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Davinci (Good) Noise from America

di fausto panunzi, 23 Settembre 2006 permalink stampa
Tra una settimana ascolterò il mio preferito
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Domenica prossima potrò ascoltare ancora il mio noise from america preferito: Bruce Springsteen inizia il suo tour europeo con 7 date italiane. La prima sarà il primo ottobre a Bologna. Io sarò lì. Ormai ho visto già alcuni concerti di Springsteen (l’ultimo qui a Milano lo scorso maggio). Con la E Street Band, da solo, con il gruppo di musicisti con cui suona nelle Pete Seeger sessions, a San Siro o al Forum di Assago, proprio dietro la casa del nostro elbrusco. Bruce non è più il ragazzo che suonava Born to Run e i suoi ultimi dischi non sono stati entusiasmanti neanche per un “dedicated italian fan” (è il modo in cui ha definito la sua audience all’ultimo concerto di Milano) quale sono certamente io. Ma l’emozione di un suo concerto è sempre la stessa. Per me, cresciuto nella provincia italiana, l’America è stata per lungo tempo quella descritta nelle canzoni di Bruce. Da Thunder Road (quale migliore espressione del sogno americano di It's a town full of losers And I'm pulling out of here to win?) a The River, con i versi forse più tristi tra tutte le canzoni di Bruce

And for my nineteenth birthday I got a union card and a wedding coat

e poi

Is a dream a lie if it don't come true
Or is it something worse
,

da The Promised Land, che mi fa sempre immaginare di attraversare l’America in auto,

On a rattlesnake speedway in the Utah desert
I pick up my money and head back into town
Driving cross the Waynesboro county line
I got the radio on and I'm just killing time

a Youngstown, il cui testo vale un corso di storia economica americana,

Well my daddy worked the furnaces
Kept 'em hotter than hell

I come home from 'Nam worked my way to scarfer
A job that'd suit the devil as well
Taconite, coke and limestone
Fed my children and made my pay
Then smokestacks reachin' like the arms of god
Into a beautiful sky of soot and clay
.

L’America raccontata da Bruce è l’America delle cittadine del New Jersey, di lavoratori licenziati o stanchi (come in Factory),

I see my daddy walking through them factory gates in the rain,
Factory takes his hearing, factory gives him life,
The working, the working, just the working life

di corse in auto nella notte (come in Racing in the Street)

Tonight, tonight the strip's just right
I wanna blow 'em all out of their seats
Calling out around the world, we're going racin' in the street

e di disperati (come in Downbound Train)

Now I swing a sledge hammer on a railroad gang
Knocking down them cross ties, working in the rain
Now don't it feel like you're a rider on a downbound train
.

Poi ci sono stato in America, per un PhD. Ho visto solo le grandi città (mai stato nel New Jersey), viaggiato solo in aereo, fatto amicizia solo con altri studenti di PhD (e quasi tutti europei). Insomma, dell’America cantata da Bruce neanche l’ombra. Ma forse proprio per questo me ne è rimasta la voglia, almeno per due ore di concerto (ma Bruce può ancora arrivare a tre, easily!).

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Rss dei commenti

  di andrea moro, 24 Settembre 2006, 04:58 permalink rss
Il Boss ha la fama di fare concerti memorabili, io l'ho visto solo una volta, qualche anno fa a Minneapolis, con la E-street band. Se mi posso permettere una critica, direi che il lato negativo del concerto e' stato quello della prevedibilita' assoluta. Forse vent'anni fa aveva piu' energia da spendere sul palco. Per quanto riguarda le canzoni, e' vero, Springsteen canta un'America proletaria distante dal nostro ambiente accademico, forse per questo la sua canzone che preferisco ha un testo meno impegnato: Because the night, che Patti Smith interpreto' magistralmente. 
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  di luigi, 24 Settembre 2006, 07:57 permalink rss

Io l'ho visto solo in un concerto pro kerry assieme a john fogerty e a quel fighetto del cantante dei pearl jam. E aspettero' il tour del pensionamento con la E-street band (born to run cantata con la solita energia). Sinceramente, quando suonano assieme e' tutt'altra cosa. Quando si parlava di pres della repubblica, sul mio blog avevo timidamente proposto "the king of the world, the master of the universe Clarence the BigMan Clemmons", nessuno mi ha preso seriamente:(

I took month-long vacations in the stratosphere and you know it's really hard to hold your breath.
I swear I lost everything I ever loved or feared, I was the cosmic kid in full costume dress
Well, my feet they finally took root in the earth but I got me a nice little place in the stars
And I swear I found the key to the universe in the engine of an old parked car
I hid in the mother breast of the crowd but when they said "Pull down" I pulled up
Ooh-ooh growin' up. Ooh-ooh growin' up

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  di gian luca clementi, 24 Settembre 2006, 14:29 permalink rss
Fausto, se ti manca l'America cantata da Bruce, ti consiglio un sabbatico in una delle amene college-towns del midwest rust belt: Ohio, Indiana, Pennsylvania (quella vera, non quella posticcia di Philly e della Dutch Country)... c'e' l'imbarazzo della scelta. Le fabbriche le hanno chiuse, ma gli operai ci sono ancora. :-)
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  di fausto panunzi, 24 Settembre 2006, 18:08 permalink rss
Due ore di concerto a Bologna domenica prossima andranno benissimo, grazie.
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  di nicola lacetera, 24 Settembre 2006, 20:01 permalink rss
in effetti credo di aver imparato piu' cose sull'america in questo due mesi in Ohio (Cleveland) che nei precedenti 5 anni a Boston.....
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  di alberto bisin, 25 Settembre 2006, 03:22 permalink rss

Non sono un fan, ma voglio citare

My city is in ruin

Come on, rise up  

Non molto profondi, i versi, nemmeno granche' sofisticati, ma insomma, tutto ha fatto brodo in quel periodo. 

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  di michele boldrin, 25 Settembre 2006, 05:32 permalink rss

Domanda sincera che potrebbe essere interpretata male: perche' vi affascina tanto l'Amerika di Springsteen? Voglio dire, gli operai di Ford e GM, le periferie delle citta' del midwest, le acciaierie chiuse, le Harleys, spaghetti with meat balls, the irish pub e tutta quella roba li'? Non sono certo di capire, seriamente.

Cosa c'e' di affascinante? 

 

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  di fausto panunzi, 25 Settembre 2006, 09:16 permalink rss
E' come chiedere cosa c'è di affascinante nel mondo rurale dipinto da Jean-Francois Millet. O ti piacciono i quadri di Millet o non ti piacciono (a me così così). Non ti deve piacere la vita che fanno i soggetti rappresentati da Millet. Lo stesso vale per Springsteen. Se vuoi ti regalo Darkness, il suo disco migliore (secondo me). Lo ascolti. Se ti piace, bene. Altrimenti lo butti e sai che Springsteen non fa per te.
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  di fausto panunzi, 03 Ottobre 2006, 09:43 permalink rss

Sono tornato dal concerto di Bologna. Per chi è interessato, qua c'è un piccolo gioiello: The River in versione irish (suonata a bologna domenica sera)

 

http://www.iwillfollow.it/sp/theriver.mp3

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