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Markopolo Horror Ruling - Governando con l'orrore

di michele boldrin, 25 Settembre 2008 permalink stampa

George W. Bush and the Republican party have reached today a new low in the history of US policy making.

George W. Bush ed il partito Repubblicano hanno raggiunto oggi un nuovo minimo assoluto nella storia politica degli USA.

The September 11, 2001 approach to government has been extended to the economy through a threatening and unsupported warning to the whole nation.

Either what I say, or the deluge. The threat is as clear as uncalled for. This is a particularly bad choice just five weeks before the elections, the regular proceedings of which it aims at disrupting in tandem with McCain's refusal to debate Obama.

A few days ago, and according to the same person, the US economy was solid and sound. Today it will collapse if the Bush-Paulson-Bernanke plan to redistribute $700 billion, and more, from taxpayers to incompetent bankers (dangerous for, and damaging of, the US economic interests both in the short and in the long run) is not adopted without delays and discussions. Horrendous. Scary, in fact.


L'approccio usato dall'11 Settembre del 2001 in poi per governare gli USA e portarli alle ben note follie in politica estera, interna ed economica, è stato oggi esteso al governo dell'economia con questo infondato e minaccioso appello alla nazione.

La minaccia è tanto chiara quanto falsa: o si fa quanto io dico, o vi sarà il disastro. L'interferenza nel processo elettorale, in tandem con lo strumentale rifiuto di McCain di partecipare al dibattito di dopodomani con Obama, e' francamente incredibile.

Pochi giorni dopo aver dichiarato che l'economia degli USA era solida, l'amministrazione Bush, per bocca del presidente, annuncia agli americani (che fra 5 settimane vanno al voto) che o adottano ed approvano in silenzio il (gravissimo e dannoso) piano Bush-Paulson-Bernanke, che intende trasferire pù di $700 miliardi dalle tasche dei contribuenti a quelle dei bancari incompetenti, o il paese andrà al collasso. Orrendo. Spaventoso, infatti.

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Rss dei commenti

  di johnny23021981, 25 Settembre 2008, 09:47 permalink rss
ma cos'è? il capitalismo reale?
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  di marco esposito, 25 Settembre 2008, 10:36 permalink rss
No, il capitalismo reale è quello del monopoli, questo è quello dei monopoli. La diferenza è tutta nell'accento...
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  di johnny23021981, 25 Settembre 2008, 12:14 permalink rss
per quello che deve star fermo due turni dopo aver perso la casa davanti a "Parco della Vittoria" è la stessa cosa. la censura fascista (probabilmente anche quella sovietica e similari) definì Monopoli un prodotto degenerato del capitalismo - o qualcosa del genere. anche i monopòli privati sostenuti dal governo per caso lo sono?

a proposito, di quali monopòli stai parlando? Ovviamente tutti sappiamo che il vero Monopoli si gioca solo in Italia.
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  di pietro senesi, 25 Settembre 2008, 12:14 permalink rss

The main argument of Bush seems to be that every price will fall unless the transfer be accomplished. Doesn't he know that if (almost) every price falls relative prices will stay (more or less) unchanged, so that demand cannot be expected to collapse. Probably he is worried about inefficient banks' relative prices, which may well be expected to collapse with no such transfer at taxpayers' expenses.

 

I would like to know where are "no global people" now? what are they doing? In this very moment when sufficient pressure on the Congress would destroy the "banking capitalist" system they have been fighting for so long, what are they misled thinking of? Or are they just good at breaking glasses and putting cars on fire? No left-winged thinktanker (let alone radical chics) out there to call them and shock the system? Don't they like to attack banks when these are supported by the keynesian system?

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  di Valter Sorana, 25 Settembre 2008, 12:18 permalink rss

"Admittedly, Secretary Paulson laid an egg by including the following phrase in his proposal: “Decisions by the Secretary pursuant to the authority of this Act are non-reviewable and committed to agency discretion, and may not be reviewed by any court of law of any administrative agency”. This reads as though it was personally written by Dick Cheney, the prince of absolute executive authority, no checks and balances, no accountability, no recourse. No administration that brought us WMD in Iraq and the torture camps of Guantanamo Bay and Abu Ghraib should expect anything but hysterical giggles in response to such a request. Not smart."

(Willem Buiter at http://www.voxeu.org/index.php?q=node/1706)

Btw, prediction markets (http://www.intrade.com/) bets of a bail-out (though not necessarily the current Paulson version) are currently priced at about 79.

 

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  di giorgio gilestro, 25 Settembre 2008, 12:26 permalink rss

First, how did our economy reach this point?

 Oh, finally he is going to explain us! (the guy is got an MBA from Harvard after all)

Well, most economists agree that the problems we’re witnessing today developed over a long period of time. For more than a decade, a massive amount of money flowed into the United States from investors abroad because our country is an attractive and secure place to do business. This large influx of money to U.S. banks and financial institutions, along with low interest rates, made it easier for Americans to get credit.

 investors abroad? OH NOES! It's all my fault!

And together we will show the world once again what kind of country America is: a nation that tackles problems head on, where leaders come together to meet great tests, and where people of every background can work hard, develop their talents, and

Pay taxes ???

 realize their dreams.

oh,right, sure. the american dream!

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  di Luciano, 25 Settembre 2008, 12:50 permalink rss

Io direi meglio "governando col terrore"! E' una specialità dell'amministrazione Bush ultimamente giunta anche in Italia grazie alla nuova strategia della destra italiana la quale ne ha scoperto gli enormi vantaggi a breve termine perchè sul lungo termine, come si affanna a dire ripetutamente il commercialista di Sondrio dai calzini a pois a cui piacciono tanto le citazioni celebri, "sul lungo termine saremo tutti morti". Il testo di GT "La paura e la speranza" è proprio il tentativo, sin dal titolo, di giustificare questo modo irrazionale di fare politica.

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  di stefanoc, 25 Settembre 2008, 12:54 permalink rss
Al di là dei dettagli dell'intervento e delle ineccepibili questioni morali ed elettorali, delle persone come Bush o Paulson, qual'è l'errore concettuale di questa iniziativa? Non c'è il rischio che il flusso di credito si blocchi e scoppi il panico se non s'interviene a favore delle banche? Si tratta d'acquistare qualcosa che poi potrebbe essere rivenduto anche ad un prezzo maggiore quando probabilmente si capirà che molti dei pagamenti di quelle rate proseguiranno. O no?
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  di luigi pisano, 25 Settembre 2008, 13:04 permalink rss
  di johnny23021981, 25 Settembre 2008, 13:23 permalink rss
l'articolo ha senso. ma cosa impedirà il ripresentarsi, fra 5, 10, 15 o x anni, di crisi simili se non si cambiano le regole o le politiche che danno il via a certi fenomeni?
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  di luigi pisano, 25 Settembre 2008, 14:46 permalink rss
Niente. D'altronde, "crisi simili" sono in giro da un po'. Eradicare il fenomeno "punto e basta" mi sembra una pretesa un po' eccessiva.
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  di stefanoc, 25 Settembre 2008, 15:54 permalink rss

Mi sembra che Krugman, alle sue condizioni, sia d'accordo con questo salvataggio (tra l'altro ipotetico. Funzionerà?). Se non così, come? Non ho capito se secondo Boldrin si può rischiare anche di lasciar fallire lasciando fare al mercato, ma non mi pare la intenda così. Krugman introduce un elemento certo significativo, ma non mi pare ci sia tutta questa differenza. Secondo la scuola misesiana questa sarebbe unicamente un'iniezione di liquidità che rimanda solo il giorno del giudizio e più tardi sarà peggio per tutti. Bernanke, beh, Bernanke si sa come la pensa da sempre sulle crisi.

Insomma, senza intervenire parte la depressione oppure ci deprimiamo solo noi a star qui a pensarci?

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  di Corrado Ruggeri, 25 Settembre 2008, 13:04 permalink rss

Da qui sembra che l'opinione pubblica americana abbia più maturità (ripetto all'Italia) e possa reagire a questo tipo di intromissioni politiche, voi che vivete lì cosa ne pensate? E' effettivamente così ?

Sondaggio di newsday.com:

WHAT AMERICANS SAY

55% Say it's not the government's responsibility to bail out private companies with taxpayer dollars, even if their collapse could damage the economy

45% Say Democratic presidential nominee Barack Obama would do a better job handling the financial crisis than Republican John McCain (33%)

80% Say the U.S. is going in the wrong direction


ABOUT THE POLL: The Sept. 19-22 telephone survey of 1,428 adults nationwide had a margin of sampling error of plus or minus 3 percentage points

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  di amadeus, 25 Settembre 2008, 13:47 permalink rss

Losses to the public, profits missing, benefits to oligarchs = communism

Profits and losses are private = market economy (I do not know whether it can be labeled capitalism)

private profits and losses to the public = paulsonism (but italy has its own renowned school) which is the newly  refined version of the Greenspan's put

the fourth pair has not been tested enough but actually does not works for extended periods of time

 

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  di giorgio gilestro, 25 Settembre 2008, 16:31 permalink rss

Either what I say, or the deluge. The threat is as clear as uncalled for.

I am afraid it is clear, sure, but it is not false. At least not anymore. The very moment the president (after Paulson and Bernanke) claims that this is the only choice, then this becomes the only choice indeed. This is the hysteric market we are dealing with and those three figures are powerful enough to be able to make self fulfilling prophecies, like the one they just made. This is a big difference with the strategy they adopted in the past: in former days they could well claim a need for this war or that measure, menacing a terrorist attack that may never come. But in this case they actually got the power (whether they wanted to, or not) to make things happening for real.

 

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  di michele boldrin, 25 Settembre 2008, 17:42 permalink rss

Il mostro passerà, purtroppo. Fondamentalmente per le ragioni che menziona Giorgio Gilestro nel suo commento delle 16:31 del 25/9, ragioni che avevano ispirato il mio irritato post ieri sera. 

L'azione coordinata del terzetto BPB con dietro la grancassa mediatica del terrore sui mercati, sulla quale soffia usando soldi e potere tutto il sistema bancario americano, è incontenibile. Siamo arrivati al punto di Buffett che investe 5 miliardi in G&S (a prezzi da svendita) e poi dichiara che il bailout è assolutamente necessario per salvare la nazione, e raddoppiare il suo investimento in pochi mesi, ovviamente. Ecco uno che sa come fare i soldi investendo in progetti socialmente profittevoli!

Il tutto è disastroso ed estremamente grave, anche se spero che si possa tenere aperto il dibattito ed aggiustare qualcosa dopo le elezioni. A questo punto, molto contro il mio istinto ed anche i miei interessi economici, credo sia il caso di sperare che vinca Obama, viste le scelte terroristiche fatte da McCain e la decisione di allinearsi completamente dietro a Bush (e Paulson, e Goldman& Sachs) anche in questa occasione. Almeno, nel caso del gruppo Obama, esiste una probabilità su mille che la natura del piano venga riconsiderata e che non tutti i suoi advisors siano totalmente captured da Wall Street, come sembra invece il caso nell'altro campo. 1/1000 è poco, capisco, ma meglio di niente.

Grande, enorme limite di Obama e dei suoi advisors, che non essendo riusciti neanche a concepire un approccio alternativo ed avendo chiesto aiuti e sussidi fin dall'inizio non hanno alternativa perché non hanno un argomento di fondo diverso da opporre al catastrofismo pro Wall Street e monopoli dell'amministrazione Bush e del puppy Bernanke. L'unico dibattito è su chi prende i soldi pubblici, quanti se ne estraranno dalle mie tasche e quali, puramente simboliche, condizioni verranno imposte. Un'orgia d'interventismo statale a favore di interessi monopolistici costituiti e potenti da un lato, e di gruppi di pressione elettorale dall'altro.

Questo sarà il patto che faranno oggi a Washington e che poi difenderanno domani nel dibattito presidenziale. L'opinione pubblica è istintivamente incazzata e coloro che, la maggioranza, non hanno lucrato sui mutui pattumiera né come acquirenti di case, né come operatori dei settori immobiliare e finanziario, sono incazzati neri. Ma, qui come in Italia, sono le elites che contano e decidono il gioco: l'incazzatura di massa, non avendo un punto di riferimento economico-politico, non è in grado di esprimersi. Wall Street rules and profits, we pay: yesterday with fees, tomorrow with taxes.

Una vergogna figlia del panico di massa e della manipolazione dell'informazione da parte di vasti settori dell'industria finanziaria. Ma anche della miseria intellettuale degli economisti e della ricerca economica che, su questi temi, non ha detto nulla di intelligente, o anche solo di usabile, da almeno due decenni a questa parte. Avrete tutti notato la cospicua assenza dei "leading macroeconomists or monetary economists" da questo dibattito, nel quale infatti non sanno che dire. Tutto quello che siamo riusciti a produrre è stato l'appello dell'altro giorno, che ho firmato anch'io visto che di meglio sul tavolo non c'era, il quale chiedeva semplicemente di aspettare e studiare la questione più a fondo, senza proporre una visione diversa (ed un'altra soluzione) al problema. È importante osservare che i macro-money gurus della costa est non hanno firmato, comunque, neanche quello. Le assenze non sono casuali, due giorni dopo, visto che altri (pochi, ma altri) colleghi da MIT, NYU, Columbia, Harvard, Yale, Princeton hanno firmato. Non ci sono perché non ci vogliono essere. 

La responsabilità intellettuale e morale dei gruppi di money-macro che girano dentro ed attorno alle varie Fed, a quella di NY ed al Board in particolare, mi sembra sostanziale e va sottolineata. Si ha la forte impressione che oramai molta di questa gente lavori "ex post", ossia dati i fatti e le azioni compiute dalla Fed e da Wall Street, compia il quotidiano esercizio di "bend over backward" per trovare una qualche razionalizzazione sulla base della quale si possa sostenere che tutto va bene, "noi" non abbiamo sbagliato nulla e quando sta accadendo è naturale, forse persino "efficiente" (nel senso di pareto ...). Gli esempi abbondano, ma per ora mi trattengo, vah ... 

Basti sottolineare che la teoria dominante, soprattutto nei circoli Fed vicini a Bernanke ma anche nei dipartimenti keynesiani della costa est è quella del saving glut, che Bernanke teorizza, Bush ha ripreso ieri sostenendo essere l'ovvio consenso fra gli economisti e la cui natura completamente self-serving oltre che palesamente rigettata dai dati e dai fatti alcuni hanno sottolineato da tempo.

Mala tempora currunt ... ma rallegriamoci, la CGIL firma ed il piccolo (in termini relativi) mostro italiano è fatto. A Washington hanno bisogno ancora di un 24 ore per farne uno mille volte peggiore. 

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  di marcox, 25 Settembre 2008, 19:49 permalink rss

Ma anche della miseria intellettuale degli economisti e della ricerca economica che, su questi temi, non ha detto nulla di intelligente, o anche solo di usabile, da almeno due decenni a questa parte. Avrete tutti notato la cospicua assenza dei "leading macroeconomists or monetary economists" da questo dibattito, nel quale infatti non sanno che dire.

 Ciao Michele.

Cosa intendi dire con il passo riportato sopra? E poi (davvero senza piaggeria) ma tu, non sei un leading macroeconomist?

 

 È importante osservare che i macro-money gurus della costa est non hanno firmato, comunque, neanche quello. Le assenze non sono casuali, due giorni dopo, visto che altri (pochi, ma altri) colleghi da MIT, NYU, Columbia, Harvard, Yale, Princeton hanno firmato. Non ci sono perché non ci vogliono essere. 

Perchè non ci vogliono essere?

Scusa, ma da quello che hai scritto, o da come lo hai scritto, sembra che gli studiosi leading di macro siano o compiacenti con FED e Wall Street, costruendo modelli ad hoc per giustificare policies disastrose, oppure che non hanno capito un piffero. Ma forse non ho capito il senso della tua polemica.

 

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  di Ja, 25 Settembre 2008, 20:24 permalink rss

La responsabilità intellettuale e morale dei gruppi di money-macro che girano dentro ed attorno alle varie Fed, a quella di NY ed al Board in particolare, mi sembra sostanziale e va sottolineata. Si ha la forte impressione che oramai molta di questa gente lavori "ex post", ossia dati i fatti e le azioni compiute dalla Fed e da Wall Street, compia il quotidiano esercizio di "bend over backward" per trovare una qualche razionalizzazione sulla base della quale si possa sostenere che tutto va bene, "noi" non abbiamo sbagliato nulla e quando sta accadendo è naturale, forse persino "efficiente" (nel senso di pareto ...). Gli esempi abbondano, ma per ora mi trattengo, vah ... 

Basti sottolineare che la teoria dominante, soprattutto nei circoli Fed vicini a Bernanke ma anche nei dipartimenti keynesiani della costa est è quella del saving glut, che Bernanke teorizza, Bush ha ripreso ieri sostenendo essere l'ovvio consenso fra gli economisti e la cui natura completamente self-serving oltre che palesamente rigettata dai dati e dai fatti alcuni hanno sottolineato da tempo.

 

Sul fatto che sia una debacle intellettuale sono d'accordo, ma credo faccia parte dell'umana natura: se le cose non vanno come ci si aspetta - in accademia come a Wall Street come a Main Street - e' piu' facile dare la colpa al destino cinico e baro che cambiare le proprie abitudini pregresse. Ora, non so cosa sia "la teoria dominante" - non sono un macroeconomista - ma, dire il vero, gente come Edmund Phelps e Axel Leijonhufvud ste' cosucce le dice da tempo e ha suggerito a parecchi "go back to the basics of economic theory".

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  di AlexCT, 26 Settembre 2008, 02:01 permalink rss

La responsabilità [...] dei gruppi di money-macro che girano dentro ed attorno alle varie Fed, a quella di NY ed al Board in particolare, mi sembra sostanziale e va sottolineata.

Essendo, forse insieme a Stefanoc, uno dei pochi lettori non necessariamente contrari alla proposta di Paulson/Bernanke, la metteri diversamente.

L'idea che una funzione fondamentale della Banca Centrale sia la salvaguardia del sistema bancario in situazioni di emergenza fa parte della teoria tradizionale del Central Banking, vedi per esempio il  libro Lombard Street di Bagehot (1873).  Non e' sorprendente che gli economisti della Fed la vedano da questo punto di vista diciamo cosi classico.

D'altra parte negli Stati Uniti, al di fuori dalla Costa Est,  il concetto stesso della banca centrale non e' mai stato veramente accettato. Nel '800 era considerato un "dangerous privilege" avere una banca centrale e la "bank of the united states" fu abolita, come tutti sanno.  Solo molto piu tardi (1913) fu fondata la Fed, tra mille imprecazioni dagli "stati blu" sul fatto che avrebbero aiutato "i ricchi di Wall Street".  Insomma, l'ostilita a "Wall Street" (al di fuori di Philadelphia/New York/Boston) non e' di ieri e non deriva dalla crisi dei mutui sub-prime ma e' una costante della storia americana.

Nonostante quanto viene ripetuto da giornali e web site, non credo che la Fed stia cercando di salvare Wall Street, ma svolge il ruolo tradizionale di difesa della stabilita del sistema bancario. Un ruolo che, a quanto pare, gli economisti della parte centrale del paese non accettano.

Il piano di Paulson e' in realta stato concepito dalla Fed. E' intervenuto Paulson perche' sara necessario emettere buoni del tesoro per finanziare l'operazione e questo necessita l'approvazione del congresso. Ma non e' Paulson che cerca di "espandere i suoi poteri" come dicono molti. E' un'operazione voluta dalla Fed come Banca Centrale, nell'esercizio delle sue tradizionali funzioni.

Comunque, imagino di non aver convinto nessuno ad Ovest del fiume Hudson. 

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  di filippo rebessi, 26 Settembre 2008, 09:28 permalink rss

cerco di fare un ragionamento con te anche se in realtà ho più che altro molto da imparare da questo dibattito.
Ammettiamo che la FED svolga effettivamente quel ruolo di difesa di stabilità del sistema bancario e non sia una Troika made in USA . Immagino che i suoi obiettivi di stabilità cozzino (potenzialmente) con quelli di crescita "equilibrata" della quantità di moneta e di gestione del trade off inflazione-disoccupazione (indipendentemente dal fatto che questo possa piacerci o meno o che possa sembrarci una baggianata che persegua un obiettivo di questo genere), nella misura in cui è costretta a fare interventi straordinari o semplicemente a deviare dal suo cammino ottimale per venire assolvere i suoi doveri di garante. Ora, se il suo ruolo è questo, bisogna perlomeno dire che lo sta giocando da dilettante allo sbaraglio, non essendo stata in grado di imporre accantonamenti ai soggetti su cui aveva il diritto/dovere di prestare in caso di emergenza. L'impressione è che non abbia gestito razionalmente la cosa (in stile ADEH, ad esempio), ma si sia fatta cogliere completamente impreparata e, eccetto che per Lehman Brothers (che comunque sembra più una reazione "umorale" che altro, visto come le carte sono state ribaltate in 10 minuti), abbia a un certo punto deciso che siccome un po' di uova si erano rotte, ormai tanto valeva fare una frittata. La giustificazione "teorica" di sta roba, dov'è? Anche perché mi ricordo ancora di  inteventi di politca monetaria BEN giustificati dai risultati della ricerca empirica, che si sono rivelati di grande efficacia, 8 mesi dopo. Una giustificazione econometrica BEN motivata da un qualche risultato della ricerca empirica, sono sicuro, salterà fuori anche per questo...

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  di enzo michelangeli, 26 Settembre 2008, 11:17 permalink rss

L'idea che una funzione fondamentale della Banca Centrale sia la salvaguardia del sistema bancario in situazioni di emergenza fa parte della teoria tradizionale del Central Banking, vedi per esempio il  libro Lombard Street di Bagehot.  Non e' sorprendente che gli economisti della Fed la vedano da questo punto di vista diciamo cosi classico.

Veramente Bagehot poneva due importanti condizioni ai prestiti di emergenza:

"there are two rules. First. That these loans should only be made at a very high rate of interest... Second. That at this rate these advances should be made on all good banking securities and as largely as the public ask for them."

Mi pare che nessuna delle due, in particolare la seconda, sia verificata dal piano Paulson-Bernanke. Non solo le securities non sono esattamente buone, ma invece di essere usate come collateral verranno acquistate, e non sappiamo neppure a che prezzo (del resto, se fossero marked-to-market l'intervento servirebbe a poco). Bernanke giura che non propone di sovrapagarle "intenzionalmente" (magari di farlo solo per distrazione?), ma sinora numeri precisi non se ne sono visti, e solo il giorno prima parlava di comprarle a prezzi vicini a quelli nominali . Sappiamo anche che lo stesso Bernanke giudica le regole di Bagehot roba d'altri tempi (adatte a situazioni di Gold Standard, in particolare). Non ci vedo molto di classico in quel che sta proponendo.

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  di bossone, 25 Settembre 2008, 20:17 permalink rss

Ieri sera mentre ascoltavo e guardavo il discorso di Bush sono sobbalzato sulla scomodissima sedia di vimini su cui ero seduto. Credevo di non aver capito bene un passaggio, ma non ho Tivo o altre diavolerie disponibili per fare il rewind e riascoltare esattamente le parole del discorso. Ho dovuto aspettare stamattina per andarmelo a rileggere. Evidentemente avevo buone ragioni per sobbalzare: pure Mankiw (economista con note simpatie repubblicane) prova un certo scetticismo sulla premessa logica del bailout.

Come fa il governo a sapere che i prezzi delle MBS si rialzeranno? E come fa questa informazione a non essere incorporata nel prezzo corrente di mercato? Boh...questa cosa mi sembra un po fatta a mo del central planning del PCUS...spero che qualcuno nel congresso americano faccia qualche bella domandina al proposito.

Sul fatto che gli economisti monetari non parlino: penso abbiano paura. Questa ciurma capitanata da Dick Cheney e' notoria per essere vendicativa...che dici Michele?

 

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  di AlexCT, 26 Settembre 2008, 00:08 permalink rss

Come fa il governo a sapere che i prezzi delle MBS si rialzeranno?

Naturalmente non lo sa con certezza nessuno.  Ma non e' solo il governo a dirlo, lo dicono anche i modelli matematici di MBS.  Modellini semplici che si basano sulle curve di default (quanto e' destinata ad aumentare la proporzione dei mutui in difficolta, in base all'esperienza storica), quanto recupera la banca rivendendo la proprieta, etc.  Parametri non noti con esattezza ma comunque stimabili. Ebbene, con stime raggionevoli non e' difficile arrivare a valori piu alti degli attuali "valori di mercato".

E come fa questa informazione a non essere incorporata nel prezzo corrente di mercato?

Il numero di investitori in MBS e' assai limitato, come ha scoperto il Prof. Bisin quando a cercato di comprarli. Ci vogliono molti soldi e un certa conoscenza del settore. Ma la maggior parte di questi investitori sono saturi.  Se mi presento alla Merrill Lynch e gli propongono un buon affare: acquistare subprime MBS ridono e mi cacciano via:

(1) Stanno letteralmente annegando in MBS e vogliono venderli, non comprarli

(2)  Ridono quando parlo di modelli perche i modelli utilizzati in passato hanno portato alla situazione odierna, a causa di stime troppo ottimistiche. Non ne vogliono sentire parlare di "model price".

Secondo chi la pensa come me il prezzo attuale cosidetto "di mercato" contiene un grosso "sconto di liquidita" dovuto appunto al fatto che il mercato e' estremamente ridotto in questo momento. Vende solo chi assolutamete deve vendere, e lo fa' a prezzi molto scontati. Una delle poche vendite recenti e' stata quella della ML ad un prezzo di venti centesimi al dollaro;anche senza modelli mi pare un prezzo un po basso, no? Vabbeh che costa rientrare in posessione di un immobile (avvocati, etc), vabbeh che la proprieta puo restare invenduta per un certo periodo, vabbeh che i prezzi in molto zone sono scesi,... ma mi sembra dovrebbe essere possibile in certi casi recuperare piu di $20,000 su una casa che ne valeva $100,000.  Naturalmente dipende dai particolari del caso che occorre esaminare attentamente. Ma non e' implausibile.

 

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  di andrea moro, 26 Settembre 2008, 11:35 permalink rss
Ma se e' cosi' perche' non li vendono al dettaglio? Non mi dire che e' difficile approntare l'infrastruttura necessaria. Ai prezzi che dici, li compro subito.
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  di marco esposito, 26 Settembre 2008, 12:18 permalink rss

Incredibile come persone che (immagino) dovrebbero essere le più diverse per cultura, professione, orientamento politico, poi arrivino alla stessa conclusione: nelle elites politiche, ed in special modo quella americana che fa capo a G.W. Bush, c'è il tentativo, ormai palese, di far passare le più immonde schifezze a spese della collettività, con la scusa del disastro, imminente o già avvenuto.

Che dire ? Niente, è meglio, così mi arrabbio di meno e non penso che se sbaglio a me nessuno mi verrà a salvare, anzi, se possibile mi fanno colare a picco prima. O tempora o mores ! (per quelli che parlano inglese, ma poco masticano il latino: o tempi delle more ! Le bionde non vanno più di moda).

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  di stefanoc, 26 Settembre 2008, 14:35 permalink rss

Si, va bene. Ma il punto è proprio questo: ci sarebbe il disastro se non intervengono? Perchè allora è meglio che lo facciano, pazienza se è una palese ingiustizia. Tra l'altro una eventuale caccia ai maggiori responsabili rischia di essere l'apertura di una battuta infinita. Chi può dire di sapere per certo cosa c'è dietro questa catena di derivati, CDO's e affini? Se questo servisse anche solo a rinviare, in teoria va già bene così, poi si vede chi se ne esce con idee migliori.

Invece concordo con quello che dice AlexCT più sopra.

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  di Luciano Priori F., 26 Settembre 2008, 13:55 permalink rss

Per avere delle opinioni nette non bisgnorebbe mai occuparsi di piu' di un cosa.

Horror. Se si vede la questione dal lato dell'economista la soluzione Bush-Bernanke-Obama e' la negazione del mercato, al contrario di quella di Mc Cain che riflette meglio quello che in America pensa la gente comune.

Error. Se la si vede dal lato del mercato (finanziario) non fare niente e' un madornale errore. La situazione secondo un grosso operatore e' infatti questa: "Le marché est tout simplement paralysé pour l'instant. Nous avons atteint un niveau d'illiquidité tel que les cours commencent à perdre leur signification, ce qui est en soit un élément de perturbation supplémentaire."

Politicamente chi sta peggio di tutti e' senz'altro Mc Cain.

 

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  di michele boldrin, 26 Settembre 2008, 16:48 permalink rss

Politicamente chi sta peggio di tutti è senz'altro Mc Cain.

Effettivamente, tanto bene non sta ultimamente.

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  di Luciano Priori F., 26 Settembre 2008, 18:03 permalink rss
Ma Letterman non era suo amico? Allora e' vero che

so' forti 'sti Amerikani ....

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