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Passaparola Berlusconi e Alitalia

di giorgio topa,  5 Marzo 2008 stampa
Come volevasi dimostrare: neanche a destra sono liberisti.
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Vari quotidiani hanno riportato la notizia che Berlusconi si è pronunciato contro la vendita di Alitalia a Air France. E fin qui, niente di male in linea di principio.

Ma poi Berlusconi dice anche che "L'Italia non dovrebbe privarsi di un vettore di bandiera che potrebbe essere salvato da una cordata di imprenditori italiani". Dice che Alitalia ha 200-300 milioni di perdite (pare invece siano molto di più), che non bisogna abbandonare Malpensa, e che "un paese deve anche saper sopportare le perdite di una sua azienda".

Su questo sito Gianluca ha argomentato numerose volte quanto sia fallace e perniciosa questa posizione. Che Alitalia venga gestita da italiani, islandesi, kazaki, marziani o chi per essi, non ci dovrebbe interessare per nulla: l'importante è la redditività e la qualità del servizio reso dall'azienda.

Certo, quelle di Berlusconi sono dichiarazioni elettorali e lasciano il tempo che trovano. Chiariscono però, nel caso ce ne fosse ancora bisogno, che il cosiddetto "popolo delle libertà" con la libertà non ha veramente nulla a che vedere. Trattasi ancora una volta di corporativismo sfegatato.

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84 commenti
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Rss dei commenti

  di Michele Mazzucco, 05 Marzo 2008, 14:21 permalink rss

Piu' a destra c'e' solo Storace ;).

La situazione e' questa... e si sapeva. Giorgio, cosa dobbiamo fare?, per favore indicaci la strada!

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  di Marco Boleo, 05 Marzo 2008, 16:12 permalink rss
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  di calvin, 05 Marzo 2008, 19:57 permalink rss
E Veltroni dice che bisogna che sia il mercato a decidere! E candida uno come Calearo! Dà l'impressione di uno che si venderebbe anche la mamma, ma tanto di capello per il coraggio...
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  di Ferdinando Monte, 06 Marzo 2008, 17:34 permalink rss
Segnalo per informazione un articolo di Oscar Giannino sul tema apparso oggi su Libero (se il link cambiasse, si trova sulla rassegna stampa del CNEL).
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  di Filippo, 07 Marzo 2008, 09:39 permalink rss

visto che Giannino si proclama antistatalista e liberista nell'articolo, dovrebbe semplicemente concludere che Alitalia andava lasciata fallire tanto tempo fa; ci manca solo di riscrivere il bando e rifare la gara in modo che qualche imprenditore italiano metta in mostra le sue virtù (ma alla fine del pezzo ammette che è un po' tardi per ribaltare il tavolo...un po'!).
Poi il sostegno pubblico alle amministrazioni del nord ovest e gli investimenti su malpensa: se malpensa è uno scalo attraente, ci sarà qualche altro vettore che ci investirà; se il traffico di Malpensa è in crescita, finanzieranno tanti collegamenti veloci all'aeroporto (adesso fanno pena); se l'affare è interessante, magari ci metterà i soldini qualcuno dei virtuosi imprenditori italiani di cui si parla dell'articolo (magari in project financing); non avranno solo il pallino delle cliniche, in Lombardia :-)

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  di fausto panunzi, 07 Marzo 2008, 18:09 permalink rss
Non è sorprendente solo il voltafaccia di Giannino su Alitalia. Il Foglio di ieri prende in giro Capezzone chiedendosi se il suo assoluto silenzio su Alitalia non sia dovuto al fatto che le liste elettorali del Pdl non sono ancora chiuse. Forse quando lo saranno conosceremo anche il suo pensiero su Alitalia.
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  di Marcello Urbani, 06 Marzo 2008, 19:26 permalink rss

Temo che stavolta il buon Oscar abbia dovuto obbedire agli ordini di scuderia.Concordo sulla conclusione che la faccenda Malpensa vada gestita,ma preferirei farlo tirandone fuori comune e regione anzichè tirando dentro lo stato come si farà in omaggio alle clientele varesine di Bossi.

Tra l'altro l'articolo è contraddittorio: da un lato ammette che Alitalia non ha mai avuto le risorse per gestire due hub, dall'altro che il bando di gara avrebbe dovuto garantire la continuità di questa strategia. 

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  di fausto panunzi, 06 Marzo 2008, 21:47 permalink rss
E' un peccato che gli "amerikani" non possano vedere l'incredibile convergenza anti-globalizzazione tra Bertinotti e Tremonti in TV adesso. ll problema del mondo è il libero scambio tra i Paesi.
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  di Marco Paccagnella, 06 Marzo 2008, 23:21 permalink rss

Già. Per non parlare dei grandi piani di edilizia popolare, per porre fine a questo scandalo che il 15% della popolazione italiana non abbia una casa di proprietà.

A sentire Berlusconi stasera, sembra che GRAZIE A LUI si potranno fare dei muti 30ennali cosi le rate saranno piu' basse e tutti potranno comprarsi la casa. A me la mia banca già me l'ha fatto il mutuo 30ennale, anche se al governo c'era Prodi....mi raccomando, non ditelo a silvio che magari ci rimane male. 

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  di Sentenza, 06 Marzo 2008, 23:25 permalink rss
e lei cosa ne pensa delle teorie sulla globalizzazione del buon prof. Tremonti?
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  di stefanoc, 07 Marzo 2008, 08:00 permalink rss

In ogni barettino di paese ce qualcuno più filosofo degli altri che tiene banco. Tremonti è uno di questi.

Non sono teorie, sono i legittimi vaneggiamenti di chi vuole un mondo migliore. Il dettaglio è che quest' uomo sarà il prossimo ministro dell'economia.

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  di Sentenza, 07 Marzo 2008, 12:12 permalink rss

Anche Giavazzi ha criticato sulle pagine del corriere Tremonti ("la tentazione del protezionismo"). Ecco la risposta del buon Giulio: http://www.giuliotremonti.it/primopiano/visualizza.asp?id=217

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  di fausto panunzi, 07 Marzo 2008, 12:16 permalink rss
Anche oggi il Corriere ospita un loro botta e risposta, ma non c'è il link
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  di Filippo, 07 Marzo 2008, 12:47 permalink rss

Tremonti tira in ballo anche McCain come supporter di politiche anti free trade, ma non mi risulta che sia così.

http://www.ontheissues.org/2008/John_McCain_Free_Trade.htm 

(nel video dice la sua sul NAFTA e mi sembra sia lontano da idee tremontiane)

 

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  di Filippo, 07 Marzo 2008, 12:48 permalink rss
(sempre che io non capisca un bel niente di quel che dice, il che non è da escludere)
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  di enzo michelangeli, 07 Marzo 2008, 13:28 permalink rss

(sempre che io non capisca un bel niente di quel che dice, il che non è da escludere)

No, tu hai capito perfettamente: e' il contabile della provincia lombarda ("commercialista di Sondrio" e' gia' spropositatamente elogiativo) a fingere di non capire. Leggi qualcuno a caso di questi 372,000 hits

McCain non e' il mio candidato ideale, ma di lui una cosa si puo' dire: che non e' un ipocrita populista che sceglie cio' che dice in base ai voti che gli possono fruttare: "All I can tell you is I'm a free-trader, so I'm not your candidate. I'm sorry, but I'm not."

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  di Filippo, 07 Marzo 2008, 14:00 permalink rss
Tra quelli in corsa, secondo me è il migliore. Tra tutti, avrei preferito Ron Paul, ma è (e temo sarà sempre) un candidato non presentabile.
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  di enzo michelangeli, 10 Marzo 2008, 02:15 permalink rss
Ci sono alcune cose che mi piaccono poco di JMC: una e' la sua aderenza al partito trasversale della guerra (che conta tra i suoi membri anche parecchi democratici, Hillary in testa); un'altra e' un certo suono di falso in quel che dice su questioni di etica e finanziamenti, quando si considera che era parte del gruppo dei "Keating Five" che presero $300,000 in contributi alla campagna elettorale dal Lincoln Savings & Loans, a favore del quale intercesse presso i regulators federali (JMC e John Glenn per questo ricevettero una censura dal Senate Ethics Committee).
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  di Marco Paccagnella, 07 Marzo 2008, 12:58 permalink rss
Fantastica la risposta. "Siccome lo fanno anche Obama, McCain e l'Unione Europea, vuol dire che è giusto farlo. E se pensi che non sia giusto, vai a dirlo a loro prima di rompere le tasche a me". Solo un fine e rinomato accademico come il buon giulio puo' raggiungere certe vette di argomentazione logica.
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  di enzo michelangeli, 07 Marzo 2008, 12:59 permalink rss

Anche Giavazzi ha criticato sulle pagine del corriere Tremonti ("la tentazione del protezionismo"). Ecco la risposta del buon Giulio: http://www.giuliotremonti.it/primopiano/visualizza.asp?id=217

"Sulla crisi della globalizzazione, sui suoi lati oscuri ho scritto un libro che il 4 marzo scorso è stato segnalato dal Corriere. In ogni caso, a questa altezza di tempo, parlare di beni di prima necessità, di Comuni e di volontariato, in definitiva di povertà, può essere dibattuto e controverso e certo anche criticato, ma ciò che francamente non mi pare giusto è scherzarci sopra.".

Dove sei, Franti , quando ci serviresti?

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  di giorgio topa, 07 Marzo 2008, 14:34 permalink rss

"Dazi e quote sono in realtà già stati introdotti, negli anni scorsi e con effetti molto positivi, proprio dall'Unione Europea, su pressione — tra l'altro — dell'industria e del governo italiani. È a questo tipo sperimentato di politica commerciale, e non ad altro, che si fa riferimento nel programma del Pdl;"

 

(dice Tremonti). Veramente straordinario. Mi mancano davvero le parole per commentare. 

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  di Antonio Mele (rabbi), 07 Marzo 2008, 15:10 permalink rss
  di Antonio Mele (rabbi), 07 Marzo 2008, 15:01 permalink rss

Segnalo, per bilanciare il dibattito, una delle riforme piu' "liberiste" del governo Prodi, che comincia ad avere i suoi effetti.

http://www.corriere.it/ultima_ora/detail.jsp?id={9C331F77-B9B4-4A1D-8462-03886CFD3C90}

 

Mister prezzi: latte dovrebbe costare massimo 1,60 euro al litro

07 mar 12:44 Economia

MILANO - Il latte non dovrebbe costare piu' di 1,60 euro al litro. A dirlo e' 'Mister Prezzi' nella persona di Antonio Lirosi, ospite oggi di un convegno alla Camera di Commercio di Milano sul carovita. ''Trovo ingiustificabile - ha precisato il nuovo garante per la sorveglianza dei prezzi - aumenti sul prezzo di un litro di latte superiori a 1,60 euro''. Ha anche rivelato che il 13 marzo incontrera' i rappresentati dei panificatori, mentre la settimana successiva sara' la volta dei pastai. (Agr)

Mister Prezzi e' un signore che si occupa di controllare che gli aumenti dei prezzi siano "giusti".

Questa figura di stampo sovietico si occupa, leggo nel sito apposito, di varie cose:

la sorveglianza dei fenomeni di mercato, sia attraverso le segnalazioni dei cittadini sia attraverso una più stretta collaborazione con la Guardia di Finanza; il coordinamento e ed il confronto con le altre istituzioni locali e nazionali nel contrasto all’aumento dei prezzi e per favorire il dialogo tra le associazioni dei consumatori e le categorie imprenditoriali; la valorizzazione di best practices.

Notare la terminologia: bisogna sorvegliare i fenomeni di mercato (come dei criminali nell'ora d'aria), senno chissa' cosa potrebbe succedere... mi chiedo perche non basti l'attivita' dell'Antitrust e sia invece necessaria una figura che succhia soldi pubblici per dire fesserie tipo "il latte e' troppo caro, dovrebbe costare meno di un euro e sessanta al litro". se siete curiosi sulla sua attivita' potete cliccare qui. In particolare se avete tempo da perdere guardate il dossier sul prezzo del latte , c'e' davvero da scompisciarsi: dei grafici che uno studente undergrad gli farebbe in mezz'ora, spacciati per dossier del prezzo del latte... non c'e' un dato sulla concentrazione delle imprese del settore, ne' un dato sui contingentamenti delle quote europee della PAC, ne' un minimo di informazione sul grado di competizione tra produttori di latte, tra grossisti, tra retailers... Non c'e' un accenno all'aumento del prezzo dei carburanti come possibile causa dell'aumento dei prezzi dei beni alimentari. No. Sapete cosa c'e'? dei grafici che fanno vedere che la crescita dei prezzi del latte in Italia e' MINORE di quella di Spagna e Germania. Infine una grande scoperta: il prezzo del latte varia molto da citta' a citta':

Dai dati emerge il campo di variazione del prezzo del latte fresco intero: il prezzo minimo di Bologna e Torino a dicembre 2007 è pari a 0,79 euro; il prezzo massimo di Napoli è pari a 1,70 euro al litro. Il prezzo medio di un litro di latte fresco oscilla tra gli 1,27 euro di Firenze e gli 1,56 euro di Napoli.

Da cosa dipende questa variabilita'? non si sa. e neanche si cerca di scoprirlo. Pero' e', nelle parole di Mr Prezzi, "ingiustificabile".

Tutto cio per dire che non so piu cosa augurarmi per l'Italia. Sia che vinca l'uno sia che vinca l'altro, mi pare che siamo messi molto male. Da una parte i dazi, dall'altra il comitato popolare dei prezzi.  

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  di giorgio topa, 07 Marzo 2008, 15:16 permalink rss

Grazie Antonio!

E certamente siamo d'accordo: se Pietro piange, non è che Paolo rida. Cercherò di bilanciare ulteriormente il dibattito nei prossimi giorni, a proposito del programma del PD in materia di mercato del lavoro.

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  di LuigiP, 08 Marzo 2008, 11:58 permalink rss
  di enzo michelangeli, 08 Marzo 2008, 17:17 permalink rss

...dove Panebianco fa il triplice salto mortale all'indietro per dimostrare che i liberali possono votare un partito che come futuro ministro dell'Economia propone un protezionista che esalta il ruolo dello stato nell'economia, perche' "chi avrà responsabilità di indirizzo economico nei prossimi anni sarà inevitabilmente «assalito dalla realtà»" e dovra' scendere a piu' miti consigli.

Ma quanto la stipendiano, gente come Panebianco? (Al PdL, intendo, non al Corriere.)

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  di fausto panunzi, 08 Marzo 2008, 18:25 permalink rss

Dopo aver conosciuto nei giorni scorsi Marianna Madia, candidata simbolo del PD, sappiamo di più, grazie a Repubblica, anche sui candidati presenti nelle liste del PdL. “Nel Lazio arriva Loreno Bittarelli, presidente della cooperativa 3570, il caporivolta dei taxisti contro le liberalizzazioni di Bersani.” I liberisti del PdL forse non saranno felici. Ma per risollevarli è prevista un'altra candidatura. “Berlusconi terrebbe in particolare a Licia Ronzulli, fisioterapista del Galeazzi, che gli fece dei massaggi al viso al tempo del lifting”.

Update. Oggi sulla Stampa Berlusconi precisa:"Di tutti i nomi che ho letto oggi sui giornali - rimarca - solo uno è giusto. E’ quello della dottoressa Licia Ronzulli. L’hanno fatta passare per la mia estetista, per la mia massaggiatrice. Ma lei con il lifting non c’entra niente. E’ un medico che è stato anche in Bangladesh. Dirige 65 persone e noi abbiamo bisogno di manager in Parlamento".
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  di michele boldrin, 16 Marzo 2008, 18:21 permalink rss

Dall'articolo del Corriere che descrive le reazioni sindacali alla decisione del CdA dell'Alitalia di accettare l'offerta - ancora condizionata alla completa rottura della schiena dei sindacati Alitalia - di Air France-KLM.

Cisl, Raffaele Bonanni, «il governo ci sta consegnando nudi alla trattativa con Air France».

Succedesse anche nelle altre aziende di servizio pubblico, magari inizierebbero a funzionare ...

segretario della Cgil, Guglielmo Epifani: «Quello che sta accadendo non si è mai visto in nessuna trattativa per cessione d'azienda. Si finisce col mettere il sindacato, che è all'oscuro di tutto, con le spalle al muro

Ottima posizione; una posizione in cui ogni sindacalista dovrebbe finire per il bene del paese ... Saltatelo, il muro, ed andate in pensione: di sicuro ce l'avete lauta ed anticipata.

Purtroppo così non sembra, perché la giornata sindacale registra invece un "successo" (successo loro, sconfitta del paese) sul lato pensioni; un successo che più che compensa la, per ora solo teorica, sconfitta sul lato Alitalia. L'uomo BS, che aveva provato timidamente a dire che occorre ripristinare l'allungamento rapido dell'età di pensionamento, di fronte alla levata di scudi sindacale in difesa dei loro privilegi, ha già cominciato a far marcia indietro. L'uomo BS eccelle, ancora una volta, nel produrre immani quantità del suo acronimo

«Ho detto - afferma il Cavaliere in una nota - che il problema principale delle pensioni è quello di mantenere intatto il potere d'acquisto dei pensionati valutando la concreta possibilità in termini di spesa globale di un loro adeguamento al costo della vita». «So bene - aggiunge - che i sistemi pensionistici non si cambiano da un anno all'altro, tanto meno senza una consultazione sociale. Il resto - conclude il Cavaliere - è il tradizionale vizio stalinista di attribuire agli avversari ciò che non hanno mai detto».

Va menzionata anche la chicca di Bonanni, il peggiore, il più untuoso, doppio, ed alieno a qualsiasi cultura del produrre e del fare fra i tre capi del farniente nazionale. Il Bonanni, che in 59 (o 62?) anni di vita non ne ha lavorati neanche tre, ha dichiarato

[...] mi pare sbagliato ricominciare a rompere ciò che si è fatto. Ognuno - ha concluso - rispetti il lavoro del governo precedente".

Esattamente come fece il governo Prodi quando, su richiesta del Bonanni e dei suo comparielli, abolì lo scalone introdotto dal governo precedente ... ovviamente, nessun giornalista ha avuto la dignità di far notare questo banalissimo fatto. L'Ordine, un altro sindacato, è garanzia di professionalità ed imparzialità nell'informazione, o forse no?

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  di michele boldrin, 20 Marzo 2008, 05:10 permalink rss

Senza oramai niente che lo trattenga l'uomo BS dichiara che, mentre lui si candida a (e conta di) diventare primo ministro la sua "famiglia" vorrebbe comprarsi Alitalia dall'attuale proprietario, ossia lo stato italiano. Dichiara anche che Banca Intesa, una banca praticamente ancora di stato, aiuta a finanziare il suo (oops, della sua famiglia) acquisto. Un futuro da Argentina? Quale futuro, siamo già arrivati.

La triplice sindacale ovviamente ringrazierà, finalmente han trovato un BS su cui contare.  

Qualcuno ha per caso udito qualcun'altro dire qualcosa?

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  di stefanoc, 20 Marzo 2008, 09:11 permalink rss

Sembra pazzesco ma l'unico che ha una posizione a favore di Air France è Casini, semplicemente perchè questi ci metterebbero soldi loro (lo voterei solo per questa banalità).

Tutti gli altri dicono che Alitalia è "strategica", parola che non so cosa voglia significare in economia, ma che viene sempre tirata fuori per giustificare qualcosa che non si sa esattamente a cosa possa portare, ma che di sicuro farà in modo che la politica ne possa avere controllo (con soldi di stato of course).

Gli svizzeri invece sono stupidi, ma campano benissimo anche utilizzando aerei d'altri a costi inferiori. Però hanno perso un settore "strategico".

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  di sandroft, 20 Marzo 2008, 13:29 permalink rss
Se dobbiamo votare Casini per l'Alitalia, allora tanto vale TPS, almeno non è dichiaratamente clericale. L'astensione, comunque, ci risparmia pentimenti.
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  di Edoardo, 20 Marzo 2008, 09:19 permalink rss

Non ho parole...ma perche' in Italia non si puo' chiedere ad un politico di dire cose sensate e non ca.ate ad uso e consumo della campagna elettorale? Tra l'altro se ci fosse un giornalista italiano che pubblicamente dice che BS ha detto una ca.ata non sarebbe male. Mi darebbe una soddisfazione enorme (invece di un inutile dibattito televisivo tra BS e VW a me piacerebbe molto di piu' un confronto uno-contro-uno tra i candidati e un giornalista preparato e indipendente pronto a rispondere in modo sensato e non ideologico alle inesattezze/stupidate dette dal candidato....sarebbe un passo avanti enorme per il giornalismo italiano)

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  di amadeus, 20 Marzo 2008, 09:54 permalink rss
La spiegazione è piuttosto semplice: contributi pubblici all'editoria. Così la politica si è comprata i giornali. La RAI è da sempre una azienda pubblica. Non mi sembra si debba aggiungere altro.
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  di giorgio topa, 20 Marzo 2008, 15:24 permalink rss
Non si puo' - un giornalista preparato e indipendente verrebbe immediatamente messo alla porta. Non sia mai poi che contraddica il grande capo. Non vi ricordate cos'e' successo alla Guzzanti, con tutte le successive disquisizioni dotte su cosa costituisca satira?
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  di sandroft, 20 Marzo 2008, 16:34 permalink rss
Purtroppo non sono sicuro che BS abbia detto, dal suo punto di vista, una scemenza (scusate la proprietà di linguaggio). Le due ragioni che rendono "inaccettabile" la proposta di Air France sono gli oltre 2000 "esuberi" e la richiesta di garanzie per le pretese risarcitorie della SEA. Se Alitalia fosse comprata dal(la famiglia del) Presidente del Consiglio si troverebbe certo il modo di far pagare al "taxpayer" la soluzione di questi due problemi, con l'appoggio della trimurti sindacale (che metterebbe a tacere l'opposizione) e del popolo e degli imprenditori della Padania. Abbiamo appreso da un'intervista di TPS che già il decreto milleproroghe prevede uno stanziamento per una congrua transazione con la SEA. Cosa ci vuole a fare un altro decreto utilizzando un immaginario tesoretto? Non so se i sindacati si accontenterebbero di caricare sull'INPS (futuri pensionati? futuri "taxpayer"?) una cassa integrazione a tempi indfiniti e/o poderosi prepensionamenti. Ma anche su quel fronte chi dirige il governo ha mille modi di intervenire. Non so proprio se basterebbe un buon giornalista a stanare queste insidie. Ci vorrebbe, almeno da qualcuno, una campagna elettorale un po' piu' aggressiva contro gli imbrogli proposti da BS. Ma tra Padania e sindacati credo che nessuno abbia il coraggio di muoversi.  
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  di Edoardo, 20 Marzo 2008, 16:54 permalink rss

No no, basterebbe un giornalista che faccia le domande giuste al momento giusto esigendo una risposta. Possibilmente in prima serata...

A me non viene in mente nessuno che sarebbe in grado di farlo...tutti i presunti "bravi" giornalisti italiani di cui sono a conoscenza, sono ideologicamente guidati (devo ancora capire se per stupidita' o per interesse personale) e quindi non sono in grado di assumere autorevolezza presso il pubblico di entrambi gli schieramenti...

Risultato: continuiamo a sorbirci i servizi sulla difficolta' a trovare la pillola del giorno dopo a Milano (corriere online di oggi, le iene di qualche tempo fa, etc...)! Come se questi fossero i veri problemi dell'Italia o se questi problemi fossero difficili da risolvere...

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  di michele boldrin, 21 Marzo 2008, 16:59 permalink rss

Il futuro primo ministro intende comprarsi la compagnia aerea cosidetta "di bandiera"! E nessuno dice nulla ...

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