
noiseFromAmeriKa: the booK: Tremonti, istruzioni per il disuso
In libreria! Primo capitolo online
Ultime recensioni: Sui blog: Novamag.it, (2/3) TwoFacesOfDebt, (25/2). Sulla stampa: Il Giornale di Vicenza (7/3), Il Mondo (26/2), L'Espresso, (25/2). Alla radio: michele a RadioSole24ore ... ...
Giovani e belli
di Concetto Vecchio
Chiare Lettere, 2009
"Giovani e belli", un libro di Concetto Vecchio: un'occasione sprecata di affrontare un argomento importante.
di Gèrard Noiriel
Ritals, ma anche Christos o Macaronis, così erano chiamati gli emigrati italiani in Francia
Freefall: America, Free Markets, and the Sinking of the World Economy
di Joseph Stiglitz
W. W. Norton & Company; ZZZ edition (January 18, 2010)
La recensione è stata scritta per la Stampa (non so se è stata pubblicata). Spero l'acuto e rompiballe lettore di nFA mi voglia passare il conseguente tono un po' formale e didascalico.
Una lapide sul castello di Porto Recanati - dove vivo - ricorda il capitano Paolo Gigli che guidò alla battaglia di Lepanto centonove recanatesi, di cui "non men che sei ritornarono".
di Michael Moore - writer and director
Today I have seen Michael Moore's new movie: Capitalism, a love story.
(Sorry, it's in English because it's full of quotations which need to be expressed in their own language - and because it just came out this way when I started writing. Will try and translate it by the opening of the movie in Italian.)
Il Secco e l'Umido
di Jonathan Littel
Giulio Einaudi, Torino 2009
Uno studio suggerisce il bolscevismo sia diarrea.
Sabbie Arabe/Quando gli Arabi...
di Wilfred Thesiger
Se pensate che questo post sia la solita tirata del misantropo esofobico contro le spiagge affollate dell'azzurro mare di luglio, non è così. Non ho nessuna intenzione di parlare delle spiagge strapiene; dei palestrati-sbalestrati-depilati che passeggiano sulla battigia guardandosi attorno manco fosse una sfilata; né mi interessa maledire i vicini di ombrelloni che fumano e che spengono le loro maledette cicche nella spiaggia, dove le troverò d'inverno, quando il mare ci rivomiterà addosso quello che ci abbiamo buttato dentro tutto il resto dell'anno; e neanche parlerò delle teglie di alluminio con le lasagne mangiate sotto l'ombrellone con il sole a picco a 40° o dei termos di pasta (fredda) rappresa o delle borse frigo; non indugerò sulle cosce di certe donnone, smodate e crivellate di cellulite; né sui pattini che camminano fuori dalla corsia a loro dedicata; delle barche che non rispettano i limiti di distanza dai bagnanti; né delle moto d'acqua che si muovono pericolosamente tra la gente; né dei ragazzini che giocano a calcio nella riva assiepata o che con le loro racchette generano, ogni anno, sempre gli stessi litigi. No, questa volta parlo d'altro.
Il genio dei numeri - A beautiful mind
di Sylvia Nasar
BUR scienza 2002
Non si tratta soltanto di una accurata biografia, ma anche della descrizione del rapporto difficile tra gli intellettuali ed il potere statuale americano, a partire dal dopoguerra.
Forse qualcuno leggeva/guardava Corto Maltese...
Dove si parla della discordia prodotta, fra gli altri, dai frutti e come, intorno ad essi, ruotino paure, ignoranza e atteggiamenti di rifiuto emotivo pericolosi e infondati.
Il significato del titolo del post ve lo spiego dopo; riguardo all'autore, tranquilli, non sono io. Ho scoperto Andrea Moro, un linguista presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di milano, ricevendo per errore i suoi email; un collega poi per scherzo mi ha passato un opuscolo di MIT press con la pubblicità del suo libro e non ho resistito, ho ordinato il libro, e l'ho letto tutto di un fiato, nella versione inglese. Dato il nome dell'autore, avevo delle notevoli aspettative, che sono state soddisfatte. La linguistica era una disciplina a me sconosciuta. L'ho trovata una scienza affascinante, per certi aspetti simile all'economia.
La crisi: può la politica salvare il mondo?
di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi
Il Saggiatore, 2008
La risposta alla domanda del titolo del libro è "no, la politica non può salvare il mondo". La domanda è quella giusta. È una domanda importante perché l'elezione di Obama in Amerika, la conversione sulla via di Colbert di Tremonti (e anche di Sarkò) hanno cambiato il vento. Ora tutti si chiedono cosa lo stato - gli stati - possono fare per salvarci. E naturalmente, la realtà è che possono fare poco o nulla di buono, ma putroppo possono facilmente rendere la situazione economica molto peggiore. Basterebbe questo a farmi piacere il libro, che queste cose ormai non le dice nessuno, e tantomeno in Italia.
Perchè dobbiamo dirci cristiani. Il liberalismo, l'Europa, l'etica
di Marcello Pera
Con il suo nuovo libro, il Senatore Marcello Pera si dimostra incapace di rispettare l’esortazione di Pietro (1Pt 3,14-17: “Pronti sempre a rendere ragione della speranza che è in voi”) e ci lascia con più dubbi che speranze. Indifferenti al Mistero ci travagliamo piuttosto dinnanzi a un più profano mistero: come possono argomentazioni così deboli passare nei giornali e nelle case editrici senza provocare un'alzata di scudi?
Di Hitler e dei nazisti è difficile poter pensare più male di quanto già si pensi. Quest'enorme, estremamente documentato e ben fatto libro ci riesce. Non serve leggerlo, basta sfogliarlo.
Chi ha creato il mondo moderno? Secondo Niall Ferguson è stata la Gran Bretagna col suo impero che per tre secoli ha dominato il mondo, forgiandolo, per la maggior parte, a sua immagine: democrazia parlamentare, libertà civili, libero commercio, libera impresa.