Modificato il 9 agosto in seguito a un commento di un lettore (che ringrazio) che trovava la figura originariamente pubblicata fuorviante. Inoltre la modifica tiene conto della pubblicazione (7 agosto) della seconda relazione sull'indagine pilota.
Collegamenti: brunetta (1)
L'obiettivo dell'indagine è la stima dell'effetto dell'annuncio di misure severe per contrastare l'assenteismo nella pubblica amministrazione. L'assenteismo viene misurato dai giorni di assenza per malattia, relativamente al numero di dipendenti pubblici. L'effetto annuncio viene stimato confrontando le assenze nei mesi di maggio e giugno 2008 rispetto agli stessi mesi dell'anno precedente (questo per evitare di confondere l'effetto annuncio con l'effetto delle misure assai più concrete in vigore da fine giugno, il cui effetto è eventualmente riflesso nella variazione di luglio 2008 su luglio 2007): la differenza è interpretata appunto come l'"effetto Brunetta". Questa procedura, conosciuta come "differences" è intuitiva ma il più delle volte fuorviante. Ad esempio, nel caso specifico, cosa succedeva prima dell'arrivo del nuovo ministro?
Nella figura 1 sotto riporto la serie annuale delle assenze per malattia, per dipendente e su base mensile, dal 2004 al 2006: si tratta di dati della ragioneria generale dello stato (pubblicati in calce alla prima relazione sull'indagine pilota, disponibile qui) e si riferiscono all'universo dei dipendenti pubblici a tempo indeterminato (questo è importante perché i dati dell'indagine del ministero per il 2008 sono a campione, un fatto sul quale commento più oltre).
La figura 2 riporta invece due (corte) serie mensili della stessa variabile: per il 2007 si tratta ancora di dati della ragioneria generale sull'universo, mentre per il 2008 si tratta di un campione di enti pubblici che fanno parte dell'indagine pilota del ministero (i dati sono pubblicati nella seconda relazione sull'indagine pilota, disponibile qui).
In giugno il campione era di 27 enti, per un totale di circa 135mila dipendenti pubblici (a occhio e croce il 4% del totale), in luglio sale a una settantina di enti pubblici.
Le due figure e il metodo di campionamento rivelano due problemi. Rimando ai commenti al presente articolo (che è stato aggiornato dalla versione originale) per ulteriori approfondimenti:
(1) nel complesso della pubblica amministrazione, le assenze per malattia sono drasticamente diminuite dal 2005 al 2006, e sono diminuite anche da maggio a luglio 2007: questo andamento non permette di stimare un effetto causale con un semplice stimatore di tipo "differences": l'assenteismo per malattia in Italia è in calo per qualche ragione diversa dall'"effetto Brunetta." Mi stupisce che ci caschi un po' grossolanamente anche Il Sole 24 Ore.
In questi casi si deve usare (quantomeno) un approccio più generale che gli economisti chiamano "difference-in-differences". Per chi non sa di cosa stia parlando, si tratta di un'idea molto semplice: se vuoi capire se un certo evento B accaduto stamattina abbia influenzato il comportamento di Tizio devi guardare non solo a come il comportamento di Tizio è cambiato da ieri a oggi, ma anche come è cambiato, ad esempio, rispetto al comportamento di suo fratello, Caio, che è pressoché identico a lui ma che non è stato soggetto a B. Se anche il comportamento di Caio fosse cambiato nella stessa direzione, ovviamente dovremmo essere molto cauti nell'interpretare il cambiamento del comportamento di Tizio come causato dall'evento B.
Quindi, capire se l'annuncio di Brunetta (l'evento B) causa una riduzione dell'assenteismo nel pubblico impiego (Tizio) richiede un confronto non solo tra il prima e il dopo (maggio-luglio 2007 vs. maggio-luglio 2008) ma anche con un gruppo di controllo non soggetto alle promesse di Brunetta -- ad esempio il settore privato (Caio). Non c'è dubbio che nel privato il livello di assenteismo sia più basso che nel pubblico, ma se ad esempio in entrambi i settori ci fosse stata negli ultimi anni una riduzione delle assenze per malattia a me qualche dubbio verrebbe.
Sono sicuro che chi ha redatto il rapporto del ministero ha accesso anche a questi dati (ho provato invano a cercarli online su sito INPS e altrove: qualcuno di voi sa dove trovarli? Ho trovato solo questo indizio dall'INPS friulana in favore di un andamento simile).
(2) L'indagine pilota si basa su un campione di amministrazioni che a mio avviso non può essere considerato casuale (e anche se fosse casuale il confronto coi dati 2007 sull'intera popolazione richiederebbe la considerazione di un margine di errore che potrebbe rendere irrilevanti gli effetti di maggio 2008 e giugno 2008). La seconda relazione sull'indagine pilota afferma che si tratta di enti pubblici cui
va dato il merito di aver risposto con prontezza, l’indagine di luglio ha coinvolto ben 70 amministrazioni che hanno recepito e fatto propria la linea di rinnovamento e trasparenza voluta dal Ministro.
Questo è fondamentalmente un campione che gli economisti chiamano "autoselezionato": gli enti con più assenteisti hanno meno probabilità di essere parte del progetto pilota (esempio: se ci fosse un covo di assentesti, questo probabilmente non farebbe affatto propria la linea del nuovo ministro), e quindi questo i dati di giugno e luglio 2008 potrebbero anche notevolmente sottostimare le assenze per malattia nella pubblica amministrazione.
Sebbene mi aspetti che, rispetto ad un improbabile '"effetto annuncio", le misure più concrete su visite fiscali e decurtamento dei benefici avranno un effetto, ministero e giornalisti dovrebbero essere molto più cauti e attendere i dati sull'universo della pubblica amministrazione prima di proclamare e diffondere annunci trionfalistici. Il fatto è che in base ai dati disponibili non possiamo concludere nulla sulla presenza o meno di un "effetto Brunetta."
Nota: i commenti sono di proprieta' degli autori, che ne sono responsabili.
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L'effetto Brunetta sta al governo Berlusconi come l'effetto Visco stava al governo Prodi.
Tutti i governi hanno il bisogno (disperato) di far percepire che con il loro arrivo "le cose sono cambiate e chi sgarrava si è messo in riga".
Ora sull'effetto Visco - ossia aumento delle entrate fiscali - una certa discontinuità con la precedente amministrazione e col comune sentire dei contribuenti c'era effettivamente stata, per quanto riguarda Brunetta, in effetti, le serie storiche sembrano non evidenziare mutamenti epocali, ma forse bisognerà attendere la messa a regime dei suoi provvedimenti.
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la mia sensazione è che un effetto ci sia stato, ma che sia talmente marginale che nessuna statistica potrebbe mai confermarlo. il problema è che la prassi italiana è molto lasca, per cui quelli che hanno ridotto le assenze sono solo coloro che davvero la facevano grossa (pochi). gli altri hanno continuato tranquillamente perché sanno che la legge, i tribunali del lavoro e i sindacati sono dalla loro parte.
sul difference-in-differences chiaramente è l'approccio migliore e la spiegazione di Giulio è stata ottima nella sua semplicità. faccio una considerazione tecnica: non credo che si possa usare l'universo dei lavoratori privati come control group. i 2 gruppi devono essere omogenei e identici al netto del fattore B. sappiamo tutti che ci sono grosse differenze tra lavoratori pubblici e privati. ad esempio, solo per citarne alcune i pubblici sono relativamente più presenti al Sud (come fai ad escludere effetti di capitale sociale?), hanno retribuzioni che negli ultimi anni sono cresciute di più nonostante una produttività più bassa, sono in numero assoluto molti di meno dei privati, sono valutati secondo criteri diversi da quelli dei privati (l'assenteismo si riduce in tutti e due, ma potrebbe essere che i privati lo riducono perché è stata rafforzata la valutazione merit-based mentre i pubblici per Brunetta o altri fattori).
un'alternativa potrebbe usare come control group gli stessi pubblici un anno fa: come dire, se c'era un trend di discesa, questo si è accentuato quest'anno? ma chiaramente anche in questo caso ci sono grosse disomogenità.
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un'alternativa potrebbe usare come control group gli stessi pubblici un anno fa: come dire, se c'era un trend di discesa, questo si è accentuato quest'anno? ma chiaramente anche in questo caso ci sono grosse disomogenità.
Si', di primo acchito questa sembra la maniera. Ma poi ti rendi conto che neanche questa funziona: il tasso di assenteismo ha un minimo naturale (0%) oltre il quale non può scendere. Poiché, ovviamente, il tasso fisiologico minimo è sempre di qualcosa superiore la convergenza sarà nel migliore dei casi di tipo asintotico, come un'iperbole con le ascisse come asintoto orizzontale. Il che implica che il tasso di variazione dell'assenteismo deve diminuire a tassi decrescenti (ossia, la curva è convessa). Questo implica che diff-in-diff dovrebbe dare, in assenza di alcun intervento "nuovo", un valore minore per l'ultimo periodo ...
Insomma, l'effetto RB non è per niente cosa ovvia da calcolare e, di certo, i dati che Giulio riporta sembrano quelli che uno si aspetterebbe senza RB. La domanda interessante, invece, è: che cosa causa la forte diminuzione dell'assenteismo post 2005? Non è che hanno semplicemente fatto un accordo sindacale e ridefinito la variabile?
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Certo, o un'inversione di tendenza ... che sembra esserci nel 2005.
Ma non ho idea, solo noto il fatto curioso.
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La domanda interessante, invece, è: che cosa causa la forte diminuzione dell'assenteismo post 2005?
Esattamente. Avevo pensato all'aumento dei precari nella PA (i precari per ovvie ragioni hanno tassi di assenteismo molto piu' bassi) ma i dati della ragioneria generale si riferiscono ai soli dipendenti a tempo indeterminato.
Non è che hanno semplicemente fatto un accordo sindacale e ridefinito la variabile?
Piu' probabile. Qualcosa tipo: per il primo giorno non si conta come assenza di malattia ma come qualcos'altro (ma mi sfugge la possibile ratio). Oppure prima si concedevano permessi per malattia per cause analoghe. Per quattro episodi di "malattia" in media per dipendente questo spiega la diminuzione da 20 a 16 giorni dal 2005 al 2006. Ma si tratta appunto di ipotesi campate per aria. Comunque pare non ci sia nulla, es. nella finanziaria 2006, che abbia cambiato gli incentivi alle assenze per malattia nella PA dal 2005 al 2006. Puo' anche darsi che i dati siano sballati, perche' no.
Ma ecco un indizio in favore della ridefinizione: dalla tabella nel pdf dell'indagine (link nell'articolo) si vede che c'e' stata nel periodo una redistribuzione tra le categorie di assenze a parita' di giorni totali di assenza: la redistribuzione va essenzialmente dai giorni di malattia (-4.5) a maternita' e congedi parentali (+3.2): puo' essere che prima del 2006 si prendevano permessi di malattia quando si ammalava il figlio. Ma, appunto, sono solo congetture: qualcuno ne sa di piu'?
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il ministero ha pubblicato la "seconda puntata" dell'indagine, coi dati a luglio 2008 e per su un campione piu' grande di enti pubblici.
ecco l'andamento mensile maggio-luglio 2007 e maggio-luglio 2008 (si tratta di giornate al mese per dipendente):
evidentemente da maggio a giugno 2008 si decresce piu' velocemente, ma qualcuno deve ancora spiegare perche' c'e' una riduzione da maggio a giugno 2007.
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Caro Giulio,
non riesco a vedere la figura che apparentemente e' inclusa nella tua risposta. Credo che il sistema non consenta l'inserzione di figure nei commenti, a meno di manipolazioni a livello html. Sul merito del tuo commento, a me sembra che dai dati pubblicati da Brunetta sul link che hai dato l'effetto Brunetta ci sia.
Se calcoli le differenze a maggio, giugno, luglio tra 2007 e 2008 trovi rispettivamente: -11%, -22%, -37%, una diminuzione crescente delle assenze. Se ci fosse un calo costante, la diminuzione mese-2008 meno mese-2007 dovrebbe essere costante. Ammesso che i dati non siano manipolati, sono consistenti con un effetto Brunetta a partire direi da giugno. Il -11% tra maggio e maggio potrebbe essere la diminuzione di tendenza pluriennale, per cui l'effetto Brunetta sarebbe -11% a giugno e -27% a luglio. Questi sarebbero i numeri piu' corretti da citare nella propaganda ministeriale che diversi mezzi di comunicazione stanno facendo in questi giorni.
Pochi minuti dopo aggiungo: ora vedo l'immagine nel tuo commento. Si tratta di un'immagine esterna al sito NFA che probabilmente non raggiungevo prima. Sarebbe meglio che fosse possibile (per documentazione futura) fare in modo che le immagini siano contenute nel sito NFA, questo e' possibile negli interventi principali ma non direttamente supportato nei commenti.
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alberto, concordo: togliamo almeno quell'11% che possiamo rozzamente stimare come tendenza.
un'altre cosa che mi insospettisce e' che il dato per luglio 2007 e' inferiore a quello di maggio 2008.
ora, visto che i dati mensili ce li hanno, perche' non ce li fanno vedere tutti quelli del 2007 anziche' fare questo stillicidio mese per mese? ok, i dati 2008 sono a campione ma stando alla figura nel commento non possiamo neppure escludere che ci sia un po' di stagionalita' (le assenze devono essere aumentate dopo luglio 2007).
come dice mario morino, stiamo a vedere anche cosa succede da settembre in poi...
comunque la concavita' -- anziche' la convessita' che ci aspettiamo -- e' un punto a favore di RB. ricordiamoci anche che a giugno sono entrate in vigore le misure piu' restrittive sulle visite fiscali ecc., per cui piu' che un effetto annuncio questo e' un effetto di un giro di vite.
positivo in ogni caso, direi.
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Sarei propenso a dire che un effetto Brunetta c'è, forse a Venezia un pò di più perchè la gente lo conosce e se ne parla.
Che poi l'usciere, o l'impiegato piazzato per meriti parentali e/o politici, anzichè starsene a casa timbri il cartellino, non so quanto possa cambiare nella produttività complessiva della pubblica amministrazione.
Comunque meglio di niente. Sarebbe interessante monitorare il trend tra qualche mese per vedere se l'effetto Brunetta, come per i punti sulla patente, si mantiene o svanisce.
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Nel frettempo il Nostro rilascia interviste compiaciute...
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Renato Brunetta proclama ai quattro venti d'aver miracolosamente curato i dipendenti pubblici.
Lasciamo stare l'ovvia domanda (il fatto che vadano in ufficio, implica che poi lavorino?) e facciamone invece una più semplice. La rivolgo a Giulio, anzitutto, visto che sembra sapere dove andare a cercare i dati rilevanti, ma anche a chiunque si occupi della cosa. La riduzione è rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, ed i dati mensili pregressi che l'articolo riporta fanno anch'essi sospettare un trend in forte discesa: ad ogni mese che passa la differenza percentuale rispetto allo stesso mese dell'anno precedente aumenta ... non è che abbiamo anche qui un bel trend sottostante in forte discesa?
E se questo forse vero, visto che per l'assenteismo è vero, qualcuno ha un'idea di cosa lo abbia/stia causato/causando?
P.S. Sono un idiota, faccio pubblica ammenda e lascio il commento a testimonianza del fatto che a volte parlo senza leggere. Il dibattito precedente aveva già anticipato tutto ... però rimane il fatto che qualcuno mi deve spiegare il trend. Inoltre, faccio notare che se il numero di assenteisti/malati (ora mi rendo conto che con le due parole distinte ci si riferisce, in Italia, alle stesse persone ...) diminuisce di N al mese, allora il valore percentuale della discesa da un anno all'altro aumenterà, per la semplice ragione che N/X < N/(X-N).
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diminuisce di N al mese, allora il valore percentuale della discesa da un anno all'altro aumentera', per la semplice ragione che N/X < N/(X-N).
giusto, ma il pattern e': N(t)=0.1 a giu e lug 07 e N(t)=N(t-1) + 0.1 a giu e lug 08, vedi tabella sotto. (i dati sono semplicemente presi dalle slides del ministero... non li ho trovati in altra forma putroppo)
| assenze | var assoluta | var % mese | var su 2007 | |
| mag 07 | 1.2 | - | - | - |
| giu 07 | 1.1 | -0.1 | -8.33% | - |
| lug 07 | 1.0 | -0.1 | -9.09% | - |
| mag 08 | 1.1 | - | - | -8.3% |
| giu 08 | 0.9 | -0.2 | -18.2% | -18.2% |
| lug 08 | 0.6 | -0.3 | -33.3% | -40.0% |
il trend e' in discesa ed e' questo il problema di identificazione. se almeno ci facessero vedere tutti i dati mensili per il 2007...
una spiegazine audace ma non assurda e' che ci sia un forte effetto di selezione: i dati per il 2007 riguardano l'intera popolazione di dipendenti, quelli per il 2008 le amministrazioni che hanno scelto di far parte del progetto pilota. le amministrazioni con piu' assenti hanno minore probabilita' di far parte del progetto pilota, se non altro perche' il funzionario che doveva dare l'adesione quel giorno era malato :-)
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Premetto che in genere apprezzo molto quel che leggo su questo sito, e che secondo me i dati sono pochi in generale, è difficile trovare dati veramente credibili sia a favore che contro l'esistenza di un "effetto Brunetta". Però...
Ho visto la vostra figura che dimostrerebbe che c’era un calo dell'assenteismo già prima di Brunetta, ma mi sembra tutt’altro che valida: in pratica avete preso i numeri mensili forniti dal ministro per il 2007 e 2008, e ci avete giustapposto davanti tre (3) numeri che però sono medie annuali (e dato che le malattie sono stagionali, non si possono confrontare medie annuali con medie mensili) e sono riferiti a tutto l’insieme della pubblica amministrazione invece che ai 27 enti campione di Brunetta (e questo pesa moltissimo, visto che l’assenteismo al ministero dell’Istruzione è certamente molto diverso che quello al comune di Bolzano, quindi cambiando campione i dati sono inconfrontabili).
I tre numeri da voi aggiunti dimostrano al massimo che nel 2006 c’erano state meno malattie che nel 2005, dove però ce n’erano state di più che nel 2004. Solo che voi, invece di tracciare i tre punti, avete tracciato la curva interpolata dai tre (3) numeri come se fosse il risultato di chissà quali misurazioni statistiche condotte per tre anni, raccordandola poi ai dati del ministro, con cui non sono confrontabili per i due motivi suddetti. Tracciare una curva del genere, unendo due set di dati tra loro inconfrontabili senza nemmeno adattare le scale temporali (per cui prima 1 tacca = 1 anno e poi 1 tacca = 1 mese...) è un'operazione scientificamente insostenibile, vuol dire arrampicarsi sugli specchi pur di sostenere una tesi per la quale non si hanno argomenti seri.
Insomma, posso anche pensare che questo articolo sia stato fatto cercando in perfetta buona fede di fare una analisi scientifica, ma è una operazione di manipolazione matematica che mi sembra non provi granché.
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Dunque, dunque, dunque: Giulio, che l'articolo l'ha scritto, dirà di certo la sua ma ...
- Tutto quanto il nostro lettore commenta con tono incazzato, nell'articolo viene detto e viene detto molto esplicitamente anche se pacatamente. Quindi parolone grosse come "manipolazione" (che implica occultare informazioni rilevanti) e "sostenere una tesi per la quale non si hanno argomenti seri" forse andrebbero evitate, no?
- Il punto dell'articolo è - appunto! - che con i dati messi a disposizione dal ministero non si può provare un fico secco, né in una direzione né nell'altra. Questo è detto chiaramente, anzi è il messaggio dell'articolo: visto che sembra essere anche l'opinione di vb, perché prendersela con un articolo che sostiene esattamente quanto sostieni tu? Misteri dei commentatori misteriosi, I guess.
- Se, come il ministero annuncia, il campione è rappresentativo dovrebbe essere rappresentativo della popolazione, quindi confrontare la media campionaria con quella della popolazione non è poi così tragico. Dove sbaglio?
- È vero che la media campionaria ha una varianza campionaria, che quindi andrebbe calcolata e riportata ... la si potrebbe poi utilizzare per fare allegri intervalli di confidenza che rischierebbero di assegnare un 45% di probabilità al fatto che l'effetto Brunetta non ci sia proprio ...
- Il trend precedente all'arrivo di Brunetta chiaramente c'è, l'interpolazione non fa nessuna differenza: dal 2005 al 2006 la diminuzione è sostanziale, idem per i due mesi del 2007 rispetto alla media del 2006. A meno che la stagionalità dell'assenteismo (che evidenza hai a questo proposito? Da cosa sappiamo che l'assenteismo è stagionale?) non sia tale che il periodo maggio-luglio coincide con i minimi annuali (se così fosse, allora il ministero davvero dovrebbe starsene un po' zittino zittino invece di annunciare grandi vittorie, aspettando magari settembre-dicembre per fare gli annunci) il grafico è perfettamente legittimo.
Visto che ci sono: in Italia non si parla d'altro ed il Corriere di oggi dedica tre pagine alla faccenda. Le notizie ed i dati riportati ovviamente suggeriscono che un effetto ci sia, cosa senz'altro possibile ora che sono state attuate norme precise al riguardo (l'articolo discuteva solo l'esistenza di un "effetto annuncio".) Sposterei dunque la discussione su quel tema: se le norme sono appropriate, che effetto potrebbero avere e se questo è o non è il prologo ad una riduzione delle spese per il personale pubblico ed un aumento nell'efficienza dei servizi.
Personalmente mi auguro che l'effetto sia reale, e che perduri. Le scomposte reazioni sindacali sono siginificative e confermano ancora una volta che il sindacato è il peggior nemico del rinnovamento. Continuo a ritenere che occorra dar atto a Brunetta di un insolito e ben motivato attivismo. La discussione è sull'efficacia di quanto fa e sulla possibilità di poter far meglio, oltre che sulla valutazione realistica, e non trionfalistica, degli effetti che le sue azioni hanno.
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Grazie per il commento, vb, cosi' posso chiarire ulteriormente.
Ho visto la vostra figura che dimostrerebbe che c’era un calo dell'assenteismo già prima di Brunetta, ma mi sembra tutt’altro che valida
Ammetto che la figura nel testo e' fuorviante se uno legge l'articolo di fretta -- e giustamente uno guarda subito alla figura per avere una sintesi. Ho comunque avvertito nel testo che i due pezzi sono disomogenei e ho indicato chiaramente che i primi tre punti sono anni e gli altri mesi. In ogni caso hai ragione: non e' un capolavoro. La sostituiro' per non trarre in inganno.
Ok, ti concedo che questa figura non prova granche'. Guarda pero' la figura nel mio commento 07 Agosto 2008, 13:04. Qui i dati, pur scarsi, sono tutti mensili ed e' evidente che l'assenteismo fosse gia' in calo prima di Brunetta.
In calo molto piu' lento, certo. E qui c'e' il secondo problema che ho sottolineato nel mio commento 07 Agosto 2008, 23:57 e che anche tu sottolinei: i dati 2008 sono su un campione di amministrazioni che non costituiscono un campione casuale e che (adesso che guardo bene) non si sa neppure come sia stato selezionato. La mia opinione e' che la bias sia verso il basso, nel senso che difficilmente le amministrazioni meno efficienti (e quindi con piu' assenze) fanno parte di un progetto pilota che richiede comunicazione tempestiva di dati sulle assenze. Cioe' potrebbe esserci una forte componente di autoselezione: la seconda puntata del rapporto infatti ringrazia la
grande disponibilità dimostrata da tutte le Regioni e dagli EE.LL., a cui va dato il merito di aver risposto con prontezza, l’indagine di luglio ha coinvolto ben 70 amministrazioni che hanno recepito e fatto propria la linea di rinnovamento e trasparenza voluta dal Ministro.
Be' se ci fossero covi di assenteisti non sarebbero certo loro a fare propria la linea di rinnovamento di Brunetta...
Per questo neppure le due mini-serie mensili 2007 e 2008 nel commento 07 Agosto 2008, 13:04 sono del tutto confrontabili e non possono provare granche' ne' da una parte ne' dall'altra: ma non sono io a confrontarle, e' il ministero. E' su questo che dovrebbero essere piu' cauti, da cui la morale dell'articolo: i dati a disposizione non permettono di dimostrare nessun nesso causale.
Spero che pubblicheranno presto le serie sull'universo e non sul campione: allora ci vedremo piu' chiaramente.
Sulla stagionalita', puo' anche essere che da primavera in poi ci si ammali meno, ma questo vale per il 2007 e per il 2008. Anche per questo sarebbe stato utile vedere tutta la serie mensile 2007, che loro evidentemente hanno se continuano a rilasciarla mese per mese.
In ogni caso, ora che dagli annunci si e' passati a misure concrete mi pare piu' utile continuare la discussione nella direzione suggerita da Michele.
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Anche il primo intervento sottolineava che i dati usati non erano adeguatamente consistenti.
è difficile trovare dati veramente credibili sia a favore che contro l'esistenza di un "effetto Brunetta"
Secondo me ripeto facendo le differenze tra dati omogenei (se hon ho frainteso) esistenti per maggio, giugno e luglio 2007 e 2008 e confrontando la diminuzione maggio 2007 -> 2008 (11%) con luglio 2007 -> 2008 (37%) mi sembra ragionevole stimare l'effetto Brunettta in attesa di dati migliori e piu' completi ad un -27% delle assenze nel mese di luglio. Ora bisogna vedere se le assenze degli altri mesi sono "elastiche" allo stesso modo di quelle di luglio, e se c'e' un effetto di apprendimento su come aggirare le ultime grida manzoniane come e' nella tradizione del Belpaese.
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facendo le differenze tra dati omogenei (se hon ho frainteso) esistenti per maggio, giugno e luglio 2007 e 2008
sono omogenei solo se il campione dell'indagine pilota e' random: a me non e' affatto ovvio che sia cosi'.
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Non condivido quanto dichirato dal Ministro Brunetta che il minore assenteismo si trasformi automaticamente in miglioramento dei servizi se gli altri fattori rimangono invariati anzi è vero il contrario.Se questo fosse vero non vedo altra soluzione che licenziare dipendenti pubblici col sistema delle decimazioni.
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D'accordo su tutto. Le decimazioni erano una freddura. Ci vuole una rivoluzione copernicana: oggi il servizio pubblico in Italia e' considerato solo un unsieme di posti di lavoro pagati per fare poco o nulla, che il potere politico dispensa per acquisire e mantenere consenso elettorale. Bisogna evolvere verso una concezione del servizio pubblico come attivita' il cui obiettivo e' fornire un servizio di qualita' a tutti i cittadini, che poi premiano chi sa spendere in maniera piu' produttiva le tasse pagate fornendo buoni servizi ad un prezzo paragonabile o migliore di quello che sarebbe necessario pagare ad imprese private. Sembra ovvio ma in Italia non lo e' per nulla.
Riguardo ai diirgenti pubblici, e' vero che ogni riforma deve partire dall'alto: Lo Stato non deve pagare alcun dirigente piu' che nella corrispondente posizione delle imprese private locali, ogni contratto di dirigente deve essere risolvibile con normativa ragionevole e i compensi devono essere strettamente proporzionali ai risultati, piu' strettamente proporzionali di quelli dei dipendenti che essendo modesti non possono essere compressi oltre ad un certo limite.
Detto tutto questo, e' corretto anche predisporre incentivi e disincentivi perche' tutti i dipendenti pubblici non abbiano convenienza o facilita' a gonfiare il numero delle assenze ingiustificate. Certamente comunque questo non puo' esaurire l'attivita' del Ministero e deve essere l'elemento di una strategia che deve per forza includere misure incisive sui dirigenti e sull'organizzazione.
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tra le tante cose ho trovato anche questo. non so, mi pare ragionevole come argomento:
"Non si tiene neanche conto dell'età media dei lavoratori pubblici,
molto più alta di quella dei lavoratori del privato a causa del blocco
del turn-over che opera ormai da più di 15 anni".
non ho letto tutti gli altri commenti. un altro problema è che i dati di quello che brunetta chiama "la prima puntata" considerano amministrazioni differenti rispetto a quelle della "seconda puntata". però ci viene comunque proposto un confronto.
Mentire con le statistiche è disperatamente facile. Anche illudere se stessi con le statistiche non è propriamente difficile. In tutti i miei testi universitari di materie che avevano in qualche modo a che fare con la statistica (ovvero quasi tutte) c'era almeno un paragrafo che metteva in guardia da questi rischi.
Ora, io capisco che economia e sociologia raramente permettano di fare esperimenti ripetuti in condizioni controllate, ma il sospetto che la gente ci marci ogni tanto viene...