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Da sue dichiarazioni rese ieri, impariamo che le uniche previsioni precise "sono quelle retroattive", e perciò "è prudente non tener conto di quello che dicono gli economisti". Come diceva il ciarlatano Mago di Segrate di Diego Abatantuono, "impegnandomi molto, sono molto forte sul passato. Cioé, sul passato sò fottissimo. Forse, impegnandomi..., anche il presente. Eh, il futuro, riesco un po' meno. Ecco, per esempio: se mi cuncientro, riesco a stabilire che ieri era... mercoledì, oggi è... giovedì. Domani, non posso sbilanciarmi." L'esibizione procedeva poi con una dimostrazione di magnetismo, concluso con la sparizione di monete e gioielli incautamente messi a disposizione dai presenti.
Fin qui rientriamo negli standard di cialtroneria cui siamo stati abituati. Più preoccupante il pensatore da cui il Mago di Sondrio cerca supporto teorico: il giurista tedesco Carl Schmitt. Questo signore, che durante il nazismo fornì generose giustificazioni teoriche al totalitarismo, dopo la disastrosa conclusione della seconda guerra mondiale invitò i suoi colleghi a tacere sugli errori commessi dalla Germania nei dodici terribili anni precedenti.
Similmente, il Nostro afferma: "Oggi io dico «Silete economisti»". Con referenti culturali del genere per chi sta al governo, forse chi non ha ancora il passaporto valido farebbe bene a rinnovarlo per tempo.
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Ciao Enzo.
Secondo me le esternazioni di Tremonti sono interessanti per tutto quello che dicono, oltre che sul soggetto che si produce in esse, anche per l'idea che danno dell'ambiente culturale italiano economico.
In primo luogo come tu dici fa riferimento a personaggi che da un punto di vista ideologico hanno detto cose che farebbero rabbrividire chiunque...ma il punto è che nessuno si sente in dovere di rispondere, non i giornalisti che molto gentilmente intervistano, nè gli accademici italiani, gli economisti intendo, che evidentemente sono legati a doppia mandata al sistema cialtronesco delle consulenze e dei centri studi foraggiati dalla politica. Dico: magari la dipendenza materiale in termini di consulenze e prebende degli "studiosi" di economia italiana è solo una delle ragioni di tanto silenzio nei confronti del Mago Otelma di via XX Stronzate e mi piacerebbe davvero saperne di più. Inoltre qui facciamo tutti ironia sul fatto che il ministro dell'Economia sia fondamentalmente un commercialista, ma mi sembra di poter affermare che in genere molti Professori di Economia in Italia hanno come secondo lavoro, oltre a quello di docente anche il lavoro di commercialista, nè posso dimenticare la frase di un professore di economia che ho conosciuto che esordisce ogni anno nella sua lezione inaugurale dicendo: "vi insegnerò a fare in modo che se voi dovete 10 euro allo stato, alla fine sia lui a dovervene 20". Tutto questo per dire che qui su NFA facciamo un' ironia che magari uno non coglie perchè pensa: "il mio commercialista è ricco, sa come fottere lo stato (sogno di tutti gli italiani) ha la barca, la villa al mare e figli biondi, che più biondi non si può, ergo è un vincente...dunque beato Tremonti.
Inoltre mi sembra di avere già scritto che gli economisti italiani, o sedicenti tali, quali Tremonti, lo stesso Professor Prodi e Ciampi, sono fondamentalmente dei giuristi che hanno studiato l'economia dal punto di vista del diritto privato o societario (se non provenienti dalla gloriosa(?) Normale di Pisa dove hanno studiato lettere) e forse questo incide sulla mentalità statalista e regolamentatrice che manifestano quando parlano di economia.
Poi c'è tutta la questione della capacità predittiva delle scienze come l'economia. A me sembra di rivivivere i dibattiti del primi '900 sul rapporto tra scienze della natura e scienze dello spirito. Fra le mille cose che si potrebbero dire, dico quelle più facili e ad effetto:
1) Dire che l'economia non ha capacità predittive perchè non prevede il crollo dei titoli, le crisi economiche dovute all'aumento dei prezzi, credo che equivalga a dire che la fisica non serve ad un accidente nella costruzione di un aereoplano perchè un fisico non sa pilotare l'aereo e prevedere una catastrofe.
2) Potrei passare il resto dei miei giorni a studiare idrodinamica ma troverei cmque molto difficile descrivere fedelmente e con perfette capacità predittive il comportamento di un poco di panna in una tazzina di caffè caldo.
Ma ripeto questo sono fesserie di filosofia delle scienza, che non presuppongono quell'isomorfismo tra teoria e applicazioni di questa che Tremonti deve avere imparato chissà dove.
Il punto allora diventa questo. Di economia, Tremonti non sa e non vuo sapere, tacitando gli eocnomisti, si ispira a nazisti conclamati, la sua vocazione umanistica è vuota perchè non conosce nemmeno l'abc della filosofia della scienza...ma allora cosa rimane? I calzini a pois e la erre moscia....
PS: in un intervista al TG1, l'altra sera il nostro T. ha detto che in Italia le banche sono solide perchè hanno gli sportelli, e il sistema di controllo su di esse è severo. Ma l'intervistatore ha mancato di ricordare che avevano abolito il reato di falso il bilancio.
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Per quanto riguarda l'ultima frase e la depenalizzazione del falso in bilancio, è da notare come nell'intervista originale a cui si rifà La Stampa, Tremonti dica che "Occorre un set di regole, vanno vietati «certi contratti», va inibito il ricorso a certi «paradisi legali» e con esso i bilanci falsi."
Ricordiamo che la legge sul falso in bilancio porta la sua firma (qui in fondo)
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La storia di Tremonti e' la storia di tanti che oscillano a seconda di come girano le cose. Tanti erano "fascisti di sinistra" prima della fine della guerra, subito dopo si scoprirono comunisti. Il vero cemento tra le due esperienze? L'antiamericanismo che al di la' degli elementi razionalizzanti (antimperialismo, ecc.) era ed e' roba di bassa lega.
Ora T. si riscopre statalista. Cavalca la tigre. Quando leggo affermazioni di T. del tipo "nel '29 non c'erano la Fed e la Bce" rimango di sasso. La Fed c'e' dal 1913. I dibattiti al suo interno prima della crisi del '29 sono di straordinario interesse. Ma lui non se sa niente. E' quindi anche troppo facile attaccarlo personalmente. Il problema vero purtroppo e' che c'e' una deriva che ha una dimensione sovranazionale. Ed e' difficile da arginare.
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Dove ha detto Tremonti che nel 29 non c'era la FED? Non l'ho visto.
Allora non leggi i miei commenti... ;-)
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Prima cosa che faccio, ogni mattina. E' la memoria che non regge piu' la miacontinua fervida attivita' intellettuale.
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Questo signore, che durante il nazismo fornì generose giustificazioni teoriche al totalitarismo, dopo la disastrosa conclusione della seconda guerra mondiale invitò i suoi colleghi a tacere sugli errori commessi dalla Germania nei dodici terribili anni precedenti.
Non è proprio così. Carl Schmitt non invitò i giuristi a tacere sugli errori della Germania, ma facendo (relativa) autocritica, affermò che i giuristi non avevano la forza e dignità morale per parlare, dato che avevano taciuto sotto Hitler.
Allo stesso modo GT ritiene che gli economisti non abbiano dignità morale a criticare le sue politiche economiche, dato che hanno "sbagliato" tutto
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Oltre a Giavazzi, che quasi ogni domenica fa andare di traverso la briosche al signor T, ora anche Ostellino si ribella ....Chissà, forse ce la faremo?
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Mi hai tolto, come spesso succede, la parola di bocca.
Sottoscrivo, sia l'osservazione sociologica generale che il giudizio nel caso particolare. Ostellino è uno di quei liberali che amano predicare mercato e regole astratte, tanto per impressionare un certo tipo di signore ... Poi, invece, trovano il lodo Alfano degli esempi di civiltà giuridica, approvano le truffe stile Alitalia, inveiscono contro il giustizialismo di chi mette in evidenza plateali conflitti d'interesse e, ovviamente, ritengono il finanziamento pubblico alla stampa quotidiana un atto saggio e dovuto.
Stessero semplicemente zitti, o ripetessero sempre e solo ciò che i loro padroni vogliono, farebbero meno danno.
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L'Ostellino vero è quello che chiama la vergognosa manovra Alitalia una ''ineccepibile operazione di mercato''.
Ho criticato quel pezzo di Ostellino con un messaggio privato, la risposta dell'autore mi ha convinto in parte delle sue ragioni che elenco brevemente:
Il primo punto e' condivisibile, il secondo anche, il terzo meno, ma complessivamente si tratta di affermazioni ragionevoli. E ripeto che, sollecitato a rispondere su quanto ha scritto in quel pezzo, Ostellino sostiene (e non oggi, ma diversi giorni fa) che lui in quel pezzo non intendeva approvare l'operato recente del governo su Alitalia ma anzi sottolineare che sarebbe stato un furto regalare gli attivi a Colaninno & Co. facendo pagare i debiti ai contribuenti.
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- nella seconda parte Ostellino esprime quanto pensa che consiste in:
- se lo Stato vende la polpa di Alitalia alla Cai per quattro noccioline ... si tratterebbe di una rapina a danno degli italiani.
- il governo dovrebbe riappropriarsi del totale controllo di Alitalia spa (la cosiddetta bad company) per tutelarne i piccoli azionisti - e aprire a offerte internazionali l' uso degli asset buoni di Alitalia
- o meglio ancora "lo Stato procede alla creazione di un sistema integrato per i trasporti - che affronti in un' unica soluzione i problemi di Alitalia, Ferrovie, Tirrenia - e per la gestione delle infrastrutture per il turismo"
Il primo punto e' condivisibile, il secondo anche, il terzo meno, ma complessivamente si tratta di affermazioni ragionevoli. E ripeto che, sollecitato a rispondere su quanto ha scritto in quel pezzo, Ostellino sostiene (e non oggi, ma diversi giorni fa) che lui in quel pezzo non intendeva approvare l'operato recente del governo su Alitalia ma anzi sottolineare che sarebbe stato un furto regalare gli attivi a Colaninno & Co. facendo pagare i debiti ai contribuenti.
Il secondo punto e' questionabile: i piccoli azionisti sono maggiorenni e vaccinati e nessuno li ha costretti a investire in quel catorcio. Salvarli con soldi del contribuente (che invece e' costretto a pagare le tasse) e' un'operazione ignobile di acquisto di consenso e di influenza politica con i soldi altrui: nessuno puo' affermare che la stabilita' del sistema finanziario dipenda dall'esistenza di una compagnia aerea di bandiera controllata da azionisti nazionali.
Inoltre, avrei piu' stima di Ostellino se le sue precisazioni le facesse con lettere aperte al giornale che ha pubblicato il suo articolo, non in messaggi personali che non rischiano di infastidire i suoi padroni.
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Cerchero' di documentarlo citando qualche pezzo.
Ho fatto una veloce ricerca sugli scritti di P.Ostellino sul Corriere. Quello che vedo e' che e' schierato costantemente contro i catto-comunisti, nonostante l'endorsment del suo direttore Mieli a favore dell'Unione nel 2006 e la linea costante degli ultimi lustri di supporto ai cattocomunisti da parte di Confindustria, Fiat e quindi del Corriere della Sera. Mi risulta che o nel 2006 o nel 2008 Unione o PD gli hanno offerto di candidarsi con loro ma Ostellino ha declinato. Non sono riuscito a trovare critiche esplicite contro Fiat & Co, le grandi imprese assistite e colluse con lo Stato, che talvolta appaiono negli articoli di Giavazzi e Mucchetti, ma non posso escludere ci siano. Personalmente apprezzo alcuni suoi attacchi contro lo sfascio dello Stato italiano, come ad esempio questi che riporto:
Non li ho riletti tutti ora, ma da una veloce scorsa mi sento sostanzialmente in sintonia.
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Affascinante il tema PO: permette di dissentire con persone con le quali assento quasi sempre! Quindi mi ci ficco, più per il gusto della polemica notturna fine a se stessa che per la rilevanza del tema PO, che rilevante ovviamente non è. Ma tant'è, questa è nFA ... da un lato si discetta di differentiable manifolds, knots e Virasoro algebra, e dall'altro si bisticcia sulla rilevanza umana del signor PO.
Divertiamoci, dunque ... chiamando pane il pane e cacca la cacca. Come facciamo da sempre, con buona pace di chi è più elegante e sofisticato di noi.
Tutti i suoi (di PO) argomenti, non solo il secondo o quello che sia, sono questionabili. Anzi, sono aria fresca detta a caso ... questo è il liberale doc e vorrebbe convincerci che il problema con CAI era che, forse, gli davano gli assets a basso prezzo? Come abbiamo ampiamente documentato, il problema era che li facevano monopolisti forever, e che c'erano conflitti d'interesse grandi come una casa, e che non c'era nessuna asta vera per stabilire il valore degli assets, e che la banca che doveva finanziare il tutto era stata tirata dentro a colpi di pressione politica ... ma dove vive e che dice, il liberale doc?
Mettiamola così: tutta l'evidenza disponibile (potremmo aggiungerne di ulteriore, anzi mi impegno a farlo: d'ora in poi farò da attento osservatore di ciò che scrie il signor Ostellino ... ho giusto in mente vari articoli in cui canta il peana di Craxi Bettino, esule e delinquente) sembra suggerire che il signore sia un pennivendolo che abbaia ai passanti che infastidiscono il suo padrone, compensando il tutto con liturgie pseudo liberiste tanto prive di sostanza come di originalità.
In privato dice che non è vero, che l'hanno inteso male, che lui voleva dire un'altra cosa, che non è vero che BS ora (e BC allora) è (era) la sua stella polare, che insomma lui è un povero e coerente liberale che deve barcamenarsi in un mondo terribile pieno di catto-comunisti e cose del genere. Muy bien, la soluzione ci sarebbe: smetta di barcamenarsi e parli come vorrebbe parlare. Vediamo se lo licenziano.
Se succede, gli facciamo una campagna di solidarietà e lo prendiamo a bordo su nFA. Poi pubblica un libro di memorie in cui documenta le angherie sofferte in 30 anni (give and take a few) al Corriere e paraggi facendo il liberale in un mondo catto-comunista. Vende un milione di copie, guadagna 6 milioni di euro ed è bello e tranquillo per sempre. Inoltre, continua a scrivere su nFA che, come lui ben sa, viene oramai letto da quelli che contano ... Sic, et simpliciter.
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Visto che mi sono imbarcato nella difesa di P.Ostellino, faccio un breve intervento anche a difesa (d'ufficio) di GT. Dico difesa d'ufficio perche' considero i risultati di GT e complessivamente del CD nel periodo 2001-2006 molto deludenti. Tuttavia tali risultati e le affermazioni di GT vanno giudicate, oltre che su riferimenti assoluti, anche relativamente a quanto hanno fatto e detto i suoi concorrenti di centro-sinistra, e qui GT si salva...
Riassumendo, e' vero che nel 2001-2006 GT ha dovuto affrontare una grave crisi economica, e' vero che l'Italia ha sforato il deficit in quel periodo solo dopo che lo avevano gia' sforato Francia e Germania, ma complessivamente nella legislatura 2001-2006 il CD ha strapagato gli statali per cercare di comperare i loro voti (ricevendone in cambio una sonora sberla nel 2006) e ha fatto una diminuzione trascurabile dell'IRPEF, anche piuttosto truffaldina (deduzioni calanti col reddito), peraltro in linea con la tradizione fiscale italiana, e in cambio si e' ripreso la piccola elemosina IRPEF elargita al parco buoi aumentando il bollo sui conti correnti bancari e lasciando correre il fiscal drag a briglia sciolta.
I meriti di Tremonti che vedo sono sul lato della comunicazione e propaganda. Preferisco di molto GT che parla di togliere le mani dal portafogli degli italiani, che promette (anche se non mantiene) riduzioni di tasse, che afferma tagli alle tasse solo con il federalismo fiscale, piuttosto che un TPS che afferma che le tasse sono belle, che il Nord evade come il Sud, e che aumenta sia tasse che gettito consentendo al resto della compagnia di ladroni di aumentare ancora di piu' la spesa pubblica sperando di raccattare qualche voto dai pensionati. Per non parlare di quando confronto GT con i tromboni che perfino su un sito relativamente serio come lavoce.info predicano che il federalismo puo' solo aumentare le tasse.
Poi va dato atto a GT di aver detto tempo fa che questa crisi era paragonabile al 1929, ormai gli ultimi avvenimenti confermano secondo il mio modesto parere che questa crisi e' la piu' grave tra quelle avvenute dopo il 1929, almeno negli USA. Infine gli va dato atto di aver prima contrastato e poi liquidato A.Fazio come governatore della Banca d'Italia.
Pur non avendo competenze professionali di economia, vedendo le critiche tecniche qui espresse su GT mi sono convinto che non possa essere considerato un economista ma piuttosto, dal punto di vista professionale, un esperto piu' che altro giuridico di materia fiscale. Io lo vedo piu' che altro come un politico, cioe' una persona che va giudicata per le parole che dice e per quello che fa. Come ho detto giudico negativamente il suo operato nel 2001-2006, ma su termini relativi e' paragonabile all'operato tradizionale italiano e all'operato dei suoi concorrenti del centro-sinistra.Dal punto di vista della comunicazione, lo preferisco nettamente ai suoi concorrenti di centro-sinistra, il cui impianto ideologico e' sfortunatamente condannato a potenziare se possibile il malgoverno italiano nel settore economico e fiscale.
Aggiungo in coda che un ulteriore motivo che mi spinge a dire qualcosa in difesa di GT e' il fatto che su NFA viene subissato di improperi in maniera forse troppo corale e polemica. Non mi piacciono certi accenni quando troppo ripetuti (es. commercialista di Sondrio, la critica ai calzini a pois) e non vorrei che si instaurasse su NFA su alcuni particolari temi un conformismo polemico che in fin dei conti nuoce alla discussione.
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Aggiungo in coda che un ulteriore motivo che mi spinge a dire qualcosa in difesa di GT e' il fatto che su NFA viene subissato di improperi in maniera forse troppo corale e polemica. Non mi piacciono certi accenni quando troppo ripetuti (es. commercialista di Sondrio, la critica ai calzini a pois) e non vorrei che si instaurasse su NFA su alcuni particolari temi un conformismo polemico che in fin dei conti nuoce alla discussione.
Io pure sono d'accordo sull'idea che non si debbano ripetere gli accenni relativi a polemiche personali, però di grazia uno che dice che nel suo paese ci sono più controlli e poi appone, da ministro, la sua firma sulla depenalizzazione del falso in bilancio, ecco, dimmi, come lo vuoi definire?
Il conformismo a me sembra quello che serpeggia intorno a Tremonti, invitato a discutere come se fosse davvero un esperto di politiche monetarie, cicli economici e così.
In coda aggiungerei che uno dei motivi per cui NFA fa incazzare, non te dico, ma in generale chi è oggetto delle critiche dei redattori o dei lettori di NFA, è semplicemente il fatto che a Tremonti e a agli altri personaggi pubblici sono applicati standard di valutazione intelletuale e tecnica, su questioni economiche e giuridiche, ma non solo, che usualmente sono assenti dalla discussione dei giornali delle TV e dei libri. Quello che a te sembra polemica corale e conformismo polemico, direi che è semplicemente quello che dovrebbero fare giornalisti e accademici...il punto è che siamo così disabituati a chiamare le cose con il loro nome o a esercitare una franca facoltà di giudizio nel merito, che quando e se lo facciamo, ci sembra già di stare esagerando.
Ma se invece l'asprezza di NFA o dei suoi più salaci lettori diventasse un metodo abituale di giudizio delle scelte della politica, io credo che si arriverebbe alle questioni con molta più velocità...e cmque credo che al di là dell'abbellimento polemico ancora qui si stia sulle cose e sui fatti più che sulle persone.
Poi certo io personalmente non sopporterei una cosa alla Ballarò, dove Bersani risponde all'ultima dichiarazione di Berlusconi in merito alla risposta di Alfano alla polemica lanciata a Di Pietro per rispondere alle critiche di Schifani....
A proposito di Ostellino...io in genere non sparo sulla Croce Rossa però secondo me su molte delle sue posizioni in campo economico concreto (scelte di politica industriale) credo che non ne capisca molto...lui gioca a fare il liberale blasè capace di trovare un punto mediano tra gli estremismi politici che di volta in volta si perita di individuare. Ma essendo il suo posizionamento ideologico sempre conseguente la sua personale necessità di dimostrare di essere equidistante o equivicino alle posizioni che sono diffuse nell'arco politico del momento, la sua riflessione finisce per essere sempre la bisettrice tra stronzate eguali e contrarie.
Adesso non ho tempo per riportare tutte le castronerie che dice, in tema di questioni giuridiche, ma mi sembra perfetta l'espressione che gli venne data di "liberale da riporto".
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Dimenticavo. Ostellino, Panebianco oltre al "teorico" Dario Antiseri, non si preoccupano troppo di cose economiche concrete perchè il loro retroterra è l'individualismo metodologico, i vari Boudon, Weber e Aron, se leggi due righe di quella gente capisci molto di Ostellino...per altro lui li cita fino alla nausea.
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Come potrei io, che ecomista non sono, ma imprenditore sì, difendere Tremonti ? Ricordo ancora la sua sparata al TG1 nel 2004 (o 2005) quando disse "abbiamo abbassato le tasse", ed io, felice come un idiota ho chiamato il mio commercialista e gli ho chiesto:"allora quanto risparmio ?" E lui: "Niente, anzi paghi di più, perche hanno rivisto gli studi di settore nel tuo campo". Dò ragione che è sicuramente meglio dei suoi omologhi del CSx, anche perchè gli studi di settore di Visco sono un insulto, ma dire tanto peggio, tanto meglio è offensivo.
Il problema è che, non solo di economia ne capisce poco, ma anche di economia finanziaria e politica fiscale è vicino allo zero assoluto, tanto che il "lunare" 740 è sempre lì, immutabile, peggio del corso delle stelle.
E' mai possibile che ogni mese il mio commercialista mi mandi via e-mail un "papiello" di 30 pagine con tutti gli adempimenti a cui sono tenuto ? E guai a saltarne un rigo ! No, da imprenditore, il mio giudizio su GT è totalmente negativo, con l'aggravante che lui si dichiara dalla parte nostra, almeno quelli di CSX ci vedono come mucche da mungere, e niente da dire, ma gli altri sono peggio.
E la vicenda Alitalia è lì a dimostrarlo: forte con i deboli, debole con i forti. Rispondo ad Alberto anche su Lavoce.info e i loro calcoli sul federalismo: da quello che ricordo erano calcoli fatti sull'invarianza della struttura delle spese, rispetto a quel pasticcio che è il federalismo all'italiana, non era un giudizio sul federalismo in sè per sè (anche se ricordo che tu tieni ancor di più all'indipendenza, piuttosto che al federalismo).
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(anche se ricordo che tu tieni ancor di più all'indipendenza, piuttosto che al federalismo)
Sia indipendenza che federalismo sono mezzi e non fini, il fine e' quello di vivere meglio, con attorno gente che vive meglio e che trova vantaggioso lavorare piuttosto che parassitare il lavoro altrui, con uno Stato che agisce per l'interesse dei cittadini e non della Casta provvedendo alcuni servizi (Giustizia, assistenza) che anche altrove non vengono automaticamente garantiti dal mercato. Come mezzo una riforma federale e' preferibile perche' comporta minori costi temporanei, tuttavia se - come appare - in Italia non e' realistico aspettarsi una riforma federale decente - allora non solo non ho preclusione per soluzioni indipendentiste ma le promuovo e considero vantaggioso per tutti che esistano e vengano proposte come realistica alternativa al sistema esistente.
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Pero' e' vero che sarebbe meglio discutere le sue decisioni di politica economica piuttosto che le sue uscite di stampa, e che forse utilizziamo il troppo facile l'attacco personale (a nostra parziale discolpa, l'immagine dei calzini a pois e' indimenticabile, indelebile).
Che c'e' mai di personale nel criticare i suoi inviti agli economisti a stare zitti (come se i misfatti nella gestione del paese fossero opera loro e non dei politici che hanno governato sino ad adesso) o alla raccapricciante scelta di pensatori da citare?
A me pare che l'Italia sia ormai diventata, per rubare l'espressione a Justin Raimondo, una specie di Bizarro World, quell'universo parallelo dei fumetti di Superman dove tutto ha un corrispondente col mondo reale, pero' in qualche modo alterato: le prospettive sono sbilenche e fratturate come nei film dell'espressionismo tedesco, il pianeta e' cubico, i valori e anche i nomi propri sono spesso rovesciati, e la logica stessa e' difettosa. E quasi nessuno sembra accorgersene! Da un lato abbiamo un governo sedicente liberista che vara decreti leggi contro la concorrenza, il suo responsabile economico che invoca l'estensione del ruolo dello stato nell'economia e limiti al free trade, e l'annunciata ripresa di costose cattedrali nel deserto come il ponte sullo stretto di Messina. Dall'altra abbiamo la quasi completa assenza di qualunque espressione di seria opposizione, al punto che misure come mandare l'immondizia della Campania nelle discariche del Nord vengono tranquillamente presentate dai media come una magistrale soluzione al problema. E siccome i malgovernanti di ieri come Bassolino sono cooptati nella grande ammucchiata "bi-partisan" assieme ai "difensori del Nord" di ieri come Bossi, e a inquisiti o sospettati della sinistra viene tesa generosamente la mano per aiutarli a uscire dai liquami, le poche voci fuori dal coro vengono ormai solo da un ex-PM, due o tre comici e qualche giornalista che scrive libri o blog, perche' i mass media sono ormai troppo addommesticati per ospitare chiunque insinui che il re, forse, e' nudo.
Per DoktorFranz: nessuno qui tesse l'elogio del governo precedente: anzi, la logica del "si', pero' anche" fu a suo tempo giustamente deprecata da AB proprio a proposito del governo Prodi. Una ragione di piu' per non ripescarla adesso.
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Boudon, Weber e Aron [...] quella gente
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