... e altri 18 articoli
Collegamenti: chiesa (25) natale (1)
In questi giorni gli addobbi nelle strade, le luci dei negozi, la frenesia collettiva pre-natalizia poco ricordano il Gesu' bambino, colui che "pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo". Il Natale cristiano sostitui' le celebrazioni pagane del solstizio d'inverno che, esorcizzando il buio dei giorni meno soleggiati invitavano il ritorno del sole. Eppure, come per vendetta storica, il Natale pagano ha preso il sopravvento su quello religioso: tredicesime, cenoni, regali, signori grassi con la barba bianca. Quest'anno in alcune scuole addirittura si e' arrivati a proibire il presepe, e con esso le cantiche religiose. Si cancellano dalla scaletta dei cori di bambini "Tu scendi dalle stelle", e "Astro del ciel", e persino in Italia IKEA manda in esilio il bue e l'asinello per non offendere la sensibilita' della clientela non cristiana.
Ecco perche' volevo titolare questo articolo "Aboliamo il Natale", quello religioso, proponendo al Vaticano di spostarlo ad Ottobre. Ma ho cambiato idea. Anche se pochi celebrano il Natale religioso, tutti (o quasi) si scambiano gli auguri, cattolici e non. Tutti (o quasi) lo festeggiano in casa o al ristorante, in modi diversi ma accomunati da un simile spirito. E si celebra il Natale separatamente dal capodanno. Perche'? L'abitudine ha certo la sua importanza. Ma mi chiedo se non ci sia un qualcosa in piu', un significato recondito, ma laico, nello scambiarsi gli auguri di Buon Natale.
La Nascita e' l'evento che segna la creazione della persona autonoma, libera ed indipendente che, crescendo, assumera' responsabilita' propria. Il Natale cristiano celebra un concetto non molto diverso da questo. Ricorda il Dio che assume forma umana, che nega la sua diversita' al punto tale da non poter evitare la propria morte, un dio incapace di evitare persino le tragedie umane. La nascita di Dio rivela dunque la responsabilita' dell'uomo per la propria sorte, e per quella di chi gli sta accanto, e con essa la liberta' dell'uomo. Ed il concetto di liberta' della persona e' un valore laico, e pure lo e' quello di responsabilita' individuale. Sono concetti spesso dimenticati in Italia dove spesso ci si aspetta che ogni problema debba essere risolto dall'autorita' politica (piove, governo ladro!); ma anche, per motivi diversi, negli USA, dove alcuni aspetti del diritto civile hanno causato una eccessiva litigiosita' per cui sembra sempre che la colpa di ogni male sia da assegnare ad un prodotto difettoso, o ad una controparte negligente.
Il 2006 e' stato per me un anno speciale. Ho assistito per la prima volta alla nascita di una persona, mia figlia, che dopo pochi mesi ha gia' adottato una sua mini-personalita' e ha i suoi mini-desideri specifici di persona libera e distinta da noi genitori. Ed e' difficile, tanto difficile, non fare su di lei progetti speciali ritagliati attorno a certi miei desideri. Ecco, credo di aver capito, augurare Buon Natale a mia figlia significa ricordare l'importanza della sua liberta', dei suoi desideri distinti da quelli miei. Significa ricordare l'importanza della responsabilita' mia di aiutarla a crescere seguendo i suoi istinti. E quando faccio questi auguri ad amici e conoscenti possono valere simili atteggiamenti: il ricordo reciproco della rispettiva liberta', e della responsabilita' nei confronti di ciascuno e della societa'.
Non so se vi ho convinti, mi ritrovo a scrivere troppi Davinci senza avere la stoffa dell'intellettuale, ma voglio lo stesso ringraziarvi della lettura, ed augurarvi un caloroso Buon Natale.
Nota: i commenti sono di proprieta' degli autori, che ne sono responsabili.
Legenda:
Espandi/nascondi commento
Espandi/nascondi risposte
Mostra origine
Permalink
Rss delle risposte
Espandi tutto
Nascondi tutto
Rss dei commenti
|
|
Personalmente non trovo niente di male nel riconoscere e festeggiare una festa cristiana, anche se non si ha il dono della fede (auguro alla tua piccola bambina di trovarla), riconoscendone la sua origine religiosa. Trovo molto fastidiosa questa tendenza di voler cancellare la natura religiosa dal natale, abolendo canti e presepi.
Ma nessuno li vuole abolire: furono semmai altri cristiani (i seguaci di Cromwell) a fare cio'. Oggi ce n'e' semplicemente meno richiesta, e i grandi magazzini ne prendono atto. Del resto e' stata la Chiesa a volersi annettere la festa del solstizio d'inverno: adesso sta solo tornando ai legittimi proprietari...
|
|
L'affanno deriva dal fatto che quando dico "buon Natale" voglio che questo augurio sia condiviso, o quantomeno voglio poter fare questo augurio con un certo significato senza dovermi chiedere se il ricevente sia credente o meno.
Quanto alla political correctness commercial-ecumenista anti natale, la trovo anch'io piuttosto penosa, ma non ne farei un caso di stato come tenta di fare l'ultradestra americana, e nemmeno mi pare lo stia facendo tu.
|
|
|
|
Non e' affatto un dramma, anche se sinceramente non riesco a capire perche' i pregiudizi nei confronti dei cattolici e della Chiesa siano gli unici ancora tollerati... se la croce offende qualcuno (di scarso cervello che ancora pensa a crociate, inquisizione ecc... dopo le stra-esagerate scuse di Giovanni Paolo II) perche' non dovrei essere offeso dal candelabro che campeggia in ogni "benedetto" negozio di Manhattan?
A me pare che nessuno proibisca ai cattolici, o ai cristiani in generale, di esporre i propri simboli in luoghi privati. Se qualche discussione c'e' stata, questa ha riguardato l'uso di strutture pubbliche, pagate anche da contribuenti che cristiani magari non sono, o che magari lo sono pure ma sono contrari a uno stato confessionale (vedi crocefissi nelle scuole, Dieci Comandamenti in uffici pubblici nello stato dell'Indiana etc.).
|
|
|
|
Giulio: perche' parlare della croce nelle scuole e' discussione da bar? Negli USA, dove credo tu sia, se ne occupa la corte suprema; evidentemente tanto da bar non dev'essere.
Hai ragione a notare che negli USA si puo' parlare male solo della chiesa cattolica, mentre tutte le altre religioni (ma non piu' la musulmana) sono delle speci protette che non si possono toccare. E' un problema di potere: in Italia vale l'opposto. Guai a parlar male dei papi e dei preti in Italia, si diventa intolleranti ed anticlericali. Chi di spada ferisce ... e' una delle tante caratteristiche negative delle religioni: sono intolleranti di chi la pensa diversamente, e delle altre religioni in particolare e per ovvie ragioni di concorrenza. Quando possono ne approfittano: appena hanno un po' di potere discriminano le altre religioni. Lo ha fatto la chiesa cattolica in Italia ed in Europa, lo fanno gli ebrei dove possono, i musulmani dove possono, le varie chiese protestanti dove possono, eccetera. E' consustanziale alla religione, nulla di cui sorprendersi.
Perche' dici che parlare delle crociate, di Galileo, dell'inquisizione, dell'indice dei libri (abolito praticamente l'altro giorno) e' una "solita banalita'"? Di cosa ha chieso scusa "esageratamente" il signor Karol Woytila, come affermi in un commento precedente? Se non sbaglio ha scritto Fides et Ratio, ribadendo alla fin fine che il principi di fondo che ispirarono la chiesa nel caso Galileo (e mille altri) erano giusti. Infatti, li applicano ancora in relazione alla ricerca scientifica nel campo bio-neurologico. Cos'e 'cambiato? Han dovuto subire, facendo buon viso a cattivo gioco, cio' che negli ultimi trecento anni non han potuto bloccare. Pero' ci han provato, solo che han perso le guerre, le han perse i loro protettori, poi han perso le elezioni, eccetera. Han perso, ed han subito i risultati della scienza moderna, anche perche' i risultati piacevano assai al popolo. Sai, anche la gente che va in chiesa preferisce prendersi una pastiglia e curarsi l'epilessia invece di farsi dare dell'indemoniata e rischiare la morte per mano d'un prete curatore ... tanto per fare un esempio.
Pero' mi sembra che le gerarchie ecclesiastiche ed i teologi ufficiali, che leggo e frequento, s'oppongano ai principi fondanti della scienza tanto oggi quanto 500 anni fa, solo che oggi chi fa scienza e chi la usa ha molto maggir potere e metterli al rogo non e' possibile.
Perche' devo pensare che, secondo i tuoi criteri, io non ho nemmeno un minimo di cervello?
I credenti nella religione X fanno propaganda per le loro teorie, e nessuno glielo vuole impedire. Coloro che, come me, non credono in nessuna religione ma credono ai risultati ed ai teoremi della fisica, fanno propaganda per la loro teoria. Poi ci si conta. Al momento mi sembra vincano coloro che credono in qualche religione X, almeno in termini di vox populi ed adunate oceaniche. In termini di congetture e confutazioni e' un'altra storia, ma alle congetture ed alle confutazioni, ossia alla scienza in una societa' aperta, siamo interessati in pochi.
|
|
Io mi professo credente in Dio, ma allo stesso tempo ho una enorme fiducia nella scienza. Penso anche che questo mio sentire non violi nessun assioma rilevante. Oltretutto ci sono milioni di persone piu' smart di me che pensano e sentono come me in questa dimensione.
Michele, mi interesserebbe sapere chi, tra i teologi cattolici, si opponga ai principi fondanti della scienza (e a quali tra questi, in particolare).
|
|
Una cosa mi ero dimenticato di dire nel mio primo commento: l'idea di Crisito che ho riportato nell'articolo non e' che sia poi cosi' popolare come pensi, fra i cristiani e fra i cattolici; spesso prevale l'immagine dell'agnello sacrificale venuto per espiare i peccati dell'uomo, che implica conclusioni contrarie a quelle che ho dedotto io sulla responsabilita' individuale. Pensa al successo della Passione di Gibson, per esempio, l'immagine e' quella.
|
|
|
|
|
|
Mah....a parte il fatto che molti epistemologi ti risponderebbero che le scienze sperimentali sono--o non sono--scienza tanto quanto quelle osservative (tanto per fare un nome prendi Feyerabend.....che tra l'altro ha molto da dire su Galileo...).
Poi non capisco cosa tu voglia concludere con questo discorso: che il fondamento della fede religiosa come alternativa alla scienza sta nell'impossibilità di controllare variabili?
|
|
|
|
|
|
Non noto antitesi tra la ricorrenza cristiana del Natale e il Natale bisiniano. Per la Chiesa il Natale e' un momento di letizia e di thanksgiving. Pertanto fare regali ai propri cari trova una collocazione naturale nello spirito cristiano che e' proprio del Natale. Ne deriva che la Chiesa applaude la ricchezza morale e la profondita' sentimentale del Natale bisiniano.
Il problema, dal punto di vista della Chiesa, e' che nelle celebrazioni natalizie della stragrande maggioranza di persone non vi sia spazio per Dio. In altre parole, il problema non sono i regali. Il problema (sempre per la Chiesa, ovviamente) e' che vi siano solo i regali.
|
|