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1. Fino a pochi giorni fa, non la voleva nessuno, questa Alitalia. Il Sole 24 ore ci informa che ora, invece, rispetto agli investitori resi noti Lunedì, ne sono emersi ufficialmente altri cinque. Possiamo accodarci anche noi, per favore? È bene menzionarli, questi geni dell'imprenditoria, che ricevono un marchio a costo zero, sapendo che se andasse male ci sarebbe comunque un governo prossimo venturo pronto a salvarli: Roberto Colaninno, attraverso Immsi, il gruppo Benetton attraverso Atlantia, il gruppo Aponte, Riva, il gruppo Fratini attraverso Fingen, i Ligresti con Fonsai, Equinox, Clessidra, il gruppo Toto, il gruppo Fossati attraverso Findim, Marcegaglia, Caltagirone Bellavista attraverso Acqua Marcia, il gruppo Gavio con Argo, Davide Maccagnani con Macca, Tronchetti Provera e la stessa Intesa Sanpaolo.
2. Settemila dipendenti verranno esuberati alle poste ed al catasto o in qualche altro ufficio pubblico. Come al solito, paga il contribuente, ossia il produttore privato vero del centro-nord. Certo, è triste che così tante persone possano perdere il posto di lavoro, ma il garzone del panettiere sotto casa che ha chiuso bottega il "posto alle poste" non gliel'hanno dato. Perché?
3. Codacons e altre associazioni dei consumatori pensano ad una class action per proteggere i piccoli azionisti. Ora, non sappiamo chi sia stato a convincere questi piccoli azionisti ad investire in Alitalia. Forse sono stati convinti con dolo. Ma se non fosse così, resterebbe il fatto che hanno investito in un'azienda fallimentare. Davvero sono meritevoli di tutela? Ci voleva tanto a capire che l'azienda era in stato di fallimento occulto? La vicenda chiarisce, ancora una volta, che il famoso marchio "Alitalia", con o senza i nuovi slogan berlusconiani, vale zero. Zero, perché senza l'annullamento dei debiti ed il posto da ministeriale per i dipendenti, nessuno si sognava di attaccarsi alla famosa cordata. Ora invece c'è un free-for-all.
4. Adesso il tutto si gioca in realtà a Bruxelles, perché le ragioni per cui questa operazione non è accettabile nel quadro europeo di politica industriale sono tante e tali da far paura. Ma l'astuto BS (che sin dai tempi della campagna elettorale andava cucinando la truffa a danno del paese) ha piazzato un obbediente romano a commissario dei trasporti. Quindi il problema ora consiste nel seguente: quanto cederà l'Italia, sottobanco, su decine di altri tavoli negoziali per ottenere il beneplacito o al più una simbolica multa della Commissione? In altre parole, oltre agli evidenti costi visibili dell'operazione salvataggio parassiti&fighetti romani (circa un miliardino di euro, forse più) quanti e quali saranno i costi sommersi?
5. Ah, complimenti a Marcegaglia, vero esempio di imprenditoria moderna, competitiva e non assistita. Dimettersi da presidente Confindustria per l'evidente conflitto d'interessi non è che le verrebbe in mente, graziosa signora? Allora glielo suggeriamo noi spiegando anche il perché: da quando in qua la presidente di un'associazione imprenditoriale che si siede a trattare con il governo ogni due giorni è anche legittimata a fare affari, e che affari, con il medesimo?
6. Complimenti ai cittadini tutti, ai piccoli imprenditori, all'opposizione, a tutti quelli che chiaccherano che occorre cambiare: non vi vediamo in piazza a difendere le vostre tasche ed i vostri diritti contro il furto romano. In particolare, non abbiamo udito ancora nulla dai beoti leghisti! Banda di polentoni tonti: il cosidetto federalismo del piffero voi non ce l'avete ancora, mentre invece Roma-ladrona intasca allegramente qualche altro miliardo di tasse del Nord per mantenere nel lussuoso far niente migliaia dei suoi abbronzati fighetti e fighette. Diteci: ci fate o ci siete? Perché esseretonti così tanto è veramente incredibile.
7. Complimenti, infine, al vostro ministro dell'Economia. Dalle parole ai fatti: sta dimostrando in cosa consiste la sua nuova politica industriale che permetterà al paese di affrontare la concorrenza con il resto del mondo e con i paesi emergenti in particolare. Continuate così, massacratevi. Che oramai del male ve ne siete fatti abbastanza.
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Roberto Colaninno, attraverso Immsi, il gruppo Benetton attraverso Atlantia, il gruppo Aponte, Riva, il gruppo Fratini attraverso Fingen, i Ligresti con Fonsai, Equinox, Clessidra, il gruppo Toto, il gruppo Fossati attraverso Findim, Marcegaglia, Caltagirone Bellavista attraverso Acqua Marcia, il gruppo Gavio con Argo, Davide Maccagnani con Macca, Tronchetti Provera e la stessa Intesa Sanpaolo.
La teoria dice che quando il tipico capitalista pezzente italiano si muove in branco assieme a tutti i suoi simili è perchè ha la certezza di un grande affare senza possibilità alcuna di perdite.
Un'altro esempio di questa teoria (che ovviamente poi diventa pregiudizio) suppongo si trovi qui: http://www.ntvspa.it/it/nuovo-trasporto-viaggiatori/7/3/ntv-trasporto-passeggeri-linee-alta-velocit%C3%A0
Certo, è triste che così tante persone possano perdere il posto di lavoro, ma il garzone del panettiere sotto casa che ha chiuso bottega il "posto alle poste" non gliel'hanno dato. Perché?
E' molto semplice. Col garzone del panettiere non ci puoi metter su un ufficio del catasto, una nuova maxi filiale delle poste o farci eleggere qualche consigliere comunale a gallarate. E poi Brunetta non avrebbe materiale umano su cui lavorare.
mentre invece Roma-ladrona intasca allegramente qualche altro miliardo di tasse del Nord per mantenere nel lussuoso far niente migliaia dei suoi abbronzati fighetti e fighette.
si ma quei fighetti sono anche elettori leghisti o del PDL. a quel punto roma ladrona non c'è più e vi subentra cassago magnago la salvatrice. Comunque i leghisti hanno parlato .
Possiamo partecipare anche noi alla cordata?
che ridere. in effetti non vedo perchè non sia data la possibilità al popolo bue di metterci dentro due euro pure lui. si poteva solo quando il titolo alitalia era classificato spazzatura? davvero, che ridere.
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non vi vediamo in piazza a difendere le vostre tasche ed i vostri diritti contro il furto romano
Seeeeeeeee... buonanotte!
Non ci diamo una mossa per gli aumenti del pane... e non c'è nemeno la rivoluzione perchè ci tolgono il pallone sulle tv pubbliche...! Evidentemente siamo così atrofizzati che non vale neanche più la pena di garantirrci nec panem nec circenses!
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[...] da quando in qua la presidente di un'associazione imprenditoriale che si siede a trattare con il governo ogni due giorni è anche legittimata a fare affari, e che affari, con il medesimo?
Gli associati di Confindustria che si troveranno come contribuenti a pagare il conto del bottino che Stato e cordata Alitalia stanno per spartirsi dovrebbero farsi sentire, e' inutile che si illudano di guadagnare piu' di quanto sicuramente pagheranno in termini di maggiori tasse (e anche prezzi piu' alti dei biglietti aerei per la diminuzione della concorrenza).
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giavazzi sul corriere di oggi riflette sulla partita a bruxelles,
http://www.corriere.it/editoriali/08_agosto_27/alitalia_insidie_percorso_3e321f26-73f7-11dd-97d8-00144f02aabc.shtml
date un okkio
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... ovviamente l'ha detta il genio da Sondrio:
Tremonti: "Piccoli risparmiatori tutelati". "Il risparmio è un bene pubblico che va tutelato". Questo ha detto, riferendosi ad Alitalia, il ministro Giulio Tremonti, a margine di un convegno al meeting di Rimini. Il ministro ha anche aggiunto che il precedente Governo "ci ha lasciato due disastri, Napoli e l'Alitalia. Il primo è stato risolto dal presidente Berlusconi a fine luglio e domani si risolverà anche il secondo".
Ha veramente la faccia come quell'altra parte!
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Come si fa a spiegare agli italiani che tutto l'affare Alitalia è una colossale fregatura per il contribuente? Ci si può provare, ma non facciamoci illusioni: mi aspetto di veder schizzare fuori in qualche sondaggio che il gradimento del governo aumenta...
Mi chiedo se esista un'opposizione. Non mi ritengo un campione di sagacia politica, ma è dai tempi della campagna elettorale che si poteva intuire come sarebbe andata a finire questa storia. Profitti privati, perdite pubbliche. Governo ombra, prendiamo una posizione?
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Governo ombra, prendiamo una posizione?
Quale governo ombra?
Quello composto dalle stesse persone e dagli stessi partiti - variamente rimescolati e gattopardescamente rietichettati - che in passato si sono sempre comportati allo stesso modo?
Ma per piacere!
Miserrimamente curioso come ci si dimentica costantemente dei misfatti commessi dalla parte politica di appartenenza e ci si straccian le vesti, sommamente indignati, per le identiche nefandezze di parte avversa!
Questi non son meglio degli altri (rifondaroli & "pecorecci scarsi" a parte, perché lì proprio non c'è partita) ma decidere dove sta la maggiore schifezza è davvero impresa titanica e senza speranza.
E ........ una bomba sotto il culo di lorsignori?
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Senza alcuna passione per l'"altra" politica:
da quella sarebbe arrivato l'accordo con Air France, da questa quanto sopra scritto.
A volte anche il male minore conta...
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A volte anche il male minore conta...
Certamente, ma solo se ci si limita a guardare indietro di qualche mese ed unicamente su questo caso, chiudendo entrambi gli occhi sulla condotta degli anni precedenti.
Significa che possiamo/dobbiamo scagliarci contro porcherie di tal fatta, ma non è corretto/logico invocare risibili governi ombra, composti da personaggi storicamente allergici ad ogni parvenza di pensiero liberale: qualcuno finge di dimenticare le storie personali di costoro, oppure proposte come il "salario minimo garantito" dell'ineffabile Morando, testa "pensante" (?) del PD?
La realtà, purtoppo, è che per governare (?) l'Italia sembra sia necessario essere costituiti di un materiale molto diffuso in natura e del tutto gratuito: il guano.
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Governo ombra, prendiamo una posizione?Quale posizione? La pecorina? Quella la prendiamo noi.
Chi, nel governo ombra, dovrebbe stracciarsi le vesti e' il ministro delle attivita' produttive, Matteo Colaninno, figlio di Roberto Colaninno, che la cordata la guida con la bandierina bella alta come si fa alle gite d'oratorio.
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Sono curioso di vedere se a qualcuno verrà mai in mente che questo bel carrozzone chiamato Alitalia deve restituire alla ricerca italiana i 300 milioni di euro del famoso prestito ponte.
Già, la ricerca. In campagna elettorale sembrava una gara a chi diceva che la ricerca scientifica era più importante e sembravano tutti d'accordo nel sostenere che era la via maestra per risollevare la nostra economia. Buffo, devono esserselo dimenticato...
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Non sparo sulla Croce Rossa, (M)Alitalia non mi interessa, solo i buoi e i cretini potevano pensare che sarebbe finita diversamente, anche se io starei attento alla UE.
Veniamo al mercato: Milano-Roma è una gallina dalle uova d'oro, per una serie di motivi che non ci interessano, allora se prendo l'autostrada pago il pedaggio a Benetton, se prenderò il treno dal 2010 pagherò il biglietto a Benetton (socio in NTV), mentre dal 2009, se tutto va come vuole, se voglio volare sul Milano-Roma pagherò il mio biglietto a Benetton (socio in CAI).
Mercato, dove sei ?
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Leggo :"....Complimenti ai cittadini tutti, ai piccoli imprenditori,
all'opposizione, a tutti quelli che chiaccherano che occorre cambiare:
non vi vediamo in piazza a difendere le vostre tasche ed i vostri
diritti contro il furto romano....."
Fate bene a parlare, voi che siete in USA! Ma noi che siamo qui, che magari abbiamo votato questo governo (Lega), che volevamo che Alitalia fallisse o almeno venisse venduta ai francesi, noi che vorremmo cambiare il paese (visto che non possiamo "cambiare paese"!) e farlo diventare meno "paese dei briganti", un paese più europeo e meno sud-americano,....cosa possiamo fare?
Iscriverci al PD? Ma non scherziamo : sono dei briganti bolliti e confusi!
Scendere in piazza come consigliate? Cosa ha ottenuto Beppe Grillo .... oltre ai suoi 4,5 mln di reddito annuo?
Vorrei un consiglio......
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Per esempio io non volo alitalia, e non compro macchine italiane . I sindacati hanno spappolato la grande industria . Questi pochi enormi carrozzoni rimasti crolleranno anche loro perchè shiacciati dal mercato. Si può anche fare finta di controllare il mercato, ma alla fine bisogna farci i conti.
Bisogna sedersi lungo il fiume ed aspettare che passino i vari cadaveri.
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Raf,
mi dici :"Bisogna sedersi lungo il fiume ed aspettare che passino i vari cadaveri."...ma non sono cadaveri : sono briganti veri e propri, quelli che passeranno saranno i nostri cadaveri!
Il problema è : in questo paese sono più i briganti (i malavitosi veri e propri, gli imprenditori che fanno il nero, gli amici degli amici, gli aumma aumma,...) o i cittadini normali (che lavorano da dipendenti, imprenditori etici, politici corretti, giudici giusti, giornalisti non al soldo, giovani non briatoriani,...)?
Se sono più i briganti allora è meglio allearsi con loro oppure scappare!
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Io credo che siano più i cittadini onesti se no sarei andato via quando potevo . Ma il mio ottimismo nasce da una analisi molto grossolana senza numeri e senza referenze confortata da quello che vedo intorno:
l'italia non potrà mai più fare produzioni di massa ( india e cina le fanno a minor costo ) . I prodotti cinesi e indiani fanno veramente schifo a livello di qualità ( le loro linee sono organizzate per lavorare a cottimo ) . Quindi la partita può essere combattuta nelle aree di nicchia ad alta specializzazione. E qui entra in gioco l'italia con tutte le sue piccole imprese che giocano questa partita da anni. Nelle piccole imprese imprenditore e dipendenti giocano nella stessa squadra. Se il sindacato entrerà in questa realtà allora è finita , ma essendo così autoreferenziale ed elefantiaco c'è la possibilità che collassi come le sequoia. Niente di scientifico , solo feeling
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Raf,
dovevi andare via quando potevi!
In un paese dove il 40% del territorio è in mano alla delinquenza organizzata, dove - su questo 40%- c'è il voto di scambio che manda certi personaggi al parlamento (dx, sx, centro, su e giù), dove il prossimo futuro è l'argentinizzazione, dove le banche negli ultimi 25 anni sono passate da Calvi a Fiorani, dove è stato tolto il falso in bilancio, ..... dove succedono cose come questa dell'Alitalia cosa vuoi che facciano le nostre piccole imprese (media nazionale = 3 dipendenti)?
A parte qualche eccezione, sono tutte in via di chiusura o di vendita (a chi?) .... anche perchè l'agenzia delle entrate ne vuole chiudere 1.000.000 (circa il 30%!!!).
I pochi artigiani stanno insegnando il mestiere ai cinesi, le medie imprese non passano la forca di Basilea2, le grandi non sono innovative.
Dovevamo andare via quando potevamo!!!!!
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Dovevamo andare via quando potevamo!!!!!
Please do not panic.
Ok, panic! (cit.)
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Not panic, self-determination and independence: http://firmiamo.it/veneto-indipendente
Oggi siamo a quota 341, chi si vuole aggiungere...
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Il problema è : in questo paese sono più i briganti [...] o i cittadini normali
Sono decisamente maggioranza i briganti wannabe, quelli che vorrebbero vivere da parassiti rubando e/o sulle spalle di quanto prodotto dal lavoro altrui, ma che fatti i conti per bene fanno comunque una vita piu' grama di quella che potrebbero onestamente.
Distribuendo gli italiani nei quadranti della teoria della stupidita' di Carlo Maria Cipolla, la maggior parte sta in due aree: quella dei briganti stupidi (che danneggiano molto gli altri ricavando pochi vantaggi per se' stessi (es. i dipendenti pubblici che vanno a fare la spesa e al bar in orario d'ufficio, o i criminali che ammazzano un anziano per 20 euro) e nell'area degli stupidi tout-court, cioe' quelli che danneggiano gli altri e anche se' stessi. Poi c'e' una minoranza produttiva, che dovrebbe cercare di secedere dai briganti wannabe, anche per il bene di questi ultimi.
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Adesso il tutto si gioca in realtà a Bruxelles, perché le ragioni per cui questa operazione non è accettabile nel quadro europeo di politica industriale sono tante e tali da far paura. Ma l'astuto BS (che sin dai tempi della campagna elettorale andava cucinando la truffa a danno del paese) ha piazzato un obbediente romano a commissario dei trasporti. Quindi il problema ora consiste nel seguente: quanto cederà l'Italia, sottobanco, su decine di altri tavoli negoziali per ottenere il beneplacito o al più una simbolica multa della Commissione? In altre parole, oltre agli evidenti costi visibili dell'operazione salvataggio parassiti&fighetti romani (circa un miliardino di euro, forse più) quanti e quali saranno i costi sommersi?
Questo è il nucleo dello scandalo. Per come viene descritta dai giornali, l'intera operazione non avrebbe possibilità alcuna di essere accolta dalla UE.
Lasciamo stare per un attimo da parte la "bad company" la cui liquidazione sarà a spese dei contribuenti, per quale misteriosa ragione la "good company" dovrebbe andare proprio ai campioni tricolore della neonata società ?
In altri termini, se lo scopo è di rendere più appetibile quel poco che di buono Alitalia sembra poter offrire al mercato, allora che si faccia un asta per queste attività che oggi vengono invece offerte su un piatto d'argento a Colannino, Ligresti & Co.
Non solo c'è una violazione del divieto di aiuti di stato (la bad company), ma anche una macroscopica cessione di beni pubblici (la good company) a condizioni non di mercato (il miglior offerente), ma di preferenza in favore di "campioni nazionali", in realtà amici degli amici
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Stupenda l'intervista ad Angeletti sul Corriere:
ROMA — Industriali, assicuratori, banchieri, concessionari autostradali e perfino armatori. Chiedete a Luigi Angeletti se crede che questa Armata Brancaleone salverà l'Alitalia e il capo della Uil si rifugerà in corner così: «Il presidente, Roberto Colaninno, è una persona di qualità».

Luigi Angeletti, Uil
Il ministro Altero Matteoli ha fatto capire che la cordata c'è soltanto perché l'ha voluto Silvio Berlusconi.
«Alcuni credono fermamente nel progetto. Altri non hanno potuto dire di no».
A chi si riferisce?
«Mi pare che Gilberto Benetton lo abbia fatto capire... Ma è ovvio che Berlusconi ha esercitato una moral suasion ».
Anche Romano Prodi, che però ha fatto un buco nell'acqua. Come c'è riuscito invece il Cavaliere?
«Perché il governo di centrosinistra cercava solo uno che risolvesse il problema».
Che altro avrebbe dovuto cercare?
«Un giorno, mentre parlavamo di pensioni, Tommaso Padoa-Schioppa se ne uscì a bruciapelo: "A proposito dell'Alitalia, la ristrutturiamo o la vendiamo?". A quel punto la Cgil disse senza esitare: "Vendetela". Allora prevalse la scelta di liberarsene».
Obbedendo alla Cgil. Non è quello che sta pensando, Angeletti?
«Non sono un giornalista, né tantomeno sono neutrale. Ma ho avuto questa sensazione. Del resto la trattativa con Air France è fallita dopo che la Cgil e la Cisl hanno fatto la loro controproposta».
Ricordo male o è stata la Uil ad abbandonare per prima il tavolo?
«Era una trattativa falsata. Noi volevamo ristrutturare Alitalia e passare a Finmeccanica o Fintecna i servizi, convinti che la compagnia dovesse restare pubblica...»
Ah. E ora?
«Lo scenario è diverso. La situazione è precipitata».
Come prevedibile. Non era meglio risolvere la questione cinque mesi fa?
«L'unica critica che si può fare è quella di Francesco Giavazzi. Se si vendeva ai francesi, lo Stato incassava dei soldi. Ora invece li dovrà tirare fuori».
Le pare poco?
«Ma ci possiamo permettere di avere sempre meno asset nel Paese? I francesi avrebbero ridotto l'Alitalia a compagnia regionale e poi fagocitata».
Che garanzie ha che ora non accada?
«Garanzie... non so. Ma Alitalia non può essere rilanciata riducendo le rotte».
Si parla di settemila esuberi.
«Sono al massimo duemila. E devono essere tutti ricollocati».
Buona fortuna. Il sindacato non ha alcuna autocritica da fare?
«Forse potevamo accettare lo spezzatino dell'azienda, quando il precedente governo Berlusconi ce lo propose. Ma fu proclamato uno sciopero e il governo si bloccò».
Tutta qui l'autocritica?
«Che vuole che dica? Le pare possibile che all'Alitalia ci siano nove, dico nove sindacati? Più patologico di così si muore. Lo sa che questa è l'unica azienda dove non ci sono le elezioni generali dei rappresentanti ma ogni sindacato sceglie i suoi?»
Evidentemente funziona. Alla fine Pantalone tira sempre fuori i soldi.
«Proprio così. Siccome la politica si mostrava molto sensibile nei confronti dell'Alitalia, i sindacalisti puntavano a influenzare i partiti, facendo così soccombere la controparte naturale, l'azienda. Si rifiutavano di parlare con l'amministratore delegato e volevano al tavolo i politici, come hanno fatto Cgil e Cisl quando sono arrivati i francesi».
La Uil non ne sa nulla?
«Alla fine... Perché dobbiamo essere più stupidi degli altri? All'Alitalia ho il sindacato con il maggior numero di iscritti. Posso permettermi di perderli?».
Sergio Rizzo
28 agosto 2008
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E nel frattempo il sempre pronto Brunetta dichiara:
«È assolutamente esclusa ogni forma di riassorbimento degli esuberi Alitalia nella pubblica amministrazione o nelle Poste». La precisazione sul piano Alitalia è del ministro della Funzione Pubblica Brunetta e arriva dopo il via libera del governo ai provvedimenti che modificano la legge Marzano. «Non esiste - ha assicurato Brunetta - alcuna forma di ammortizzazione sociale attraverso passaggi nella pubblica amministrazione o in aziende assimilabili come le Poste», spiega il ministro della Funzione Pubblica al termine della riunione dell'esecutivo.
http://www.corriere.it/economia/08_agosto_28/alemanno_alitalia_d149c696-74f7-11dd-b47d-00144f02aabc.shtml
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Ora, i casi sono due:
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Bellissima analisi, NfA e' uno degli ultimi baluardi di lucidita' in un paese drogato. Mentre si porta a compimento il crimine Alitalia, nel silenzio generale rotto da qualche alzatina di spalle, si dibatte sulla rivoluzionaria proposta di reintrodurre i voti in pagella. Questo si' che salvera' l'Italia, la sua scuola, la sua Universita'...
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