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Caro Boldrin, ti scandalizzi per poco. In Italia i Battista ci sono perchè ci sono anche questi qua. Non sono esibizioni di quarant' anni fa, sono fresche fresche di ieri, 31.10.2007. Non sono per la strada, sono in Senato.
E' chiaro che, dopo simili arringhe, qualsiasi professorino di Storia il giorno dopo, si sente autorizzato a fare la lezioncina che a te pare tanto scontata. Se poi dopo tanto insistere qualcuno la impara, ecco che scatta il riflesso dell' applauso.
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non è un intellettuale di sinistra, ma proprio perché non lo è non si capisce secondo me perché dovrebbe lanciarsi in questo elogio per una presa di posizione di comodo, di quelle tipiche di WV.
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A me non interessa ne' che sia un intellettuale, ne' che sia di sinistra o di destra, di sopra o di sotto, calvinista o ateo, tifoso dell'inter o del milan. A me interessa il fatto che fa il vicedirettore del maggior quotidiano italiano dove scrive editoriali letti da centinaia di migliaia di persone. E che quel quotidiano italiano, nel bene e nel male, rappresenta ed allo stesso tempo orienta la borghesia (piccola, media e grande) ed i ceti intellettuali e produttivi del Centro-Nord Italia. Ossia, quei gruppi sociali, sempre di piu' minoritari, che soli possono invertire il processo di decadenza della societa' italiana. Per questo mi interessa cio' che scrivono gli editorialisti del Corriere: perche' e' il meno peggio di quanto si dica e si pensi in Italia.
Ho notato che ha/hanno deciso di appoggiare VW in modo sperticato e, francamente, non degno di un giornale serio. Non degno di un giornale serio perche', al fine di lodare VW, finiscono per raccontare mezze balle o per esagerare ridicolmente la valenza di certe scelte (Milano verso Roma) o affermazioni (Pol Pot era un criminale) che andrebbero invece ignorate o, come nel caso delle non dichiarazioni su Castro e sul resto, stigmatizzate.
L'esperienza di mezzo secolo e piu' mi dice che, trattandosi del vicedirettore del Corriere, questa non e' una scelta fatta a caso e nemmeno solo sua: non si pubblicano in una settimana due panegirici come editoriali del Corriere solo perche' ad un giornalista viene il pallino di fare l'apologia di VW! E' una scelta "redazionale", probabilmente approvata dalla proprieta' o, meglio, dalla "comunita' at large degli stake-holders del Corriere della Sera". Quindi mi sorprendo alquanto, e rammarico ancor di piu'.
Che il giornale della borghesia italiana, e milanese in particolare, non possa far meglio che tirare la volata ad un funzionario comunista abbastanza mediocre e, come ampiamente documentato, con la tendenza a fare promesse ed affermazioni false, mi preoccupa. Che in un frangente storico come questo la borghesia produttiva ed intellettuale del Nord Italia possa scegliere come proprio leader politico un uomo che ha solo fatto carriera di partito, ed in che partito, governando malissimo quando ha governato (mi sembra unanime il giudizio di tutti sulle pietose condizioni della citta' di Roma) e non avendo mai il coraggio di dire nulla di chiaro o di nuovo non mi sembra solo deludente, mi sembra preoccupante. Soprattutto se, per farlo, son disposti ad operazioni come quella dell'articolo in questione. Ripeto, perche' non chiedono a VW di condannare pubblicamente Fidel Castro ed il regime comunista cubano? Avessero almeno il coraggio di chiedergli un'abiura VERA del comunismo e del socialismo, prima di eleggerlo loro leader!
Forse, come mi suggerisce amichevolmente Broncobilly, non dovrei scandalizzarmi per cosi' poco e, forse, ha ragione lui: l'Italia e' l'unico paese OCSE dove un senatore fa in aula l'apologia della rivoluzione d'ottobre e di Lenin, e non scoppia una scandalo nazionale. Ma questo non ci puo' consolare, anzi dovrebbe far riflettere sul fatto che, per quieto vivere e codardia intellettuale, una parte sostanziale delle classi sociali "potenzialmente liberali" stanno abdicando ancora una volta al loro ruolo guida e consegnandosi armi e bagagli nelle mani di un grigio funzionario del partito comunista, che dice di non essere mai stato comunista anche se fa il funzionario da quando aveva 19 anni.
Il Corriere farebbe invece bene a non schierarsi, ed a continuare ad informare obiettivamente. Anzi, farebbe meglio, il Corriere, a fare uno sforzo per migliorare la qualita' e la trasparenza dell'informazione che offre. Negli editoriali, soprattutto negli editoriali, il Corriere dovrebbe rimanere super partes offrendo alla societa' civile italiana una tribuna intellettuale aperta e di alto livello, non schierata a-prioristicamente con questa o quell'altra confraternita partitica. Il Corriere, se volesse svolgere il suo ruolo di organo di stampa prestigioso ed indipendente, dovrebbe prendere ad esempio il New York Times cercando di stimolare i politici, denunciandone limiti ed ambiguita' ed invitandoli a fare e dire quello che una societa' liberale mediamente decente si aspetta che facciano e dicano. Altro che apologia di VW.
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sara' il caso di ricordare che
1. il signor W andra' a sfidare (elettoralmente) il signor B (bisogna turasi il naso *per* votare, piuttosto ch eper scegliere)
2. i vari pennivendoli stanno posizioanndosi per il potere venturo, essendo il signor W, fine uomo di comunicazione (famiglia Rai, direttore dell'Unita', etc.)
non so bene che cosa ci sia da stupirsi.
sul comunismo, W e' confuso (ma e' confuso su molte cose, a suo avviso la rivoluzione in Myanmar e' un fenomeno da "forrest Gump", ascoltare per credere, trovate la dichiarazione folgorante su la7.it in una intervista "barbarica".
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Per prima cosa vorrei segnalare che nel mentre che spedivo il mio commento la sessione expired e così ora devo scrivere tutto di nuovo…spero non succeda più.
Il nostro Michele è sempre efficace, e questa volta è davvero tempestivo: si concentra su un personaggio che proprio in questi ultimi giorni ha dato prova di una spregiudicatezza assai discutibile.
L’episodio al quale mi riferisco, e che solo apparentemente è lontano dall’oggetto del post che commento, riguarda il triste episodio della donna violentata dal ragazzo rumeno proveniente dalla baraccopoli di Tor di Quinto vicino Roma. La donna purtroppo è morta, e dunque al dolore di uno sfregio, lo stupro, si aggiunge il dolore per la scomparsa della donna.
Ebbene, in un primo momento ho pensato che un certo fair play istituzionale abbia sconsigliato di polemizzare con Veltroni, come se tutti avessero realizzato che non era il momento di polemiche inutili…poi il sopralluogo di Fini al campo nomadi (qualcuno mi può dire a quale titolo? Quante altre volte era andato in un campo nomadi?) mi ha fatto capire che non di fair play si trattava, era proprio che il punto non era stato colto da nessuno.
Intendo dire che fino a prova contraria, fra i poteri di Veltroni, in quanto sindaco di Roma, vi è quello di essere ufficiale di pubblica sicurezza, direi il primus inter pares insieme a prefetto e questore. Ebbene, il nostro signor W (l’unica cosa che ha di doppio sono le v di nome e cognome, a parte gambe orecchie e occhi), dinnanzi all’efferato delitto non ha avuto niente di meglio da fare che prendersela con il governo rumeno, a suo dire responsabile dell’invasione che sta travolgendo tutto e tutti.
Vorrei che si capisse bene questo punto: vw da sindaco di Roma avrebbe dovuto provvedere lui alla illuminazione della stazione di Tor di Quinto, così come sarebbe stato un suo compito quello di abbattere la baraccopoli dei rom, prima che succedesse quello che è inevitabile succeda quando in spregio alle norme urbanistiche e sanitarie, e al buon senso, si lascia che chiunque possa fare i cazzi suoi senza rendere conto a nessuno. Cofferati l’ha fatto senza leggi d’urgenza, tanto per dirne una. E invece il nostro wafer veltroni chiede prima un decreto, poi intima ai rumeni di collaborare (solo un paese succube dell’Italia avrebbe potuto dare un seguito a richieste così perentorie e isteriche). Ora dopo la bengodi degli ingressi scriteriati, delle baraccopoli che a Roma sorgono come funghi, degli immigrati che all’interno della metro suonano, mendicano, pisciano, ballano e rubano; dopo la spartizione in stile mafioso dei semafori con minorenni costretti alla mendicità (con un amico frate un giorno ho rischiato di beccarmi le mazzate del magnaccio che costringeva a mendicare un ragazzo al quale ho solo chiesto come si chiamava) dei rumeni che in via Nazionale chiedono, sotto gli occhi di tutti, soldi fra coperte lerce e piaghe purulenti (vicino al bancomat della MelBooks, per essere precisi). Ecco dopo tutto questo lassismo indecente, e criminale, dopo il tintinnio di calici di champagne delle feste del cinema, dei reading di poesie al teatro di Marcello; dopo la notte bianca insomma arriva la notte dei cristalli: oltre 5000 decreti di espulsioni che, come riferisce il biasimando CORSERA, saranno eseguiti nelle prossime settimane.
Insomma bene con le espulsioni, ma dovrà pur esserci una condotta coerente e che dia almeno la parvenza di un governo cittadino e nazionale che non vive alla giornata. Invece niente! Non solo le misure sono prese al rimorchio dell’attualità più truce, cosa peraltro parzialmente inevitabile, ma nessuno ha il coraggio di dire a Veltroni che prima di andare a cercare collaborazione nei Carpazi, farebbe bene a decidere cosa fare da grande e quali misure adottare, coerentemente, per risolvere il problema che tutti abbiamo: IN ITALIA LE REGOLE SERVONO SOLO PER TROVARE DEROGHE ALLE STESSE E SCUSANTI PER CHI LE VIOLA. A futura memoria potrei citare i casi della stazione metro di Rebibbia, del caseggiato disoccupato sulla Casilina: vere e proprie isole di degrado, che potrebbero diventare la location di un film di Dario Argento.
Ma poi diamine! Uno che è sempre stato dalla parte sbagliata, difendendo carri armati, fili spinati, muri, deportazioni, imprigionamenti. Uno che capisce a 50 anni suonati gli errori commessi trent’anni prima, e sempre stando sulla cresta dell’onda, sempre retribuito per le cose dette e scritte sull’Unione Sovietica, ecco, ma una così cosa può produrre di buono? Cosa ci aspettiamo da un opportunista che non è mai stato comunista pur militando per oltre trent’anni nel PCI? Insomma ma chi è che inchioderà gente come Veltroni alle sue responsabilità passate? Ma ve lo immaginate lui futuro presidente del consiglio…
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Ebbene, in un primo momento ho pensato che un certo fair play istituzionale abbia sconsigliato di polemizzare con Veltroni, come se tutti avessero realizzato che non era il momento di polemiche inutili…poi il sopralluogo di Fini al campo nomadi
Be', stando al Corriere mi sembra proprio che Fini - a parte la visita al campo nomadi - abbia polemizzato non poco con Veltroni & c:
A Veltroni risponde il leader di An, Gianfranco Fini: «La situazione a Roma rischia di sfuggire al controllo delle istituzioni, non servono nel modo più assoluto né vertici di emergenza né nobili affermazioni di principio». «Sindaco e prefetto - afferma l'ex ministro degli Esteri - facciano quello che la legge impone. Demolizione delle baraccopoli abusive, identificazione ed espulsione dei clandestini e dei cittadini comunitari privi di fonte certa di sostentamento, come espressamente previsto dalle normative europee. E il ministro Amato - prosegue Fini - chieda più uomini e più mezzi per le forze di polizia. Su quanto necessario fare subito e a legislazione vigente, An è pronta a confrontarsi con Veltroni come con Prodi, ma ci risparmino parole indignate quanto ipocrite».
e ancora
«Si dovrebbe vergognare. Il giorno prima in televisione il ministro Amato aveva detto che il decreto non era necessario. Dopo la tragedia della signora Reggiani, il governo ha fatto il decreto, meglio tardi che mai»
mentre e' gia' cominciato lo scaricabarile con Prodi che accusa il governo precedente:
«Sono critiche non giustificabili perché non siamo al governo da cento anni. La grande responsabilità di queste politiche è del governo precedente»
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Le responsabilità di VW (e di chi lo ha preceduto) come sindaco di Roma a quanto pare sfuggono a molti, non cosí i suoi meriti per "essere sensibile alla domanda di sicurezza che sale dal Paese"...
http://www.corriere.it/editoriali/07_novembre_02/romano_delitto_politica.shtml
Sarà un caso che questo stucchevole esercizio di ipocirsia e disonestà intellettuale si legge sulle pagine del Corsera?
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Mi hai preceduto d'un minuto, venivo giusto su nFA dopo aver letto lo stucchevole editoriale di Sergio Romano. Non e' la prima volta, l'uomo e' un maestro in questo campo, ma certamente un pezzo notevole nel ribaltamento della realta', ribaltamento condotto con la faccia tosta che solo un ex ambasciatore puo' avere a disposizione.
Delle responsabilita' di VW, hanno gia' detto altri, inutile insistere. A me sembra faccia QED.
Dell'ipocrisia di Prodi - il quale dichiara che e' colpa del governo precedente (lo e' pure, sia chiaro, lo e' pure) ma non del suo che ha allargato le maglie dell'immigrazione, ha tollerato e teorizzato la tolleranza della illegale, ha "indultato" 20mila e piu' criminali, ha predicato il perdonismo e se l'e' persino presa quest'estate con i poveri sindaci di sinistra che volevano usare i loro poteri di polizia per proteggere i propri cittadin (non VW, VW infatti al tempo si dichiaro' contro i sindaci poliziotti! Possibile che sui grandi giornali italiani nessuno glielo ricordi? O che si dica che la sinistra governa Roma da molti anni?) - dell'iprocrisia di Prodi, dicevo, beh anche qui proprio nulla di nuovo. E' da una vita che sopravvive a tutti i disastri che compie a base di ipocrisia appresa in sagrestia, sembra che in Italia funzioni.
Rimane, da un lato la drammatica sconcezza dell'intera vicenda romana, e dall'altra il fatto che oramai il caso e' chiuso: Il Corriere della Sera e' l'organo ufficioso del PD di VW. Transeat.
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E' possibile che confondiamo livelli di lettura e che Romano sia lo scienziato ed io il moralista. Non mi offendo per niente, davvero. Anzi, mi va benissimo la qualifica di "moralista" in questo caso: non faccio politica di professione, ne' mi sembra che gli atti di VW richiedano l'ausilio di Steve Smith o Barry Weingast per essere interpretati. Sono convinto, e credo si possano dare argomenti "scientifici" al favore di questa convinzione, che la moralita' in politica sia un criterio fondamentale di giudizio, olte che un'utile strumento di analisi. La versione popolare del Machiavelli, nota come "machiavellismo", mi e' sempre sembrata il frutto della confusione mentale e dell'ignoranza. Quindi, ben venga la morale.
Mi rimane un puzzle. Uno scienziato dovrebbe, almeno cosi' m'hanno insegnato, utilizzare affermazioni fattuali "corroborate", ovvero: quando dice cose su fatti misurabili e verificabili da altri sarebbe bene che ci fosse un minimo di consenso sui fatti medesimi.
Ora, secondo te, quali di queste affermazioni fattuali del signor Romano corrispondono a "fatti'? La numerazione l'ho messa io, per semplificare.
Con la sua improvvisa conferenza stampa in Campidoglio, mentre cominciava a diffondersi la notizia di un efferato delitto in una baraccopoli romana, Walter Veltroni ha segnato parecchi punti.
1) Ha deviato le frecce che avrebbero fatto di lui, sindaco di Roma, uno dei bersagli preferiti dell'indignazione popolare.
2) Ha dimostrato, come leader del Partito democratico, di essere sensibile alla domanda di sicurezza che sale dal Paese.
3) Ha dato un colpo di frusta alla politica nazionale e ha costretto il governo a trasformare in decreto, con effetti pressoché immediati, quello che era in origine soltanto un disegno di legge.
4) Ha preceduto il centrodestra, costretto a rincorrerlo affannosamente.
5) E ha dimostrato alla pubblica opinione che esiste oggi nel Paese un nuovo, singolare «partito di opposizione ».
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Grazie per il typo.
Sui fatti non hai risposto: li ho numerati, basta che per ogni numero tu mi offra l'evidenza corroborante. In particolare, l'affermazione
il fatto stesso che la stampa moderata gli dia ragione e che Fini sia stato costretto a fare la sceneggiata alla Clint Eastwood mi sembra che corrobori Romano
su quale evidenza si basa (a parte quella auto-referenziale, ossia che Romano dice cosi' ed il Corriere dice cosi', quindi e' cosi')?
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Ma ti potrei allegare molti degli articoli della Stampa, ad es., piu' o meno sullo stesso tono, che secondo me confermano i punti di Romano. Il punto e' che se Romano sostiene che Veltroni e bravo perche' sa parlare ai media e tu sostieni che sono i media ad essere prezzolati, le due opinioni non sono conciliabili. Semplicemente l'una e' dietrologica, l'altra corroborata dall'evidenza. TI ripeto Stampa e Giorno ad es.sono entrambi molto agiografici da mesi su Veltroni.
Il mio punto era un po' piu' sottile: da ambasciatore Romano non prende partito, semplicemente commenta la strategia politica di veltroni usando le categorie della scienza politica. "Veltroni fa/dice cosi' per ottenere il suo scopo politico e evidentemente ci riesce,quindi bravo Veltroni". Sul fatto che ci riesca, mi sembra siate d'accordo, non mi piace che si tacci di voltafaccia Romano sulla base di un suo commento politico, evidentemente non di valore, ne' etico (sul punto ognuno si fa la sua opinione). In tal senso Romano e' scientifico, analizza la politica con le categorie della politica.
Se introduciamo l'etica,ci diamo dei voltagabbana etc., ci mettiamo sul piano dei No Global
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Comincio a notare dei patterns sia comportamentali che verbali nel nostro "juventinopervicace", un pattern che mi risulta familiare. Credo in linguistica parlino di "idioletti" ...
Eccoli qua' i patterns. Mai sostenere le proprie perentorie affermazioni con fatti ed argomenti logici, ma semplicemente ripentendole, possibilmente vieppiu' caricate ad ogni giro di commenti. Nel processo di conferma auto-referenziale che tale approccio implica, il nervosismo tende ad afferrare rapidamente il soggetto in questione che, chiaramente, vive controllando nFA, attento ad ogni commento per poterci replicare un secondo dopo. Ed il nervosismo fa dare zappate sui propri piedi, come tutti sanno. Esempio: se fosse stata la grande abilita' e saggezza politica del VW a convincere (teoria pervicace e juventina per il momento, evidenza non ne abbiamo) l'opinione pubblica moderata che del nuovo leader nazionale si tratta, allora i commenti agiografici non avrebbero dovuto comparire "da mesi" come invece il nostro ci dice. Perche', se compaiono "da mesi", allora nulla hanno a che fare con i suoi atti e le sue dichiarazioni in qualita' di segretario del PD, cosa che e' da poco tempo, e dovrebbero avere a che fare invece con il suo ruolo di sindaco di Roma. Che sia cosi'? Attendo conferma, via evidenza controllabile. Ossia attendo una massa di articoli del Giorno (esiste ancora?), della Stampa, o anche del Messaggero che documentino i grandi successi di VW, sindaco di Roma.
Altri "idioletti" chiaramente visibili sono i seguenti. Affermazioni d'onnipotenza conoscitiva, del tipo "potrei allegare", alle quali fa seguito l'impotenza operativa, ossia il nostro non allega mai nulla. Utilizzo in liberta' di parole "scientifiche", del tipo "categorie", senza mai sostanziarle o definirle. Potresti, gentile juventinopervicave, spiegare quali fossero le "categorie della scienza politica" utilizzate dall'ineffabile Romano? Io amo imparare, e la scienza politica non mi e' del tutto familiare quanto quella morale. Temo non succedera', ma spero. Auto-proclamazione di "sottigliezza intellettuale" la quale consiste, apparentemente, nella reiterazione della frase precedente. Troppo occupato, il nostro, per elaborare il concetto e farci apprezzare la sottigliezza. Infatti, tra l'essere molto occupato ed il crescente nervosismo comincia pure a saltare gli spazi fra una parola e l'altra, le frasi gli diventano sintatticamente improbabili, spunta quella parola magica ("sfigati") ... insomma, i sintomi ci son tutti. C'e' persino il ritorno del disprezzo per i cosidetti economisti e la proclamazione urbi et orbi delle proprie smisurate ricchezze accumulate a mezzo di atti di alta sofisticazione bancaria. Proprio tutti ci sono, gli idioletti ... E, siccome non siamo scienziati, non ci resta altro da fare che affidarci alla sintomatologia, scienza imprecisa per definizione, come la morale.
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Non comprendo molto i tuoi commenti aldila' dei patterns con cui sembri giudicarmi, associarmi a qualche tuo fantasma, patterns quelli, si', gli stessi con cui mi sembra giudichi VW (dietrologia, supposizioni, si dice..etc.). Una curiosita' poi: in quale passo affermerei di aver accumulato ricchezze? Lo dico di un mio professore, Taleb, e la cosa e' risaputa. Non certo di me (ahime'). Sul punto riguardante VW non ho corroborato con evidenza perche' le nostre posizioni mi parevano inconciliabili: a me sembra chiaro leggendo la stampa, per cosi' dire, "di centro" che ci sia un generale atteggiamento pro-Veltroni, io (e Romano) lo attribuisco alle sue qualita' di uomo politico (politico nello stesso senso delle categorie di cui sopra, cioe' della scienza di ottenere consenso), tu lo attribuisci a un presunto complotto. E puoi avere anche ragione per carita', solo che e' indimostrabile, per cui mi chiedo se valga la pena sostenerlo. Tutto qui.
Per quanto riguarda cio' che dico nel post a Michelangeli, sono piu' che disposto a corroborare, invece, visto anche l'interesse che la questione mi suscita.
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Comunque, ecco una breve rassegna da La Stampa con alcuni articoli su Veltroni da quando si e' candidato al PD. Non ho trovato un articolo che non sia agiografico. E stiamo parlando del quotidiano moderato per eccellenza. Ora, pero', aspetto le prove del complotto, :-)!
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Che ne dici del PRIMO articolo nella tua molto attentamente compilata (via search of "Veltroni") lista?
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200708articoli/25183girata.asp
Sei occupato? Lascia stare allora, pervicace juventino. Tanto ... il treno fra un po' arriva.
Ah, scordavo: dove si parla di complotto? Meglio, dove ho parlato io di complotto? Tu leggi anche, o scrivi solo, e di fretta?
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Inizio opinione puramente personale.
P.L.Battista e' il giornalista deputato a coprire l'area liberale all'interno della propaganda catto-comunista che il direttore P.Mieli attua su mandato dei suoi grandi azionisti confindustriali. L'editorialista storico liberale del CDS, P.Ostellino, e' liberale troppo autentico per attuare le direttive superiori, e appena gli e' consentito manifesta regolarmente e vivacemente la sua sacrosanta irritazione e acidita' contro i cattocomunisti italiani, perdipiu' con argomentazioni spesso vicine a quelle proprie degli elettori di area anti-comunista e perfino leghista. Dando la vice-direzione a Battista, Mieli ha inteso chiarire che Battista e non Ostellino deve essere ritenuto il referente liberale di fiducia del direttore e degli azionisti CDS.
Veltroni e' indifendibile sotto quasi ogni punto di vista. Tuttavia gli azionisti di Confindustria possono contare su di lui come sugli altri post-comunisti ben pagati al loro servizio (Mieli, Lerner e Riotta). Quando sara' al governo Veltroni come Prodi approvera' i prepensionamenti e i contributi per le rottamazioni auto che gli verrano richiesti, cercando anche di spostare le tasse dalla grande industria sui piccoli imprenditori e gli autonomi. Mieli, Lerner e Riotta confermeranno che si tratta di cosa buona, giusta e fonte di salvezza (oltre che di argento per le loro tasche).
Fine opinione puramente personale.
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Semplicemente bravo? BRAVO???
Secondo me Uolter oltre che bravo è BUONO. Diciamolo una volta per tutte!! E' più che evidente e da molti riconosciuto che il nostro altro non è che una buon'anima. Così sorridente, così burrosamente paterno, accondiscendente e accomodante. Chi non vorrebbe averlo come zio? Le sue parole sono sempre misurate e universalmente condivisibili, ma cosa possiamo voler di più?? Un pezzo di pane. Peace and love!!
E' quindi automatico e del tutto naturale che il più autorevole quotidiano italiano lo appoggi, anche smaccatamente; d'altra parte il giornale diretto dal coltissimo e illuminato Mieli aveva già esercitato la sua azione educatrice votata a far emergere i politici più bravi e buoni con l'endorsment per l'attuale primo ministro.
Once again, peace and love!
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Non so chi sia il signor Pierlugi Battista, vicedirettore del Corriere della Sera. Non so se lavora al Corriere da molto tempo, o se è appena giunto a via Solferino sulla base di un qualche mandato politico; non lo so e non mi interessa ma noto che scrive frequenti editoriali di politica interna e che sembra dedicarsi al culto della personalità del signor VW. L'altro giorno ho commentato (28 Ottobre 2007, 07:44) con sorpresa un improbabile editoriale nel quale sosteneva che VW ha provato d'essere un leader perchè il congresso del PD l'ha fatto fare a Milano e non a Roma! Verbatim, diceva proprio questo.
Oggi il signor Pierluigi Battista si supera al ribasso, e scrive cose ridicole, meglio: vergognose, e non se ne rende nemmeno conto. O forse lo sa, ma fa finta di niente. La cosa però ha aspetti paradossali ed eticamente poco piacevoli, come argomento di seguito. Qualcuno dovrebbe farlo osservare a chi dirige il Corriere: davvero vogliono che il principale quotidiano italiano diventi l'organo ufficiale di un travet della politica romana come VW? Davvero sono convinti che questo VW ha del filo intellettuale per tessere e non si sono resi conto che si tratta di una finta che più finta non si può? Come fanno a non capire che non ha nulla da dire, e che mai l'ha avuto qualcosa da dire che fosse rilevante e non fosse di una banalità paralizzante? Ci sono mai stati non dico a cena, ma almeno a pranzo facendogli qualche domandina "seria"?
Sulle cose che contano VW è sempre stato zitto e non ha mai detto nulla; era troppo occupato a far carriera portando borse e costruendo agganci nella Roma comunista e di stato, ovviamente senza essere né comunista né statalista. Il silenzio ipocrita ed asservito intercalato al parlare a vuoto sono i segreti della carriera politica del signor VW, nuovo leader maximo dell'italiano PD. Che lo siano lo dimostra, credo senza volerlo, proprio il panegirico editoriale del Corriere della Sera. Ecco di seguito il perchè.
Secondo l'editorialista del Corriere VW sarebbe un grande leader perchè, con decenni di ritardo rispetto agli altri esseri umani più normali e meno informati di lui, si è reso conto che Pol Pot era un mostruoso criminale! E, pensate un po', l'ha persino detto da qualche parte in Italia presentando un qualche libro di una qualche conoscente sua che, se capisco dalla pubblicità, racconta in forma romanzata quello che Hayek, Orwell e decine di altri ci avevano raccontato e spiegato molto chiaramente parecchi decenni fa! Whow, I am impressed: che eroismo, che senso della storia, che lungimiranza, che coraggio intellettuale e morale dimostra il sindaco di Roma invasa da ladri e criminali di tutte le risme mentre lui costruisce il PD! Dove ha vissuto negli ultimi, mi tengo corto vista la giovane età, 35 anni? Cosa vi sarebbe di originale, dove sarebbe la grande sfida intellettuale "all'interdizione" di nonsochi nel paragonare gli stermini di Pol Pot a quelli nazisti? Persino il film popolare sui campi di sterminio cambogiani ha oramai più di vent'anni! Forse che VW, essendosi scordato di vederlo all'inizio degli anni '80 e non avendolo invitato al suo romano festival del cinema, queste cose le ha scoperte solo ora? Il giovane consigliere con il PhD in "political economy" che ha viaggiato e studiato all'estero, non avrebbe potuto informarlo prima di quanto succedeva nel mondo? A Londra, dopotutto, si può ascoltare la BBC da qualche decennio ...
Com'è che se n'è accorto ora, e non 30+ anni fa quando lo dicevano gli altri? Quando lo dicevamo in tanti, andandocene indignati dal grande partito in cui lui, invece, decise di restare perchè ciò che conta è l'ideale? Quale ideale, se posso chiedere, signor VW? Quale ideale se, come dice lei, lei non era comunista neanche allora? Per quale ideale, quindi, è rimasto lei nel glorioso PCI, quando gli altri della sua generazione se ne sono andati dal medesimo dicendo ad alta voce che il movimento comunista mondiale era diretto e popolato da criminali responsabili di crimini paragonabili solo a quelli nazisti? Forse che lei stava al cinema in quegli anni, signor VW, o ad ascoltare le canzonette di De Gregori, e non al quarto piano di via della Vite?
Forse che non fosse che al tempo lei, coraggioso ed integerrimo signor VW, doveva far carriera nel PCI (pur non essendo comunista, ovviamente) e quindi zitti e mosca e tutti allineati dietro ai capi che andavano a Mosca ad apprendere la linea, e guai a pensare e soprattutto a dire quel che si pensa? Com'è che non disse ALLORA che Pol Pot, e Stalin, e Lenin, e Mao, e Tito, eccetera, eccetera, erano tutti dei grandi criminali? E che Togliatti NON era un grande leader politico, ma solo un uomo del PCUS che si barcamenava in modo abbastanza indegno fra la fedeltà a Stalin e la consapevolezza che il comunismo in Italia gli italiani non lo volevano proprio? Forse che non fosse perchè altrimenti lei, signor VW, non avrebbe fatto la carriera che, da buon funzionario ('rivoluzionario di professione' si chiamava anche lei, vero signor VW?), ha invece fatto, passin passetto da un piano all'altro e da un incarico all'altro, nel grande Partito Comunista Italiano, da non-comunista ovviamente?
Acqua passata? Non macina piu'?
Mettiamola sul presente allora. Avendo appena finito di cenare con un collega di Stanford scappato da Cuba nel 1993, ed avendo ascoltato per l'ennesima volta (via la storia sua e quella della sua famiglia) gli orrori che milioni di cubani patiscono da quasi 50 anni per mano di Castro - rivoluzionario di professione, criminale e comunista - vorrei chiedere: fra quanti decenni il grande e lungimirante e coraggioso leader del PD dichiarera' che Fidel Alejandro Castro Ruz e' un criminale comunista che ha affamato la sua gente per mezzo secolo, arrestando, torturando ed uccidendo migliaia e migliaia di suoi concittadini solo perchè contrari alla follia comunista che egli predica (e nella quale il leader dell'italiano PD non ha mai creduto, assolutamente mai)?
Attendiamo fiduciosi che, se non l'ineffabile vicedirettore in persona, qualche giornalista del Corriere della sera glielo chieda in pubblico. Ed attendiamo fiduciosi la sincera risposta del signor lider maximo del PD, il VW che mai fu comunista, assolutamente mai.