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Di particolare interesse giornalistico, per esempio, il dato che nel "2001-2 i salari medi orari erano fra il 30 ed il 40 per cento inferiori a quelli di Francia, Germania e Regno Unito". Particolarmente penalizzati da questo confronto risulterebbero i giovani. Assumono rilievo particolare perciò i grafici indicanti i profili per età delle retribuzioni, che riporto qui sotto. Il grafico di sinistra si riferisce a tutti i lavoratori, quello di destra ai lavoratori in occupazioni manuali.

Manca nella relazione una approfondita analisi delle cause di queste evidenti disparità salariali. Il governatore accenna brevemente a differenze nei livelli di educazione (che farebbero abbassare le curve dell'Italia in particolare nella parte destra dei grafici) e, più in generale, nella produttività dei lavoratori (che farebbero abbassare le curve dell'Italia ad ogni livello di età).
Il tema mi sta particolarmente a cuore. Lungi dal pretendere di poter offrire un'analisi approfondita e completa, vorrei proporre alcune riflessioni e proposte di approfondimento (non si sa mai, magari ci legge qualche laureando o dottorando in cerca di idee).
Aggiungo un'ulteriore considerazione riguardante le differenze per età. Se il profilo per età è così ripido, e se i giovani vengono pagati meno di quanto producono, perchè in Italia non si sciolgono imprese che impiegano anziani per creare imprese che assumono giovani? Non è detto che questo non stia accadendo, in particolare se pensiamo al settore dei servizi, che sta facendo ampio uso delle forme contrattuali comunemente etichettate come precarie. Si noti anche che l'eccessiva rigidità normativa che vieta in molti casi la ripetizione di questo tipo di contratti impedisce a lavoratori ed imprenditori di sfruttare i benefici derivanti dalla continuità del lavoro indicati nel punto 5, il ché contribuisce a deprimere ulteriormente i salari dei lavoratori più giovani.
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Da non economista, gli stipendi sono bassi perche` dobbiamo pagare le pensioni e gli stipendi ai nostri genitori.
per cui, paradossalmente, noi manteniamo loro e loro pagano per mantenerci (Bamboccioni).
What goes around comes around...
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Da economista: hai ragione al 50% (il che non e' poco, sia chiaro). Hai ragione in questo senso: siccome pagate le pensioni dei genitori o dei nonni e mantenete anche un esercito di lestofanti nullafacenti nel settore pubblico e parapubblico, i vostri salari AL NETTO della tasse non sono bassi, sono miserabili.
Il 50% che rimane da capire e' che e' AL LORDO delle tasse che i vostri salari sono bassi. Questo e', in un certo senso, un fatto ancora piu' drammatico perche' segnala un paese che sta rimanendo indietro non tanto rispetto agli USA o al Giappone, ma rispetto al resto dell'Europa continentale.
Ora, si da il caso che le tasse ed i contributi sociali che pagate, in parte abbiano a che fare (ma indirettamente e per canali complicati) con il fatto che i vostri stipendi lordi sono cosi' bassi. Ma il problema e' parecchio piu' vasto e va al di la' del puro e semplice sistema fiscale e pensionistico, devo dire.
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secondo me le cause principali di tale fenomeno sono di duplice natura, la prima è la politica del nostro governo dagli anni 80 in poi, con l'indebitamento che dal 60 è arrivato al 120 del pil ha spostato sulle generazioni future la stretta sui consumi e quindi sui redditi, il nostro governo ha pagato tassi reali positivi ai possessori di titoli di stato e quindi oggi non si deve scandalizzare se la ricchezza è detenuta dalle persone più anziane, la seconda è che con l'entrata nell'euro si è adottato il cambio fisso della moneta e quindi gli squilibri della bilancia dei pagamenti che fino a ieri venivano compensati con la svalutazione della moneta oggi devono essere eliminati con la diminuzione dei redditi interni
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Di fatto e' quello che succede di regola nella grande impresa privata, che da sempre si applica a scaricare i lavoratori ultra-50enni per assumere giovani. Un vero (cattivo) maestro in questo era Carlo De Benedetti, che in genere riusciva anche a scaricare tutti i costi sullo Stato tra mobilita' lunga e prepensionamenti. La stessa Fiat, che oggi si vanta di anticipare aumenti contrattuali ai suoi dipendenti (30 Euro al mese), ha appena prepensionato 1000 dipendenti a carico dei contribuenti grazie a Prodi nel febbraio di quest'anno (vedi Espresso del 20/2/2007 "Concessa la mobilità lunga per mille addetti di Mirafiori - Fiat, buone notizie da Palazzo Chigi").
Riguardo ai bassi salari, per me dipendono da due fattori: la bassa produttivita' e gli aumenti per anzianita' dei contratti collettivi nazionali che non solo danneggiano i giovani, ma disincentivano al lavoro e mettono gli anziani dipendenti privati a serio rischio di perdere il posto.