The Bubble

di Eytan Fox e Gal Uchovsky

Direttore, Eytan Fox. Anno di produzione: 2006

Bib - Arte The Bubble

di giorgio topa, 15 Ottobre 2008 stampa

Ho appena visto un bellissimo film. 

Si intitola The Bubble ed è ambientato a Tel Aviv. Sulla follia della guerra, dell'occupazione dei territori, di Hamas, dei suicide bombers. Due ragazzi gay, uno israeliano l'altro palestinese, vivono un amore impossibile nella "bolla" di fragile Occidente che è la Tel Aviv di oggi. Ottima e lucida descrizione del tunnel senza vie d'uscita in cui sono infilati israeliani e palestinesi, della loro infinita danza di morte, abbracciati in una spirale di odio, schiacciati dal peso della storia.

Lo raccomando vivamente a chi voglia sbirciare, ancora una volta, nel conflitto israeliano-palestinese con gli occhi di chi ci sta dentro. Veramente poetico. Lo consiglierei anche a chi soffia sull'odio, a chi fomenta questo conflitto infinito, a chi sostiene l'occupazione dei territori, a chi finanzia Hamas, a chi tiene soggiogati i Palestinesi nel sottosviluppo mentre si gode i frutti della corruzione... Ma tanto, cosa gliene fotte a loro?

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3 commenti
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Rss dei commenti

  di giorgio gilestro, 15 Ottobre 2008, 20:19 permalink rss
Netflix'd! thanks. Un altro bello scorcio di vita sulla situazione palestinese (che caldamente consiglio) e' Paradise Now
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  di sandro brusco, 15 Ottobre 2008, 20:43 permalink rss
Forse lo hanno già visto tutti, è un film del 1992, ma io ho visto solo di recente Cup Final. Il film è ambientato nel 1982, durante la guerra del Libano e i campionati del mondo di Spagna (si, quelli). Un gruppo di palestinesi, il cui comandante ha studiato in Italia e ammira il calcio italiano, cattura alcuni soldati israeliani. Uno di questi soldati è pure lui appassionato di calcio e tifa Italia, e ha i biglietti per andare alla finale di Barcelona. Il film alla fine è un po' triste, non credo possa essere diversamente.  A me è piaciuto molto.
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  di marco boninu, 28 Gennaio 2010, 11:21 permalink rss

Ho finito un libro dove si parla anche del film recensito da Giorgio, e più in generale dei ventenni-trentenni israeliani.

Lo consiglio, molto istruttivo: racconta come vivono e pensano gli israeliani in un paese che non è certo un posto facile da vivere.

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