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Passaparola Come ricapitalizzare Ferrovie e Alitalia

di michele boldrin, 14 Novembre 2006 stampa
La risposta la sapete già ed è ovvia. Ma la ripeto per rinfrescare a tutti la memoria.
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Dopo Alitalia, della cui salvezza si sta occupando Francesco Rutelli e noi attendiamo notizie, ora tocca alle Ferrovie.

Fondamentalmente vogliono almeno un paio di miliardi di euro per continuare a fornire agli italiani il loro orrendo servizio.

Regalatele a chiunque si faccia carico dei debiti. Regalarle vuol dire svenderle, lo so, perché la concessione del servizio ferroviario in Italia, se gestita da un'impresa efficiente, potrebbe fare pareggio dopo aver remunerato il capitale al 10%, ed offrire ottimo servizio. Ma è meglio regalarle che continuare a pagare le loro perdite.

Regalatele, chessò, a Japan Rail, e firmate lo stesso accordo di concessione che il governo giapponese ha con JR da decenni e decenni a questa parte. Sono certo che entro dieci anni otterremo gli stessi risultati che da cinquant'anni JR offre ai cittadini giapponesi (il 10% di remunerazione del capitale è quello dell'esperienza giapponese).

Come incentivo, suggerisco mettere sul piatto anche Alitalia, sempre gratis. Prevedo che JR la venderebbe a Singapore Airlines o chi più paghi, e con il ricavato finanzierebbe gli investimenti nelle infrastrutture ferroviarie di cui avrà necessità per far correre i treni in orario e veloci.

Finalmente, licenziate tutti questi mangia pane a sbaffo ... leggetevi i nomi e visitate il sito. Facce note, sempre le stesse, boiardi di stato o di confindustria, imbrattacartelle, quaquaraqua, incompetenti di tutti i tipi. E poi volete che l'azienda non fallisca ogni cinque anni?

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22 commenti
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Rss dei commenti

  di ispirati, 16 Novembre 2006, 02:11 permalink rss
mi chiedevo, è vero che le aziende di Stato italiane falliscono ogni 5 anni (non solo perchè pubbliche ma anche perchè amministrate da chi non potrebbe gestire neanche la mille lire) ma il fatto che ora stiano fallendo tutte in sincrono (le Ferrovie, l'Alitalia, le università che non riescono a pagare i bidelli) può avere a che fare con il fatto che al governo adesso c'è chi è più pronto ad allentare i cordoni della borsa o pura sfiga (o memoria corta del sottoscritto)?
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  di fausto panunzi, 16 Novembre 2006, 08:00 permalink rss
Credo che anche i trucchi contabili di Tremonti, che allocava gli stessi fondi a più di un utilizzo (es. cantieri Anas e Ferrovie), c'entrino qualcosa.
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  di michele boldrin, 16 Novembre 2006, 09:43 permalink rss

Qual-cosa: cosa?

Ossia, quale parte della cinquantennale fallimentare gestione di Ferrovie ed Alitalia e' dovuta ai trucchi contabili di Tremonti, ed a quali di essi?

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  di ispirati, 18 Novembre 2006, 22:42 permalink rss
fausto non ti arrabbiare ma mi pare irrilevante alla domanda che ho posto (alla quale per il resto nessuno ha risposto/dato un'opinione)
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  di fausto panunzi, 19 Novembre 2006, 11:32 permalink rss
Figurati se mi arrabbio. La tua domanda è: un governo di centrosinistra ha tendenzialmente un softer budget constraint di uno di destra (almeno in Italia)? Le crisi simultanee di Anas, ferrovie, Alitalia possono essere indizi a favore della tua tesi. Ma è una tesi difficile da provare. Io ho proposto una tesi alternativa (ma non ne sono del tutto convinto neanche io), cioè che la scorsa legislatura il governo abbia incoraggiato politiche di investimento (cantieri per le autostrade, alta velocità, rinnovamento parco carrozze, ecc.) - per attuare il piano delle grandi opere del governo Berlusconi- senza garantire i finanziamenti necessari (direttamente o indirettamente, come facendo aumentare le tariffe di Trenitalia). La tua tesi è indubbiamente più interessante della mia, però non saprei dire se è quella che spiega meglio i fatti.
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  di fausto panunzi, 16 Novembre 2006, 11:57 permalink rss

Dall'Espresso di questa settimana:

 Certo, la questione tariffe pesa. Sono inchiodate dal 2001 per volontà dell'azionista, cioè il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, mentre quelle dannate autostrade, eterne rivali, ottengono gli aumenti che vogliono. E ai piani alti delle Ferrovie hanno buon gioco a ricordare le tariffe come una spina nel fianco, un tiro mancino del governo, e una loro virtuosa disciplina. Dai confronti internazionali, i biglietti del treno italiano appaiono straordinariamente a buon prezzo, la metà di quelli tedeschi e francesi (vedere il grafico in questa pagina).

Se soltanto i biglietti fossero cresciuti di pari passo col tasso di inflazione, si sarebbero accumulati dal 2001 a oggi dai 300 ai 400 milioni di ricavi in più, che avrebbero spinto i conti a un soffio dal pareggio. Un calcolo che resta puro esercizio, perché i vertici Fs non hanno mai voluto contraddire i niet della politica.

Scavando scavando, però, si scopre che le tariffe potrebbero tranquillamente salire di un 4,5 per cento. Basterebbe volerlo. Il decreto che accordava l'aumento era già passato al Cipe e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale a ottobre 2001. Era quindi operativo. Anzi, era stato già inserito nei computer che dal primo gennaio 2002 cambiavano la lira in euro e tradotto nel nuovo tariffario. Ma Tremonti, sotto Natale, ci ripensò, e fece pesare la sua 'moral suasion' su Giancarlo Cimoli, all'epoca a capo delle Fs, per bloccare tutto. Da allora quell'aumento è di fatto dormiente. Ma non è mai decaduto. Ed essendo le Ferrovie dello Stato una società per azioni, il loro amministratore potrebbe andare in assemblea a pretendere che venga rispettato. Invece si è preferito imboccare la strada, più comoda, di andare avanti in deficit. Come se quel buco non lo pagassimo, prima o poi, tutti noi. Anche chi non prende il treno.

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  di Antonio Mele (rabbi), 16 Novembre 2006, 13:15 permalink rss
Fausto, scusa, ma le FFSS sono regno incontrastato della CGIL. Dematte' raccontava che quando era stato amministratore, non poteva fare nulla, doveva chiedere il permesso ai sindacati pure per comprare la carta igienica. ora, per carita', sara' anche vero che Tremonti ha fatto giochini e giochetti. Ma da qui a dire che la colpa della crisi e'sua... Mah. Quanti esuberi hanno, le FFSS?
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  di fausto panunzi, 16 Novembre 2006, 15:24 permalink rss
Mai detto che la colpa della crisi FFSS o Alitalia è solo di Tremonti. Ma ricorda che il management di entrambe le compagnie negli ultimi 5 anni è stato scelto dal Tesoro, cioè da Tremonti, insieme a Lunardi. Le Ferrovie si sono imbarcate in una ristrutturazione del parco carrozze (necessaria, per carità) con l'assenso (almeno implicito) del loro azionista di riferimento, senza però che i finanziamenti promessi arrivassero. Tu mi dirai che le FFSS dovevano finanziarsi da sole. Certo, ma allora non puoi obbligarle tenere ferme le tariffe (che - a parte quelle degli Eurostar - sono  veramente basse). Detto questo, ribadisco: la colpa non è certo di Tremonti. Sui giornali è stata ripresa la vecchissima frase di Andreotti secondo cui ci sono due tipi di matti: quelli che si credono Napoleone e quelli che vogliono risanare le Ferrovie. A Nenni, durante uno dei governi Moro, fu affidato, per fargli fare qualcosa, un piano di risanamento delle Ferrovie. Questo testimonia che il problema è molto vecchio. Ma negli ultimi anni non è certo migliorato.
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  di alberto bisin, 16 Novembre 2006, 15:54 permalink rss

Dai Fausto, cosa avrebbe detto la sinistra se avessero raddoppiato i prezzi dei treni (cioe' se li avessero portati ai livelli della Germania - dove tra parentesi i treni funziuonano)?  Quanti telegiornali sui poveri pendolari avremmo dovuto sorbirci? Credi che i sindacati avrebbero accettato? 

Un "nanetto" sulle ferrovie: mia moglie ha preso il treno dal mare per milano 5 volte questa estate (io non prendo ne' treni ne' metropolitane per ragioni ideologiche, ma questo e' un altro discorso); di queste, 2 volte lo ha perso perche' il treno non e' riuscito ad aprire le porte; cioe' il sistema pneumatico per l'apertura non ha funzionato. Io questa non l'avevo mai sentita. Il finanziamento per la ristrutturazione del parco carrozze deve essere andata all'assunzione di nuovi ferrovieri. 

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  di fausto panunzi, 16 Novembre 2006, 17:14 permalink rss
Certo, i sindacati avrebbero fatto fuoco e fiamme. Immagino già la demagogia sui poveri pendolari tartassati. Ma ciò non toglie che, come tu stesso dici, in Germania i treni funzionano e le tariffe sono il doppio di quelle italiane. In Italia nessun governo se l'è sentita di portare le tariffe a prezzi di mercato. Risultati: carrozze vecchissime oppure nuove ma difettose. Nei miei 4 anni di pendolarismo su Bologna, l'inconveniente che è capitato a tua moglie, mi è capitato almeno 10 volte. La ragione è che non c'è manutenzione degli Eurostar: i treni sono troppo pochi e devono circolare sempre. Gli eurostar non sono neanche puliti in stazione, ma in viaggio! La mia esperienza è che nel corso dei 4 anni la qualità del servizio è scesa costantemente. E non mi stupisce che oggi dicano di essere alla frutta.
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  di Angelo Mele, 16 Novembre 2006, 20:09 permalink rss

dal Corriere

ALITALIA - Molti gli argomenti toccati dal premier. Su Alitalia: «Va privatizzata. Si tratta di un trend generale che voglio seguire, e non dimentichi che ho avuto la responsabilità di privatizzare la gran parte delle aziende italiane quando ero presidente dell'Iri. Mi sono battuto per quello. Questa è la ragione per cui mi sono molto risentito quando qualcuno ha detto che Prodi è a favore di una economia burocratizzata. No, io penso che si deve vivere nel mercato, e Alitalia deve vivere nel mercato».

Ovviamente non ci credo se non lo vedo. Ora aspetto le reazioni dei dirigisti/statalisti di entrambi gli schieramenti.

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  di enzo michelangeli, 17 Novembre 2006, 12:41 permalink rss

Cari amici,

Voglio innanzitutto comunicarvi una mia strabiliante scoperta scientifica: Einstein ha toppato! Il paradosso dei gemelli non esiste: la sua validita' e' incompatibile con la persistenza di Alitalia. Ma andiamo per ordine.

A giugno 1996 partii per una missione spaziale con il mio astroclipper personale alla volta di Proxima Centauri, che dista 4.22 anni-luce dalla Terra. Grazie alla propulsione neutrinica, viaggiai sia all'andata che al ritorno a velocita' prossime a quella della luce, cosi' dal mio punto di vista il viaggio duro' solo pochi mesi, e mi resto' anche qualche mese per fraternizzare con le abitanti del luogo (ma questa e' un'altra storia). Ora: secondo la teoria della Relativita' Ristretta, sulla terra dovrebbero essere passati piu' di dieci anni. E questo non e' possibile.

Perche' vedete: poco prima di partire, ricordo benissimo che in Italia i panettieri "con licenza" si agitavano perche' vedevano minacciato il proprio privilegio di casta, e l'Alitalia era un baraccone sull'orlo del fallimento che ingurgitava denaro pubblico peggio del buco nero al centro della Galassia. Ho le prove: cliccate qui se non mi credete. Ah: e Prodi era appena arrivato al governo, ma si capiva che non sarebbe durato a lungo data l'attitudine di Bertinotti.

Bene. Scendo dall'astronave, compro un giornale, e che ci trovo? LE NOTIZIE DEL GIORNO CHE HO LASCIATO LA TERRA! Non solo i panettieri sono sempre sul piede di guerra in difesa della loro corporazione: anche l'Alitalia sta sull'orlo del fallimento e vuole altro denaro pubblico. E Prodi sta su per miracolo, con Rifondazione che detta condizioni per la sopravvivenza del suo governo.

Chiaramente, il tempo locale sulla terra non puo' essere avanzato di 10 anni come dice Einstein: deve essere passato solo qualche mese pure qui. A me non la si fa. Arretrate subito di dieci anni quei calendari!

Enzo

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  di enzo michelangeli, 20 Novembre 2006, 00:19 permalink rss

Toh, lo ammette anche Prodi:

[...]E sulle proteste di piazza: 'Mi sembra di rivivere un film identico a dieci anni fa'.

 

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  di Maurizio Morabito, 20 Novembre 2006, 00:23 permalink rss
La verita' e' che l'Italia corre cosi' in fretta, che il tempo non passa mai!
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  di gian luca clementi, 16 Novembre 2006, 21:51 permalink rss
Fausto, perche' non hai portato la famiglia a Bologna, che rispetto a Milano e' un Paradiso? Avresti potuto prendere casa, che ne so, in quartiere Santo Stefano, e andare in facolta' in bicicletta. E avresti anche potuto avere l'onore di parcheggiarla vicino a quella di Zamagni. :-)
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  di alberto bisin, 17 Novembre 2006, 20:02 permalink rss
ma chi l'ha detto che "carrozze vecchissime oppure nuove ma difettose" sono il risultato  del fatto che le tariffe non siano a prezzi di mercato?  non e' che buttare soldi in un buco nero migliori il servizio. questo e' il punto,  fausto. perche' senno' allora ha ragione mussi: i professori sono pagati poco, diamo soldi ai rettori e la ricerca migliorera'! ma io e te (apparentemente non la povera montalcini) sappiamo che questa e' una balla
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  di gian luca clementi, 16 Novembre 2006, 21:47 permalink rss

Si possono aumentare di molto i ricavi senza fare incazzare la CGIL. Basta usare almeno un po' di good, old-fashioned discrimination. Che gli abbonamenti dei pendolari crescano al tasso di inflazione programmato. Basta alzare (di molto) i prezzi dei biglietti sulle tratte piu' popolari, negli orari di punta. Il treno rimane troppo piu' conveniente dell'auto.

Oggi sono a Philadelphia, e ho pagato (o meglio, chi mi ha invitato ha pagato) la bellezza di 125 dollari per venire da New York (che e' a 100 chilometri) su un treno del cazzo come l'Acela, al cui confronto l'Eurostar e' una nave spaziale. Era il treno delle 8:00, ed era ovviamente pieno. Mi spiegate perche' l'Eurostar delle 7.00 da Milano a Bologna  (200 chilometri) costi 22 Euro (senza sconti e promozioni), invece che almeno 50? E' forse il caso che ci sarebbe gente che troverebbe conveniente fare il viaggio in auto? Poi se la nonna di Abbiategrasso vuole andare a trovare la nipotina che abita al quartiere Lame, puo' sembre prendere il treno delle 10.00, a 35 Euro, per esempio.

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  di michele boldrin, 16 Novembre 2006, 23:38 permalink rss

Temo che la CGIL (e la CISL e la UIL) s'incazzerebbero anche cosi'. Non ho tempo per andarle a cercare, ma ricordo per certo battaglie sindacali lunghissime e recenti contro l'aumento di biglietti e tariffe d'ogni tipo, incluse quelle dei treni.

Inoltre, occorrerebbe pulirli quei treni e farli funzionare decentemente e farli arrivare in orario, per giustificare le tariffe piu' alte. Se nessuno prende il treno comunque, persino ora con i prezzi bassissimi che ha, una qualche ragione deve esserci, e temo sia (anzi: son certo che e') la qualita' subumana del servizio che si riceve. Le storie sono cosi' infinite e cosi' imbarazzanti che non e' il caso di ripeterle. L'Acela e' piu' brutto e lento del Pendolino (mica tanto) ma arriva in orario piu' frequentemente, e' pulito dentro, ed il personale e' cortese. Non e' lo Shinkanse, ma e' gia' qualcosa.

Sui prezzi poi, davvero non credo sia necessario triplicare le tariffe. In Aprile, quando scrissi il pezzo sui treni giapponesi, confrontai le loro tariffe di prima classe con quelle italiane. Se ben ricordo la differenza era minima, forse il 10%. Credo, anzi son certo, che sia, prima di e sopra tutto, un problema di management e di come lavorano (poco e male) i dipendenti delle Ferrovie. Ne' l'aumento delle tariffe per se, ne' ulteriori soldi per investimenti serviranno a nulla finche' l'azienda rimane di proprieta' dello stato, amministrata da boiardi romani, e gestita di fatto dai sindacati che fanno il bello ed il cattivo tempo. Mi dispiace, ma il commercialista di Sondrio questa volta non c'entra proprio. Il disastro delle Ferrovie italiane e' un prodotto della sinistra politica, "boiardale" e sindacale, smettiamola di dire cose motivate ideologicamente, per favore.

Per avere in Italia dei treni che funzionino, sara' necessario far incazzare alquanto CGIL-CISL-UIL ... finche' i sindacati hanno qualche potere in Trenitalia, i treni non funzioneranno mai.

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  di enzo michelangeli, 24 Novembre 2006, 01:35 permalink rss

Dal Corriere di oggi:

NO ALL'AUMENTO DELLE TARIFFE - Nel corso dell'esame del decreto fiscale è stato bocciato con una larghissima maggioranza un ordine del giorno presentato da Eufemi (Udc) ed altri della Cdl sulle Ferrovie dello Stato: impegnava il governo a ridurre gli sprechi e «a rivedere il quadro tariffario al fine di non pregiudicare gli investimenti programmati». I voti favorevoli sono stati 99, quelli contrari 206: una parte della Lega e di An ha votato, infatti, con l'Unione.

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  di fausto panunzi, 17 Novembre 2006, 10:29 permalink rss

Attualmente Trenitalia può attuare una politica di discriminazione di prezzo solo sugli Eurostar. Ad esempio (ho appena visto sul sito), andare da Milano a Bologna costa più (prima classe 32.34 euro) che da Milano a Venezia (28.92). Invece per gli altri treni Trenitalia deve (credo sia imposto dal contratto di concessione) usare tariffario basato sui km del tragitto, con ovvie inefficienze.

Per Gianluca: io a vivere a Bologna ci sarei anche andato. Andare a lavorare in bicicletta e tornare a casa a pranzo (lo fanno quasi tutti a Bologna) non mi sarebbe dispiaciuto. Ma un voto in famiglia sarebbe finito 3-1 contro di me. 

 

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  di gian piero mattera, 17 Novembre 2006, 13:22 permalink rss

E intanto qualcuno fa la voce grossa riguardo le tariffe trenitalia...Stando all'intervista, stavolta il Cipolletta ha detto cose (quasi) giuste...e chi se l'aspettava che parlasse di liberalizzazioni!!

 

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  di James T. Kirk, 21 Novembre 2006, 09:05 permalink rss

Volevo solo fare una piccola considerazione personale sull'uso del treno e dell'auto,

Io il treno lo evito per questi motivi :

1) Ci sono pochi treni e in orari limitati ed io non posso stare 1/2 giornata nelle stazioni ( popolate sempre peggio ) ;

2) Purtroppo mi sono abituato male, mi piace viaggiare in compagnia di chi dico io e comodo comodo: vado in auto da città a città e poi appena arrivato in periferia lascio la mia carretta in un parcheggio scambiatore, mi prendo il bus e vado in centro;

3) I treni in italia, forse, erano in orario solo ai tempi del duce mentre oggi se becchi il giorno storto...Dio ci liberi!

4) se si viaggia in più di due adulti, si spende meno in auto ( ma non è questo il sito dove si osanna la concorrenza? ) .

Le ferrovie sono state colonizzate da tutti, specialmente nel 40 ennio DC ( ma perchè ci dimentichiamo che è stata la DC a regnare borbonicamente in Italia fino a ieri? ) , ora è meglio che facciano il "botto", falliscano e poi si riparta da zero, perbacco! Quante aziende serie vanno a rotoli e l'Italia cammina ugualmente? Ha senso far sopravvivere un morto con la respirazione artificiale anche quando inizia a putrefare?

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