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Qui è FLG In primo piano Cavaliere Bianco cercasi, per causa persa

di alberto bisin e michele boldrin, 22 Febbraio 2007 stampa
Tolto di mezzo l'equivoco, mentre, nel disordine piu' totale, si affannano a mantener salda la poltrona, ci concediamo una divagazione sugli ultimi dieci mesi di politica italiana e sulle lezioni che ne traiamo.

Era quasi verso sera
se ero dietro, stavo andando
che si è aperta la portiera
ho cacciato giù... pardon... è caduto giù l'Armando.


Questo e' un appello ad un misterioso Cavaliere Bianco che, nei nostri sogni di avvocati delle cause perse, un volto ed un nome anche ce l'avrebbe ma che, per scaramanzia non menzioniamo. (Scaramanzia sempre piu' necessaria nella vita, soprattutto dopo il 2-2 di ier sera a San Siro).

A dire il vero, non ci importa chi sia il cavaliere bianco, non ci importa proprio per nulla. Ma abbiamo bisogno di un cavaliere, un cavaliere paziente. Uno di quelli in grado di perdere una partita, o anche due, per vincere il campionato. Mancini, certo, speriamo tiri fuori le palle per farle tirar dentro ai suoi cavalieri argentini ed ai suoi arcieri slavi quando andiamo al Mestalla, che la Champions, come l'italiano, e' importante. Mancini non basta alla bisogna, pero': la Champions e' importante ma e' lo sfascio italiano tutto che che ci preoccupa, ancora piu' che non l'Inter di Moratti.

La verita' e' che la strada che il paese sta di nuovo percorrendo l'abbiamo percorsa negli ultimi 40 anni avanti e indietro. Ne conosciamo ogni angolo, ogni asperita', ogni piccola discesa che ci fa sperare, a cui purtoppo seguono i tornanti dello Stelvio sotto la grandine. Ci siamo gia' passati per questa via Crucis, e' dal 1992, anzi dal 1972, che questa pantomina si ripete, e molti degli attori e delle comparse sono i medesimi.

E' il momento della strada nuova, nel senso di "road not taken" (la citazione e' da una poesia di Robert Frost, che ogni bimbo amerikano conosce; e' recitata in parte da Roberto Benigni in Daunbailo' - il neretto e' nostro)

Two roads diverged in a yellow wood
and sorry I could not travel both
And be one traveller, long I stood
and looked down one as far as I could
to where it bent in the undergrowth;

Then took the other, as just as fair,
and having perhaps the better claim
because it was grassy and wanted wear;
[...]

I shall be telling this with a sigh
Somewhere ages and ages hence:
Two roads diverged in a wood, and I --
I took the one less travelled by,
and that has made all the difference

Il paese ha bisogno di un Cavaliere Bianco che prenda la strada che non ha preso mai nessuno in Italia, quella del PLV (Partito Liberale Vero).

Il PLV non si puo' fare da destra, purtroppo. Il che e' una jella, perche' ovviamente il PLV dovrebbe essere un partito che fa delle politiche da vera "destra". Meglio detto: il PLV va fatto (anche con) il popolo della destra per fare politiche liberali, ma non lo puo' fare questa destra politico-intellettuale. La destra italiana e' un coacervo di nani, ladri e ballerine; ladri che rubano alle vecchiette in pieno giorno, nani che non fanno ridere e ballerine che ballano come noi. Chiamatelo snobismo intellettuale, chissenefrega, ma questa e' gente che non sa leggere, non sa scrivere, fa di conto a spanne, e fa fatica ad allacciarsi le scarpe. Buffoni da circo di periferia. Eredi mal sortiti e mai pentiti del catto-corporativismo dei bottegari fascisti. Populisti che hanno in Peron il loro modello politico.

Hanno promesso meno tasse ed hanno aumentato la spesa pubblica finanziandola a base di condoni. Hanno promesso liberalizzazioni, e stiamo ancora cercando di regalare Alitalia (per non parlare della Rai, che serve per l'allegro duopolio con l'azienda del capo). Hanno promesso la fine del predominio culturale della sinistra, e abbiamo Sgarbi, Pera, Veneziani, e Urbani. Hanno promesso uno stato federale, ed abbiamo una buffonata che invece di ridurre l'intrusione statalista la moltiplica. Hanno promesso una regolazione del conflitto d'interessi, ed abbiamo avuto un governo che, invece d'essere il comitato d'affari della borghesia era l'ufficio legale di una banda bassotti. Hanno promesso le grandi opere, ed abbiamo avuto le grandi chiacchere. Hanno promesso concorrenza e meritocrazia, ed abbiamo ... oh, basta, lo sapete anche voi cio' che abbiamo.

Non solo hanno fatto tutto il contrario di quanto avevano promesso e di quanto vorremmo che la destra facesse, hanno pure provato a prenderci per i fondelli raccontando che questa era una politica liberale teorizzando il nuovo stato corporativo e protezionista dei monopoli nazional-regionali. Contro i cinesi, contro l'euro, contro il libero commercio, contro la ricerca bio-medica ... il medioevo prossimo futuro. Le elites politico-"intellettuali" della destra italiana i loro seminari di studio li fanno al Billionaire, meglio arrendersi e riconoscerlo. Forse i giovani brillanti che fanno i blogs delle citta' dei liberi cambieranno tutto, vedremo (e speriamo). Quando arriveranno loro a guidare i partiti della destra, ci ripenseremo. Per il momento, la realta' e' quella che e'.

Nella nostra folle follia, che se volete chiamarla disperazione fate pure, il Cavaliere Bianco lo vediamo quindi arrivare dall'attuale personale politico della "sinistra". Fra virgolette, perche' ci sembra chiaro che, oramai, una fetta minoritaria ma non infinitesimale del personale politico che in questo governo ci ha rimesso le penne, di "sinistra" non e' piu', solo che non ha ancora trovato il coraggio intellettuale, personale e politico di dirlo. A se stesso, ed alla propria amata consorte con cui parla dai tempi dell'universita' in primis.

Ma il cavaliere bianco, lui si' che l'ha capito: questa classe dirigente non e' piu' legittimata a governare, deve andarsene. In ogni caso, lui sa bene che nessuna delle due classi politiche che oggi si confrontono puo' portare l'Italia fuori dal pantano della decadenza, lenta sino ad ora ma non necessariamente lenta per sempre.

A destra nessuno ha neanche pensato di poter dire "andatevene, avete chiuso"; a destra, purtroppo, non esiste nessun raggrupamento intellettuale che possa almeno tentare di dire "aria, aria" e che miri alla costruzione d'un PLV. Se ci sbagliamo, correggeteci, ma noi non vediamo nessuno: tutti allineati e coperti. A sinistra, invece, si agitano forze confuse e timide che percepiscono la necessita' d'una rivoluzione liberale, anche se hanno paura di chiamare le cose con il loro nome. Non la dicono perche' si vergognano: la parola "liberale", per retaggi culturali e religiosi, in Italia suona come "peste" o "sifilide" ...

Invece e' l'altra meta' della verita' che occorre saper gridare: occorre una classe dirigente nuova e dev'essere dichiaratamente liberale, senza se e senza ma. Senza complessi d'inferiorita' e senza sudditanza intellettuale al social-corporativismo catto-sindacalese ed anti-occidentale che sta massacrando questo paese. A questo serve il cavaliere bianco: per dire in modo che tutti le odano queste semplici verita'. Che faccia questo, traghetti il PLV verso la sua creazione, e poi ritorni al galoppo (o veleggiando se preferisce) da dove e' venuto, con la nostra gratitudine come solo compenso. I grandi uomini fanno la storia, i quaquaraqua s'accalcano alle porte di Porta a Porta.

Il Cavaliere Bianco e' uno che ha letto gli stessi libri che abbiamo letto noi. Ci ha messo di piu' a capirli e probabilmente non li ha ancora letti tutti ... diciamo uno su dieci, ma non fa nulla. Noi siamo pagati per leggerli e capirli i libri, lui no. Ma arriva, adesso arriva. Ha capito che non vale la pena tentare ancora una volta di governare con Prodi, Bertinotti, Ferrero, e gli altri compari della salumeria. Ha capito che prendere sempre lezioni di politica dal principe sardo e dal principe nero non porta a nulla, perche' poi costoro ti fottono giusto per provarti che loro sono piu' astuti, che loro sono il potere, non tu. Ha capito che stringere patti di non-belligeranza con i fighetti del quartierino, con i bellocci romani aspiranti premiers non serve, perche' la testa per te non se la giocano, e nemmeno per le riforme che dicono di voler fare, 'che' a loro della dignita' e del paese normale non gliene puo' fregare di meno, anche loro giocano per il posto a palazzo Chigi. Le riforme, per questi della sinistra perbenista, sono palline di gomma che rimbalzano sui muri senza mai entrare in buca. Governare con costoro non vale la pena perche' loro non hanno alcun interesse a che il paese ci provi a uscire dal buco. Loro non la vedono nemmeno la seconda strada, quella erbosa (grassy), quella dove non ci va quasi nessuno (less traveled by). Loro devono fare contento un 1-2% della popolazione, quelli che il kapitalismo ...., quelli che l'amerika ..., quelli del Leonka. Questi non hanno nulla da perdere, sono mangiapaneatradimento, non lavorano, non investono, non fanno un c@$$% di nulla. E quando fanno qualcosa e' per rompere, nel senso di distruggere, spaccare, fracassare.

Non si puo' prendere la strada nuova se questi sono al volante. E sono al volante. E' ovvio, basta guardare a cosa e' successo in questi mesi. Cosa e' successo del Programma Giavazzi (la Rosa nel Pugno non lo sosteneva? Non era in maggioranza?), cosa di Nicola Rossi? Cosa di Bersani? Gli gira ancora la testa dalle sberle che ha preso, al Bersani. Hanno fatto una Finanziaria scandalosa, tutte tasse (nuove tasse, esose) e niente tagli di spesa (ne' di tasse). Ne abbiamo parlato a lungo. Molti amici ci hanno detto, "si' e' vero" la Finanziaria e' uno schifo, "pero' anche Berlusconi" ... Ed allora cosa? Siccome Berlusconi ha sgovernato dobbiamo essere contenti che Bertinotti, per interposte persone, sgoverna ancor peggio? E che una banda d'estremisti impazziti e di astuti parassiti ricatti il paese per sempre? No signori nostri, no: a questo ricatto non si puo' sottostare per sempre. La storia d'Italia non puo' ritornare ciclicamente al "A ridatece er puzzone!"

E allora, Cavaliere Bianco dei nostri sogni di psicopatici in esilio, abbi il coraggio di perdere una battaglia, o anche due. Mostra al mondo che non hai letto solamente Togliatti, ma anche Gramsci (ed un pochino di Nozick? Forse persino Hayek?) ed hai capito il problema della rivoluzione liberale che non c'e' stata e che finche' non si fa noi restiamo nel medio evo, o nella tarda signoria quando ci va bene. Mostra soprattutto che, di tutto il Vladimir Ulianov di cui ti sei pasciutto, t'e' rimasta in mente una cosa sola. Una citazione da uno scrittore russo di fiabe - e neanche tu sei mai riuscito a scoprire chi fosse - che il Vladimir fece sulla Pravda del 16 aprile 1924 e che dice

le aquile possono saltuariamente volare più in basso delle galline, ma le galline non potranno mai salire alle altitudini delle aquile.

Che caschi questo governo, che fa schifo comunque. Che governi la destra che ora abbiamo, comandata a bacchetta dal suo puzzone; che governi e si scavi la fossa ancora piu' profonda di quanto non sia' gia'. E nel frattempo tu, Cavaliere Bianco, raggruppa, scegli gli uomini e le idee, soprattutto le idee. Fa propaganda, e fottitene dei partiti della tua ex casa madre, della sinistra demenzial-poltronara. Se c'e' riuscito il puzzone a farsi un partito dal nulla, perche' non devi riuscirci tu? Guarda che le sezioni non servono, c'e' la web, ci sono i blogs e le chat rooms. Neanche i comizi in tutte le piazze servono, la gente guarda la TV ... E ricevere donazioni dai ricchi non e' peccato, anzi e' un bene: basta dichiararle e non nasconderle. Falla davvero la Fabbrika, ma con gente intelligente/libera/professionale, gente che lavora e non fa politica, gente con idee nuove e ardite, "grassy" e "less traveled by".

Roba da liberali: tassa unica proporzionale al 25%, settore pubblico ridotto a meta', nessun ordine professionale, mercato del lavoro che sia tale (cioe': mercato), imprese che falliscono quando devono e competono per fondi in un mercato dei capitali (la Borsa, stiamo parlando della Borsa) degno di questo nome, pensioni comediocomanda, e una rete di sicurezza (educazione, sanita', sussidi di disoccupazione) minima ma efficiente, privatizzare tutto quello si muove a partire da universita', Rai ed Alitalia, uno stato federale per davvero non l'acqua santa del Po ed il lamentismo terrone, una legge sul conflitto d'interessi tradotta dall'americano, la polizia che sembra quella svizzera ed i giudici pure ... - roba da pazzi, insomma. Roba da aquile, non da galline.

E con queste idee corri nel 2012, caro Cavaliere. Nessuno ti fermera'. E che Bertinotti, Ferrero, Caruso, Negri, e Scalzone ci provino: facciano opposizione, dove vogliono - in piazza o in parlamento - o in galera se la fanno violentemente, l'opposizione.

Si', quelli del Cavaliere Bianco sono sogni di psicopatici. Ma sono sogni, almeno. Ci dispiace che dispiaccia, ma a noi tira ancora.

Tutti quelli che adesso si sgoleranno a sostenere il prossimo governo Prodi, a urlare allo spauracchio della destra, a convincere se stessi e gli altri che il prossimo governo Prodi fara' bene, fara' le riforme liberali (o quelle socialiste - a seconda dell'impercettibile inclinazione), che sogni hanno? Sognano di tornare indietro, che Prodi cancelli gli "errori" di Berlusconi, che il paese torni a prima dell'arrembaggio dei pirati di Mediaset. Ma che sogni sono? Ma non sono nemmeno sogni, sono allucinazioni: il paese prima dell'arrembaggio dei pirati del puzzone non stava andando da nessuna parte comunque. Non e' importante se adesso stia peggio o meglio, questi sono effetti di secondo ordine. Possiamo discuterne per mesi senza incontrare accordo, ma non importa: in decadimento andava allora, in decadimento va adesso, e in decadimento andra' dopo il prossimo governo Prodi. O il prossimo governo del puzzone, se la salumeria venisse giu' sul serio, come ci auguriamo venga. E allora, via coi sogni; senza vergogna. Ma occhio ai draghi, Cavaliere Bianco:

Un giorno i draghi decisero di riunirsi a congresso. La situazione si era fatta insostenibile. Il Cavaliere Bianco li stava uccidendo tutti. A singolar tenzone, a gruppi, addirittura a manipoli, in campo aperto e in proditori agguati. Tra vampe e fumi, tra sbattere di ali e mulinare di code draghi cornuti e draghi crestati, draghi fatati e draghi farabutti si ritrovarono nella caverna di Alvaro il decano, onusto di gloria e carico di esperienza per essere sfuggito alla caccia di Lancillotto e aver quasi ammazzato Parsifal. [Per chi avesse gusto a giocare tra le metafore, la favola di Luciano Sabetti continua qui.]


Ed ora, dopo lo sfogo retorico e le parole in liberta' proviamo a ricapitolare per bene.

Cosa e' successo da Giugno ad oggi

Han governato sindacalisti, comunisti e simpatizzanti dei terroristi. Nessun provvedimento di qualche rilevanza e' stato preso contro l'unione (nel senso insiemistico) di questi tre gruppi politici. Essi hanno saputo approfittare perfettamente del loro ruolo di ago della bilancia e del patetico ed infermo desiderio di Prodi & Co di essere il Governo per avere il potere e le auto blu. Tali gruppi hanno mantenuto il resto dell'Unione (mai nome fu peggior scelto) ostaggio del loro ricatto impedendo qualsiasi riforma che non fosse puramente simbolica (ossia, i due decreti Bersani) mentre sia all'atto della Finanziaria, che dell'accordo sul contratto dei dipendenti pubblici, che nel caso Alitalia che, nella recente proposta di legislazione energetica che, infine, sulle scelte di politica estera, questo governo ha fatto cio' che hanno voluto sindacalisti, comunisti e simpatizzanti dei terroristi.

A pensarci, il tutto segue logicamente, vista la distribuzione delle forze, le strategie a disposizione, le regole del gioco e, soprattutto, le preferenze degli agenti. Il piccolo gruppo che ha un obiettivo chiaro (per folle che sia) d'ingegneria sociale fa leva sul potere parlamentare del gruppo grande ed amorfo che ha come unico obiettivo il mantenimento del potere e dei privilegi che questo reca. Il risultato e' quello che abbiamo visto: la politica del governo Prodi e' stata la politica di un gruppo di persone che non rappresenta piu' del 15-20% della popolazione.

Cosa e' altamente probabile succeda ora

La cosa piu' probabile, che segue dal ragionamento precedente, e' che rifacciano un governo dell'Unione usando il voto di fiducia, per poi continuare come prima. Quanto si legge sui giornali, per esempio qui, conferma che questo e' il piano. Il voto di fiducia a null'altro serve se non a garantirsi il potere. Non implica nessun atto concreto di governo, se non l'occupazione dei ministeri. Votare la fiducia vuol dire semplicemente "l'esecutivo siamo noi". Poi, sugli atti concreti, sui singoli provvedimenti, sui decreti, sulle politiche vere, si decide in base a botte di contrattazionedura: e come tutti sanno, quando si contratta, i risultati dipendono dalla posizione in cui le due parti finiscono in mancanza di accordo. Insomma, quando si contratta, come si e' visto ieri al Senato, chi non ha nulla da perdere vince.

La Causa Persa, ovvero la Missione Impossibile del Bianco Cavaliere

La causa persa si chiama: Partito Liberale d'Italia.

Il luogo di fondazione e': Livorno, Teatro San Marco.

La data di fondazione e': 21 Gennaio 2008.

Il motto e': Fare meglio che in Amerika.

Il programma politico, riassumibile nello slogan "vogliamo un'Italia democratica, federale, liberale, laica, ed occidentale" si articola nei seguenti dieci punti (il testo e' quello originale, di oltre 86 anni fa; beh, quasi originale: e' ammodernato solo un pizzico):

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Rss dei commenti

  di ispirati, 22 Febbraio 2007, 16:43 permalink rss

il cavaliere bianco non arriverà dalla sinistra. non sono culturalmente pronti (né probabilmente lo saranno mai). a guardarli bene sono gli stessi di 50 anni fa (intendo gli ideali, non le persone) ripuliti delle parole capitale, lavoro e padronato (e sostituiti con precari, corporations e globalizzazione). la testa è la stessa.

quelli moderni (dico, i comunisti) che così tanta passione suscitano (e ancora non so perchè) in molti sono quelli che hanno sostituito il feticcio del "consumatore" a quello del lavoratore. adesso lo stato interviene a proteggere il consumatore. ma interviene. ancora non hanno capito che si deve fare gli affaracci suoi (dico, lo stato). hanno imparato che le vecchie soluzioni che proponevano sono state distrutte dalla storia ma le nuove soluzioni che ci propinano sono quelle vecchie in salsa moderna.

il cavaliere bianco, se mai arriverà, arriverà dalla prossima destra (se coloro che credono nelle politiche "di destra" non la abbandoneranno per seguire le chimere del "mercato è di sinistra").

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  di Filippo, 22 Febbraio 2007, 16:53 permalink rss
ok ma il 21 gennaio di 86 anni fa a livorno è nato il partito comunista, non quello liberale
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  di enzo michelangeli, 22 Febbraio 2007, 17:06 permalink rss

ok ma il 21 gennaio di 86 anni fa a livorno è nato il partito comunista, non quello liberale

Oh be', qui in Asia si dice che il comunismo e' la fase di transizione tra il feudalesimo e il capitalismo. Sono appena tornato dal Vietnam, e devo dire che anche lui ultimamente promette bene.

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  di Ja, 22 Febbraio 2007, 17:20 permalink rss
Pietro Gobetti infatti vedeva nel Partito Comunista d'Italia lo strumento per mettere in pratica la rivoluzione liberale che teorizzava
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  di alberto bisin, 22 Febbraio 2007, 18:14 permalink rss
Bingo
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  di Filippo, 23 Febbraio 2007, 13:25 permalink rss
Io non lo sapevo!
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  di Adam Hayek, 22 Febbraio 2007, 16:59 permalink rss

Spiacente, ma non sono abbastanza intellettuale snob per capire... Chi sarebbe di grazia il Cavaliere Bianco che avete in mente? Uno capace di perdere una o due elezioni così, tanto per gradire, tanto per avere il tempo di mettere su un partito che riceva finalmente l'autorevole avallo degli economisti intellettuali snob... E questo in Italia? Nel 21° secolo, dove i personaggi politici durano lo spazio di un refresh delle schermate dei blog? E chi sarebbe questo "eroe" che avete in mente? Rutelli? Letta junior?? Veltroni??? Capezzone???? E poi, nel frattempo, i partiti di sinistra che fanno? Si fanno da parte per non disturbare i progetti dei vari Giavazzi, Monti, Rossi, ecc.? Però, pensandoci bene, il vostro programma in fondo mi piace: garantirebbe almeno 20-anni-20 di governo al centrodestra attuale - sì, quello del puzzone - e quindi, forse, la possibilità di cambiare davvero qualcosa, sia pur mooooooolto gradualmente (adelante Pedro, ma con juicio).

P.s.: e comunque il tanto vituperato puzzone i prepensionamenti alla Fiat non glieli aveva concessi (a prezzo probabilmente della rielezione), costringendo Marchionne a rimettersi a fare buone auto. Questi invece glieli hanno concessi... e sono stati immediatamente dopo "licenziati" da Pininfarina! 

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  di andrea moro, 22 Febbraio 2007, 18:00 permalink rss
Nessuno di quelli che hai detto. Riprova.
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  di Adam Hayek, 22 Febbraio 2007, 18:34 permalink rss

Come sarebbe a dire "riprova"? E' forse Bersani? O Cofferati? O Emma Bonino? Basta, l'ho detto e lo ripeto: non ci arrivo da solo, voto a destra, quindi sono congenitamente limitato... ho bisogno disperato dell'aiuto di qualche intellettuale snob che mi riveli la Verità! E non potete mica negarmelo, non vorrete mica lasciare le italiche et volgari genti con questa tremenda angoscia... 

[basta non sia un economista: accetto nel caso solo qualcuno che come TPS sia stato bocciato all'esame universitario del primo anno] 

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  di sandro brusco, 22 Febbraio 2007, 19:09 permalink rss
Ma non erano quelli che votavano a sinistra che erano coglioni? L'aveva detto Lui...
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  di fausto panunzi, 22 Febbraio 2007, 18:38 permalink rss
La FIAT risanata grazie (seppur indirettamente) da Berlusconi non l'avevo ancora sentita. Io ero rimasto a Mediaset.
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  di Adam Hayek, 23 Febbraio 2007, 10:10 permalink rss

Mai sentito parlare di incentivi e disincentivi? Eppure proprio la storia della Fiat qualcosa dovrebbe insegnare al riguardo. O forse hai preparato Economics 101 insieme a TPS?

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  di enzo michelangeli, 23 Febbraio 2007, 10:59 permalink rss

Mai sentito parlare di incentivi e disincentivi? Eppure proprio la storia della Fiat qualcosa dovrebbe insegnare al riguardo. O forse hai preparato Economics 101 insieme a TPS?

L'unica cosa che si impara dalla storia della Fiat e' che non c'e' da fidarsi della parola dei suoi manager (e in questo senso forse l'ignorare la Consob rappresenta in effetti un incentivo).

Questo per la storia recente, da quella precedente le lezioni sono anche piu' deprimenti.

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  di fausto panunzi, 23 Febbraio 2007, 15:59 permalink rss
Che il governo non avesse un soft budget constraint probabilmente era una delle condizioni necessarie per salvare la Fiat. Ma ce ne erano molte altre del tutto indipendenti dal governo (la prima che mi viene in mente: avere modelli che si vendono). Quanto rilevante è stata la decisione del governo per il salvataggio Fiat? Onestamente, credo sia difficile da valutare. Su Economics 101, non ho studiato con TPS (sono un po' più giovane di lui). Ma ai miei tempi non si studiava la teoria degli incentivi a Micro 1 (e neanche a Micro 2), almeno nella mia università e nel mio corso di laurea. Ma per fortuna qualcosa sulla teoria degli incentivi l'ho studiato più tardi.
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  di Adam Hayek, 23 Febbraio 2007, 16:45 permalink rss
Uffa, ma qui si deve spiegare proprio tutto... E' OVVIO che la Fiat si è salvata da sé, grazie a nuovi modelli e grazie ad operazioni finanziarie (equity swap), come dire, un tantinello spregiudicate (che se le avesse fatte qualcun altro, il pool di Milano avrebbe re-indossato subito l'armatura e le spade fiammeggianti...). Ma è altrettanto OVVIO che aiuta - eccome se aiuta - sapere di avere un governo che NON è sempre e comunque pronto a ripianare a pié di lista le perdite ed a farsi carico dei lavoratori in esubero con pre-pensionamenti e simili. La storia della Fiat, nei suoi momenti bui come in quelli luminosi, proprio questo insegna: che le cose sono andate male (anni Settanta) quando c'era a disposizione un governo pronto a scaricare su Pantalone i costi della mala gestio degli Agnelli e sono andate bene (primi anni Ottanta) quando la mancanza di tale opzione ha costretto i manager e gli ingegneri ad aguzzare l'ingegno per salvare la baracca. E la storia della Fiat, in questo, è anche la storia economica d'Italia. A chi nega tutto ciò, propongo in premio un CD con l'opera omnia di Cirino Pomicino.   
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  di fausto panunzi, 23 Febbraio 2007, 16:50 permalink rss
Se ricordo bene all'inizio degli anni '80 (meglio, durante la crisi della fine degli anni '70), si parlò addirittura di statalizzare la Fiat. Fu una scelta degli Agnelli (convinti dal management, credo) quella di non farlo, non la mancata disponibilità dei governi di allora. Ricordo male?
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  di piergiuseppe fortunato, 22 Febbraio 2007, 18:42 permalink rss

il motivo principale per cui non mi e' piaciuto "il caimano" e' che Moretti descrive berlusconi come se fosse arrivato dal nulla. appare, vince un paio di coppe dei campioni, fonda un partito, va al governo e porta l'Italia allo sfascio. Berlusconi e' descritto cioe' come un shock che colpisce la societa' italiana, non come un prodotto della stessa (ciriosamente Veronica Lario la pensa come me).

le vostre riflessioni mi sembrano scaturire dalla stessa ipotesi di base (ipotesi che non condivido): il problema principale del nostro paese e' rappresentato dalla classe dirigente che happens to be in power. Prodi, Berlusconi, Calderoli e Bertinotti non sono la naturale espressione della societa' italiana, bensi' la causa dei nostri mali. Dunque: se apparisse dal nulla un fantomatico cavaliere bianco, alla guida di un altrettanto fantomatico PLV, l'Italia potrebbe uscire dal guado.

Io sono molto piu' pessimista. Penso che in realta' una classe dirigente non appaia, ma che sia il risultato di un certo contesto storico e che sia profondamente legata alla societa' che la esprime. E la societa' italiana non mi sembra affatto pronta a sostenere in massa un progetto come quello che delineate (della sua pochezza se ne e' parlato anche su nFA, qui, qui ed ancora qui, solo per fare qualche esempio).

E d'altro canto il nostro e' il paese dove 3 milioni di persone scendono in piazza per protestare contro una riforma minima del mercato del lavoro e dove altri nonsoquanti accolgono con entusiasmo la proposta di uno sciopero fiscale. Non a caso tutti i (seppur limitatissimi) tentativi di creare consenso intorno alle direttive che delineate sono drammaticamente falliti. L'ultimo esempio in ordine cronologico e' il 2.5% della Rosa nel Pugno alle scorse elezioni.

"Me sé del todo indigno de opinar en materia política, pero tal vez me sea perdonado añadir que descreo de la democracia, ese curioso abuso de la estadística", diceva Borges. Pensava all'Argentina, ma il discorso vale ormai anche per la nostra italietta. 

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  di sandro brusco, 22 Febbraio 2007, 18:57 permalink rss

D'accordo al 100%. Non ci sarà nessun cavaliere bianco perché non c'è nessun esercito che ne aspetta il comando.

Mi permetto solo di supplementare la citazione di Borges con la seguente di Winston Churchill:

"Many forms of Government have been tried, and will be tried in this world of sin and woe. No one pretends that democracy is perfect or all-wise. Indeed, it has been said that democracy is the worst form of government except all those other forms that have been tried from time to time."

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  di michele boldrin, 22 Febbraio 2007, 21:47 permalink rss

Ecco, QUESTO e' un ragionamento interessante e che vale la pena dibattere. Mi impegno a farlo. Anche se non in questo momento preciso, visto che c'e' in giro il buon JB (che non sara' il Cavaliere Bianco, ma e' il coautore di quell'altro che con me sogna cavalieri bianchi) ed ho voglia di chiaccherarci. 

Hai ragione Pepe, su tutto ed anche sul fatto che nel nostro scritto notturno quesa impressione davamo, che salumeria e puzzone venissero da noi considerate come epifanie senza fondamenti, errori della storia, accidenti dissolvibili come peti all'aria aperta. Non lo sono, per niente e di sicuro non basta il Cavaliere Bianco ... pero' ... 

Potrei avanzare ragioni di stile e di struttura mitopoietica per giustificare l'ambigua e volutamente onirica presentazione del tutto, ma accetto la critica. A prova affrettata del fatto che non ci siamo mai sognati di teorizzare che il puzzone da un lato e la salumeria dall'altro siano prodotto del caso, rinvio alla lunga collezione di "microfoundations" che sono andato pubblicando su questo sito da un anno a questa parte. Il punto della serie essendo, ap-punto, che la classe dirigente che ci ritroviamo e' l'espressione di una struttura sociale e di una cultura diffusa fra le elites italiche, e non solo le elites. Son certo che, leggendo i contributi di Alberto, simile consapevolezza che l'Italia non e' vittima del saragattiano destino perfirdo e baro appare chiaramente.

Quanto detto rende, pero', difficile intendere su che cosa noi si fondi il nostro appello al Cavaliere Bianco, fatta eccezione per l'abuso serale di oppio.

Per questo vale la pena ritornarci, post JB. 

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  di alberto bisin, 22 Febbraio 2007, 19:41 permalink rss
Ma il fatto che lo chiamiamo cavaliere bianco vorra' pur dire qualcosa. Un cicinino di ironia ci sara' pure in questa scelta, che dite? Certo che e' la societa' che produce i ns. governanti e poi se ne lamenta. Sono completamente d'accordo con Pepe, ci mancherebbe. Ed e' per questo che solo nel cavaliere bianco che viene dal nulla possiamo sperare/sognare. Sandro, il cavaliere bianco non ce l'ha l'esercito dietro, per definizione, vorrei dire. Corre tutto solo contro le nuvole; bellissimo. Ma non le leggi le favole?
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  di Antonio Mele (rabbi), 22 Febbraio 2007, 19:58 permalink rss

Massimo D'Alema che fonda il PLV? bel sogno. 

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  di Marco Paccagnella, 22 Febbraio 2007, 20:00 permalink rss
D'Alema? Ragazzi, stiamo parlando di un progetto a medio-lungo termine....di qualcuno che può permettersi di perdere un paio di elezioni....fra due legislature quanti anni avrà il buon massimino nostro?
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  di fausto panunzi, 22 Febbraio 2007, 20:26 permalink rss
Se veramente alberto e michele ripongono le loro speranze in D'Alema, basta leggere l'elenco dei suoi errori politici negli ultimi 10 anni (più o meno) per capire che mai speranze furono riposte così male (Cosa 2, andare al governo senza un passaggio elettorale, mancato appoggio del referendum per l'abolizione della quota proporzionale sono le prime cose che mi vengono in mente se penso a Max).
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  di Ja, 22 Febbraio 2007, 20:50 permalink rss

Guarda che tutti quelli che hai derubricato sotto errori politici - cosa2, governo post-prodi, mancato appoggio al referendum, vogliamo metterci anche la bicamerale? - possono anche essere decubricati sotto opportunita' mancate.

Pure quello di ieri che pure e' stata un'abile mossa atta a fare chiarezza (oltre che una vendetta servita fredda dopo che l'hanno impallinato a maggio per le presidenze di camera e repubblica) puoi definirlo se vuoi un errore politico.

Il problema di Massimo e' che e' un tattico geniale ma uno stratega non eccezionale. Va detto pero' che si trova circondato da una armata brancaleone.

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  di Adam Hayek, 23 Febbraio 2007, 10:17 permalink rss

D'Alema?????????????????????????????????????????????????????????????????

[In tal caso correggo il post precedente: il prossimo governo Berlusconi durerà 30 anni, non 20... avremo il primo premier centenario della storia (anche perché il lifting farà per quell'epoca ancora più miracoli)]

Qualcosa di meglio davvero non vi viene in mente? Non fa onore alla vostra fantasia teorica limitarvi all'Ericsson della politica (ricordate il mitico SVENGO? un perdente di successo...).

 E poi, così, per caso, non è che vi viene un cincinino di dubbio che, fuori dai sogni degli snob addottorati, ogni paese deve fare con la classe dirigente che ha a disposizione, perché essa non è altro che lo specchio democratico del paese stesso? E che la volontà di "cambiare le teste" alla plebaglia (= chiunque non abbia almeno un PhD negli USA) puzza un tantinello di costruttivismo, per tacer di altri, e ben peggiori, "ismi"?

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  di Marco Paccagnella, 22 Febbraio 2007, 22:10 permalink rss
Certo che è bellissimo, ma non è questo il punto. Dopo l'ultimo commento di Michele, la discussione ha preso una piega decisamente più interessante. Non voglio affrettare i tempi del post-post-JB....ma secondo voi esistono "vie d'uscita" endogene?
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  di Marcello Urbani, 22 Febbraio 2007, 19:43 permalink rss

Credo che di spazio per forze politiche nuove ce ne sia parecchio in Italia, visto che quasi tutti sono (o almeno si dichiarano) scontenti dell' esistente, purtroppo non mi pare che un partito liberale abbia molte chances di occuparlo.

Quanto al programma lo sottoscrivo, anche se disapprovo il federalismo: la sfida di fare la rivoluzione liberale in uno stato nazionale è abbastanza  dura senza aggiungere una ventina di satrapieregionali.

P.S. Il federalismo attuale se non sbaglio è stato approvato dalla sinistra, seppure per compiacere la lega.

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  di Marco Paccagnella, 22 Febbraio 2007, 19:58 permalink rss

Mah, a me invece sembra che l'unico spazio ancora libero sia proprio quello del PLV. Forse sono ottimista....o forse non ho abbastanza senso dell'horror per immaginare ulteriori sfaccetature dello spettro (in tutti i sensi!) politico esistente.

Non sono invece cosi sicuro che un futuro PLV possa comportarsi effettivamente da Cavaliere Bianco, nel senso che non sono certo che abbia la forza e il supporto per partire lancia in resta contro tutti i draghi in una volta sola... 

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