniziato una prosecuzione per frode a carico della sezione americana di KPMG per la sua promozione di schemi di elusione (tax shelters) considerati "abusivi". All'inizio di quest'anno gli addebiti di natura penale sono stati abbandonati dall'accusa in cambio del pagamento da parte di KPMG di una multa di 456 milioni di dollari. Alcuni dei clienti che hanno incautamente seguito i consigli di KPMG sono tuttora nei pasticci, e alcuni stanno ora facendole causa per danni.

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