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Markopolo Auguri a Fidel

di alberto bisin,  2 Agosto 2006 stampa
Come era affascinate Fidel: il sigaro, il rum, le donne, l'amicizia con il Che.... Ci abbiamo creduto in molti, in gioventu'. A che costo per i cubani? (soprattutto la popolazione, ma anche i sigari).

Molti hanno fatto analisi economiche serie sulla crescita delle economie comuniste. Ma Cuba e' diversa, perche' e' un paese affascinante e perche', si dice nei circoli intellettuali in Italia e Francia, i suoi insuccessi sono "tutta colpa dell'ostilita' politica/militare/economica degli Stati Uniti."

Senza nessuna presunzione di serieta' di analisi, ma puramente come contributo "impressionista" (nel duplice senso di "con poche giuste pennellate" e di "che fa impressione"), propongo un confronto con Taiwan. Taiwan infatti e' un'isola, come Cuba, ha dimensioni e tratti demografici non troppo dissimili a Cuba, e soprattutto ha un vicino grosso e potente che la minaccia, come Cuba. Le differenze sono comunque enormi naturalmente, non mi illudo di aver isolato gli effetti dell'economia comunista, ci mancherebbe, ma mi pare lo stesso un buon regalo a Fidel con gli auguri di pronta guarigione.

 

cuba

Ebbene si, presidente Bertinotti, il reddito pro-capite di Cuba e' la riga blu, non quella rosa.

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  di gian luca clementi, 03 Agosto 2006, 03:53 permalink rss
Devo dire che, per varie ragioni su cui non val la pena soffermarsi, il compagno Fidel non mi ha mai affascinato. Ora dico qualcosa che spero risulti piu' interessante. La lettura del tuo pezzo ha sortito due quesiti. 1) Dove hai preso i dati su Cuba? Per i non addetti ai lavori: la domanda e' lecita perche' e' noto che la contabilita' nazionale di Cuba sia, per cosi' dire, 'aggiustata' dal regime. Se i dati fossero quelli del governo, si concluderebbe che la situazione reale e' certamente peggiore. 2) Cosa succedera' a Cuba quando il suddetto compagno tirera' le quoia? In particolare, quale futuro prossimo si profila per l'economia Cubana? A me lo scenario piu' probabile pare quello in cui il fido fratellino cerca di rimanere in sella, ma viene disarcionato in breve e senza spargimento di sangue, magari con un 'aiutino' da Washington. A seguire, i cubani di Miami prendono l'iniziativa, si instaura uno governicchio pro-USA, e in pochi mesi centinaia di milioni di investimenti piovono sull'Avana e dintorni. Nel giro di cinque anni, Cuba diventa un mix tra Portorico e la costa orientale della Florida. Un destino triste e maliconico? Forse si', ma sicuramente molto migliore di quello che si profilerebbe sotto un'altra guida di tipo castrista.
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  di alberto bisin, 03 Agosto 2006, 05:58 permalink rss
Beato te che non ci sei cascato. I dati sono Penn World Table. E la mia previsione e' che Cuba diventera' quello che era prima di Fidel, la patria dei Casino (gioco d'azzardo e prostituzione). Triste.
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  di ispirati, 03 Agosto 2006, 13:32 permalink rss
interessante l'accostamento impressionista tra Cuba (e USA) e Taiwan (e Cina). e io propongo il chiasmo (reminescenza liceale classica): Cuba piccola e comunista, non e' cresciuta mentre gli USA grandi e capitalisti pare di si. Taiwan, piccola e capitalista (siamo larghi di manica) e' cresciuta. La Cina grande e comunista, no (ha iniziato appena ha voluto spostarsi dal comunismo a qualcosa d'altro). Insomma hanno ragione quelle che dicono che le dimensioni non contano: quello che importa e' cosa fai con le dimensioni che hai... :)
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  di roda, 04 Agosto 2006, 11:39 permalink rss
Se pensa che costui affascina anche molti dei nostri politici (Rizzo, Diliberto, Bertinotti ecc.) mi vien da piangere. E' troppo brutto sperare che non si riprenda ??
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  di alberto bisin, 04 Agosto 2006, 15:22 permalink rss
beh, effettivamente e' un po' brutto. ma anche i mei auguri andavano in quella direzione. don't get me started su rizzo, diliberto, bertinotti ...
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  di luigi, 08 Agosto 2006, 14:16 permalink rss
recentemente ho capito cosa significa "pre-embargo cuban cigars". Nella mia ingenuità pensavo fosse una formula per indicare dei fakes di scarsa qualità. Invece un gestore di un negozio di sigari mi ha spiegato che sono sigari di marche in origine cubane, ma prodotti in altri paesi centro-americani da semi esportati da cuba al momento della rivoluzione. Non so se è accurata come descrizione, ma volevo farvi partecipi:)
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  di Angelo Mele, 08 Agosto 2006, 22:05 permalink rss
luigi, sono sicuro che alberto non e` indifferente a questa notizia... eh eh
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  di alberto bisin, 09 Agosto 2006, 13:24 permalink rss

no infatti, non sono affatto indifferente. ma io (come Lippi, mi ha fatto notare giorgio), da vecchio comunista-sindacalista duro, .... solo toscani!   un cubano, spesso pre-embargo, solo ogni tanto in vacanza ai caraibi.  

 

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