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L'avvelenata Dracula morde Commercialista

di michele boldrin, 22 Giugno 2006 stampa
Parole in liberta' del (vice) ministro delle tasse.

Perche' parlano invece di fare? E perche' gli scribacchini fedelmente riportano le loro belinate (che io stupidamente leggo e commento)?

Perche' dicono solo cose vuote o incoerenti e poi continuano a fare le cose mal fatte di prima? Ma mezzo consulente decente - residente in Italia, non mi sto candidando - non riescono proprio ad assumerlo?

Perche' questa cosa ridicola in cui due molto mediocri ordinari di scienza delle finanze (entrambi hanno un curriculum scientifico imbarazzante, nell'area di loro competenza; ed entrambi hanno giganteschi studi di consulenza fiscale per elusori piu' benestanti di me) pensano che fare il ministro delle tasse consista in mostrare al popolo (preferibilmente in TV) che si e' "meno incompetenti" del proprio predecessore?

Perche' promettono il fisco leggero quando sanno che non si taglieranno le spese e che, quindi, il vincolo di bilancio li costringera' a far salire la pressione fiscale?

Perche' straparlano sempre di lotta all'evasione ed elusione, quando la lotta seria puo' cominciare solo dopo che avranno abbassato le tasse e licenziato (o prepensionato, come suggerisce saggiamente Francesco che e' piu' pratico e meno prono al turpiloquio di me) meta' dei dipendenti del dipartimento delle politiche fiscali? Inclusi i soldatini a cui ha straparlato oggi, che vanno a far la spesa in divisa negli stessi negozi i cui bilanci fiscali poi controllano? A proposito: a che gli serve la pistola? Per spaventare l'evasore fiscale? Perche' non cominciamo a risparmiare smettendo di comprargli le pistoline, le divise con le stellette e tutti gli affarini luccicanti, ed anche le fascie e le sciaboline con cui giocano il giorno della parata?

Perche' occultare che l'imposta marginale sul reddito da lavoro di un signore che faccia, diciamo, 50mila Euro all'anno e' di circa il 75-80%? Perche' i contributi sociali e sanitari sono una tassa, non sono un "contributo" (a che?) ed ancor meno sono un investimento, studiarsi public finance invece di scienza delle finanze! E 50mila Euro e' uno stipendio medio-basso per uno che faccia un lavoro minimamente ad alto valore aggiunto: e' (moltissimo) meno dello stipendio parlamentare, o no? Cos'e' la nuova teoria dello sviluppo del V.V. italico (quello indiano e' altra cosa, e fa public finance guarda caso)? Che gli ingegneri informatici sono parassiti improduttivi o grandi ricchi? Percettori di rendite?

Perche' aumentare le imposte indirette non va bene ed aumentare quelle dirette invece si? Sono, le indirette, meno regressive di quelle dirette: quest'ultime sono pagate solo dai lavoratori dipendenti del settore privato (le imposte dei dipendenti pubblici sono una partita di giro), ovvero solo dai lavoratori altamente produttivi! Cosa c'e' di male, o di inefficiente, o di contrario all'investimento in capitale umano e fisico, a mettere l'IVA al 50% sugli SUVs, le barche a vela tipo quella del ministro degli esteri (suggerisco 60% in questo caso), le pelliccie di Annabella di Pavia, le Ducati da 1000 cc, le Mercedes classe E ed S, i capi di Giorgio Armani ed Armani Collezioni (non Emporio Armani) e Brioni e Larusmiani ed il bolognese covo di borghesi fottuti che comincia per B, gli hotels a 5 stelle, gli sci di marca tipo Stockli (ed anche Atomic e Volk che piacciono a mio figlio ed a me), i ristoranti tipo il bolognese a piazza del popolo (cosi la cena del commercialista da Sondrio diventa piu' costosa), gli skilifts di Cortina e Madonna di Campiglio (e val Badia, ebbene sia), gli scooters d'acqua, le piscine private, e via sconsumando? Riducendo invece le imposte dirette sul reddito da lavoro alla meta' di cio' che ora sono, esentando dalla tassazione tutti i percettori di reddito da lavoro inferiore ai 18mila Euro (ma mantenendo l'obbligo della dichiarazione)? Se fate bene i conti, tagliare le dirette esattamente alla meta' vuol dire perdere un gettito uguale a circa il 6% del PIL, poca roba.

Perche' costui continua a ripetere queste giaculatorie noventesche, scopiazzate dai 4 libri di scienza delle finanze che ha leggiuchiato, che raccontano che le imposte indirette sono regressive perche' colpiscono i consumi ed il quarto stato (quello del quadro) mangia pane, cacio e cicoria e beve vino tappo corona, mentre quelle dirette sono progressive perche' colpiscono i redditi enormi ed ingiusti degli ingegneri chimici che guadagnano 60mila Euro all'anno?

Perche' non adottare brutalmente, per il lavoro non dipendente, i criteri USA di reddito minimo imputabile (sta a te provare che non l'hai preso questo reddito, ossia che sei scemo e lavori per un niente), che permette di tassare persino le mance dei camerieri dei bars del midwest? Perche' il cameriere del saloon di Omaha, Nebraska, paga le tasse ed il commercialista di via del Corso no?

Perche' ...?

Scusate i troppi perche': ho appena dato un'occhiata ad un pezzo di Repubblica che riporta aria fresca governativa sulle tasse, uscita dalla bocca di Vincenzo Visco questa volta.

Collegamenti con altri articoli: politica fiscale tremonti visco
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2 commenti
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Rss dei commenti

  di Antonio Mele (rabbi), 23 Giugno 2006, 00:09 permalink rss
faccio una domanda impertinente: ma il Vincenzo Visco di cui sopra e' lo stesso che viene ringraziato nel paper sul federalismo con Rustichini del post sopra? ;-)
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  di michele boldrin, 23 Giugno 2006, 01:42 permalink rss
La risposta e' positiva. Visco non venne alla conferenza del 1994, per una qualche ragione che ora non ricordo. Ma lesse la versione originale e parlo' con me al telefono un paio di volte facendomi dei commenti, che ora non saprei ripetere ma che credo fossero legittimi. Quindi il ringraziamento, come di dovere. In altre occasioni, e particolarmente come ministro delle finanze sia del primo governo prodi che di questo, non mi sembra abbia fatto altrettanto bene. Dall'IRAP sino alle allegrie che sembra aver detto ieri (ovviamente, v'e' sempre la possibilita' che il giornalista di Repubblica si sia completamente confuso) mi risulterebbe alquanto difficile fargli i complimenti, sia politici che accademici.
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