
noiseFromAmeriKa: the booK: Tremonti, istruzioni per il disuso
In libreria! Primo capitolo online. Ora su Kindle!
Ultime recensioni: Sui blog: Novamag.it, (2/3) TwoFacesOfDebt, (25/2). Sulla stampa: Il Giornale di Vicenza (7/3), Il Mondo (26/2), L'Espresso, (25/2). Alla radio: michele a RadioSole24ore Fondazione Pellicani (video)
Per comprendere la posta in gioco nella saga della crisi greca occorre considerarne le implicazioni sistemiche. Le autorità, non solo in Europa, dovrebbero aver chiaro che la strategia per evitare una Grande Depressione si incardina su un implicito contratto sociale: risorse e poteri straordinari in cambio di riforme sistemiche. Finora invece le risorse sono state utilizzare per lo più nel tentativo di perpetuare lo status quo. La Grecia è solo il caso più macroscopico, che per i mercati ha assunto il ruolo del canarino in miniera.
È stato pubblicato di recente il rapporto CUPA-HR sui salari dei docenti americani, il cui riassunto potete trovare su Inside higher education (entrambi in inglese). Molte delle informazioni sono note, ma vale la pena trarre da questi dati alcune lezioni. Quattro di queste sono dirette per chi ha a cuore l'università italiana e, più in generale, il mondo del lavoro. L'ultima invece è per i miei colleghi (macro)-economisti.

Geografia economica in tre grafici ed una tabellaAnche senza scomodare la memoria di Chou-Enlai, forse è un po' troppo presto per fare il bilancio di quel processo di integrazione economica e finanziaria che chiamiamo colloquialmente globalizzazione. Erano in molti a collegare il fenomeno a una estensione della supremazia del modello anglosassone. Invece la globalizzazione ha rimescolato le carte, favorendo l'ascesa di alcuni paesi poco democratici che hanno acquisito un'influenza planetaria. La scala del ribilanciamento, soprattutto dopo la crisi del 2008-09 non sempre è percepita nelle sue dimensioni e nelle sue implicazioni. Questo post fornisce alcuni dati sintetici (senza la pretesa di essere esauriente) che aiutino a comprenderne la portata.
Gli appelli servono poco. Ancor meno, probabilmente, servono quelli degli accademici e decisamente simbolici sono quelli, come il presente, in cui si invita una teocrazia criminale a smettere di esserlo.
Diamo diffusione ugualmente, se non altro per far sapere a coloro che terrorizzano l'università (e la società) iraniana che, forse, un giorno saranno chiamati a rispondere per le loro azioni.


I sandali di BaghdadI sandali erano quelli degli iracheni gioiosi di calpestare la statua di Saddam. Negli ultimi anni erano diventati meno popolari di quanto erano nel lontano 9 aprile 2003, ma forse è ora di ripensare a quello che è successo, e che ne è stato di certi miti sulla guerra in Iraq.
Forse - molto forse, ma permetteteci di sperare - lo stato del Massachusetts ha salvato gli USA da una pericolosa deriva social-populista.
In questi giorni la stampa sta dando gran risalto alle dichiarazioni di Tremonti & Co. sul successo del cosiddetto "Scudo Fiscale", il provvedimento che condona le violazioni della legge sulla dichiarazione del possesso di capitali all'estero e che è stata recentemente prorogata. Ne abbiamo già parlato qualche giorno fa, ma vorremmo ritornare sul tema per sottolineare le differenze tra il provvedimento italiano e quanto fatto negli Stati Uniti. Tremonti infatti continua a ricordare che provvedimenti simili allo scudo sono stati intrapresi in vari paesi, per cui il clamore intorno allo ''scudo'' italiano sarebbe fuori luogo. Effettivamente, proprio quest'anno negli Stati Uniti l'IRS (l'equivalente della agenzia delle entrate), ha intrapreso un programma simile. Ecco, in sintesi, le differenze.
Qualche spiegazione in forma di FAQ (Frequently Asked Questions) sulla saga dei debiti di Dubai.
Negli USA è in corso un acceso dibattito sulla riforma sanitaria, che viene ripreso in parte dalla stampa italiana. Ieri ho assistito ad un seminario di un collega, che ha mostrato alcune tabelle interessanti. Sfatano miti diffusi, in Italia ed altrove.
Lo scorso fine settimana il Treasury Department statunitense ha invitato alcuni popolari bloggers USA di economia e finanza ad un incontro riservato con il ministro ed il suo staff per parlare delle riforme introdotte. Un resoconto dell'incontro si trova in questo post di interfluidity, contenente links ad altri resoconti. L'evento può apparire strano se letto superficialmente, ma ad una lettura più approfondita tanto strano non è.
Propago una notiziola letta ieri sera sul New York Times perché rivela il brutto ed il bello d'AmeriKa, nello stesso fatto. Riassumo per chi sia troppo pigro per leggersi l'inglese: la Walt Disney Company rimborserà gli acquirenti dei DVD col marchio "Baby Einstein", fino ad un massimo di 4 DVD a persona, $15.99 ciascuno, anche senza ricevuta. La decisione è stata presa per evitare un'azione collettiva minacciata da un gruppo di difesa dei consumatori. Il nodo della questione è il supposto valore educativo dei video. A me la cosa fa pensare e ripensare.
Come i cittadini americani partecipano al dibattito sulle scelte fondamentali
Una tantum, "B" non si riferisce al Sig. Berlusconi
Cronache dal futuro
Abbiamo ricevuto e pubblichiamo la seguente analisi, opera di un lettore la cui identità, per ovvie ragioni, preferiamo mantenere anonima.
Un ringraziamento ad ilenia per la traduzione, che abbiamo leggermente modificato. English original available by clicking on the american flag.