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Partiamo dall'ipotesi che il piano - oramai approvato anche dalla Camera nella sua versione peggiorata con dentro altri $150 miliardi di tagli fiscali fatti a caso per accontentare questo o quell'altro gruppo di deputati - funzioni come l'Amministrazione dichiara di sperare. In altre parole, con i $700 miliardi a sua disposizione il Tesoro USA acquista dei titoli svalutati o "tossici", li mette nella propria cassaforte e passa alle banche che glieli vendono $700 miliardi in buoni del Tesoro o cose simili. Perfetto.
Ora, da quanto ne so vi sono in giro circa $11mila miliardi di mutui ed una quantità altrettanto grande di titoli che li "titolizzano", ossia i famosi MBSs. I dati esatti non ho tempo di guardarli, ma credo di non sbagliarmi, comunque l'ordine di grandezza è quello. Non tutti questi titoli sono su sub-prime, ovviamente, ma i sub-prime sono quasi ovunque, non sono ristretti ad un insieme ben definito e limitato di MBSs, chessò: quelli con di colore giallo. Eppoi non fa molta differenza, perché oramai vanno in mancato pagamento mutui quasi prime o prime, quindi la distinzione conta solo relativamente (però conta, chiaro che conta). Siccome, in particolare, nessuno è in grado di prevedere chi e quando smetterà di fare pagamenti sul proprio mutuo nei prossimi 24 mesi, la cosa è molto semplice: con la eccezione di pochissimi titoli identificabili, la quasi totalità degli $11mila miliardi di mutui titolarizzati in circolazione può essere "infetta" e quindi pericolosa.
Questo spiega agevolmente perché il mercato abbia continui problemi di liquidità: se temi che dietro qualsiasi contropartita ti venga offerta in cambio dei tuoi strumenti liquidi vi siano titoli infetti e non hai maniera di identificarli né sai di chi fidarti, non ti fidi di nessuno e non presti a meno che non ti paghino tassi d'interesse particolarmente alti. Il tutto mi sembra alquanto sensato.
Ora: che frazione di questo materiale pericoloso possiamo togliere di mezzo usando i $700 miliardi che Paulson ha appena ricevuto? Leggo sul NYTimes (credo, note vecchie senza citazione)
According to Federal Reserve Chairman Ben S. Bernanke, who worked with Mr. Paulson to develop the plan, the government would pay "hold to maturity'' prices -- meaning a price based on some estimate of what the asset would be worth once the crisis of confidence had passed, not on what the asset holder could get by selling it today. By doing so, they said, the government would provide troubled firms with an infusion of capital, reducing doubts about their viability and thereby restoring investor confidence.
Le affermazioni di Bernanke rivelano due cose interessanti. Anzitutto - contrariamente a quanto ama pensare il mio collega ed amico David K. Levine (e con lui qualsiasi economista sensato io conosca) - l'intenzione del governo non è quella di acquistare a prezzi ragionevoli i titoli buoni che il mercato oggi non riconosce come tali e sconta come titoli cattivi, dando così ai proprietari dei titoli buoni la possibilità di tornare ad operare con strumenti liquidi, lasciando che gli altri affoghino come dovrebbero. No, l'obiettivo del governo e della Fed è quella di comprare i titoli cattivi per poterne così liberare le banche che li detengono. Ossia, l'intenzione del governo e della Fed è quella di risolvere il problema dei "limoni" comprando macchine cattive! A che prezzo? I teorici delle aste, che hanno firmato in massa gli appelli a favore del piano di Paulson, sostengono che per una bella parcella loro sanno farlo per bene (salvo poi, per una parcella ancor più sostanziosa, spiegare alle banche come prendere il giro il complicato meccanismo che i colleghi consulenti del Tesoro avranno approntato). Contento chi ci crede ...
La seconda cosa da notare è che non si intende comprare i titoli in essere a prezzi scontati o stracciati, come sarebbe appropriato, ma invece a prezzi calcolati sotto l'ipotesi che il titolo va tenuto sino alla sua maturità e che il flusso di pagamenti che contiene si compia! Come possano al Tesoro ed alla Fed pensare d'essere in grado di fare questi calcoli adeguatamente e fedelmente, lo sanno solo loro. Fa lo stesso, facciamo finta che ci riescano. Insomma, prendiamo per buona questa loro ipotesi assurda secondo cui solo perché lavorano alla Fed ed al Tesoro sanno fare cose che nessun economista accademico o meno s'arrischia di pensare di poter fare. Tutto bene? No, tutto male.
Tutto male perché, delle due l'una: O bene, con i $700 miliardi che le abbiamo concesso (si fa per dire) e grazie all'astuzia dei suoi consulenti, Paulson riesce a pulire completamente il parco buoi degli MBSs infettati, OPPURE, anche dopo che tutte le aste saranno finite,la grande maggioranza dei titoli MBSs che rimarranno in giro saranno potenzialmente infetti. Il fatto che ci vogliano comunque mesi di tempo per fare tutti questi acquisti diventa quasi secondario a questo punto, visto che alla fine la situazione non sarà cambiata.
Non sarà cambiata perché mi rifiuto di credere che si possano indovinare magicamente quali siano i titoli che contengono i mutui sui quali la gente smetterà di fare pagamenti fra 6, 12, 18, 24 mesi ... questa sfera di cristallo non ce l'ha nessuno, neanche uno come Paulson e nessuno ci crede. Compreranno quello che compreranno, speriamo onestamente e cercando di fare del loro meglio. Ma quando avranno finito di comprare, la quantità di materiale infetto che sarà ancora in giro sarà circa il 90% di quello che è oggi, rebus sic stantibus.
Se la mia analisi è corretta, ne segue che il piano di Paulson non porterebbe al risultato desiderato neanche se dovesse funzionare. Il che rende necessario chiedersi se esiste una maniera di risolvere il problema della "temuta infezione" in modo credibile, rapido e poco costoso. Ossia, come convincere il mercato che non è più vero che quasi ogni titolo del tipo MBS rischia di contenere mutui cattivi?
La mia idea è che l'unica maniera di farlo è facendo sapere ufficialmente che i mutui cattivi non ci sono più, sono spariti, si sono volatilizzati, almeno in grossa parte. Per ottenere questo effetto occorre spendere soldi per pagare le rate sui mutui che vanno in default. In altre parole, occorre spendere i soldi che il Congresso ha appeno concesso al Tesoro non per comprare titoli a caso, ma per subentrare ai titolari dei mutui ogni volta che questi smettono di fare pagamenti e la banca che detiene il mutuo pignora loro la casa. I signori che non fanno i pagamenti se ne vanno lo stesso (altrimenti smettiamo tutti di fare i pagamenti) e la banca pignora la casa lo stesso, la gestisce, la affitta, la mette sul mercato o all'asta per rivenderla. Ma il Tesoro, nel frattempo, subentra al mutuatarioe paga le rate su, diciamo, un valore pari al'80% del facciale del mutuo. Questo implica che ogni MBS in circolazione contiene mutui che mai cadranno al di sotto dell'80% del loro valore facciale, il che è molto meglio di quanto sia oggi e, poiché si applica a tutti i mutui e si applica subito non soffre dei limiti messi in evidenza per il piano Paulson.
I dettagli di come gestire il rapporto fra banca e Tesoro per evitare di dare alle banche l'incentivo sbagliato e spingerle, invece, a valorizzare le case pignorate ed a venderle al prezzo migliore possibile (dividendo eventuali guadagni con il Tesoro) vanno aggiustati (grazie a Sandro per gli acuti consigli), ma sembra fattibile. Chiaramente si tratta di una soluzione sub-ottima, a questo punto tutte le sono. Ma costa molto meno di quella di Paulson e funziona subito, dal giorno in cui si annuncia che tale politica verrà adottata. Nessuno si preoccupa se il check arriva fra due mesi, basti che arrivi e che continuino ad arrivare quelli seguenti.
Forse mi son solo fatto una grande confusione ed ho detto una grande cazzata, ma son parecchi mesi che discuto di questa idea con qualsiasi collega conosca ed al momento non ho incontrato critiche devastanti. Sì, c'è il fatto che alla fine si trasferiscono soldi a delle banche che hanno fatto delle cattive scelte di investimento. Ma questo mi sembra inevitabile visto che, la politica con i suoi trucchetti ed i media con le loro isterie, ci hanno spinto all'intervento obbligatorio. Siccome occorre intervenire bisogna dare soldi a gente che ha fatto scelte sbagliate, a dir poco. Credo però che "assicurando i mutui" (che è ciò che la mia proposta fa, implementando quindi quanto i Repubblicani della Camera chiedevano prima di cedere alla ragion di stato e di bottega) si possa trasferire ai cattivi banchieri la quantità di soldi minore possibile, e nel modo socialmente meno dannoso.
Nota: i commenti sono di proprieta' degli autori, che ne sono responsabili.
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vale improvvisamente l'80% di meno
vuoi dire il 20% di meno, che è molto di più di quanto valgano oggi tutti pezzi di carta che circolano con dietro mutui. Nell'ipotesi da me descritta, questa riduzione in valore del 20% varrebbe solo per alcuni, cioé quelli che fanno default (devo dire che non mi piace questo numero fisso e che andrebbe aggiustato a seconda degli stati o addirittura delle contee, ma lì il discorso si fa troppo complicato per un blog ...).
Se il mercato si mette ad usare il worst outcome come maniera di prezzare TUTTI i mutui, allora credo vi sarebbero delle forti possibilità di arbitraggio, non ti pare? Me ne compro anche io un tot! A meno tu non ti aspetti che TUTTI gli 11milia miliardi di mutui vadano a ramengo, che mi sembra un pelino eccessivo.
Tieni conto che l'expected recovery value, after default, è il 50%.
Quello che per il Congresso una frase voglia dire o meno non è affar mio. Io so cosa significano le frasi che scrivo io.
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vale improvvisamente l'80% di meno
vuoi dire il 20% di meno,
Si' certo, volevo dire l'80% del valore nominale.
Se il mercato si mette ad usare il worst outcome come maniera di prezzare TUTTI i mutui, allora credo vi sarebbero delle forti possibilità di arbitraggio, non ti pare?
Ma allora ci dovrebbero essere anche adesso che il mercato fa proprio questo, no?
Quel che dico e' che i problemi di liquidita' sono risolubili restaurando fiducia, e la tua proposta mi pare utile in questa direzione, ma cio' al piu' ripristina il valore del mutuo a un livello realistico anziche' di svendita causa panico. Questo nell'immediato e' gia' un grosso risultato, non dico di no: ma se il livello realistico e' destinato a restare per molti anni al di sotto di quello che rende le banche con net worth > 0, prima o poi bisognera' anche pensare, separatamente, a come ricapitalizzare le banche. E questo richiedera' risorse finanziarie molto sostanziose, dato che molti mutui sono stati concessi a prezzi di bolla.
A meno, ovviamente, che i governi decidano di monetizzare il debito, proprio e delle banche: in altri termini, si mettano a perseguire alti livelli d'inflazione. Non credo di essere l'unico a temere cio': mica per niente l'oro sta da diverso tempo a 800 - 900 dollari l'oncia mentre le altre commodities stanno declinando a causa delle aspettative di recessione.
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Allora siamo perfettamente d'accordo. In particolare:
prima o poi bisognerà anche pensare, separatamente, a come ricapitalizzare le banche. E questo richiederà risorse finanziarie molto sostanziose, dato che molti mutui sono stati concessi a prezzi di bolla.
Certo, non c'è dubbio. Infatti occorrerà cambiare la maniera in cui si regolano e il ruolo della Fed, oltre che i suoi modi di funzionamento, chiaramente inadatti. Vorrei anche sperare che, se qualcuno riesce a far sì che la regolazione bancaria cambi in meglio (ma, anche qui, non è tanto chiaro cosa sarebbe il caso di fare) le banche finiscano per ricapitalizzarsi da sole. Insomma, riescano a reggere il fatto di aver perso un 10-20% dei soldi investiti in mutui e case, trovino gente disposta ad investire e vedano di cercare di fare profitti (possibilmente veri, questa volta) in qualche altro settore o attività.
Il mio ragionamento era strettamente limitato all'emergenza. Parto dall'assunto (che non mi convince del tutto, sia chiaro, ma sembra essere l'opinione dominante e che i fatti supportano) secondo cui le banche e gli agenti finanziari in questo momento NON sono in grado (perché? boh ... occorre chiederlo a Bernanke, Paulson e magari anche Blinder e Summers) di prezzare adeguatamente i titoli in essereed hanno bisogno che un agente benevolente esterno gli risolva il lemons problem. Lo so, lo so, Enzo, i governi benevolenti non esistono. Ma quando tutti ci credono diventano un po' come la beata vergine: dobbiamo anche noi, miscredenti, far finta di crederci e giocare con il gioco che ci passa il convento ...
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Allora l'errore fatale sarebbe che manca uno 0? 7.000 invece di 700, con concrete possibilità di poterseli riprendere tutti tra qualche anno, a crisi finita?
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non capisco una cosa. La crisi nasce dai mancati pagamenti dei mutui. Come mai gli americani non riescono a pagare i mutui con un pil crescente e con i tassi di interesse fra i più bassi del mondo ?
Se vuoi la mia opinione, in parte perche' sono anche indebitati su altri fronti (consumer credit, carte di credito), e in parte perche' non gli conviene, dato che si sono perse le buone abitudini antiche ;-). Supponi che uno abbia avuto un mutuo del 100%, senza alcun pagamento iniziale: la rata del mutuo e' stata una specie di affitto, e quando e' cresciuta troppo e' bastato mettere le chiavi di casa in una busta e spedirle alla banca (la cosiddetta "jingle mail"). Per confronto, guarda in questo grafico cosa successe al prezzo delle case in Hong Kong tra 1998 (Asian Crisis) e 2003-2004 (epidemia di SARS e recessione): persero circa il 70% del valore rispetto ai picchi del 1997! Eppure il numero dei defaults fu molto limitato, anche se in parecchi all'epoca erano in "negative equity", cioe' col valore dell'immobile ben inferiore al mutuo rimanente.
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A questo punto gli americani sono troppo indebitati a prescindere . Quindi mi chiedo non sarebbe più opportuno un piano di stimolo dell'economia contemporaneo ad un inasprimento delle regole di erogazione dei mutui ? in Italia non puoi fare un mutuo del 100% con la rata del 100% del tuo stipendio.
Inoltre fino a che i valori delle case non aumenteranno le banche non rientreranno delle loro esposizioni attuali. Il governo americano dovrebbe subentrare al mutuatore pagando le rate ma dovrebbe "congelare" l' immobile togliendolo temporaneamte dal mercato per far salire il prezzo degli immobili. Un po' come avviene in italia . Quando il prezzo scende nessuno vende più, questo avviene più per psicologia che per azioni concordate, ma il fatto è che in italia i prezzi non scendono mai.
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non e' affatto vero che se i prezzi scendono nessuno vende perchè non tutti se lo possono permettere (anche in Italia) ...
[...]Il sogno dei milanesi — la casa di proprietà — si infrange sugli scogli del caromutui. Chi ha comprato sempre più spesso si rende conto di avere peccato d'ottimismo. E appende al portone il cartello «vendesi».[...] Molte famiglie non aspettano la resa dei conti con la banca. Vendono prima. «Sette-otto mesi fa è cresciuto in modo consistente il numero dei milanesi che si sono rivolti a noi per cedere la seconda casa comprata pochi anni fa...[...]
[...]... spiega Armando Borghi, direttore del master sul mercato immobiliare dell'università Bocconi. «Chi ha comprato due-tre anni fa e oggi vuole vendere difficilmente riuscirà a recuperare tutto l'investimento — avverte Borghi —. I prezzi hanno cominciato a scendere e il ridimensionamento continuerà per tutto il 2009». [...] La difficoltà delle famiglie a far tornare i conti per colpa della casa è confermata anche da un'indagine Tecnoborsa (società Unioncamere). Un terzo di chi ha venduto un immobile nel 2006-2007 lo ha fatto per bisogno di soldi e non per reinvestire. Tra chi intende vendere tra 2008 e 2009 la percentuale è sale al 43%. [...]
ma partendo dalle notizie di un anno fà ... e' sotto gli occhi di tutti che il fenomeno sta straboccando verso un immenso problema sociale ...
ma a parte questo, per entrare nel tema del post e aprire una eventuale valutazione su un piano di salvataggio a cui stanno pensando (???) per l'Europa, la domanda e':
cosa si sa dei MBS costruiti con i mutui italiani ? quale il loro valore ?
in Italia il fenomeno dell'insolvenza è ormai dilagante su mutui che erano abbastanza "prime" ma che con lo sconvolgimento dei tassi variabili sono diventati di fatto ... "sub prime"
inoltre il domino e' partito e la spirale ormai inevitabile della discesa del valore degli immobili non fa che aumentare l'insolvenza ...soprattutto per le banche aumenta la crisi di liquidità perchè anche con le esecuzioni immobiliari ... riescono a recuperare sempre meno ...
... come tutto questo si lega alla voce (non ufficiale) che sta circolando secondo cui
UNICREDIT è TECNICAMENTE GIA' FALLITA ?
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su UniCredit, una cosa sembra certa, l'operazione in pieno week-end ha evitato un possibile crack (?)
l'operazione è una ricapitalizzazione di 6,6 miliardi di euro che se non è un miracolo di questi tempi, poco ci manca ... e la borsa per il momento non ha premiato, anzi ...
"Per Unicredit, un giorno da batticuore. Il titolo in Borsa è arrivato a perdere il 13%, per poi essere sospeso, ricongelato per eccesso di rialzo. Alla fine Unicredit ha fatto segnare a Milano un calo di quasi sei punti. percentuali. "
comunque mi scuso, non volevo aggiungere niente (non ho nessun titolo più o meno ufficiale che mi possa permettere di poter credere di "aggiungere" anche una sola virgola) ... la mia intenzione è chiedere e fare qualche domanda ... partendo da considerazioni che sono il frutto dell'esperienza che può avere un sempice cittadino, uno studente o un lavoratore qualsiasi ... o frutto di "rumors" su cui ... addirittura c'e' chi fa i soldi (tanti soldi) con l'insider trading ...
se poi le risposte non arrivano ci sono più spiegazioni tra cui quella per cui o la domanda è troppo cretina, oppure la risposta non interessa nessuno o non è nell'interesse della linea editoriale del blog ...
l'insolvenza italiana dei mutui è un fenomeno sicuramente crescente ... oltre le notizie che si trovano in rete che rilanciano varie statistiche e vari studi di associazioni diverse (per lo più di parte dei consumatori) ... almeno per le esecuzioni giudiziarie, se Brunetta ci riesce basterebbe tirare fuori un report dai tribunali (ogni riferimento alla disfunzione della pubblica amministrazione è puramente voluta:-) ... ma se capisco l'invito ai dati ... presumo che si voglia sostenere che questo fenomeno potrebbe essere irrilevante per la struttura del credito in italia che come ci stanno raccontando su ogni media ... è fuori da ogni pericolo presente e futuro ...
comunque ad aprile scorso un allarme lo ha lanciato anche l'antitrust ... e nel frattempo l'euribor continua a salire ...
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E chi ti ha detto che i mutui negli States costano poco ?
Da una rapida verifica on line ho trovato tassi medi per mutui fissi a 30 anni ($ 160.000 per acquistare casa, NY State) tra il 6,700% ed il 6,900 con fees intorno a $ 1000
per un quadro complessivo vedi qui:
http://www.freddiemac.com/dlink/html/PMMS/display/PMMSOutputWk.jsp?week=40&ending=20081002Per darti un termine di paragone, gli utlimi mutui da me stipulati (scorsa settimana) avevano i seguenti tassi:
5,355% fisso 20 anni Deutsche Bank - Bancoposta
6,15% fisso 30 anni BNL
5,90% fisso 15 anni Banca Popolare di Ancona
5,70% fisso 25 annni Barclays Bank
6,00% fisso 20 anni Unicredit
La commissioni oscillavano tra 0 e 500 euro
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A me pare logico che lo stato debba intervenire proprio sui mutui, definendo con le banche un contratto base da applicare a tasso fisso a tutti coloro che hanno contratto un mutuo nel caso il reddito del mutuatario sia manifestamente inferiore rispetto alle somme mensili o semestrali da pagare. E lo stato deve, attraverso tale contratto, divenire il fidejussore garantendo quindi la certezza del credito alle banche. E ovviamente riservarsi il diritto di acquisire in proprietà l'immobile magari dandolo in affitto al mutuatario insolvente ad un prezzo da questi sostenibile.
In questo modo torna la stabilità perchè l'intervento statale è veramente mirato solo sulle posizioni a rischio e come contropartita per la propria fidejussione lo stato ottiene la proprietà di un immobile dal quale può ottenere una piccola rendita annuale (ossia un affitto). Vorrei far presente una cosa: insolvente non significa che il mutuatario guadagna zero dollari annui, ma bensì che -adesso- guadagna 'poco' rispetto alla rata da pagare. (e ovviamente non è detto che per sempre guadagnerà poco)
Questa crisi si trascina da un anno, e da mesi si leggono su riviste e quotidiani specializzati e tesi più varie, le soluzioni più esotiche, ma nessuna di esse stranamente va a focalizzarsi sulla figura centrale che ha dato origine alla crisi: il 'mutuatario' insolvente.
E realmente a questo riguardo non capisco perchè sino a oggi nessuno abbia pensato a fare un semplice controllo sulle dichiarazioni dei redditi dei cittadini americani che hanno preso un mutuo per l'acquisto di una casa.
Traduco: ormai come in Italia, pure negli USA da molti anni immagino sia tutto informatizzato, e quindi per l'amministrazione federale americana è semplicissimo ottenere questo dato -fondamentale- per capire i numeri effettivi, altrimenti si continua a parlare di un 'qualcosa' di realmente indefinito se non si riesce a 'mapparne' i contorni.
Attraverso questo semplice dato, ottenibile penso in meno di una settimana tramite l'amministrazione del fisco americano, è possibile da subito avere una idea 'certa' della percentuale di mutui oggettivamente a rischio rispetto al totale degli 11 trilioni di dollari.
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non ho capito una cosa. Andrea ha un mutuo subprime sul quale defaulta. Il governo assicura i pagamenti del mutuo. A chi? Alla banca che quel mutuo aveva emesso ? Se paghi la rata alla banca che aveva emesso il mutuo la banca si prende la casa e le rate del mutuo? O questi soldi vanno a qualcun altro? Come funziona?
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Non sono ancora convinto. Alla fine la questione e' che si stanno ricapitalizzando le banche: hanno grosse perdite e vanno ricapitalizzate. Ok. Ma perche' attraverso un meccanismo che ne limita le perdite - ad azionisti costanti (quindi con grosso effetto bailout che michele riconosce) - e non con un meccanismo che ne diluisca il capitale - cioe' con emissione di equity? La funzione del governo/fed forse dovrebbe limitarsi alla regolamentazione/osservazione/spinto alla ricapitalizzazione. Se non si trova nuova equity, cosa possibile, credo, bisogna capire perche': io credo che se cio' dovesse succedere sarebbe una questione di incertezza dei books, e quindi credo che il governo/fed dovrebbe anche agire su questo.
Insomma, io non credo sia completamente veroche un bailout sia necessario.
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Dunque, siamo al mercato della frutta del mercoledi'. Si e' sparsa la voce che un sacco di bancarelle vendono mele cattive che, mangiate, fanno venire la cacarella per cui nessuno vuole comprare e i fruttivendoli stanno fallendo miseramente portando la societa' allo sfascio.
Paulson dice: datemi subito un sacco di soldi che compro io tutte le mele marce e siamo a posto.
Boldrin dice: non sappiamo ne' quante siano le mele ne' chi le abbia. Inoltre tolte le mele marce ne marciranno tante altre in futuro perche' il virus sta sempre li'.
Bisin dice: andiamo banchetto per banchetto ad annusare le mele e buttare via quelle brutte. Nel frattempo la gente compra le mele all'ingrosso (la FED) che li' son buone.
Cochrane dice: lasciate che i fruttivendoli falliscano tutti. Arriveranno i cinesi e si compreranno i banchetti. E' il mercato, baby.
La BCE (nella persona di bini smaghi) dice: Lo Stato intervenga, compri i banchetti e cambi tutti i fruttivendoli!
Boldrin/Levine dice: trattiamo le mele con una medicina cosi' che da marce diventino buone (scusate non mi veniva analogia migliore al "comprare le case")La palin dice: ho fatto una torta di mele. Qualcuno ne vuole un po'?
Chi manca?
Posso dire che nessuna di queste mi convince *presa da sola*? Prese insieme secondo me si inizia a ragionare.
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Urka, la maglietta! Ed e' con l'orgoglio di chi ha appena perso 3 chiletti di panzetta che dico: S/M.
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manca un marxista che propone nuovi agricoltori per coltivare nuovi campi per poi raccogliere e poi vendere un nuovo frutto: la pera
poi i marxisti riformatori che propongono le pere geneticamente modificate ...
eppoi ...
poi non mancherà, chi li boccia relegandoli nella loro ideologia di "minoranza perdente" con l'affermazione...
"sono sempre i soliti: sbagliano l'assioma mischiando le mele con le pere" :-)
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Ricapitolando, se ho ben capito
a) Michele, sospettando di dire una grande cazzata, sostiene che un modo razionale di allocare i soldi del tesoro sarebbe quello di tenere conto del comportamento di ciascun mutuatario “sottostante” all'MBS;
b) Alberto, immaginando di dire una grossa pirlata, pensa di prendere i libri di tutte le istituzioni finanziarie interessate e ripulirli;
c) Mario Morino, replicando ad Alberto dice che un lavoro di revisione così ampio sarebbe lungo e costoso, ma fa un'osservazione “da revisore” (non necessariamente una cazzata);
d) Io vi faccio ora una proposta da contabile cercando di unire la “pirlata” alla “cazzata”. Seguendo il ragionamento di Alberto si potrebbe -invece che revisionare- (1) fare una contabilità in partita doppia di tutti i crediti e dei relativi derivati valutati al valore nominale. La cosa non dovrebbe essere affatto impossibile: tutti questi dati sono già nella contabilità di qualcuno, basta aggregarli. (2) Poi si sceglie un criterio ragionevole di valutazione, basandosi su fatti: questo non può essere puntuale, ma statistico, per il semplice motivo che non sappiamo se e da quando il signor x non pagherà le rate. Ma sarebbe (3) la base per valutare correttamente come svalutare le varie attività e trattare equamente tutti quelli che vogliono vendere al Tesoro le proprie attività.
Ho detto la madre di tutte le pirlate?
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Mah, direi che sulla d) la vedo dura con un criterio statistico, a meno che con criterio non intendi cose tipo puntare un dito "casuale" su un foglio. Come vorresti discriminare, quali sono le variabili del modello? Numero di carte di credito revolving possedute - Durata del mutuo - Luogo geografico dove si sono svalutati maggiormente gi assets - colore dei capelli? Come ha ben sottolineato Michele ed altri, è difficile se non impossibile capire chi sarà il prossimo a fare il botto.
Un'altra questione è che qui si sta discutendo dei mutui, ma tutti gli altri derivati i che sono stati appesi al mutuo a mo' di alberello di Natale per spalmare il rischio diventeranno carta straccia presumo.Il problema dei CDS è già stato parzialmente affrontato con i precedenti salvataggi delle società assicurative, ma mi sa tanto di soluzione temporanea, il problema si ripresenterà.
Detto questo, attendiamo che Paulson venga scoperto con una roulette a scegliere quali mutui "acquistare" mettendo in pratica il famoso metodo di simulazione Montecarlo.
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Forse mi sono espresso male.
Se acquisto un credito subentrando nella posizione del cedente (meccanismo proposto da Michele), nello stabilire il prezzo devo comunque valutare ciò che acquisto, che sarà dato da variabili quali (1) valore nominale (2) presumibile incasso (e questo, riguardando il futuro, non si può che stimare su classi omogenee di crediti; non guarderei al colore dei capelli ma ad esempio ad indici di concentrazione del rischio) e (3) valore attuale dei beni in garanzia, al netto dei costi di gestione o alienazione.
Quello che osservavo è che se si combinasse ciò che propone Alberto utilizzando la partita doppia con quello che propone Michele si avrebbe un discreto meccanismo di controllo dell'utilizzo delle risorse e degli agency costs.
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Cerchiamo di capirci allora! Il criterio di valutazione è, conveniamo su questo, difficile da trovare e le banche tenderanno a nascondere il più possibile l'entità reale dei mutui trash, perchè se da un lato è conveniente per loro cercare di ottenere il più possibile dal Tesoro, è altrettanto vero che l'ammontare di monnezza è ben superiore a quello salvabile dal piano. E una sincera disclosure sul reale ammontare dei titoli, con annessa onesta svalutazione degli assets, creerebbe un effetto sul mercato disastroso.
Quindi, il problema da quanto ho capito è su due fronti: evitare il panico e evitare o default. Ora, l'orizzonte temporale gioca un ruolo importante nella soluzione proposta da Michele. Mentre il piano Paulson prevede di affrontare la cosa ex-ante, ossia compro le mele marcie dal mercato, la soluzione di Michele prevede che ok, tranquilizziamo tutti, i soldi ci sono, se un mutuo va in default subentra il tesoro, ma tu banca fai il tuo dovere e ottieni il max dalla vendita dell'asset.
Non si tratterebbe di un vero e proprio factoring (cessione del credito), ma di una "mano visibile" nel caso ci fossero problemi. La tua soluzione si pone come soluzione al pricing delle attività, il che è ineccepibile dal punto di vista contabile. Ma indirettamente appoggia il piano Paulson, con una specificazione da adottare in più sul trattamento di ogni singolo agente.
Mentre trovo corretto lasciare nel proprio brodo coloro che hanno creato questo casino, intervenendo solo ove ce ne sia la necessità, ossia subentrando al debitore per un periodo che sia il più breve possibile (qui il problema degli incentivi)
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In realtà il mio ragionamento cerca di seguire sia Michele che Alberto, che sono entrambi scettici sull'acquisto indiscriminato delle attività.
Uno dice di "comprare" l'attività solo in caso di default con il subentro nella posizione. L'altro dice di farlo una volta controllati i libri.
Per la prima soluzione, visto che ci sono risorse scarse, si porrebbe comunque un problema di prezzo: ad esempio non sarebbe giusto comprarsi un credito non adeguatamente garantito pagandolo al residuo nominale, perché ciò premierebbe il cedente, mentre sarebbe ragionevole comprarsene uno per cui esistano garanzie capienti. Se aspetto il default per comprare il credito senza fissare prima il prezzo, in qualche modo premio chi mi vende la mela marcia: entrambi sappiamo che QUELLA mela è marcia.
Quello che io osservo è che la seconda soluzione (Bisin), fatta in un certo modo -e cioè rifacendo i libri-, sarebbe strumentale alla prima.
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Per me di fondo ha ragione Boldrin, anche se vorrei segnalare due cose:
i) l'intervento non deve essere sui 'titoli' ma sui singoli mutui. Questo perche Il 'titolo' mi pare di capire è un valore che accorpa più mutui. Viceversa lo Stato non deve intervenire comprando ' titoli', ma attivando un contratto nuovo tra banca, Stato e mutuatario su ogni singolo mutuo erogato a persone con -dichiarazione dei redditi- troppo esigua rispetto alla rata del mutuo.
ii) il criterio attuale col quale si qualifica 'sub-prime' un mutuo va abbandonato (e va i.e. usato quello da me suggerito nel post precedente ossia quello del reddito del mutuatario ) Occorre tornare all'abc del credito, e stimare ogni posizione debitoria in base alla effettiva dichiarazione dei redditi del mutuatario piuttosto che al suo 'punteggio sub-prime'. Il criterio attuale, che si basa anche sulle negligenze e altri fattori, è quello che ha prodotto questo disastro.
Quindi, anche in termini di lemons seller, per me l'unico modo per vedere che motore c'e' sotto il cofano, e fornire prova convincente ai mercati e quindi ai singoli risparmiatori, è quello di vedere che cilindrata effettiva ha ogni macchina, in termini di capacità reddituale, rispetto al peso del mutuo. Solo in questo modo, in una situazione del genere, nei books delle banche che hanno concesso i singoli mutui poi raggruppati in 'titoli' possono ricominciare ad apparire poste di bilancio quasi 'certe'.
Il vero punto interrogativo è: quanti di questi mutuatari hanno la capacità reddituale per onorare almeno in parte percentuale i loro mutui? E in quale percentuale ? Lo si può determinare solo sapendo il peso di ogni singolo portafoglio rispetto a quello del mutuo. Questo è il dato da cui si deve partire per valutare le possibilità di rientro di una posizione debitoria. E questo dato il ministero delle finanze americano già lo ha. E assai probabilmente già lo ha fatto pervenire al governo americano.
Avendo lavorato da giovane 3 anni in banca mi permetto una frecciatina ai 'bancari rampanti' di oggi di wall street e dintorni che hanno causato questo disastro: a mio avviso questi signori si sono sentiti non 'bancari' ma 'banchieri' solo dotandosi di pseudo-strumenti per valutare i fidi concessi, e si sono creduti pure veri economisti quando in realtà non lo erano; era ovvio che finisse così.
Detto ciò, Boldrin secondo me ha colto in pieno la vera essenza della questione: " assicurando i mutui si può trasferire ai cattivi banchieri la quantità di soldi minore possibile, e nel modo socialmente meno dannoso" Il suo è un ragionamento ottimo e mi convince.
Mi pare un'ottima idea per far fronte alla presente crisi di liquidita', ma la solvibilita' del sistema finanziario rimane un problema irrisolto se al momento 11 trilioni in mutui sono garantiti da proprieta' edilizia che vale sostanzialmente di meno (e, prevedibilmente, continuera' a valerlo per molti anni). Se il Tesoro, quando subentra al mutuatario, paga l'80% delle rate nominali, per la banca il mutuo (in termini di Valore Attuale Netto) vale improvvisamente l'80% di meno, e questo portato a bilancio puo' essere devastante (specialmente se il mercato si mette a usare questa cifra come benchmark per stimare il valore di tutti i mutui, anche quelli non in sofferenza).
Inoltre, temo che per il Congresso "assicurare i mutui" significhi "assicurare i mutuatari", cioe' permetter loro di continuare a occupare la proprieta' come se le rate le pagassero loro.