
noiseFromAmeriKa: the booK: Tremonti, istruzioni per il disuso
In libreria! Primo capitolo online
Ultime recensioni: Sui blog: Novamag.it, (2/3) TwoFacesOfDebt, (25/2). Sulla stampa: Il Giornale di Vicenza (3/7), Il Mondo (26/2), L'Espresso, (25/2). Alla radio: michele a RadioSole24ore ... ...
Forse - molto forse, ma permetteteci di sperare - lo stato del Massachusetts ha salvato gli USA da una pericolosa deriva social-populista.
In questi giorni la stampa sta dando gran risalto alle dichiarazioni di Tremonti & Co. sul successo del cosiddetto "Scudo Fiscale", il provvedimento che condona le violazioni della legge sulla dichiarazione del possesso di capitali all'estero e che è stata recentemente prorogata. Ne abbiamo già parlato qualche giorno fa, ma vorremmo ritornare sul tema per sottolineare le differenze tra il provvedimento italiano e quanto fatto negli Stati Uniti. Tremonti infatti continua a ricordare che provvedimenti simili allo scudo sono stati intrapresi in vari paesi, per cui il clamore intorno allo ''scudo'' italiano sarebbe fuori luogo. Effettivamente, proprio quest'anno negli Stati Uniti l'IRS (l'equivalente della agenzia delle entrate), ha intrapreso un programma simile. Ecco, in sintesi, le differenze.
Qualche spiegazione in forma di FAQ (Frequently Asked Questions) sulla saga dei debiti di Dubai.
Negli USA è in corso un acceso dibattito sulla riforma sanitaria, che viene ripreso in parte dalla stampa italiana. Ieri ho assistito ad un seminario di un collega, che ha mostrato alcune tabelle interessanti. Sfatano miti diffusi, in Italia ed altrove.
Lo scorso fine settimana il Treasury Department statunitense ha invitato alcuni popolari bloggers USA di economia e finanza ad un incontro riservato con il ministro ed il suo staff per parlare delle riforme introdotte. Un resoconto dell'incontro si trova in questo post di interfluidity, contenente links ad altri resoconti. L'evento può apparire strano se letto superficialmente, ma ad una lettura più approfondita tanto strano non è.
Propago una notiziola letta ieri sera sul New York Times perché rivela il brutto ed il bello d'AmeriKa, nello stesso fatto. Riassumo per chi sia troppo pigro per leggersi l'inglese: la Walt Disney Company rimborserà gli acquirenti dei DVD col marchio "Baby Einstein", fino ad un massimo di 4 DVD a persona, $15.99 ciascuno, anche senza ricevuta. La decisione è stata presa per evitare un'azione collettiva minacciata da un gruppo di difesa dei consumatori. Il nodo della questione è il supposto valore educativo dei video. A me la cosa fa pensare e ripensare.
Come i cittadini americani partecipano al dibattito sulle scelte fondamentali
Una tantum, "B" non si riferisce al Sig. Berlusconi
Cronache dal futuro
Abbiamo ricevuto e pubblichiamo la seguente analisi, opera di un lettore la cui identità, per ovvie ragioni, preferiamo mantenere anonima.
Un ringraziamento ad ilenia per la traduzione, che abbiamo leggermente modificato. English original available by clicking on the american flag.
We received and gladly publish this analysis, from a reader whose identity, for obvious reason, we will keep anonymous.
Traduzione italiana disponibile cliccando sulla bandierina accanto al titolo
Da Teheran riceviamo, per vie un po' contorte, la seguente lettera che abbiamo reso opportunamente anonima.
Oggi dovevo andare da Madrid a Barcelona per una conferenza. La conferenza probabilmente non interessa a molti, mentre son convinto che il viaggio sia d'interesse più generale. Invito i frequentatori della tratta Roma-Milano a contribuire le loro esperienze.
Gli studenti e i professori di Francia non sono meglio che da noi.