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Qui è FLG Il V2-Day: un doveroso supporto teorico

di andrea moro, 23 Aprile 2008 stampa
Fra due giorni, Venerdì 25 Aprile, Beppe Grillo ed i suoi seguaci svolgeranno nelle piazze d'Italia il V2-Day, una giornata di protesta centrata sul settore dell'informazione. Grillo ha un'idea buona ogni quattro di strampalate, come abbiamo spesso affermato in questo sito. Questa volta tocca a quella buona: raccogliere le firme per tre referendum popolari i cui obiettivi sono del tutto condivisibili. Non solo, l'idea mi sembra più concreta e con finalità più facilmente realizzabili di quelle delle proposte di legge anti-casta del primo V-day. Purtroppo, dati il quasi assoluto silenzio della stampa ufficiale sull'iniziativa ed il minore impatto popolare delle questioni sollevate, temo che l'iniziativa avrà successo inferiore della precedente. Spero di sbagliarmi.
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Il primo referendum riguarda l'abolizione del finanziamento pubblico all'editoria. In genere, si finanzia un settore produttivo quando esiste un bene collettivo che il mercato non riesce a fornire senza tali aiuti (anche in questo caso, non è detto che il finanziamento pubblico riesca a realizzare gli obiettivi originali, ma sorvoliamo).

Nel caso dell'editoria, l'idea diffusa è che il finanziamento pubblico, soprattutto verso certe testate minori, garantisca il pluralismo dell'informazione. Si ritiene cioé che esistano consistenti barriere all'entrata nel mercato editoriale (per esempio, la necessità di una tiratura minima per giustificare il costo di azionare le presse editoriali), e che tali barriere siano superabili solo con il finanziamento pubblico. La realtà è che le barriere all'entrata sono bassissime, e non solo perché oggi esiste internet; negli anni Settanta i gruppi extraparlamentari riuscivano a distribuire le loro idee deliranti usando i ciclostile, senza nessuna sovvenzione pubblica. Non solo, gran parte dei sovvenzionamenti all'editoria finanziano i giornali di partito. Sono letti da quattro gatti che non hanno nessun bisogno di essere sussidiati per leggere idee che gia' conoscono e condividono. Questi giornali vengono scritti e pubblicati da amici della casta stipendiati con i soldi di tutti (di tutti quelli che le tasse le pagano, voglio dire). Ma c'è di peggio: una buona fetta del finanziamento pubblico all'editoria (il 69%) avviene attraverso gli sconti postali, e viene elargita in gran parte ai maggiori editori. Per esempio, Mondadori, Il Sole 24 ore e Rcs si accaparrano da soli il 29% di questi sconti, che corrispondono ad un totale per questi tre editori di più di 50 milioni di euro. (cfr. un pagg 25 e seguenti di un interessante documento dell'antitrust segnalato tempo fa dal lettore altikkun).

Insomma, più che finanziare il pluralismo qui si elargiscono oboli ad alcuni amici, oltre che ai soliti potenti. E questo spiega il primo motivo dello scetticismo e disgusto con cui la stampa ufficiale sta trattando il V2-Day. Il secondo motivo è facilmente comprensibile leggendo il testo del secondo quesito proposto.

Il secondo referendum chiede l'abolizione dell'ordine dei giornalisti. Fra tutti gli ordini professionali, quello dei giornalisti è forse il più difficile da giustificare. La principale giustificazione "teorica" all'esistenza di un ordine professionale consiste nella funzione di certificazione, da parte dell'ordine della qualità del servizio o prodotto fornito. Tale funzione è maggiormente necessaria quanto più risulta difficile per i consumatori valutare la qualità del servizio acquistato. Per esempio, l'ordine dei medici ammette nei propri ranghi solamente dottori che ritiene qualificati, secondo criteri stabiliti internamente (titolo di studio, superamento dell'abilitazione, etc...), e questo serve a dare ai pazienti maggiore sicurezza sulla qualità delle cure ricevute, che, senza avere una laurea in medicina, è difficile da valutare.

Non mi è chiaro invece cosa dovrebbe certificare l'ordine dei giornalisti. La conoscenza dell'italiano? La capacità di raccogliere le fonti e di riportarle onestamente negli articoli dati alla stampa? Io credo che le qualità di scrittore e l'onestà intellettuale di un giornalista siano facilmente giudicabili da ciascun lettore attraverso la reputazione acquisita, nel tempo, valutando i suoi scritti ed il loro impatto. Abbiamo ormai imparato come diversi bloggers possano acquisire la reputazione di competenza e capacità informativa nel quasi totale anonimato, senza uno straccio di "certificazione". L'ordine dei giornalisti, come molti altri ordini professionali, serve più allo scopo di limitare l'entrata nel settore di potenziali scribacchini. Si noti che quando si riduce l'offerta di un prodotto, ne aumenta il prezzo: un costo per tutti (tranne che per i giornalisti).

Il pluralismo dell'informazione, dunque, non si ottiene elargendo sovvenzioni e limitando la possibilità di scrivere sui giornali a chi vuole farlo. Queste misure, oggetto delle proposte di abrogazione, sono l'esatto contrario del pluralismo, servendo a perpetuare l'oligopolio degli autori e l'oligopolio degli editori che da queste limitazioni al pluralismo trovano giovamento economico, a scapito della qualità e dell'economicità dell'informazione. Il pluralismo, piuttosto, si ottiene garantendo la concorrenza del settore. Questo l'oggetto del terzo referendum, che chiede l'abrogazione della legge Gasparri sulla concessione delle frequenze televisive. Questa legge di fatto avalla un duopolio televisivo (e cioé, ancora una volta, l'assenza di pluralismo), impedendo di fatto a chiunque di entrare efficacemente nel settore televisivo.

Non ho studiato bene la proposta, mi pare che l'intera abrogazione della legge creerebbe un vuoto legislativo che il governo dovrebbe immediatamente colmare, pena la totale anarchia delle frequenze; essendo il futuro presidente del consiglio direttamente coinvolto, ho seri dubbi sulla possibilità che qualcosa di buono possa risultare, qualsiasi sia l'esito del referendum, se venisse effettuato. Un serio riordinamento del settore televisivo dovrebbe affrontare la privatizzazione della RAI, che non credo sia facilmente realizzabile per via referendaria.

Comunque sia, tutte le tre proposte sono a mio parere condivisibili ed attuabili indipendentemente (e cioè anche se per qualche motivo la corte costituzionale dovesse bocciare uno dei referendum), e costituirebbero un passo in avanti. Si può argomentare sulla priorità data a questi puttosto che agli altri mille problemi che affliggono il nostro paese, ma non sulla validità dell'iniziativa.

Collegamenti con altri articoli:beppe grillo beppe grillo giornalismo v-day
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Rss dei commenti

  di l'oste, 23 Aprile 2008, 08:49 permalink rss
Non ho simpatia per il Beppe Grillo "politico", perché spesso demagogico e troppo calato nella parte del vate. Ma se questi sono i referendum li condivido fino all'ultma virgola, e gli farò propaganda per come posso...
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  di Michele Mazzucco, 25 Aprile 2008, 14:55 permalink rss
Piu' che vate direi che e' uno che sa farsi bene i suoi interessi.
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  di andrea moro, 25 Aprile 2008, 15:40 permalink rss

Ancora una volta ripeto, io non e' che sia un gran fan del personaggio, ma l'articolo di Panorama che hai citato rivela una pochezza intellettuale da fare paura. Il giornalista rimprovera a grillo (1) di essere ricco (2) di far pagare i dvd del v-day, pur menzionando che l'offerta e' libera; (3) di usare il sito per pubblicizzare i suoi libri e dvd (4) di far pagare $12/mese a meetup.com per creare un gruppo di meetup, sollevando il dubbio che parte di questi soldi vadano a grillo; bastava andare sul sito e fare finta di creare un nuovo meetup per vedere che qualsiasi gruppo in qualsiasi argomento costa la stessa cifra, quindi il dubbio e' piuttosto non circostanziato.

L'unica cosa che veramente rimane di questo articolo con il pesante titolo "tutto il giro d'affari dell'antipolitica" e' che grillo con il blog ha aumentato gli spettatori e gli introiti dagli spettacoli raddoppiando il suo reddito da circa 2 a circa 4 milioni l'anno. Embe?

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  di Michele Mazzucco, 25 Aprile 2008, 18:19 permalink rss
Embe non c'e' niente di male, Andrea. Tuttavia rimane il dubbio che tutta 'sta "cagnara" che fa serva principalmente al suo conto in banca.
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  di Michele Mazzucco, 25 Aprile 2008, 18:25 permalink rss
Ad ogni modo devo aggiungere che lui e' fra quelli che predicano bene ma razzolano male -- e tenta pure di fare il "furbo" una volta beccato!
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  di michele boldrin, 25 Aprile 2008, 19:16 permalink rss

Non basterebbe scrivere "Grillo mi sta sul culo; quindi qualsiasi cosa faccia o dica io sono contro. Punto"?

Non servono nemmeno le ragioni, uno ti può stare sul culo per la voce stridula che ha (infatti, questo è il mio caso: la sua voce mi infastidisce e le sua battute mi sono sempre sembrate dementi) o per i capelli ricci, o per la pancia. Ed è persino legittimo sostenere che, quando uno ti sta antipatico è ragionevole opporsi a qualsiasi cosa dica. Non è il caso mio (Grillo non mi sta simpatico ed il 70% delle cose che dice sono fesserie da bar, ma LE PROPOSTE CHE SI DISCUTONO QUI LE APPROVO AL 101%), ma la realtà mi forza a riconosce che molti decidono la loro posizioni su importanti questioni sociali sulla base di simpatie istintive e del tutto "pre-frontal cortex": Alberto vota a favore del partito che propone il reddito minimo per tutti e dichiara che l'Alitalia è un grande "asset de Roma" ... perché lui è dell'Inter, t'immagini! Oramai accetto quasi tutto come possibile e persino legittimo. 

Accetto tutto questo, ok. Ma perché non dirlo? Perché inventarsi finti moralismi che non c'entrano? In questa storia gli articoli che tu stesso indichi provano che non c'è nemmeno il filo di un niente di immorale ed incoerente che si possa attribuire a Grillo! Nel caso specifico è tutta e pura polvere scandalistica sollevata da giornalisti di regime che, chiaramente, al signor Grillo, non vogliono bene! Perché, scusa, la riproponi come prova di una qualche incoerenza o duplicità morale del Grillo? Non capisco!

E visto che ci sono: valanghe di persone conducono campagne pubbliche su questioni d'alto valore sociale e, quando hanno successo, ne ricevono anche benefici privati! Cosa c'è di male? Io direi che è un bene, un grande e positivo aspetto delle società libere e di mercato: questo meccanismo (che si chiama "sales of complementary goods", per un'analisi tecnica vedi la sezione con lo stesso titolo in Boldrin&Levine "P.C.I.", in JofMonEcon, April 2008) permette la produzione privata di beni pubblici puri, la qual cosa ha alto e positivo valore sociale!

Insomma, Grillo, guadagnandoci, produce un bene pubblico e produce un bene pubblico perché ci guadagna.

Scegli la tua campagna preferita, su qualsiasi questione sociale: scoprirai che lo stesso meccanismo funziona lì. Da pagliacci come Padre Pio e Bono, sino a Ferrara che aumenta le vendite del Foglio inventandosi la battaglia contro l'aborto alla fashionable Naomi Klein che vende le sue apparizioni pubbliche ed i suoi libri che parlano degli incubi della sua mente, sino a quelli più seri e più degni, tipo Larry Lessig. Ti dirò di più: mi farebbe piacere sapere che il reddito di Grillo è passato da 2 a 20 milioni di euro annui: sarebbe un chiaro segnale che le sue campagne hanno più successo di quanto non abbiano!

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  di Michele Mazzucco, 26 Aprile 2008, 12:17 permalink rss

Michele, in realta' la faccenda si puo' vedere da due punti di vista:

1 - Quello che fai notare tu (e qui non ci sarebbe nulla di male)

2 - Che lui dica/faccia quello che la gente vuole sentire (i.e. ricordo che qualche anno fa lui era ultra contrario a Internet, adesso ha cambiato idea)

       

       

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  di alberto lusiani, 25 Aprile 2008, 19:41 permalink rss

Concordo su tutto, e aggiungo che va sicuramente a merito di Beppe Grillo l'evidente difficolta' che i giornalisti stipendiati da un suo avversario politico hanno incontrato per redigere questo screening approfondito quanto malevolo. Pur non apprezzando diverse affermazioni e una parte dello stile di BG, mi sembra che come cittadino sia sostanzialmente esemplare, oltre che molto migliore del politico italiano medio: nessun problema reale con la giustizia, nessuna societa' nei paradisi fiscali, residenza e dichiarazione dei redditi nel Belpaese delle tasse, riesce a far politica rimanendo un buon comico come i suoi guadagni confermano.

 

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  di Michele Mazzucco, 26 Aprile 2008, 12:14 permalink rss
Alberto, proprio esemplare non mi sembra proprio. E' stato condannato per omicidio colposo
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  di alberto lusiani, 26 Aprile 2008, 14:21 permalink rss

Qui sarebbe necessario sapere qualcosa di piu', ma omicidio colposo nel caso di un incidente stradale mortale significa che una violazione del codice stradale ("delitto" alquanto comune, specie in Italia) ha concorso a determinare un incidente mortale. Nella maggior parte di questi casi si tratta di violazioni veniali, comunque ripeto bisognerebbe saperne di piu'. Francamente sospetto che Panorama non abbia approfondito quale fosse la reale colpa di BG in quell'occasione perche' non c'era niente di rilevante su cui recriminare. Scommetto che se Grillo avesse determinato l'incidente guidando incocainato in contromano su una rampa d'accesso autostradale l'avremmo gia' saputo da molteplici fonti di proprieta' dei membri della Casta.

 

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  di Gilberto Bonaga, 27 Aprile 2008, 00:49 permalink rss

Qui sarebbe necessario sapere qualcosa di piu', ma omicidio colposo nel caso di un incidente stradale mortale significa che una violazione del codice stradale ("delitto" alquanto comune, specie in Italia) ha concorso a determinare un incidente mortale.

A me Grillo non faceva ridere come comico, non lo stimo come persona e non mi convince come demagogo. Le sue campagne su internet sono coordinate dalla stessa societa' di consulenza (Casaleggio Associati) che segue Di Pietro e credo abbiano ben poco di spontaneo.

A quanto ricordo, l'incidente che lo vide protagonista avvenne in montagna, d'inverno, quando Grillo prese il suo Chevrolet Blazer (5700 cc?), carico' una famiglia di amici e si lancio' su per una strada sterrata e ghiacciata per andare a fare fuoristrada fino al Col di Tenda. Alcuni passeggeri, resisi conto dell'impraticabilita' della strada, scesero, mentre Grillo con altre 4 persone proseguirono fino ad un ruscelletto ghiacciato dove il guidatore perse il controllo del mezzo, ribaltandosi in una scarpata. Non credo che ci furono violazioni del codice della strada, se non che la strada era chiusa al traffico, ne' che altre vetture fossero coinvolte, solo un gigantesco fesso che non e' riuscito a governare un fuoristrada piu' grosso di lui mentre giocava a fare il fenomeno sulla neve con 4 persone a bordo.

Intendiamoci, ho anche io un fuoristrada, facevo gare di trial 4x4 ed andavo ad allenarmi anche con amici a bordo, non ci vedo nulla di male, una volta che tutti abbiano il casco, ci sia un roll bar adeguato e non ci si avventuri oltre i limiti del mezzo e delle proprie capacita'.

Da solo mi sono ribaltato in varie occasioni, ma da solo: prima facevo scendere i passeggeri (quando non si buttavano fuori da soli alla vista di quello che volevo fare) e comunque in zone dove non sarei finito in un precipizio (non ho mai smaniato per farmi male).

In africa, coi fuoristrada, per lavoro, ho dovuto fare cose che qui manco ci si puo' immaginare, ma mettere a rischio degli amici solo per gioco, no, su queste cose non io non posso scherzare o passarci sopra.

E chi causa un incidente mortale per gioco, per divertirsi a fare lo "sborone" con un macchinone che non sa governare, perde ai miei occhi ogni credibilita', perche' lo considero veramente un fesso.

A questo si aggiunge l'incidente con la barca: LINK

Evidentemente ama mettersi in situazioni che non e' in grado di gestire.

Quindi a me Grillo "sta sul culo" (cit Boldrin) per i motivi che ho esposto (se dico l'opinione esatta che ho su di lui finisce male).

Nonostante cio', l'idea che ai giornali debbano essere tagliati i fondi pubblici mi trova concorde. Solo che le firme che ha raccolto non servono a nulla, se non a fare parlare di lui. E allora mi vengono in mente sia l'intervista che rilascio' Dino Risi, che piu' o meno spiegava che probabilmente in realta' il comico non credeva neanche lui a quello che diceva, sia che c'e' un'agenzia che gli cura queste iniziative.

Per cui se si vuole fare un qualcosa di serio, ci sono, ma farmi pigliare per il naso da uno che non stimo assolutamente, proprio no.

 

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  di Marcello Urbani, 27 Aprile 2008, 09:41 permalink rss

Sinceramente che Grillo creda o meno nelle proprie iniziative non mi fa ne caldo ne freddo. E per la cronaca sta un po' sul culo anche a me, ancora di più dopo aver letto quanto sopra (che però imo lo qualifica come deficiente, non come criminale).

In ogni caso l' iniziativa mi sembra valida,se non fossi all' estero per lavoro sarei andato a firmare sicuramente.L' avrei fatto più volentieri se fossi sicuro che le firme sian valide, o se i banchetti li avesse organizzati NFA o magari Bonaga, ma sarebbe ancora più velleitario: il milione di firme che Grillo può realisticamente raccogliere in 24 ore pesa molto più delle poche migliaia che potremmo raccogliere noi, valide o meno che siano.

Tratto Grillo come un negoziante: se in tanti hanno merce analoga a condizioni paragonabili quello che mi sta sul culo non mi vede mai, ma se è nettamente migliore nel fornirmi quello che voglio vado da lui. 

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  di michele boldrin, 26 Aprile 2008, 17:18 permalink rss

MM, cosa fai? L'ufficio denigrazione individui pericolosi per il regime? Non capisco proprio ...

Ripeto: se ti sta sul culo, perché non lo dici e finisce lì?

Prima con il motoscafo anti-ecologico, poi, visto che la storia del motoscafo non è vera, con l'omicidio colposo che invece è un incidente stradale in cui ci ha rischiato la pelle pure lui. What's next? Ora lo accusi di dire le cose che la gente vuole sentire: ma ti sembra un'accusa? Fa il comico: vorresti che dicesse le cose che la gente NON vuole sentire? 

Perché, poi, passar tempo a discutere della sua vita privata? Mica è un politico, anzi ha promesso che non si candida e, contrariamente al signor VW, sembra mantenere la parola data. La sua vita privata è sua come la mia è mia. Se mi candido a capo di stato di mondo, fatemi pure le pulci, ma finché dico solo le mie opinioni non ho capito cosa c'entri la mia vita privata, quella di Grillo! Fra le immoralità di Grillo e quelle di un politico italiano qualsiasi, vince comunque Grillo a mani basse ma il punto è: CHISSENEFREGA?

Qui stiamo discutendo se abolire l'ordine dei giornalisti ed il finanziamento pubblico ai giornali è o meno una buona idea. Per Andrea lo è, ne ha spiegato i motivi. Per me pure, concordo con i suoi. Ne hai, di motivi, per dire che è una proposta sbagliata?

 

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  di Giorgio Gilestro, 26 Aprile 2008, 17:52 permalink rss

Nessuno ne ha di motivi perche' non esistono. Grillo ha assolutamente ragione. Tanto che nemmeno i quotidiani davanti alla mossa di grillo hanno nulla di sensato da ribattere se non "e' un comico". Son tutti bravi a rinunciare ai privilegi degli altri.

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  di Michele Mazzucco, 28 Aprile 2008, 00:43 permalink rss

 

MM, cosa fai? L'ufficio denigrazione individui pericolosi per il regime? Non capisco proprio ...

No, non ancora ;). Per il momento leggo solo quello che scrivono i giornali. 

Ripeto: se ti sta sul culo, perché non lo dici e finisce lì?

Si', mi "sta sul culo", ed il motivo e' abbastanza semplice. Secondo me non si comporta piu' da comico, ma da predicatore (o "vate", come dice l'oste). However..

1 - Come ho gia' detto, predica bene ma razzola male

2 - E' come uno che spara al buio, qualche volta ci prende (come nel caso del finanziamento ai giornali), molto spesso fa cilecca (strillando, per giunta!)

 

Prima con il motoscafo anti-ecologico, poi, visto che la storia del motoscafo non è vera, con l'omicidio colposo che invece è un incidente stradale in cui ci ha rischiato la pelle pure lui. What's next?  

 

Michele, penso che le cose bisogna chiamarle con il proprio nome, ma sempre, non solo quando fa comodo. Condanna per omicidio colposo si chiama omicidio colposo, non "incidente stradale" come vuole farti credere lui! (vedi anche il commento di Gilberto) 

 

Perché, poi, passar tempo a discutere della sua vita privata? Mica è un politico, anzi ha promesso che non si candida e, contrariamente al signor VW, sembra mantenere la parola data. La sua vita privata è sua come la mia è mia. Se mi candido a capo di stato di mondo, fatemi pure le pulci, ma finché dico solo le mie opinioni non ho capito cosa c'entri la mia vita privata, quella di Grillo! 

 

 Scusa, ma perche' fai la distinzione fra politico e non? Lui fa il predicatore, e' un personaggio pubblico, quindi e' giusto che la gente veda, legga e giudichi.

 

Fra le immoralità di Grillo e quelle di un politico italiano qualsiasi, vince comunque Grillo a mani basse ma il punto è: CHISSENEFREGA? 

Ed infatti stiamo tutti a dire che i politici sono dei cialtroni. Ma questo non fa di Grillo un santo. 

Qui stiamo discutendo se abolire l'ordine dei giornalisti ed il finanziamento pubblico ai giornali è o meno una buona idea. Per Andrea lo è, ne ha spiegato i motivi. Per me pure, concordo con i suoi. Ne hai, di motivi, per dire che è una proposta sbagliata? 

 

No. Forse il mio post era off-topic, ma io non ho messo in discussione la proposta, ho messo in discussione Grillo.

 

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  di riccardo, 23 Aprile 2008, 12:06 permalink rss
Che senso ha annunciare una raccolta firme sapendo gia' che la validita' delle firme raccolte e' assai a rischio?
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  di andrea moro, 23 Aprile 2008, 16:23 permalink rss
In che senso?
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  di riccardo, 23 Aprile 2008, 16:29 permalink rss

Non ho sotto mano i riferimenti normativi, ma ricordo, dai miei trascorsi referendari, che nei periodi immediatamente precedenti e successivi alle elezioni politiche non e' possibile indire referendum...

Ma magari ricordo male, d'altra parte sono passati una decina d'anni ormai... ;)

 

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  di andrea moro, 23 Aprile 2008, 17:20 permalink rss
A quanto pare hai ragione
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  di sandro brusco, 24 Aprile 2008, 14:07 permalink rss

Ecco i riferimenti normativi. La disciplina dei referendum è regolata dalla Legge n. 352 del 25 maggio 1970. All'art. 31 tale legge afferma

Non può essere depositata richiesta di referendum nell'anno anteriore alla scadenza di una delle due Camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l'elezione di una delle Camere medesime.

Un articolo pubblicato sull'Unità di oggi fornisce dettagli ulteriori sulle date.

A regolare la materia è una legge del 1970 secondo la quale «non può essere depositata richiesta di referendum nei 6 mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l'elezione di una delle due Camere». Visto che i comizi elettorali sono stati convocati con decreto del presidente della repubblica il 6 febbraio, le firme dovrebbero essere depositate solo a partire dall'8 agosto. Le norme stabiliscono, inoltre, che per raccoglierle si ha tempo tre mesi a partire dalla data di vidimazione del modulo: ed ecco allora che la raccolta potrebbe partire al più presto dall'8 maggio. Quelle raccolte nel giorno della Liberazione saranno nulle.

L'articolo è anche interessante per un'altra ragione. L'iniziativa di Grillo viene presentata sotto una luce sostanzialmente negativa. Il titolo dell'articolo è "Tre vaffa ai giornalisti: Grillo occupa il 25 aprile"; a costo di ripetere l'ovvio, i vaffa non sono per i giornalisti ma per leggi contrarie alla libertà di espressione, e il 25 aprile non si può "occupare". Al tempo stesso l'articolo si dimentica completamente di osservare che l'Unità è uno dei giornali che gode dei contributi all'editoria che Grillo vuole abrogare. Evidentemente questo conflitto di interessi non valeva la pena di essere menzionato.

A me sembra un altro esempio di come la classe dirigente del centrosinistra abbia abdicato alla sua funzione in cambio di qualche miserabile privilegio. Pur di portare a casa qualche soldarello per l'Unità si accetta una legge ignobile che oltretutto fornisce denaro a manetta a Il Giornale, Libero e Mondadori.

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  di andrea moro, 24 Aprile 2008, 16:46 permalink rss
Certo che Grillo e' proprio un poco furbo. Ma i giuristi che lo hanno aiutato a stilare i quesiti da dove vengono?
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  di sandro brusco, 24 Aprile 2008, 16:55 permalink rss
Credo che la data del V2-Day fosse stata decisa prima dello scioglimento delle Camere. Certo che, alla luce del nuovo fatto, non sarebbe stata cattiva idea spostarlo a metà maggio. Almeno le firme servivano a qualcosa, così toccherà raccoglierle due volte.
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  di Giorgio Gilestro, 24 Aprile 2008, 18:00 permalink rss
Aspe'. Cosa gli impedisce di raccogliere le firme domani e depositarle fra un mese?
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  di sandro brusco, 24 Aprile 2008, 18:05 permalink rss
'azz, qua mi cogli impreparato. Non è che quando firmi bisogna mettere la data? E che se metti una data posteriore è falso in atto pubblico?
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  di Giorgio Gilestro, 24 Aprile 2008, 18:20 permalink rss
Le firme hanno scadenza? Se non hanno scadenza non vedo problema. Googlando ho trovato questo. Pare che depositeranno le firme ad ottobre.
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  di LuigiP, 24 Aprile 2008, 18:22 permalink rss

Anche secondo me ci vuole la data. Se l'articolo che citi e' accurato, non mi sembra ci sia spazio per dubbi:

A regolare la materia è una legge del 1970 secondo la quale «non può essere depositata richiesta di referendum nei 6 mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l'elezione di una delle due Camere». Visto che i comizi elettorali sono stati convocati con decreto del presidente della repubblica il 6 febbraio, le firme dovrebbero essere DEPOSITATE solo a partire dall'8 agosto. Le norme stabiliscono, inoltre, che per raccoglierle si ha tempo tre mesi a partire dalla data di vidimazione del modulo: ed ecco allora che la RACCOLTA potrebbe partire al più presto dall'8 maggio. Quelle raccolte nel giorno della Liberazione saranno nulle.

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  di romano, 25 Aprile 2008, 11:23 permalink rss
per Grillo è ininfluente poter presentare le firme nei termini, anzi è meglio non farlo. Se riesce a raccoglierne più di 1.000.000 può parlare di vittoria e sentimento concorde del paese reale contro la casta politici/giornalisti, mentre se va la referendum e non raggiunge il quorum è una sconfitta certificata. I referendum abrogativi quasi mai hanno raggiunto il quorum e quando è successo hanno mantenuto la legge, con l'eccezione di quello sul finanziamento pubblico, subito eluso con una nuova legge
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  di Corrado, 25 Aprile 2008, 13:37 permalink rss

'I referendum abrogativi quasi mai hanno raggiunto il quorum e quando è successo hanno mantenuto la legge, con l'eccezione di quello sul finanziamento pubblico, subito eluso con una nuova legge'.

L' affermazione sopra citata è totalmente infondata: su circa 60 referendum la maggior parte hanno raggiunto il quorum (circa 40); di questi circa la metà hanno abrogato le leggi oggetto di referendum ( nucleare, leggi elettorali, finanziamento pubblico, ministero agricoltura, turismo ecc.). 

Non capisco inoltre il giudizioimplicitamente negativo sull' iniziativa di Grillo a prescindere dal merito; il politico Grillo non mi piace e non condivido il suo approccio ma questi referendum sono assolutamente condivisibili e da portare avanti per quanto possibile; l' ordine dei giornalisti serve solo a controllare i giornalisti e a fare lobby nei confronti dei politici; il finanziamento pubblico dei giornali è un privilegio incompatibile con una società libera e liberale; la legge Gasparri difende privilegi acquisiti nel tempo e non consente libera concorrenza.  

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  di romano, 25 Aprile 2008, 15:23 permalink