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L'avvelenata Dalle Trincee di un Ufficio del Personale

di giorgio topa,  3 Ottobre 2006 stampa
A seguito del vivace dibattito su questo sito in margine alla Finanziaria 2007 (ed in particolare alla proposta di revisione delle aliquote fiscali), abbiamo chiesto ad amici e conoscenti lumi sulla reale situazione in Italia - i salari, i contratti di lavoro, il lavoro in nero e l'evasione. Abbiamo ricevuto - fra le altre - questa lucida testimonianza che volentieri riportiamo, come esempio dello stato di degrado sistemico in cui giace il Bel Paese e di come esso esasperi anche le sue migliori menti. L'autore e' impiegato nell'ufficio del personale di una tipica azienda italiana.

Proverò a sintetizzare i concetti che ho cercato di esprimere nei miei email in maniera un po' confusa. Mi scuso se sarò lungo e iniziamo dalla mia visione della realtà per ceti sociali:

OPERAI, IMPIEGATI E QUADRI DIPENDENTI. Sono le persone che in Italia pagano le tasse e non possono sfuggire, è la vera categoria media. Pagano le tasse perchè devono, se potessero anche loro cercherebbero di non farlo (infatti se conviene non chiedono la ricevuta fiscale). I redditi medi netti mensili vanno da 1000 a 2000 euro (ma questi ultimi sono veramente pochi). Chi è attorno ai 1000 euro ha la previdenza assicurata (per quello che sarà tra 30 anni.... niente è garantito) ma fa veramente fatica a tirare avanti. Se poi non si è dipendenti ma co.co.co allora non si ha nessuna garanzia di sicurezza sociale (puoi essere lasciato a casa in qualsiasi momento) e la previdenza sociale (il 6% di contributi a carico del dipendente e 12% a carico del datore di lavoro) praticamente è un furto. Dati dal sole 24 ore: le pensioni medie lorde annuali dei co.co.co 2006 sono 1.050,00 euro ANNUII!!! DICO 1050,00 EURO ANNUI LORDI. Si è veramente in ballo degli eventi e la frase biblica del vangelo "guardate gli uccelli del campo non chiedono niente ma il Signore si occupa di loro"... è veramente messa in pratica da questa categoria professionale!! Sottolineo che i co.co.co o co.pro dovrebbero essere tali solo in certe situazioni ma ormai sono diffusissimi e spesso nascondono veri e propri rapporti di lavoro dipendente camuffati (e convenienti al datore di lavoro in quanto paga solo il 18% di contributi invece del 40%).

I lavoratori interinali sono dipendenti ma non hanno nesuna certezza per il futuro in quanto lavorano poche settimane da una parte e poche altre da un'altra finchè non trovano l'occasione per passare a tempo indeterminato.

Tralascio i lavoratori in nero, preponderanti in edilizia e agricoltura, e che in certi casi sono veramente alle soglie dello schiavismo e del caporalato. Tralascio perchè il discorso non è più economico ma da Ministero dell'Interno e quindi di criminalità organizzata e di immigrazione. Negli States ne sapete più di noi...

Personalmente io prendo 1700,00 euro netti mensili ed è uno stipendio alto per un impiegato quasi quadro. Ho acquistato un miniappartamento a 118.000 + 10.000 di spese di agenzia e notaio (10.000 solo di spese accessorie...). Per farlo ho fatto un mutuo a 100.000 euro per 20 anni pagando una rata mensile che è passata da 600.00 a 650,00 (con l'innalzamento del tus). Sono fortunato e sto bene perchè mi rimangono 1000,00 euro netti per bollette, mangiare e risparmi. Io non spendo molto perchè ho una vita essenziale e posso stare tranquillo; ma se dovessi decidere di sposarmi e avere una famiglia allora le cose cambierebbero un po' in peggio anche se me la caverei bene lo stesso... Ma io prendo già tanto...

Mi domando come fa chi ha 1200 euro al mese, magari co.co.co ....queste persone sono veramente tante. Vediamo un esempio. Le banche concedono mutui all'80%-100% del valore dell'immobile per un periodo massimo di 20 anni e una rata massima di 1/3 dello stipendio di un contratto a tempo indeterminato. I conti sono presto fatti: rata massima 400 euro per 20 anni equivale ad avere circa 80.000 euro e quando gli immobili costano, senza spese accessorie, da 130.000 in su (almeno in zona Mestre a Venezia) è una condanna. Non potrai acquistare la casa e poi se sei co.co.co, in partenza ti è preclusa la possibilità di accedere al mutuo. Quando vai in banca, già accendere un mutuo è un privilegio. Al sud è diverso perchè vige l'arte dell'arrangiarsi per cui discorsi così logici e precisi è impossibile farne... tutti gli abitanti del sud, uno per uno, sono un'eccezione; le case costano meno, tutti sono disoccupati, ma tutti hanno la macchina e un posto dove vivere. Una cosa che con le statistiche non si riesce a capire... basta pensare che in certe provincie della Calabria ci sono quasi più consulenti del lavoro (quindi membri di un ordine professionale) che imprese! Non si capisce come facciano il praticantato e per chi... se non ci sono imprese e una concorrenza enorme... Se i tassi di disoccupazione ufficiali fossero reali a Napoli ci sarebbe la rivoluzione.

Ma vediamo le altre categorie:

DIRIGENTI. Sono pochissimi, stanno bene e hanno venduto la propria vita al datore di lavoro: loro Signore e padrone. Non hanno problemi economici e possono permettersi di pagare tutte le tasse. Se sono managers privati devono solo stare attenti a non urtare la suscettibilità del loro Signore e padrone; se sono pubblici devono stare attenti ad avere un referente politico che gli pari sempre il culo. In caso contrario: tutti a casa.

PICCOLI IMPRENDITORI E ARTIGIANI. Questa è una categoria teoricamente tartassata fra tasse e concorrenza. Allora mettono in atto le armi di difesa che hanno: battere meno scontrini e quindi pagare meno tasse. Credo che non esista una persona di questa categoria che non evada le tasse, anche perchè le norme sono così incasinate che riuscire a pagarle tutte è un'impresa titanica. Qualcosina rimane sempre fuori. Se conoscete un'appartenente a questa categoria che paghi tutte le imposte allora o è un masochista dedito al fallimento della sua attività o una persona da segnalare al premio Nobel. E non sto esagerando! Pochi anni fa i gioiellieri denunciavano un reddito annuo medio di nove milioni di lire e si sa che i gioiellieri sono poveri....

Lo Stato ha cercato di mettere un freno a tutto ciò inserendo gli studi di settore. L'idea è che chi è sotto agli studi di settore deve giustificarsi al fisco. Ma:

- gli studi di settore sono sempre delle medie, che se anche fatte bene, sono medie... come si fa a far pagare le tasse in base ad un reddito medio presunto, è giustizia questa?

- Chi evade tanto si adegua allo studio di settore consentito e così continua a guadagnarci...;

- Chi sta sotto allo studio di settore e veramente fa la fame o chiude o va in commissione tributaria dove probabilmente la spunta, ma la sua attività economica la chiuderà comunque per fame.

Fra parentesi, la Finanza non so proprio cosa ci stia a fare. Ora che ho conosciuto parecchi finanzieri mi devono spiegare solo questo: perchè sono all'80% pugliesi? Stesso fenomeno dell'Alitalia dove sono tutti romani. Incredibile!!! Probabilmente qualche Human Resources Manager ha abbinato la professionalità alle regioni: teoria economica interessante.... Comunque gli artigiani devono guadagnare e risparmiare il più possibile perchè con quello che denunciano avranno una pensione da fame...

PROFESSIONISTI. Probabilmente sono quelli che stanno meglio, pagano quanto vogliono di tasse e se proprio si sentono oppressi alzano i tariffari o il loro cartello. Bersani ha cercato di mettere un po' di concorrenza ma avete visto il casino che hanno tirato sù? D'altra parte dicono: "noi siamo l'intelligenza del Paese, lo Stato non ci da niente, ma anzi ci ha fatto fare anni di praticantato e decenni di aggiornamento forzato, lavoriamo tanto con rischio d'impresa sul groppone, sfamiamo i dipendenti: possiamo almeno essere ricchi senza tante storie?" Insomma hanno sgobbato tanto per avere una rendita di posizione sul mercato e ora non vogliono perderla... non hanno problemi di previdenza nel senso che hanno le loro casse e in genere lavorano, spremendo i clienti, finchè il figlio non prosegue l'onorata attività del padre o "tirano le cuoia".

GRANDI IMPRENDITORI. Sono le eminenze grigie italiane, quelle che veramente fanno la vita del Paese, il bello e cattivo tempo. Sono pochi ma hanno tutti gli strumenti finanziari per cercare di pagare meno tasse o andare nei paradisi fiscali. Se proprio butta male "scendono in campo" (quello politico) o sovvenzionano qualche referente politico. Se facciamo i nomi dei 20 maggiori imprenditori italiani facciamo la quota di maggioranza della borsa italiana.

Ricordando l'assunto della concorrenza perfetta secondo cui esistono tanti piccoli attori di un sistema, senza che ci sia qualcuno in grado di influenzarlo, mi rendo conto di quanto in Italia siamo all'oligarchia. Beppe Grillo nel suo blog (vi consiglio di vederlo ogni tanto) faceva notare come gli amministratori delle grandi società siano sempre gli stessi. Io dico: Agnelli, vabbè, può andare. Ma Provera, De Benedetti, Della Valle, Geronzi, Berlusconi... ma da dove saltano fuori? Voi che siete menti più illuminate di me potete spiegarmelo, per favore? Voi che siete economisti mi spiegate da dove salta fuori Matteo Arpe' Amministratore Delegato di Capitalia? Mi spiegate quale mente eccelsa sia? E i figli di Berlusconi? Piersilvio e Marina devono essere delle menti eccelse se il fior fiore degli imprenditori italiani li onorano e li corteggiano. E anche Rossi. Deve essere l'unico economista-giurista con il cervello presente in Italia (scusate non vorrei offendervi) se solo lui può salvare la FIGC e la Telecom. Sono tutte persone che, immagino, abbiano una grande professionalità e di fronte ai quali noi poveri laureati a Ca' Foscari non possiamo che inchinarci per rendergli omaggio. Queste sono le persone che reggono le sorti dell'industria e dell'economia italiana. Pochi mesi fa Licio Gelli disse che il piano della P2 non era mai stato così vicino ad avverarsi come in quel periodo. Cosa voleva dire?

In generale è da segnalare solo una cosa: sembra si sia invertita la logica. L'economia non è più il mezzo che organizza le risorse scarse per raggiungere i fini determinati dai politici, ma i politici sono il mezzo per raggiungere i fini stabiliti dagli imprenditori. Interessante teoria, no?

POLITICI. Ce ne sono di tutti i colori e di tutti i gusti. Alla fragola, al limone, al caffè, gommosi, duri, solidi, liquidi... se poi non ne trovi uno di tuo gusto, diglielo. Vedrai che lui si trasformerà per te!!! Non ne faccio una carrellata sennò faccio notte ma... solo alcune incongruità:


- i privati non possono più avere i co.co.co e i politici hanno lasciato che l'amministrazione pubblica (che loro gestiscono) ne possa avere;


- vogliono innalzare le pensioni a 65 anni e a loro basta fare una legge e ottengono la pensione;


- in Italia si discute dei diritti delle coppie di fatto e loro, assieme ai giornalisti, hanno la reversivbilità della pensione per la convivente non sposata;


- si sono aumentati lo stipendio del 4% perchè c'e' austerity, ma solo per gli altri;


- hanno votato l'indulto: qualcuno per far vedere che è veramente amico del Vaticano, qualcun'altro perchè così la coalizione non va in pezzi e qualcun'altro ancora perchè uno sconto di pena di 3 anni in tasca presto o tardi fa sempre comodo.

Certo non sono d'esempio per nessuno e per questo inaffidabili. Se qualcuno si salva c'e' il compagno di partito che ci pensa a fargli fare la figura da culo... Forse tangentopoli ha avuto la grossa colpa di aver scoperchiato tante nefandezze che da allora sono considerate normali tanto da assumere il rango di situazione sociale accettata, di situazione predestinata. In questi anni i politci hanno fatto, più o meno, quello che hanno voluto senza una generale indignazione. Tutto nel silenzio popolare. Tutto ciò perchè se i cittadini iniziano a considerare la politica come una cosa sporca è normale che accettino l'idea e non si indignino se i politici si sporcano e sono sporchi. C'e' una sorta di legalizzazione della politica corrotta.

DOPO QUESTA CARTOLINA CHE CONSIDERAZIONI FARE?

- Che tutti cercano di spremere il vicino senza accorgersi che così si impoverisce tutta la società e si creano delle tensioni sociali che si ritorcono anche su se stessi. Forse il problema di fondo è l'avidità umana che in Italia porta alla disonestà. Nei Paesi anglossassoni, culturalmente, l'onestà è considerata tale se rispetta le regole dello Stato. In Italia l'onestà ha una accezione più cattolica. Voglio dire, essa è tale se rispetta le regole poste dal Signore e poichè io, uomo, sono fatto ad immagine e somiglianza del Signore mi creo la mia onestà su misura. Sarò blasfemo ma mi sembra sia così...

- Che il problema non sono i quattro soldi da redistribuire con una Finanziaria ma il sistema dei valori del Paese che è a pezzi. E per questo male la cura non è da ricercare nei modelli economici ma più in generale nel sistema culturale del Paese.

- Che il problema non è legiferare o fare nuovi modelli economici (magari basati su statistiche fasulle che non contemplano il nero) ma far rispettare le regole che ci sono già.

P.S. Questo è tutto. Infine se qualcuno conosce Tremonti gli chieda perchè:
+ ha detassato le plusvalenze. Che sono arrichimenti notevoli (vedi immobiliaristi) e spesso senza un motivo economico degno di tutela;
+ perchè il mio povero conto corrente deve essere tassato al 27% (e il conto corrente ce l'hanno quasi tutti); i titoli tassati al 12,50% (quando l'80% dei titoli è detenuto dal 10% di famiglie ricche) e il lavoro deve scontare un'aliquota minima IRPEF del 23%?
+ perchè per comprarmi una casa non dovrei fare una rapina in banca; se viene bene me ne compro tre di case e risparmio 20 anni di mutuo e di lavoro. Se mi beccano, con la velocità della giustizia italiana e l'indulto me la caverei in due giorni. E mi terrei le case.
+ perchè devo pagare subito le multe e le tasse se poi posso trovare 1000 cavilli, andare in commissione tributaria anche se ho torto marcio, andare in corte costituzionale, utilizzare il condono, avere l'indulto e nel frattempo farmi nullatenente?

Dopo tutto questo, che dire? ...Credo di star proprio invecchiando.

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1 commento
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Rss dei commenti

  di James T. Kirk, 04 Ottobre 2006, 08:20 permalink rss

Commento lapidario e semi-serio:

Il guaio grosso della penisola è che l'unità politica d'Italia l'hanno fatta i Savoia, mentre l'unità morale l'hanno fatta i Borbone.....

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