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E se la FED richiedesse ad ogni istituzione finanziaria del paese di una certa entità di aprire i libri (non so se si dice in italiano, in inglese è "open the books"). Meglio, li obbligasse a farlo. Qualcosa di simile a "portare i libri in tribunale", solo che al "tribunale" stanno i nostri amici che lavorano per Bernanke [sostituisci con i tuoi tecnici preferiti]. Il compito della FED sarebbe quello di rendere pubblica la posizione in Mortgage Backed Securities (MBS) e derivati su MBS di ogni istituzione finanziaria, ripulire i bilanci delle situazioni più sconvenienti (cioé azzerare un po' di attivi e passivi), magari anche comprare dei blocchi di strumenti finanziari in casi particolari [qui si può discutere quali siano questi casi particolari], aiutare la ricapitalizzazione di chi ne ha bisogno - non a fondo perduto naturalmente [anche qui si possono aggiungere dettagli]. In sostanza una gestione a breve del sistema finanziario, come fanno i giudici delle società in fallimento. Allo stesso tempo la FED potrebbe garantire la liquidità dei mercati del credito per il periodo necessario alla ripulitura. Naturalmente la FED dovrebbe operare sotto supervisione del Congresso e per un periodo breve e definito in anticipo.
Nota: i commenti sono di proprieta' degli autori, che ne sono responsabili.
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se ho capito bene lo stato entra nelle banche per controllarle e gestire la crisi . C' è qualcosa di più socialista ?
Quando un bosco brucia gli alberi grossi bruciano per lasciare posto alle piccole piante che cresceranno dopo qualche anno. Il problema non è di sistema . Il problema è generazionale e questa generazione di manager che ha preso per il culo il mondo deve pagare . Meglio se con la galera. E' almeno 3 anni che chiedo al mio consulente come fa una società a mantenersi col terziario senza il manifatturiero . Le risposte vertevano dal ruolo della globaizzazione al fatto che la cina e bla e bla e bla. La risposta è una: non può. La mia sarà una valutazione qualunquista da uomo della strada. Ma per uscire da questo casino bisogna ritornare a fare cose tangibili come le schede elettroniche che come me altri producono e vendono. Prodotti veri a fronte di contanti.Per le scommesse basta las vegas
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L'idea non mi sembra affatto peregrina. Con quale motivazione il tuo amico ha sostenuto che trattasi di una pirlata?
Semmai vedo un problema di altra natura, almeno per il Bel Paese, altrove non so. Le banche sono soggette ad una penetrante supervisione da parte di BdI. La sua vigilanza sta lì proprio per questo. Open the book significa dire che esiste la possibilità, concreta e reale, che il vigilante non abbia fatto bene il suo mestiere. Inoltre i soggetti più attrezzati per farlo sono in primis quegli ispettori di BdI. Conoscono a menadito le banche e la loro operatività. Saprebbero, più di altri, dove andare a guardare e cosa cercare. D'altra parte se non vengono utilizzati loro, ammesso che ce ne siano altri disponibili e capaci, la delegittimazione istituzionale di BdI sarebbe totale e irreversibile.
Occhio e croce l'effetto di sfiducia da parte dei risparmiatori sarebbe enorme e difficilmente controllabile. Alberto tu in fondo stai chiedendo al controllore, vecchio o nuovo che sia, di fare quello che il buon vecchio Nietzsche sconsigliava
Chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro. E se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te.
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1) Secondo me quella che proponi e' una soluzione irrealistica (giusto un'impressione la mia, sono tutt'altro che un esperto!). Come fa notare Mario, "aprire i libri" e leggerli richiede molto tempo. Tempo durante il quale banche di primaria grandezza dovrebbero dare informazioni molto delicate in mano ad una legione di "supervisori". Tempo durante il quale il mercato potrebbe essere bombardato da rumors di ogni tipo,con conseguenze sui titoli delle banche stesse e, piu' in generale, sul valore dei loro assets (mark to market). Insomma, l'incertezza che tu stesso descrivi, coi trader a sudare tenendo il dito sul "bottone rosso", permarrebbe per settimane (o quarters, per usare riferimenti "che contano"). A meno che tu non stia suggerendo di sospendere i titoli e/o chiudere del tutto i mercati per tutto il tempo necessario...
2) La mia versione della "pirlata" e' la seguente: invece di stanziare dei soldi subito e darli in mano a chissa' chi, perche' lo stato non si limita a scrivere su un foglio di carta "da oggi io metto la mia garanzia su questo, questo e quest'altro" (dove, a questo punto, la lista sarebbe lunga....). Se davvero il problema principale e' quello di ridare fiducia negli investitori, mi pare che questo sia il metodo migliore: dai un messaggio forte e chiaro, semplice. E sul tavolo, all'inizio, non devi mettere una lira...
Ancora: scrivere una lista di cose da proteggere, in astratto, e' meno politicamente sensibile che creare un fondo di moneta sonante. Si perderebbe meno tempo, secondo me.
EDIT: sia chiaro, non sto dicendo che proponi cose sbagliate. Qualcuno, prima o poi, dovra' fare pulizia in quei libri (le banche stesse o lo zio Sam). Non mi pare adatto come primo passo, pero'. Non credo sia una soluzione x i problemi di questi giorni.
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Alberto, io non sono un economista, per cui non sono in grado di dire fino a che punto è una pirlata, sono d'accordo sia con Mario che con Ne'elam che i problemi ci sarebbero: quante persone a controllare, e poi soprattutto significa che i controlli fino ad oggi sono stati una farsa: se devono aprire i libri, temendo chissà cosa c'è dentro siamo tutti portati a pensare che fino ad oggi ci hanno preso in giro, o che continuano a farlo, visto che il commercialsita della Valtellina contninua a dire che noi non corriamo alcun pericolo.
Un punto, però, mi sembra essenziale: nessuno si fida più dell'altro, tanto che il TED è arrivato a punte impensabili: della serie, se proprio ti servono soldi me li devi pagare cari e amari, che il lume valga la candela, ovvero bisogna riporatre la fiducia nei mercati.
E poichè si parla di fiducia, ed è quella che io ripongo ogni giorno nei miei clienti, ed a sua volta quella che ripongono in me i miei fornitori, io espongo un'altra pirlata: obbligare per un certo periodo di tempo (sei mesi ?) le banche a prestarsi il denaro non in base al supposto (penso che sei pieno di titoli marci), ma in base all'evidenza già nota (i tuoi titoli non so come sono, ma li guardo per quello che hai dichiarato), ad un tasso prefissato dalla Banca Centrale (prestatore di ultima istanza), con un TED di (?) e garantiti dalla stessa. Così la Banca Centrale non sarebbe obbligata a iniettare liquidità, liquidità che poi le banche non reimpiegano. I conti, così, si farebbero alla fine, non adesso che sembra che venga giù tutta la baracca.
In sostanza, i miei fornitori non guardano chi sono i miei clienti, si fidano che li abbia saputi scegliere, e comunque la mia azienda, nel caso, ha anche l'appoggio di un prestatore di denaro, in caso di mancanza di liquidità.
L'unica cosa su cui tutti mi darete ragione, è che c'è un errore nel titolo: si dice continuIamo, non continuamo.-)
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Buiter, qualche giorno fa: "I propose that the authorities for the time being socialise the interbank market.".
Non so, mi puzza di moral hazard.
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La pensata di forzare in qualche modo le banche a prestarsi denaro (con garanzie pubbliche) l'avevo fatta anche io...
Vorrei aggiungere una osservazione alla proposta di AB sui "libri aperti": secondo me, anche se fosse una cosa fattibile in cinque minuti, verrebbe rifiutata. Mi sembra molto ingenuo pensare che le banche (o di riflesso i loro amministratori) non abbiano molto da temere, anche sul piano penale, da un eccesso di trasparenza...
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..non si potrebbe oltre che "costringere" le banche, non a prestarsi denaro, ma ad avere fiducia, utilizzare strumenti che nella pratica commerciale sono noti come "stand-by Letter of credit "? Io banca A chiedo, a breve termine, il denaro a una banca B, oltre al tasso prefissato dalla Banca Centrale ricevo una stand-By LC dalla Banca Centrale : se A non paga alla scadenza la Banca Centrale ti paga, B non rischia niente e i tassi scendono di loro, inoltre si potrebbe anche prevedere una sorta di "vigilanza intensa" su quelle banche che chiedono un pò troppe volte denaro rispetto alla media (lo so, già succede, ma in questo caso potrei chiedere ad A, e non a tutte le banche di aprire i libri, risparmiamo tempo e denaro e accendiamo i fari su chi sta inguaiato, poi decidiamo il da farsi). Così andiamo avanti con la pirlata di Alberto, ma non stiamo lì a guardare tutti i libri e a portare tutti i CEO delle banche in tribunale...
Certo che quel titolo con la I mancante....-).
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E' una pirlata grossa come una montagna, mica come una casa.
Perche'? Primo, ci vuole tempo e soprattutto ettolitri e ettolitri di caffe'.
Secondo, il motivo per il quale il TED e' al 3-4%, oltre allo sparare al lupo, al non fidarsi e l'indisponibilita' delle banche d'affari a ricapitalizzarsi a brevissimo per non ammettere di essere deboli, e' che le banche stanno usando il discount window della FED come fosse il loro bancomat personale per ottenere cassa.
Qui qualcuno si fara' male, bailout o non bailout. Cash hoarding porta a un arresto cardiaco, per cui non mi stupirei se il weekend annunciassero la nazionalizzazione di qualcuno.
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No, aspetta, sono confuso. D'accordo con il punto 1, che già aveva sollevato Mario Morino: ci vuole tempo e fatica a controllare i bilanci delle banche, e questo può rendere la proposta poco pratica.
Però non ho capito che tipo di causalità hai in mente sulla faccenda crescita tasso interbancario--uso della discount window FED. Sarò naive ma a me pare che se il tasso interbancario cresce diventa per le banche più conveniente usare la Fed, esattamente come appare nei dati che riporti, no? Questo non signifca che non sia allarmante la crescita del tasso interbancario. Cosa non ho capito?
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E' appunto piu' conveniente usare la FED e il TED e' poco indicativo in questi casi. Il problema e' l'effetto che il thinning del mercato interbancario (che, ricordiamocelo, ha tassi cosi' alti perche' tutti chiedono e nessuno offre) combinato con l'uso massiccio della FED ha sugli altri mercati che vengono usati per la liquidita'...
Questo da profano. Magari mi sbaglio, eh.
edit: C'ha lo stesso problema la BoE , che lamenta di essere passata da lender of last resort a lender of only resort.
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A me l'idea di fondo non sembra per niente una pirlata. D'altrondo e' opinione abbastanza condivisa che uno dei motivi della lentissima ripresa del sistema bancario Giapponese dalla sua crisi degli anni '90 sia stata propria la opacita' dei balance sheets delle sue banche e istituzioni finanziarie, anche favorita dal sistema Giapponese di accounting backward looking. Douglas Diamond chiamava questo il caso degli "zombie" (probabilmente ne avete gia' discusso qui), banche e istituzioni finanziarie che si ostinavano a non riconoscere il problema (impedendo un'opera di sana "pulizia") ma de facto era in condizioni talmente gravi da non poter far altro che tenere chiusi i rubinetti del credito (l'ormai infaustamente noto credit crunch). Quando parlai con alcuni economisti del Financial Regulation Office della Bank of Finland, erano fieri di sostenere come la rapida ripresa della Finlandia e ancora piu' della Svezia dalla loro profonda crisi bancaria dei primi anni '90 fosse stata proprio facilitata da un'opera di "riconoscimento" rapido dei problemi dei balance sheets (in contrasto con l'approccio Giapponese).
Cio' detto a livello di principio, non so se e come l'idea potrebbe essere implementata.
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Mica male l'idea.
Certo, come e' stato detto, il problema principale e' sui tempi.
Allora, per lavorare tutti in modo piu' sereno, si potrebbe eliminare il "quarter" e far ragionare borsa e aziende meno freneticamente.
Magari non aiuta alla causa ma, visto che le pirlate non vanno mai da sole...
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Idea teoricamente buona, ma praticamente deleteria, perchè credo che farebbe precipitare ancora di più la fiducia nel sistema: in sostanza il messaggio sarebbe "tutta la vigilanza fatta dalle banche centrali sino ad oggi è inaffidabile, tutti i controlli interni (sindaci, società di revisione ecc.) sono carta straccia, quindi fateci vedere come stanno realmente le cose e ne riparliamo dopo".
La conseguenza sarebbe una corsa a riprendersi i risparmi, la sospensione delle quotazione in borsa dei titoli bancari, la contrazione del credito.
Questa naturalmente è una valutazione fatta "a naso" da un ignorante, poi magari ci sono considerazioni economiche a me sconosciute che fanno sì che abbia detto una pirlata
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Allo stesso tempo la FED potrebbe garantire la liquidità dei mercati del credito per il periodo necessario alla ripulitura.
La FED non ce l'ha i soldi per coprire il credito giornaliero interbancario con la flessibilita' con cui lo fanno le banche. Solo il commercial paper sono quasi 2 trillioni, figuriamoci il resto. Come si dice: you cannot print your way out of this mess.
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La FED non ce l'ha i soldi per coprire il credito giornaliero interbancario con la flessibilita' con cui lo fanno le banche. Solo il commercial paper sono quasi 2 trillioni, figuriamoci il resto. Come si dice: you cannot print your way out of this mess.
Pero' mica le transazioni sono in banconote... Considera che FED e BCE (e probabilmente ormai anche BoE e altre banche centrali minori) non sono solo "Lenders of Only Resort", sono anche "Deposit Takers of Only Resort", dato che le banche con temporanei eccessi di liquidita' ormai si fidano solo a depositarli nella banca centrale (ricevendone interessi molto bassi). A questo punto, forse sarebbe piu' semplice se le banche centrali si limitassero a garantire i prestiti interbank, dato che l'effetto pratico e' lo stesso... Almeno in America la FED gia' ha una buona visibilita' sui flussi interbancari dato che essi prevalentemente passano tramite Fedwire, la camera di compensazione in tempo reale che usa i saldi dei depositi infruttiferi che le banche devono tenere con la FED.
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Ma anche se non li stampa son pur sempre soldi che immette sul mercato, no? Ai fini inflazionistici non e' la stessa cosa?
Dipende. Se sono immessi temporaneamente per far fronte a crisi di liquidita', non hanno effetto inflazionistico: semmai evitano rischi di deflazione derivante da una stretta creditizia come quella attuale, determinata non da policy ma da riluttanza delle banche a prestarsi i soldi tra loro, e dal diffuso deleveraging conseguente al recente improvviso decesso del sistema bancario-ombra (JP Morgan, lunedi' scorso, ha messo fine alle sofferenze dell'ultimo SIV di rilievo, Sigma Finance).
Ovviamente, se l'immissione diventa eccessiva e permanente causa inflazione: ma questo, come scrivevo nel commento a Michele, potrebbe anche diventare una scelta intenzionale. L'inflazione, come l'insolvenza, e' una soluzione che ovviamente piace ai debitori: e gli Stati Uniti sono al momento molto rappresentativi di questa categoria, sia come individui che come governo.
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Grazie a tutti. Il mio post era un tentativo di pensare ad alta voce in modo di avere reazioni. Che naturalmente ho avuto. Voglio provare a rispondere - ancora pensando ad alta voce - anche se non ho tempo (insegno). Rispondo quindi veloce veloce e poi tornero' con piu' calma sui punti.
1) Sul fatto che "controllare i libri" richieda (impossibilmente) tanto lavoro. Sono d'accordo che sia operazione ciclopica - anche se credo meno di quanto stimato nei commenti:
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mi pare il caso di far notare:
http://dealbook.blogs.nytimes.com/2008/10/02/hedge-funds-score-a-victory-in-short-selling-rules/
e anche
http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2008/09/30/AR2008093002602.html
ossia: forse complete transparency non si puo fare, ma mi sembra che qui ci si stia muovendo in direzione diametralmente opposta
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...per contribuire un po alla discussione. Questo credo si possa ricollegare al dato sul Ted riportato da Alberto.
La crisi di liquidita' sembra essere soprattutto dopo i 20 giorni se si guardano ai dati della FED sul commercial papers. Per il mese di Settembre, fino a venti giorni, i volumi di commercial papers sono anzi superiori alla media (Non capisco bene il perche' di questo non essendo un esperto di economia monetaria). Dopo i venti giorni parecchio inferiore alla media e dopo gli 81 giorni il 30% inferiore alla media.
Il che mi fa pensare che anche in questo senso il piano Paulson appena passato non giovera' di molto a ridare liquidita', come suggerisce Michele in un altro post aggiungendo varie e interessanti ulteriori ragioni.
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6) Sul fatto che si ricapitalizzi con equity a' la Zingales. Ci mancherebbe, se si ricapitalizza che si faccia con equity. Ma il mio punto e' che e' meglio separare la realizzazione delle perdite e la ricapitalizzazione (la realizzazione delle perdite secondo me deve essere coordinata nel sistema - per fare in fretta - per questo mi par bene che lo faccia la FED o chi per loro). Sono due operazioni diverse e indipendenti. Una volta realizzate le perdite un bel po' di ricapitalizzazione verra' fatta dai mercati privati, che le banche sono molto, molto poco care di questi tempi.
7) Sul fatto che si potrebbe iniziare dall'assicurare i mutui come dicono Michele e i Repubblicani. Qualcosa in questo senso va fatto. Ma si noti che i) il problema di moral hazard e' immenso - aspetto di vedere come Michele pensa di risolverlo, ma a me pare immenso; ii) il tutto comporterebbe l'entrata attiva dello stato nelle transazioni immobiliari, una cosa che sanno fare ancora meno che non controllare i bilanci, iii) il tutto cmporterebbe il completo bailout dei banchieri cattivi; forse e' inevitabile comunque - non e' certo solo un problema di questo approccio, ma...
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Penso che questo post, insieme con i vari articoli di Michele Boldrin sia molto importante come modo di guardare la crisi finanziaria, ed in generale l'economia.
Tutto quello che si legge altrove è chiaramente frutto di ideologie, precomprensioni, correnti, tradizioni, insomma un sacco di gente che pretende di dire cosa si deve fare. Filosoficamente, una continua confusione fra l'essere ed il dover essere.
Andando al merito, e molto umilmente:
1) Controllare i libri mi pare la risposta giusta: se i metodi di revisione attuale non sono efficienti si tratta di inventarne di nuovi, non di tirare fuori il solito problema dei costi.
2) Non è socialismo, trattasi di capitalismo nella sua forma più genuina
3) Non ho capito perché bisognerebbe sospendere il trading, visto che non si sospende ora che le informazioni non ci sono. Forse ci dovrebbe semplicemente essere un modo trasparente di diffondere le informazioni mano a mano che saltano fuori.
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Mi sembra il cuore del problema. Le informazioni "salterebbero fuori" in tempi diversi, a prescindere dal meccanismo di "pubblicazione" utilizzato. Ne sappiamo abbastanza per gestire un processo del genere, path dependancy del risultato finale e tutto? Chi si prende una responsabilita' del genere?...mano a mano che saltano fuori.
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Visto che il rischio di dire pirlate è autorizzato, dico la mia.
Da ex revisore: quante ore di lavoro ritieni siano necessarie per "aprire i libri" ma anche per leggerli e capirli? In uno spazio di tempo che penso si dovrebbe misurare in giorni, massimo settimane? Una revisione di una grande banca italiana prende 50.000 ore, forse limitando il lavoro solo all'MBS (ma con un lavoro ben più accurato del solito, vista la crisi, le maggiori responsabilità , ecc.) potrebbero essere 20.000 ore, moltiplicate per 100 banche importanti USA sono 2 milioni di ore, diviso 12 ore al giorno di lavoro per 15 giorni servirebbero 11.000 persone, tutte ovviamente altamente qualificate e, naturalmente, indipendenti.